PAC 4 – Paesaggio Ambiente Creatività

28 giugno – Polverigi, Parco Villa Nappi, ore 19.00

Nell’ambito del progetto di rete S.A.L.E., finanziato dal programma INFEA della Regione Marche, per il quarto anno consecutivo il CEA Inteatro, in collaborazione con Marche Teatro, darà vita all’iniziativa PAC Paesaggio Ambiente Creatività.

PAC 4 propone al pubblico del Festival un nuovo modo di percorrere e osservare l’ambiente naturale attraverso lo sguardo e le opere di artisti scelti tramite un bando internazionale per la selezione di performance, installazioni, lavori visivi appositamente creati per “abitare” il Parco di Villa Nappi a Polverigi. I lavori esposti sono singolari, audaci, innovativi e valutati per originalità, qualità artistica, coerenza, rispetto dei caratteri di “unicità”, “effimerità” e “deperibilità”,“bassa tecnologia”. Le opere che abitano il paesaggio si fondono e si integrano con il territorio che le ospita, esaltandone la bellezza o evidenziandone le potenzialità.

Il pubblico che partecipa all’evento/percorso è invitato a scoprire esempi di incontro tra attività umana e Natura e ad indicare l’incontro perfetto premiando il lavoro più significativo e di maggior rilevanza tematica.

PARTECIPANO
Gruppo Boote “FIORIGAMI”
Chiara Carcano “WATER”
Diana Eugeni “CHIPKO”
G.B. Studio “LADY IN THE GROUND”
Lcg Spa “OSSERVAZIONE IN MOVIMENTO”
Arianna Mandolesi “ROBA NATURALE”
Hisako Mori “GIARDINO IN PRESTITO – SHAKKEI”
Alice Padovani “8 OPERA EFFIMERA”
Elena Rossetti “cornucopia”
Giulia Serritelli “MAPPE VEGETALI”

PAC 4 è condotto da Adriana Zamboni, attrice, regista, animatrice, drammaturga già cofondatrice del Laboratorio Teatro Settimo.
Per Marche Teatro si occupa di invenzione e realizzazione di spettacoli teatrali, elaborazione di progetti e laboratori che riguardano l’Ambiente.

Alessandro Sciarroni “Turning”

27 giugno, Polverigi, Teatro della Luna, ore 23.15

invenzione Alessandro Sciarroni
con Alessandro Sciarroni
sviluppo, promozione, consiglio Lisa Gilardino
amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava

sviluppato come parte del progetto Migrant Bodies al Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa (Italy), La Briqueterie – Centre de Développement Chorégraphique du Val de Marne (France), Circuit-Est (Quebéc), The Dance Centre (British Columbia) e HIPP The Croatian Institute for Dance and Movement (Croatia) e sostenuto dal Programma Cultura 2007-13 dell’Unione Europea
con il sostegno di MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante interesse Culturale
produzione esecutiva Corpoceleste _C.C.00#
 

Nel 2014 Alessandro Sciarroni viene invitato a far parte di “Migrant Bodies”: un progetto europeo articolato tra l’Europa e il Canada, che si concentra sul concetto di “migrazione” in senso ampio. Per l’occasione gli viene chiesto di produrre un breve assolo a partire dal tema del progetto. Lavorando sul termine inglese turning inteso come girare, cambiare, evolvere, l’artista decide di intraprendere una nuova ricerca testando su di sé una nuova pratica: quella del proprio corpo che ruota intorno al suo stesso asse per un tempo determinato.

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle performing arts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e della ricerca teatrale. I suoi lavori sono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline.
Le sue creazioni sono state presentate in 21 paesi europei, negli Stati Uniti, in Canada, in Brasile, in Uruguay, e negli Emirati Arabi Uniti.Negli anni ha partecipato a numerosi progetti europei e residenze di ricerca. Alessandro Sciarroni è sostenuto da APAP – Advancing Performing Arts Projects e i suoi spettacoli sono prodotti da Marche Teatro teatro di rilevante interesse culturale in collaborazione con coproduttori internazionali come il Comune di Bassano del Grappa/Centro per la Scena Contemporanea, la Biennale de la danse/Maison de la Danse de Lyon, il Mercat de les Flors -Graner/Barcelona, Centrale Fies e l’Associazione Corpoceleste_C.C.00# della quale è direttore artistico. è inoltre uno degli artisti del Progetto Matilde, piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana. Nel 2015, Alessandro Sciarroni è stato nominato Coreografo Associato del Balletto di Roma.

Marco D’Agostin “Everything is ok”

prima assoluta // 27 giugno – Polverigi, Teatro della Luna, ore 22.15

di e con Marco D’Agostin
suono LSKA
disegno luci Rocco Giansante
movement coach Marta Ciappina
consulenza drammaturgica Kristin De Groot

co-produzione VAN, CSC/Operaestate Festival Veneto & Dansateliers
con il supporto di INTEATRO, Kilowatt Festival, D.ID Dance Identity, Danzarte
 

Everything is ok si pone come un esperimento sulla stanchezza del guardare.
Da una parte il performer, che incarna forsennatamente una catena ininterrotta di movimenti, depositando segni, posture e dinamiche che richiamano a sé il vasto territorio dell’intrattenimento, attraversato anarchicamente dalle sue origini ad oggi.
Dall’altra parte il pubblico, sottoposto a un bombardamento d’immagini che ne vuole testare il limite di sazietà, il personale ma inevitabile tracollo, il momento in cui si rende inevitabile la resa, in cui lo sguardo, appunto, si stancherà di guardare.
È su questo fragile terreno di abbandono che si innesta la possibilità di un’apertura del paesaggio, di una lenta espansione dello sguardo, pronto forse ad accogliere quello che finora è stato invisibile: le genti, gli animali, i pianeti, le storie; fossili millenari, restituiti nella loro immobilità, che lasciano in consegna un ultimo compito a questo gruppo di occhi: cosa ci resta da guardare, ora, tutti assieme?

Marco D’Agostin è un performer, attore e dance maker.
Dopo una formazione articolata ed anarchica con maestri di fama internazionale, lavora come interprete per coreografi come A. Sciarroni, C. Castellucci, T. Martin, G. Nardin, W. Collins, e crea lavori propri (Viola, Spic & Span, Per non svegliare i draghi addormentati) che gli valgono numerosi premi nazionali e circuitano ininterrottamente in Italia e all’estero dal 2010 ad oggi.

7 – 8 chili “Chimera”

studio // 27 giugno – Polverigi, Cinema Italia, ore 21.00

chimera-26ideazione e regia Davide Calvaresi
con Davide Calvaresi, Giulia Capriotti
impianto scenico Valeria Colonnella

produzione Marche Teatro, 7-8 chili
 

Con Chimèra, 7-8 chili continua il percorso di ricerca dedicato alle possibilità di interazione tra video e corpo. L’illusione di possedere il controllo della realtà attraverso le immagini, lascia il passo a un sentimento diffuso di spaesamento e inquietudine.
Nello specifico Chimèra indaga le dinamiche relazionali tra due individui, due punti di vista differenti la cui percezione della realtà molto spesso non coincide, dando vita a scontri, fraintendimenti e incidenti. Un mondo rappresentato non è la realtà del mondo e tantomeno l’esperienza che se ne può fare ma solo il fantasma del mondo.

Collettivo diretto da Davide Calvaresi, 7-8 chili racchiude nella sua ricerca vari linguaggi artistici dalla performance alla video art, segnalandosi come una delle realtà più innovative del panorama italiano. Attraverso l’ironia e l’originalità affronta complesse tematiche attuali restituendole in modo semplice ad un pubblico ampio. Con gli ultimi spettacoli 7-8 chili partecipa all’8°Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, al Premio Equilibrio Roma 2012 per la danza contemporanea e al network Anticorpi XL.

Collettivo Pirate Jenny “Cheerleaders”

27 giugno – Polverigi, Parco Villa Nappi // ore 19.00

concept e azione Sara Catellani, Elisa Ferrari, Davide Manico
video Marco Misheff
organizzazione Marco Masello

produzione Collettivo Piratejenny
con il sostegno di PIMoff Milano, Inteatro, Quelli di Grock
 

Collettivo PirateJenny prosegue la propria indagine sui processi antropologici e sociali collocati nel contemporaneo. Con il progetto Cheerleaders, il collettivo artistico riprende e sviluppa il concetto molto attuale secondo il quale la vita vada performata per poterla dimostrare.
Per sfuggire all’invisibilità è necessario appartenere. Per sentirsi vivi è necessario farsi attraversare da stati fisici condivisi e in questo caso la metafora della tifoseria professionale viene utilizzata di interrogare il corpo su una molteplicità di vocabolari collettivi.

Il gruppo nasce nel 2011 dall’idea di tre giovani performer e creativi: Elisa, Ferrari, Davide Manico e Sara Catellani. Il progetto che li vede insieme li coinvolge come danzatori e autori. Il Collettivo prende il nome dalla canzone di Jenny Dei Pirati, scritta da Brecht per l’Opera da tre soldi.
Essere pop, neo-pop, pop surreali, post-moderni significa per PirateJenny preoccuparsi di mantenere viva una certa bulimia dello sguardo, una crescente curiosità per le cose.
I lavori di PirateJenny sono stati finalisti del Premio Equilibrio, al Premio Prospettiva Danza e al Festival della Nuova Drammaturgia Contemporanea Argot Off, sostenuti da Next, semifinalisti al Premio Scenario 2013 e vincitori del premio Presente/Futuro  del Teatro Libero di Palermo.

Chiara Frigo “West End”

prima assoluta // 26 giugno – Polverigi, Teatro della Luna, ore 23.15

WEST-END-progettodi Chiara Frigo
con Amy Bell
drammaturgia Riccardo de Torrebruna
luci Moritz Zavan Stoeckle
suono Mauro Casappa

produzione Zebra Cultural Zoo | coproduzione Act your Age, Carrozzerie | N.O.T.
con il sostegno di CSC Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa,
Nederlandse Dansdagen (NL), Dance House Lemesos (Cipro), D.ID Dance Identity (Austria),
Marche Teatro/Inteatro (Ancona), Teatro Fondamenta Nuove (Venezia)
 

La ricerca nell’ambito del mondo dell’intrattenimento, iniziata all’interno del progetto europeo Act Your Age, trova un ulteriore sviluppo in West End. La tenace relazione tra l’Occidente e il declino impone la scelta di uno sguardo.
Il nostro non può essere drammatico tout court, perché ha le cadenze del tip-tap. Attraverso il suo ritmo e la sua leggerezza questa performance vuole onorare le ceneri e la rinascita, percorrendo una traiettoria di citazioni, affrontando le inevitabili domande del perché ci sentiamo occidentali e insomma facendo i conti con quest’aria di sconfitta che spira dalle nostre parti. Ci sono dei semi ai quali saremmo disposti a dare un seguito, e su quali possibilità di rinascita daremmo prova del nostro coraggio? Sì, se qualcuno ce lo chiedesse, proprio oggi che non sembriamo più equipaggiati per puntare alla pienezza e alla gioia…
(Riccardo de Torrebruna).

Coreografa e performer, è attiva in Italia e all’estero. Il suo Takeya (2009) merita il premio GD’A Veneto e gira l’Europa attraverso il circuito Aerowaves. Suite-Hope vince il bando Residences 2011 de La Caldera (Barcellona) e rappresenta l’Italia al Fringe Festival di Edimburgo 2012.
When We Were Old, in collaborazione con Emmanuel Jouthe, debutta al Festival Tangente di Montréal. Nell’ambito del progetto europeo Act Your Age ha ideato Ballroom, una creazione ispirata al mondo delle sale da ballo e presentata a Inteatro Festival nel 2014. West End approfondisce la sua ricerca sul mondo dell’entertainment.

Alessandro Sciarroni “Joseph”

26 giugno – Polverigi, Teatro della Luna, ore 22.15

invenzione Alessandro Sciarroni
con Marco D’Agostin
drammaturgia e studio dei processi prodigiosi Antonio Rinaldi
immagine del progetto Roberto Foddai
cura del progetto, promozione Lisa Gilardino

produzione Marche Teatro – Teatro di Rilevante Interesse Culturale e Corpoceleste_C.C.00# – coproduzione Officina Concordia, Comune di San Benedetto del Tronto (AP) con il contributo di Centro per la Scena Contemporanea – Comune di Bassano del Grappa, Amat – Matilde: piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana e Centrale Fies
 

Lo spettacolo che ha fatto conoscere il lavoro di Alessandro Sciarroni in tutto il mondo.
Un uomo solo con il suo portatile intraprende un gioco coinvolgente e inaspettato, ironico e surreale, sul tema dell’identità tra reale e virtuale. In Joseph in scena c’è un uomo, solo, di spalle al pubblico per l’intera durata della sua performance, mentre cerca la sua immagine in tutto ciò che il suo sguardo tocca. L’autore della performance prende in prestito il nome da colui che assume su di sé la paternità dell’uomo che nasconde il divino, ma non ci è dato sapere chi sia Joseph, né dove sia. Non sappiamo se si tratti dell’uomo che vediamo in scena oppure di uno di quegli occhi sconosciuti capitati per caso all’interno del sistema rappresentativo. Il solo perde la sua connotazione di evento performato da un esecutore unico e si riempie di sguardi meravigliati, deformati, raddoppiati e amplificati, di corpi esposti e pronti all’esposizione, là fuori, chissà dove, dall’altra parte del mondo, ma nel medesimo istante. Fiat lux: come per il cilindro del prestigiatore, al quale si conferisca l’autorità di generare conigli bianchi.

Alessandro Sciarroni è un artista italiano attivo nell’ambito delle performing arts con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e della ricerca teatrale. I suoi lavori sono presentati in festival di danza e teatro contemporanei, musei e gallerie d’arte, così come in spazi non convenzionali rispetto ai tradizionali luoghi di fruizione e prevedono il coinvolgimento di professionisti provenienti da diverse discipline.
Le sue creazioni sono state presentate in 21 paesi europei, negli Stati Uniti, in Canada, in Brasile, in Uruguay, e negli Emirati Arabi Uniti.Negli anni ha partecipato a numerosi progetti europei e residenze di ricerca. Alessandro Sciarroni è sostenuto da APAP – Advancing Performing Arts Projects e i suoi spettacoli sono prodotti da Marche Teatro teatro di rilevante interesse culturale in collaborazione con coproduttori internazionali come il Comune di Bassano del Grappa/Centro per la Scena Contemporanea, la Biennale de la danse/Maison de la Danse de Lyon, il Mercat de les Flors -Graner/Barcelona, Centrale Fies e l’Associazione Corpoceleste_C.C.00# della quale è direttore artistico. è inoltre uno degli artisti del Progetto Matilde, piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana. Nel 2015, Alessandro Sciarroni è stato nominato Coreografo Associato del Balletto di Roma.

Ambra Senatore “Mattoncini”

prima nazionale // 26-27 giugno – Polverigi,  Villa Nappi, ore 20.00

progetto di Ambra Senatore
con Caterina Basso, Claudia Catarzi, Elisa Ferrari, Ambra Senatore

produzione EDA / ALDES.
coproduzione Collectif Essonne Danse, Biennale du Val de Marne, Les 2 Scènes – Scène Nationale de Besançon
 

Mattoncini è una creazione multipla: non un unico spettacolo, ma una serie di pezzi brevi autonomi. Con la libertà creativa offerta dalla durata limitata di questi pezzi brevi, Ambra Senatore gioca a scomporre e ricomporre coreograficamente il quotidiano e le relazioni, per offrire un discorso per frammenti sull’essere umano, a tratti surreale, che tocca il tragico e il comico, mettendo una lente d’ingrandimento sulla realtà per deviarne il senso, moltiplicarlo, come in un caleidoscopio della vita. «A ben vedere questo caleidoscopio non è poi così lontano dalle nostre serate tra amici e parenti».

Coreografa e performer attiva tra Italia e Francia, Ambra Senatore, dopo alcune esperienze di creazione collettiva, tra il 2004 e il 2008 è autrice di assoli che muovono dall’osservazione fisica di semplici eventi consueti giungendo alla scrittura di partiture coreografiche che spostano il punto di vista sulla realtà con una vena umoristica e surreale. Dal 2009 crea spettacoli di gruppo in cui fonde dinamiche di movimento danzate con elementi teatrali e pennellate di gesti consueti, esplorando la costruzione di una drammaturgia che passa attraverso le azioni e la presenza dei corpi. Nel suo lavoro, spesso colorato d’ironia, l’evocazione della realtà per frammenti si accompagna all’esplicita dichiarazione del gioco della finzione teatrale e all’interrogarsi continuo sulla natura della forma spettacolo.

Effetto Larsen “Funzioni”

un progetto sui rapporti umani

26 giugno – Polverigi, Villa Nappi / Sala Sommier, ore 19.00

di Matteo Lanfranchi

 

Il nostro mondo è fatto di relazioni: attraverso l’interazione con altri individui creiamo la nostra realtà, determinando tra le altre cose il nostro grado di felicità. Spesso abbiamo la sensazione che se potessimo capire il comportamento nostro e degli altri la nostra vita sarebbe più semplice.
La ricerca scientifica ha affrontato l’argomento da vari punti di vista: sono stati fatti moltissimi tentativi in questo senso, da parte di psichiatri, psicologi, sociologi, economisti, antropologi. Ovviamente nessuna risposta è mai stata soddisfacente, ma tutte, senza esclusione, hanno risvolti esilaranti.
Al centro della nostra indagine il sentimento più famoso e misterioso del mondo: l’amore. Da un lato, il nostro punto di vista, fatto di tutto quello che viviamo dentro di noi. Dall’altro, le spiegazioni su come funziona quel piccolo, buffo e sorprendente organo che è il cuore.

Effetto Larsen è una compagnia milanese fondata da Matteo Lanfranchi allo scopo di sviluppare un percorso autonomo e originale di ricerca tra i linguaggi performativi.
Il nostro lavoro ha ottenuto premi e riconoscimenti anche a livello internazionale, come la Biennale Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo nel 2009 e il concorso GAI – Movin’Up 2008.
In equilibrio tra teatro e performance, Effetto Larsen si muove tra palcoscenico e spazio pubblico. I progetti della compagnia sono stati presentati in Europa (Belgio, Finlandia, Repubblica Ceca, Francia e presto in Danimarca e Spagna).

Antonio Montanile “Dismisura”

ovvero j’ai pas d’autre choix

prima assoluta // 25 giugno – Polverigi, Teatro della Luna, ore 23.30

idea, coreografia e performance Antonio Montanile
disegno luci Danila Blasi
regia del suono Flavia Massimo
scenografia Edoardo Gaudieri

produzione GRUPPO e-MOTION con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Abruzzo, della Provincia e del Comune dell’Aquila
con il sostegno di AIEP Ariella Vidach, Milano, Workspace, Brussels, CND Paris, C.L.A.P. Brescia,  INTEATRO Polverigi, Accademia di Belle Arti dell’Aquila
 

L’esagerazione come limite, un luogo fisico e mentale in cui si possa andare all’eccesso di un linguaggio che permetta poi di scendere nell’essenziale del gesto, del movimento e dell’azione. L’iperbole della dismisura come un atteggiamento più fisico che mentale, in cui il gesto si esaspera e l’azione si reitera fino alla sua estrema estensione, per poter arrivare a una sorta di Big Ben in cui l’uomo, “denudato” del suo esagerato comportamento, riprenda possesso della semplicità, della concretezza senza orpelli o aggiunte esterne.

Antonio Montanile, danzatore, coreografo e insegnante, studia all’Accademia IsolaDanza ed integra la Compagnia della Biennale di Venezia sotto la direzione di Carolyn Carlson. 
Inizia a lavorare per la Compagnia Caterina Sagna, Déjà Donné, Philippe Saire, Carmen Blanco Principal, Erika Zueneli e MariaClara Villa Lobos.
Le sue coreografie sono state presentate in molti contesti Internazionali e sono stati prodotti da diversi partners: Biennale di Venezia, Charleroi Danse, Ccn Roubaix, De Pianofabriek, Danse à Lille, Aerowaves.
Attualmente lavora con la Compagnia Philippe Saire, con la Compagnia Caterina Sagna e con la Compagnia Gruppo e-Motion sta lavorando ad un progetto triennale di produzione.