19 mag. 2014 | Intervista a Velia Papa direttore di Marche Teatro – teatroteatro.it

Forte del largo riscontro di critica e di pubblico registrato anche all’estero dalle sue produzioni e della crescente qualità dell’offerta dei cartelloni proposti, Marche Teatro rapresenta di fatto un’eccellenza del panorma teatrale italiano. Il suo direttore Velia Papa ce ne spiega le ragioni e ci anticipa i nuovi progetti.

Quali saranno le caratteristiche preminenti della prossima stagione di prosa del Teatro delle Muse? La Stagione Teatrale di Ancona, tra le prime in Italia ad essere presentata, prevede 11 titoli, di cui 10 in abbonamento, per 4 repliche a spettacolo e sarà integralmente proposta per la prima volta  al Teatro delle Muse. La scelta degli spettacoli propone un’ampia  panoramica di autori, attori e registi tra i più conosciuti ed apprezzati. Tra i protagonisti del cartellone spiccano infatti: Carlo Cecchi, Alessandro Gassmann, Silvio Orlando, Alessandro Preziosi, Angela Finocchiaro, Emilio Solfrizzi, Maria Amelia Monti, Pippo Delbono, Giuseppe Battiston, Marina Massironi, Paolo Graziosi; tra i registi Peter Stein, Damiano Michieletto, Andrea De Rosa, Valerio Binasco, Daniele Lucchetti, Cristina Comencini. La Stagione vedrà salire sul palcoscenico del Teatro delle Muse (1200 posti, il più grande delle Marche) quasi 200 artisti con allestimenti imponenti di autori classici e contemporanei che vanno da  Shakespeare a Gogol’ da Pinter a Feydeau, da Molière ad Hemingway. Il cartellone dimostra una particolare attenzione verso l’incontro con altre discipline:   il cinema, attraverso  gli spettacoli:  La scena, testo scritto  e diretto da Cristina Comencini,  La scuola di Domenico Starnone con la regia di Daniele Luchetti e   Addio alle armi, in esclusiva regionale, un omaggio teatrale alla versione cinematografica del testo di Hemingway, nel centenario della grande guerra, portato in scena da una delle compagnie inglesi più affermate: imitating the dog. La tournée  della compagnia, per la prima volta in Italia, è promossa da Marche Teatro in collaborazione con il British Council. Rimandano invece all’opera:  il Falstaff di Andrea De Rosa e la regia corale de L’ispettore Generale di Gogol’ di  Damiano Michieletto,  uno tra i più acclamati giovani registi italiani d’opera. Il programma si arricchisce, inoltre, della presenza di Pippo Delbono, uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero, noto per la sua vena poetica, per l’estrema originalità del linguaggio che non lascia mai indifferenti. Delbono porta la sua ultima creazione, Orchidee, che proponiamo fuori abbonamento, in esclusiva regionale.

Come giudica la qualità delle opere in cartellone?
Il cartellone raccoglie le migliori proposte del panorama nazionale, interpreti e registi tra i piú conosciuti, alternando a grandi allestimenti classici, spettacoli contemporanei e novità assolute. A 450 anni dalla nascita di William Shakespeare abbiamo voluto celebrare il Bardo con  tre opere: Riccardo III-TerzoFalstaff eLa dodicesima notte, uno spettacolo di nostra produzione, con la traduzione originale commissionata alla poetessa Patrizia Cavalli, la regia e l’interpretazione di Carlo Cecchi, le musiche di scena di Nicola Piovani, i costumi di Nanà Cecchi e un cast di rilievo con un’eccellente, numerosissima compagnia tra cui spiccano: Eugenia Costantini, Tommaso Ragno, Antonia Truppo, Dario Iubatti. Inoltre la Stagione apre, per la prima volta, all’Europa con la presenza di una delle migliori e più interessanti compagnie inglesi del momento imitating the dog  e si caratterizza per una nuova attenzione al contemporaneo e alla multidisciplinarietà.
Quali benefici vi attendete dalla implementazione di Marche Teatro
Ci proponiamo innanzitutto di unire le nostre forze per riuscire ad operare al meglio, offrendo al pubblico un maggior numero di proposte di livello qualitativo più elevato,  agli artisti la possibilità di lavorare in un contesto professionale più accurato e più solido in grado di garantire migliori prospettive di lavoro.
Come riuscite a convivere con le non facoltose risorse economiche a disposizione?
Intanto con la messa in comune delle nostre risorse abbiamo migliorato il contesto economico generale. Si tratta ora di non disperdere le nostre energie ma di precisare i nostri obiettivi in un progetto chiaro e sostenibile nel lungo periodo.
Quali sono i punti di forza su cui si regge l’attività di produzione che ogni anno si fa sempre più crescente?
Il nostro obiettivo è quello di unire le forze per operare al meglio per offrire al pubblico un maggior numero di proposte di livello qualitativo più elevato. Ma anche quello di offrire agli artisti la possibilità di lavorare in un contesto professionale più solido. Facciamo il punto sulla nostra proposta produttiva: in questo primo anno, Marche Teatro ha un programma produttivo molto intenso che raccoglie le migliori energie creative e produttive in seno agli organismi che compongono l’originale esperimento di Marche Teatro:  Fondazione “Le Città del Teatro”, Fondazione Teatro delle Muse, Associazione Inteatro, Cooperativa Teatro del Canguro.
Produciamo 16 titoli che impiegano 111 persone tra personale artistico e tecnico per un totale di quasi 9.000 giornate lavorative. Gli artisti sostenuti sono: Carlo Cecchi, Alessandro Sciarroni, Glen Çaçi, Davide Calvaresi, Arturo Cirillo, Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico, Eleonora Diana/Daniele Catalli, Compagnia Musella/Mazzarelli, Francesca e Stefano Tosoni, Compagnia Nim, il Teatro del Canguro con il progetto Tutti i Teatri di Lino Terra. Nel nostro progetto produttivo, accanto a Carlo Cecchi, un grande  Maestro del teatro italiano, si affiancano autori/registi di talento   e giovani artisti. La nostra attività è infatti fortemente orientata al contemporaneo con testi originali e proposte innovative alcune delle quali stanno conoscendo una grande diffusione internazionale  penso, per esempio, ad  Alessandro Sciarroni i cui spettacoli, Untitled, Folk-s, Joseph, sono ormai presenti in tutti i grandi Festival europei e non solo visto che è stato appena ospite del Festival di  Montevideo in Uruguay. L’attenzione alla diffusione e cooperazione in ambito internazionale è sicuramente una delle caratteristiche di Marche Teatro. Proprio in questi giorni abbiamo aperto  un bando per la ricerca di attori che possano interpretare la versione italiana di  The last supper, un’originale proposta del gruppo  belga Reckless Sleepers diretto da Mole Wetherell.
Qual è stata l’arma del successo degli spettacoli fin qui prodotti che hanno registrato un largo consenso di critica e di pubblico?
Indubbiamente l’attenzione e la cura che riserviamo alle nostre produzioni, insieme ad una scelta di proposte che ci convincono molto e nelle quali crediamo. Il risultato artistico risente molto del clima produttivo. Il nostro lavoro punta  all’ascolto e all’attenzione verso gli artisti con i quali lavoriamo. Cresciamo con loro e il loro successo è anche il nostro.  E’ importante scegliere anche le occasioni di presentazione del lavoro e le collaborazioni produttive. I nostri prossimi debutti, ad esempio,  sono previsti: il 15 giugno al Teatro Sannazaro, nel contesto di  Napoli Festival Teatro Italia, presentiamo Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi regia e interpretazione di Arturo Cirillo;  il 16 luglio al Teatro Romano di Verona, in collaborazione  con il Festival Shakespeariano, debutterà La dodicesima notte con e regia di Carlo Cecchi.
Quali iniziative state adottando per coinvolgere un numero sempre più ampio della cittadinanza?
Intanto vogliamo aumentare il numero di spettacoli proposti per raggiungere un più ampio numero di spettatori. In questo senso stiamo lavorando ad altre due stagioni che verranno annunciate dopo l’estate: una stagione di danza ed una stagione più spiccatamente internazionale e contemporanea. Cercheremo di avvicinarci, in questo modo, ad altre  fasce di pubblico. Pensiamo alla massima apertura degli spazi teatrali in gestione con una pluralità di iniziative: mostre, incontri, presentazioni di libri, concerti;  in questa direzione  abbiamo attivato collaborazioni con  associazioni locali, case editrici ed altri organismi che ci aiuteranno a popolare il più possibile i nostri teatri come centri di promozione culturale sempre aperti. Inoltre stiamo avviando anche un intenso programma di attività educative e di impegno nel sociale per usare il teatro come strumento di integrazione, educazione e convivenza attiva.
Quale ruolo può svolgere il teatro in un periodo di grave crisi economica e morale come quello che stiamo attraversando?
Il teatro può risvegliare il senso  di appartenenza è può  essere un potente mezzo di inclusione. Ed è in momenti difficili come questi che i valori  della cooperazione e  della comunità devono potersi esprimere.