10 piccoli indiani

29 nov. 2016 | 10 piccoli indiani… e non rimase nessuno! Dall’1 al 4 dicembre al Teatro delle Muse

PER LA PRIMA VOLTA IN SCENA CON IL FINALE ORIGINALE

Sabato 3 dicembre alle 18.30 la Compagnia incontra il pubblico al Musecaffé

La Stagione Teatrale 2016 17 di Ancona curata da Marche Teatro propone dall’1 al 4 dicembre al Teatro delle Muse il capolavoro di Agatha Christie Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno!

Lo spettacolo vanta la traduzione di Edoardo Erba, un’eccellente compagnia di attori che vede in ordine di apparizione: Giulia Morgani, Pierluigi Corallo, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Leonardo Sbragia, Mattia Sbragia, Ivana Monti, Luciano Virgilio, Alarico Salaroli, Carlo Simoni, la regia è di Ricard Reguant, il progetto artistico è di Gianluca Ramazzotti e Ricard Reguant, le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi sono di Adele Bargilli, la produzione è Ginevra srl, 8P Management.

La Compagnia incontrerà il pubblico sabato 3 dicembre alle ore 18.30 al Musecaffé, modera l’appuntamento dell’Aperitivo con gli artisti, Valentina Conti.

Dieci piccoli indiani è il libro giallo più venduto in assoluto. Per la prima volta nella storia della commedia e in accordo con la Agatha Christie limited, la produzione dello spettacolo è riuscita ad ottenere il finale come nel romanzo del 1939.

Tratto dal capolavoro letterario di Agatha Christie, la storia narra di dieci sconosciuti che per vari motivi sono stati invitati in un’elegante villa su un’isola deserta. Una serie di morti misteriose infonde il terrore negli ospiti dell’isola, che iniziano ad accusarsi a vicenda fino ad arrivare ad una scioccante conclusione.

Nel 1943 la Christie decide di creare un adattamento del romanzo per il palcoscenico, lo spettacolo rimase in cartellone a Broadway per ben 426 repliche. L’opera teatrale differisce dal romanzo nel finale, in quanto, la Christie non voleva offrire al pubblico una conclusione così drammatica, pertanto decise di trasformarlo in un lieto fine.

 “Dieci piccoli indiani”, pubblicato in Italia nell’agosto 1946 con il titolo …E poi non rimase nessuno, è una perfetta struttura letteraria capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Recentemente un sondaggio americano ha dichiarato che il romanzo è considerato universalmente il migliore in assoluto, posizionandosi al primo posto di tutte le vendite nel mondo, con poco più di 110.000.000 di copie vendute.

Il libro fu originariamente pubblicato nel 1939 in Inghilterra come Ten Little Niggers (Dieci piccoli negri, o Dieci negretti), a richiamare il primo verso della filastrocca a cui si fa più volte riferimento nelle sue pagine: questa è in realtà una canzone americana, scritta nel 1868 da Septimus Winner e anch’essa pubblicata inizialmente come Ten Little Niggers e successivamente trasformata in Ten Little Indians. Per evitare di offendere la sensibilità dei cittadini di colore, il titolo del libro subì una prima variazione l’anno seguente, in occasione dell’uscita negli Stati Uniti: in questa circostanza, venne scelto come nuovo titolo l’ultimo verso della filastrocca, And Then There Were None, dato che nigger è utilizzato in America come termine dispregiativo. Anche in Italia la Arnoldo Mondadori Editore, prima casa editrice a pubblicare il romanzo (nel 1946), scelse la seconda versione, titolandolo …E poi non rimase nessuno. Questo rimase fino al 1977, ma non piacque e così venne definitivamente cambiato con il più musicale Dieci piccoli indiani. Il nuovo titolo piacque ma non negli U.S.A. dove rimane, ancora oggi, And Then There Were None.

La versione diretta dal regista spagnolo Ricard Reguant, è stata un enorme successo sia a Madrid la scorsa stagione che a Barcelona, tutti i personaggi sono ben caratterizzati e delineati nelle loro profondità interiori. La stessa epoca del romanzo viene rispettata cosi da ambientarla nei suggestivi anni 40’ con una scenografia in stile Art-Decò, utilizzando i colori bianchi e neri, che darà certamente impatto visivo ad uno spettacolo che vede sul palcoscenico dieci protagonisti della scena italiana per la prima volta tutti insieme di varie generazioni e background artistici differenti.

Come scrive Reguant nelle sue note di regia: “Questa nuova versione teatrale si adatta ai tempi e all’estetica del momento facendo godere il pubblico nella ricerca dell’enigma preparato dalla Signora Aghata; questi dieci “piccoli indiani” bloccati nell’isola sono vittime o assassini?. Questa è la stessa domanda che la scrittrice pone a se stessa mostrando al pubblico il lato nascosto di una classe borghese e aristocratica mischiati insieme in un’unica arena, rivelando le proprie carenze facendoli confrontare e sbranarsi per la sopravvivenza fino a diventare esseri volgari e ordinari. Sembra quasi una vendetta della stessa Christie verso una classe dirigente nella società inglese in cui la stessa scrittrice vive agiatamente e dalla quale vuole evadere costringendosi a diventare lei stessa la carnefice verso i suoi personaggi”.

La Stagione Teatrale 2016 17 prosegue:

Dal 15 al 18 dicembre al Teatro delle Muse applaudiremo: Ornella Vanoni, Belen Rodriguez, il Ministro Boschi, la criminologa Bruzzone, Marina Abramovic…ad interpretarle la straordinaria trasformista Virginia Raffaele che presenta Performance. Lo spettacolo è scritto dalla stessa Virginia Raffaele, da Giampiero Solari, Piero Guerrera e Giovanni Todescan, la regia è di Giampiero Solari, la produzione è di ITC2000.

Il 2017 si apre con il ritorno ad Ancona di Carlo Cecchi che dopo tre stagioni di tournée con “La dodicesima notte” (34 città per 121 repliche) porta in scena di nuovo un testo contemporaneo. Dall’11 al 15 gennaio al Teatro Sperimentale arriva infatti Il lavoro di vivere di Hanoch Levin, uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah, con Fulvia Carotenuto, Massimo Loreto, allestimento scenico di Gianmaurizio Fercioni, luci di Gigi Saccomandi e costumi di Simona Dondoni. Lo spettacolo è co-prodotto da Teatro Franco Parenti / Marche Teatro. Hanoch Levin è uno dei drammaturghi più significativi di Israele, ha scritto una cinquantina di opere teatrali. Il suo lavoro comprende commedie, tragedie e cabaret satirici. Il lavoro di vivere, come altre sue opere si apre all’insegna del sarcasmo più feroce, di una disperazione paradossalmente allegra.

Dal 26 al 29 gennaio al Teatro delle Muse arriva il musical dell’anno, Billy Elliot tratto dal film di Stephen Daldry, con le musiche Elton John, i testi e libretto di Lee Hall, la regia originale di Massimo Romeo Piparo. Billy Elliot il Musical porta in scena una delle storie più amate del cinema europeo. Il Musical ha debuttato nel West End (Victoria Palace Theatre, Londra) nel 2005 ed è stato nominato per nove Laurence Olivier Awards – il massimo riconoscimento europeo per i Musical – vincendone ben quattro. L’incredibile successo conseguito ha fatto sì che il musical approdasse anche a Broadway nel 2008 dove ha vinto dieci Tony Awards – gli Oscar del Musical – e dieci Drama Desk Awards. Con le musiche pluripremiate di Elton John in un allestimento dal respiro internazionale “Billy Elliot, il Musical” vede in scena un cast di 30 straordinari performers. La produzione è di Peeparrow/IL SISTINA. Lo spettacolo sarà ospitato per alcuni giorni di prove prima delle quattro repliche alle Muse.

Dal 2 al 5 febbraio sempre al Teatro delle Muse Marco in scena Baliani e Lella Costa in Human di Marco Baliani e Lella Costa con la collaborazione drammaturgica di Ilenia Carrone e con Noemi Medas, Davide Piludu Verdigris, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu, le musiche originali Paolo Fresu, i costumi di Antonio Marras, la regia di Marco Baliani. Lo spettacolo è una co-produzione Mismaonda / Sardegna Teatro / Marche Teatro. Marco Baliani è partito dal mito per interrogarsi e interrogarci sul senso profondo del migrare. Poi l’incontro con Lella Costa e la reminescenza di un altro mito, ancora più folgorante nella sua valenza simbolica e profetica: Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte del fiume Ellesponto. Prende avvio così HUMAN, dal tema delle migrazioni e dalla volontà di raccontarne l’“odissea ribaltata”.

Dal 23 al 26 febbraio al Teatro delle Muse Raoul Bova e Chiara Francini sono i protagonisti di Due, una commedia scritta da Luca Miniero e Astutilio Smeriglia e diretta dal Luca Miniero, prodotta da Compagnia Enfi Teatro. Due parla dell’inizio di una convivenza, momento delicato per ogni coppia. La scena è una stanza vuota e mentre Marco (Raoul Bova) è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale Paola (Chiara Francini) lo interroga sul loro futuro, su come saranno tra vent’anni. La diversa visione dei due della vita insieme emergerà prepotentemente ed entrambi i personaggi evocheranno personaggi dal loro passato e ne immagineranno altri nel loro futuro: genitori, amanti, figli, amici che, come in tutte le coppie, concorrono a turbare la loro serenità.

Dal 2 al 5 marzo sul palcoscenico del Teatro delle Muse, Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia ci divertiranno con la pièce Serial killer per signora dal musical di Douglas J. Cohen con Tersa Federico e Alice Mistroni e la regia di Gianluca Guidi, prodotti da Ente Teatro Cronaca Vesuvio Teatro e il Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Serial killer per signora un musical, tratto da un racconto di William Goldman per la regia di Gianluca Guidi. A lui si deve la scoperta in modo del tutto casuale di questa novità assoluta per l’Italia, dove tra musiche e canzoni, passi di danza e brani recitati s’intrecciano le storie di un detective e di un assassino che si rincorrono sullo sfondo di una comicità ironica e grottesca, con tanto di finale a sorpresa.

Dal 16 al 19 marzo ancora al Teatro delle Muse arrivano quattro attrici: Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti, Giulia Bevilacqua in Due partite di Cristina Comenicini con la regia di Paola Rota, la produzione è di Artisti Riuniti. La Compagnia tutta al femminile sarà per alcuni giorni in prova ad Ancona per riallestire lo spettacolo. Una commedia dolceamara che lavora su diversi livelli, un meccanismo perfetto che alterna momenti di comicità ad altri di vera e propria commozione.

Dal 5 al 9 aprile chiude al Teatro Sperimentale Arturo Cirillo e Milvia Marigliano sono Martha e George nel dramma di Edward Albee Chi ha paura di Virginia Woolf? con la traduzione di Vittorio Capriolo; in scena con Cirillo e la Marigliano vedremo Valentina Picello ed Edoardo Ribatto, la regia è di Arturo Cirillo, le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, luci Mario Loprevite, regista collaboratore Roberto Capasso. Lo spettacolo è una co-produzione Tieffe Teatro / Marche Teatro. “Chi ha paura di Virginia Woolf?” ha debuttato a Broadway nel 1962. Del 1966 è la versione cinematografica che rese celebre Albee in tutto il mondo interpretato dalla coppia Taylor-Burton. Il testo di Albee è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo, e sull’amore.

Come spettacoli fuori abbonamento alle Muse sono previsti inoltre: Le Olimpiadi del 1936 raccontate in esclusiva regionale dal giornalista e telecronista Federico Buffa il 10 marzo e un cavallo di battaglia di due attori amatissimi, sempre in esclusiva regionale, Il Principe abusivo a teatro con protagonisti Alessandro Siani e Christian De Sica in scena dal 24 al 26 marzo.

La Stagione Teatrale è sostenuta da Comune di Ancona/Assessorato alla Cultura, Regione Marche, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in collaborazione con gli sponsor Angelini, Prometeo Estra, Gallerie Commerciali Auchan.

26 nov. 2016 | Tuttoin1giorno – Ancona Today

22 nov. 2016 | TUTTOIN1GIORNO danza festival – 3^ edizione, sabato 26 novembre dalle 18 alle 24

UNA MARATONA DI SPETTACOLI, AZIONI PERFORMATIVE, CONFERENZE, VIDEO

UNA GIORNATA DI IMMERSIONE TOTALE NELLA DANZA CONTEMPORANEA
CON SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET, FRANCESCA FOSCARINI, ANDREA COSTANZO MARTINI
E UN OMAGGIO AI GRANDI SOLISTI DEL BALLETTO CLASSICO DA NIJINSKIJ A NUREYEV
FINO ALL’ULTIMA RIVELAZIONE: SERGEI POLUNIN

Sabato 26 novembre al Teatro delle Muse di Ancona torna TUTTOIN1GIORNO danza festival terza edizione, una maratona di spettacoli, azioni performative, conferenze e video. L’arte coreutica invaderà, dalle 18 alle 24, tutte le sale e gli spazi del Massimo cittadino per una giornata di immersione totale nella danza contemporanea.

La giornata si apre alle ore 18 al ridotto del teatro con una conferenza tenuta dal critico – giornalista Rossella Battisti dal titolo DANZATORI DIONISIACI: DA NIJINSKIJ A POLUNIN con inserti video tratti dalle opere di artisti che vanno da Vaslav Nijinskij a Rudolf Nureyev, da Mikhail Baryshnikov fino all’enfant terrible della danza Sergei Polunin conosciutissimo per il video virale diretto da David LaChapelle dove danza sulle note della canzone Take me to church di Hozier. Dalle note di Rossella Battisti sulla conferenza che terrà alle Muse –Talento straripante e personalità esplosiva, Sergej Polunin ha acceso le scene del balletto con una sfumatura dionisiaca che mancava da tempo. Il biopic – dedicatogli a 27 anni appena compiuti – è conseguenza naturale al suo divismo ribelle che lo porta di continuo alla ribalta delle cronache. Presentare alcuni estratti dal film-documentario diretto da Steven Cantor diventa così l’occasione per ricordare gli artisti che lo hanno preceduto con una medesima aura “bella e dannata”. Da Vaslav Nijinskij che a inizio Novecento rivoluzionava la figura del danzatore da semplice porteur di ballerine a divo assoluto, fino a Rudolf Nureyev, il tartaro divino nei cui panni lo stesso Polunin si è calato nel documentario della BBC “ Rudolf Nureyev: from Russia with love”.

La serata prosegue alle ore 19 al teatrino della sala melpomene con lo spettacolo, in prima nazionale, TROP di e con Andrea Costanzo Martini, danzatore formatosi sul metodo gaga di Ohad Naharin al Suzan Dallal Center di Tel Aviv. La performance vanta la collaborazione del video performer Mami Shimazaki, video artist e light design Yoav Barel, costumi Nir Benita, musica Andrea Martini, Natasha Atlas, Marty Robbins. La performance è una co-produzione: Pavillon Noir, Aix-enProvence, Zurich Tanzhaus, MAAT festival Lublin, Suzan Dellal Center, Centrum Kultury w Lublinie, Tmuna Theater Tel Aviv, Hateiva Theater.

Trop è un assolo che parla dell’equilibrio di potere che si stabilisce nell’atto performativo tra il performer, il pubblico e un mondo esterno fatto di simboli e immagini che irrompono sulla scena. La tensione tra questi elementi condiziona il movimento e l’azione sul palco. Lo spettacolo è un breve viaggio attraverso una foresta di messaggi e informazioni, dove il corpo è come un’ancora nel mezzo, l’unica realtà tangibile che possieda la propria volontà, bisogni e desideri. Un one man show dove a parlare sono la carne e le ossa.

Andrea Costanzo Martini è nato e cresciuto in Italia dove ha cominciato i primi studi di danza contemporanea e balletto. Nel 2006 si unisce all’ensemble Batsheva e due anni dopo alla Batsheva Dance Company dove, oltre a danzare nei lavori di Ohad Naharin e Sharon Eyal, comincia a muovere i primi passi come coreografo e insegnante di Gaga. Ottiene poi un ingaggio con il Cullberg Ballet di Stoccolma dove partecipa in lavori di Benoit Lachambre, Alexander Ekman, Crystal Pite, Jefta Van Dinter e Tillman O’Donnel. Crea una coreografia per sei danzatori della compagnia dal titolo For men only, presentato al Moderna Dans Theater di Stoccolma e partecipa al programma solista di Deborah Hay – This empty stage an ocean. Nel 2012 si trasferisce in Israele dove comincia a lavorare con la Inbal Pinto Dance Company e dove crea il solo What Happened in Torino a cui successivamente viene assegnato il primo premio sia per la danza sia per la coreografia all’International Stuttgart Solo Competition. Da allora il pezzo ha girato molto in tutta Europa. Nel novembre 2014 ha presentato un nuovo lavoro Tropical a Pavillon Noir Aix en Provence da cui è nato anche la versione solo,Trop, presentato al festival MAAT di Lublino. Nel 2015 realizza le opere Filthy Guilty aaaaAAAHHH per la Alfred Gallery di Tel Aviv, Vogliovoglia per la palazzina di caccia di Stupinigi di Torino e Cordelia per il Sadna Gaaton, (Israele). What Happened in Torino nel 2015 ha ricevuto il premio del pubblico al Mas Danza di Gran Canaria, Spagna.

Il festival prosegue alle ore 20.45 nella sala grande del Teatro delle Muse con Pa|Ethos di Spellbound Contemporary Ballet. Lo spettacolo è co-prodotto da Marche Teatro con il festival Fabbrica Europa, la Fondazione Milano Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Spellbound Contemporary Ballet, Bejing Dance Festival e Guangdong Dance Festival.
Dopo le numerose presenze nei maggiori teatri e festival internazionali e reduce da una prestigiosa tournée asiatica (a Taiwan per l’inaugurazione del National Taichung Theater e in Giappone nell’ambito della Triennale di Tokyo con il progetto LA MODE diretto da Tomoko Mukaiyama) e lo scorso 10 novembre ha partecipato con successo in Cina al Guangdong Dance Festival, Spellbound Contemporary Ballet arriva il 26 novembre, in esclusiva regionale, al Teatro delle Muse di Ancona, con Pa|Ethos a firma del coreografo tibetano Sang Jijia.
Spellbound Contemporary Ballet porta in scena la creazione con la coreografia affidata a Sang Jijia e nata in collaborazione con i danzatori: Fabio Cavallo, Maria Cossu, Giovanni La Rocca, Mario Laterza, Giuliana Lo Mele, Claudia Mezzolla, Giacomo Todeschi, Violeta Wulff Mena, Serena Zaccagnini.
“Pa|Ethos” è un originale ed interessante progetto nato da una visione artistica che ha radici nel pensiero orientale ma che si arricchisce dell’eccezionalità della danza e del teatro contemporaneo europeo, avvalendosi dell’importante gioco luce dei Santasangre e delle musiche techno roboanti e monocordi di Dickson Dee; il disegno luci è di Marco Policastro, i costumi di Giuseppina Maurizi, assistenti alla coreografia sono Yanan Yu e Adriana De Santis.
L’opera prende il nome dall’unione di due temi fondamentali della Retorica di Aristotele, Pathos ed Ethos, che il coreografo cinese Sang Jijia ha voluto utilizzare per esprimere due diversi aspetti della società moderna: Ethos  incarna la capacità morale, le regole della vita sociale, Pathos evoca il mondo delle emozioni, le passioni ed i sentimenti.
Ogni movimento nello spazio è perfettamente misurato ed attentamente seguito, la fisicità dei danzatori porta all’estremo limite l’azione scenica, arrivando alla quasi trasparenza del corpo sotto il quale si rivela l’anima nella sua integrità.
Il tutto dà vita ad un originale ed interessante progetto nato da una visione artistica che ha radici nel pensiero orientale ma che si arricchisce dell’eccezionalità della danza e del teatro contemporaneo europeo, avvalendosi delle immagini live di Luca Brinchi e Roberta Zanardo, della scenografia virtuale valorizzata dal disegno luci di Marco Policastro e delle musiche techno roboanti di Dickson Dee.
Sang Jijia, artista di origine tibetana ormai conosciuto in tutto il mondo, influenzato dalla tecnica di William Forsythe, con il quale ha collaborato diversi anni, ha elaborato un linguaggio coreografico originale che attinge  alla sua cultura d’origine: una perfetta sintesi tra Oriente ed Occidente.
Spellbound Contemporary Ballet forte di una cifra stilistica inconfondibile, esaltato da un ensemble di danzatori considerati tra le eccellenze dell’ultima generazione, si colloca oggi nella rosa delle proposte italiane maggiormente competitive sul piano dell’offerta culturale internazionale, espressione di una danza che si offre al pubblico con un vocabolario ampio e in continua sperimentazione, convincendo le platee dei principali Festival in Italia come in Europa, Stati Uniti e Asia.

TUTTO IN 1 GIORNO danza festival prosegue alle ore 22.45 al salone delle feste con la performance, in esclusiva regionale, BACK PACK di e con Francesca Foscarini, cura della tecnica Luca Serafini e accompagnamento alla ricerca Ginelle Chagnon e Cosimo Lo palco, produzione VAN con il sostegno di Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa, Centro Jobel Residenza Teatrale, MiBACT.
Per chi rimane fino all’ultimo appuntamento e sale al Salone delle feste, può fermarsi al foyer di III galleria e degustare, prima dello spettacolo, un aperitivo offerto da Enopolis con vini della Casa vinicola Pesaresi.
Back Pack di Francesca Foscarini è uno dei tre soli che costituiscono Good Lack, trittico che indaga il tema dell’assenza. Ha debuttato a Biennale Danza, Venezia 2016.
Lo zaino, come il guscio di una tartaruga, nasconde, offre protezione, pesa, contiene un’abbondanza variopinta di oggetti che modificano, determinano il farsi e il disfarsi dell’immagine del corpo sulla scena.
Francesca Foscarini coreografa indipendente e danzatrice molto versatile, inizia la sua esperienza professionale con Aldes di Roberto Castello. Vince nel 2013 il Premio Equilibrio per l’interprete. La giuria, presieduta da Sidi Larbi Cherkaoui riconosce oltre alla sua qualità tecnica fortemente sviluppata anche la sua grande sensibilità emozionale, la sua forza scenica e la sua capacità di creare una personificazione unica e originale nell’interpretazione. A seguire vince il premio della giuria Miglior Solo 17Masdanza International Dance Festival – Canarie 2012, per la coreografia Cantando sulle ossa (2011). Nel 2013 insieme ai coreografi Marco D’Agostin e Giorgia Nardin, con cui collabora regolarmente, dà vita all’Associazione culturale Van. Lavora con Ullallà Teatro Animazione, con Alessandro Sciarroni nella produzione Folk-s (prodotta da Marche teatro), con Marco D’Agostin in Per non svegliare i draghi addormentati. Attualmente in veste di interprete e coreografa sta collaborando con Sara Wiktorowicz alla nuova creazione Once Upon a Time. Foscarini è stata ospite in diverse edizioni di Inteatro Festival.
Info e biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org

È possibile acquistare un CARNET AI 3 SPETTACOLI a € 21

Oppure acquistare i biglietti per i singoli spettacoli della giornata:
PA | ETHOS platea intero € 20 ridotto € 15
TROP intero € 5 ridotto € 3
BACK PACK intero € 5 ridotto € 3
Il biglietto ridotto è previsto per: under 30 | over 65 | marcheteatrocard | operacard | abbonati conerobus
Solo PA | ETHOS può essere acquistato anche on line www.geticket.it

La conferenza Danzatori Dionisiaci è ad ingresso libero.

Per prenotazione gruppi 071 20784222 info@marcheteatro.it

Il progetto è a cura di MARCHE TEATRO con il sostegno di Comune di Ancona, MiBACT, Regione Marche, Camera di Commercio di Ancona con il supporto di Angelini spa e Prometeo Estra.