1 MAR. 2018 | Toni Servillo al Teatro Sperimentale in “Elvira”

STAGIONE TEATRALE 2017 18

DAL 3 ALL11 MARZO AL TEATRO SPERIMENTALE DI ANCONA
TONI SERVILLO
IN ELVIRA

LO SPETTACOLO IN ESCLUSIVA REGIONALE
REPLICA 8 SERATE

Prosegue la Stagione Teatrale 2017 18 di Ancona.

Al Teatro Sperimentale di Ancona Toni Servillo presenta dal 3 all’11 marzo, in esclusiva regionale, Elvira da Elvire Jouvet 40 in cui Brigitte Jaques trascrisse le Sette lezioni di Louis Jouvet a Claudia sulla seconda scena di Elvira nell’atto IV del “Don Giovanni” di Molière tenute da febbraio a settembre 1940: un faccia a faccia tra il maestro e una sua allieva, Claudia, chiamata a recitare l’intenso e difficile ruolo di Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière, il momento in cui la donna cerca la salvezza per il suo antico amante. L’attore e regista napoletano è accompagnato sul palco dai giovani Petra Valentini (Claudia/Elvira) originaria di Ancona, Francesco Marino (Octave/Don Giovanni) e Davide Cirri (Lèon/Sganarello), interpreta Louis Jouvet.

La Compagnia è già arrivata al Teatro Sperimentale per due giorni di prove.

Lo spettacolo, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti, nuovamente insieme dopo gli straordinari successi, anche internazionali, di Trilogia della villeggiatura e Le voci di dentro, è in scena, ad Ancona, in esclusiva regionale, per otto repliche (cinque in abbonamento – 3, 4 e 7, 8, 9 marzo e tre fuori abbonamento – 6, 10 e 11 marzo).

Il testo, caro alla storia del Piccolo Teatro di Milano, fu messo in scena da Giorgio Strehler con Giulia Lazzarini nella stagione 1986/87 con il titolo Elvira, o la passione teatrale.

Trent’anni dopo Strehler, con Toni Servillo le riflessioni di Jouvet sul teatro e sul personaggio ritrovano nuovamente la stessa stringente attualità.

Un apologo del teatro, del mestiere dell’attore e della sua missione civile, con il solo sostegno del corpo, della voce e della presenza degli attori, che svelano le alte parole, le sofferte meditazioni e il severo rigore di un maestro del teatro come il francese Louis Jouvet. Perché il pubblico conosca la fatica, il dolore, la tensione che si provano affrontando il palcoscenico, in definitiva la segreta realtà di questi sempre imperfetti messaggeri di poesia e verità.

Dopo anni in cui le riflessioni sul teatro e sul lavoro d’attore di Louis Jouvet mi hanno fatto compagnia nell’affrontare repertori diversi, da Molière a Marivaux, da Eduardo a Goldoni – confessa Servillo – mi è parso necessario che arrivasse il momento di un incontro diretto”.

“Elvira porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati – afferma Toni Servillo – in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio. Un’altra occasione felice, offerta dalle prove quotidiane del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière, consiste nell’opportunità di assistere a una relazione maieutica che si trasforma in scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi un territorio sconosciuto nel quale si avventurano spinti dalla necessità ossessiva della scoperta”.

Siamo quindi di fronte a un’occasione importante per dimostrare, soprattutto ai giovani, la nobiltà del mestiere di recitare, che rischia di essere svilito in questi tempi confusi. Elvira avvolge lo spettatore in un silenzio pervasivo in cui fa risuonare le parole, messe in luce dall’incisiva traduzione di Giuseppe Montesano e scandite da una cronologia precisa che fa susseguire le date delle lezioni, in cui si affrontano il maestro-regista e l’allieva, Jouvet-personaggio e Claudia, nella finzione, ma anche Jouvet e Paula Dehelly, questo il nome reale di Claudia, nella dimensione storica. Ed è nella storia e nella vita che sconfina il teatro, campo d’azione che non si limita al palcoscenico, ma lo travalica per entrare in platea, luogo del regista, in fase di creazione sulla materia viva dell’attore, e del pubblico, anch’esso, in qualche misura, regista e giudice dell’attore. Un pubblico in grado di intuire se l’interprete è capace di accedere alla ribalta, di spingersi oltre la linea di confine, oltre il recinto dell’esecuzione costruita unicamente sulla tecnica.

Louis Jouvet formula a proposito dell’attore la famosa distinzione comédien/acteur” – interviene Toni Servillo – e dice precisamente: “il comédien è, per così dire, il mandatario del personaggio, mentre l’acteur delega se stesso personalmente. Il comédien esiste grazie allo sforzo, alla disciplina interiore, a una regola di vita dei suoi pensieri, del suo corpo. Il suo lavoro si basa su una modestia particolare, un annullarsi di cui l’acteur non ha bisognoTrovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per parlare soprattutto ai giovani del mestiere d’attore”.

Le parole di Jouvet, raccolte dalla Jaques, hanno una forza dirompente, una dignità tale da fissarsi nella mente di chi le ascolta, lasciando meravigliati e commossi. Concorrono a assecondare l’energia dello spettacolo i costumi di Ortensia De Francesco e le luci di Pasquale Mari, presenze distintive, ma discrete e silenti, al solo fine di sottolineare gli insegnamenti di Jouvet sui corpi di chi recita e di chi osserva. I tre giovani ragazzi, sempre solidali tra loro, anche nei momenti di sconforto di Claudia che avverte se stessa come inadatta al personaggio, ascoltano con vigile attenzione il severo, ironico, tanto puntuale quanto appassionato maestro, pronto a confidare e consegnare a loro i suoi segreti. Non c’è morale assoluta, non c’è severità nozionistica, ognuno impara dall’altro, e in una sincera trasmissione di idee e di affetti è anche Jouvet che talvolta va incontro alla sua allieva.

Poi, di nuovo, la vita irrompe in teatro. La Seconda Guerra Mondiale con i suoi bombardamenti (il suono è di Daghi Rondanini) fa eco in teatro, nella sala dell’accademia parigina dove sono in corso le lezioni, costringendo Claudia ad allontanarsi dalla città, in quanto ebrea, e facendo maturare in Louis Jouvet l’idea di partire volontario in esilio, per non incorrere nella censura nazista e nelle brutture della guerra. Ma il seme del futuro è già stato gettato nella vitale trasmissione di sapere fra le generazioni.

prossimi appuntamenti:

Dal 22 al 25 marzo al Teatro delle Muse la Compagnia di Luca De Filippo diretta ora da Carolina Rosi porta in scena a 70 anni dalla sua prima assoluta, Questi fantasmi! di Eduardo de Filippo con la regia di Marco Tullio Giordana. Gli attori in scena: Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo Di Matteo, Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo, Carmen Annibale. La produzione è Elledieffe. Questi fantasmi!, è stata una delle prime commedie di Eduardo ad essere rappresentata all’estero (nel 1955 a Parigi, al Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt), ha raccolto unanimi consensi in tutte le sue diverse edizioni: un successo assoluto ascrivibile allo straordinario meccanismo di un testo che, nel perfetto equilibrio tra comico e tragico, propone  uno dei temi centrali della drammaturgia eduardiana: quello della vita messa fra parentesi, sostituita da un’immagine, da un travestimento, da una maschera imposta agli uomini dalle circostanze.

La Stagione si chiude dal 5 all’8 aprile al Teatro delle Muse  con una commedia di Carlo Goldoni, La vedova scaltra, tra i protagonisti Francesca Inaudi e Gianluca Guidi che ne cura anche adattamento e regia. La vedova scaltra rappresenta non soltanto uno dei momenti altissimi e divertenti della commedia goldoniana, ma soprattutto il simbolo del cambiamento dell’autore, che dal teatro delle maschere tipico della Commedia dell’Arte passa a quello dei personaggi presi dal reale.

cinemuse

11 dic. 2017 | “L’anatra all’arancia” in scena Dal 14 al 17 dicembre al Teatro delle Muse

CON LUCA BARBARESCHI E CHIARA NOSCHESE
Il regista Luca Barbareschi incontra il pubblico sabato 16 dicembre alle ore 18.30 al musecaffé

Prosegue la Stagione Teatrale 2017 18 di Ancona.  Dal 14 al 17 dicembre alle Muse va in scena L’anatra all’arancia, spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale. Protagonisti sono Luca Barbareschi e Chiara Noschese con Gerardo Maffei, Margherita Laterza e con la partecipazione di Ernesto Mahieux, la regia è di Luca Barbareschi. 
La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.
Per “L’aperitivo con gli artisti” il regista Luca Barbareschi incontra il pubblico sabato 16 dicembre alle ore 18.30 al musecaffé, conduce l’incontro l’editore e giornalista Valentina Conti.
L’anatra all’arancia è una bellissima storia universale di un uomo e di una donna e di come il protagonista si inventi un modo per riconquistare la moglie che lo ha tradito e che amava, architettando un piano per dimostrarle che lui è il suo unico amore anche dopo 25 anni – racconta Luca Barbareschi.
Spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale, la pièce viene proposta in questa stagione in una moderna edizione, impreziosita da un cast di primi nomi: Luca Barbareschi – che firma anche la regia – Chiara Noschese, Ernesto Mahieux, Gerardo Maffei e Margherita Laterza animeranno l’ingranaggio della commedia sostenendo il ritmo e la vorticosa energia dello spettacolo con la precisione di una partitura musicale.
Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie – spiega il regista – ha la stessa potenza di ‘Chi ha paura di Virginia Woolf?’ ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini.
Gilberto e Lisa sono una coppia sposata da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come una sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.
L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza, e, naturalmente, l’interpretazione degli attori che in simili gioielli della concezione comica trovano un banco di prova per nulla scontato.
Ciò che muove il meccanismo di questa storia è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandaglia l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia – prosegue Barbareschi. E aggiunge, l’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano ‘noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due’.
La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che vantava l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.
Non ho voluto rifarmi ai vecchi modelli ma sicuramente mi ritrovo negli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo. Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa per elaborare il “dolore”.

Stralci di rassegna stampa

UNO spettacolo che è esempio di ciò che un teatro pubblico deve programmare: una macchina perfetta, regolata da una sapiente regia, una compagnia di attori che funziona come una sinfonia, un testo divertente che sa raccontare le contraddizioni che ognuno affronta quotidianamente.
Roberto Incerti – Repubblica Firenze

È un piacere raro il trovarsi ad assistere a L’Anatra all’arancia, commedia leggera e priva di superficialità, per niente volgare, colma di battute di spirito intelligenti e raffinate. Sollecita, risvegliandolo qualora si fosse assopito, il senso dell’umorismo dello spettatore, facendolo uscire da teatro con un sorriso interiore che dura nel tempo.
Paola Pini – Corriere dello Spettacolo

Non si smette mai di ridere con L’anatra all’arancia … è Luca Barbareschi ad adattare e dirigere il testo di Home e Sauvajon… lo incarna con tempi comici perfetti. Al suo fianco c’è la bipolare e sognatrice Lisa, una convincente Chiara Noschese
Gherardo Vitalia Rosati – Corriere Fiorentino

Luca Barbareschi è perfetto nell’incarnare lo spirito un po’ boulevardier di Gilberto, che nonostante il sarcasmo rasenta una malinconia che affoga nell’alcol. Protagonista accanto a lui una strepitosa Chiara Noschese, l’allegra, rumorosa, divertente e nevrotica Lisa.
Titti Foti – La Nazione

Info e biglietti presso biglietteria Teatro delle Muse  071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org
Per promozioni e gruppi 071 20784222 info@marcheteatro.it
Biglietti on line www.geticket.it
Sono attive in biglietteria le promozioni natalizie.

La Stagione Teatrale prosegue poi nel 2018:

Dall’11 al 14 gennaio al Teatro delle Muse con Re Lear di William Shakespeareregia Giorgio Barberio Corsetticon Ennio Fantastichini (nel ruolo di Re Lear), Michele Di Mauro, Roberto Rustioni, Francesco Villano, Francesca Ciocchetti, Sara Putignano, Silvia D’Amico, Mariano Pirrello, Gabriele Portoghese, Andrea Di Casa. La produzione è di Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Teatro Biondo Stabile di Palermo. In linea con il suo percorso di sperimentazione, orientato alle nuove tecnologie e alla drammaturgia itinerante, Giorgio Barberio Corsetti si immerge nella scrittura del bardo a partire dalla ricerca dell’immagine come elemento scenografico e drammaturgico nel tentativo di padroneggiare il futuro nel presente. L’innovatore della scena contemporanea si misura con il più grande drammaturgo europeo di tutti i tempi, riletto o combattuto, recitato, danzato, musicato. Così, la scrittura diventa scena tramutandosi in visioni e linguaggi, dove il teatro è virtualità per meglio muoversi tra gli inganni e i trabocchetti di una vita irreale.

Dal 18 al 21 gennaio alle Muse per la prima volta a teatro arriva il capolavoro di Umberto Eco Il nome della rosa, versione teatrale di Stefano Massini, con la regia di Leo Muscato, con Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Giulio Baraldi, Bob Marchese, Luigi Diberti, Marco Gobetti, Luca Lazzareschi, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Alfonso Postiglione, Arianna Primavera, Franco Ravera, Marco Zannoni. La produzione è di Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro Stabile di Genova / Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. La prima versione teatrale del capolavoro di Umberto Eco è l’omaggio al celebre scrittore firmato da Massini, tra gli autori teatrali più apprezzati in Italia e all’estero. Leo Muscato dirige un cast di grandi interpreti, in un crossover generazionale che non mancherà di animare un testo scritto per la scena ma all’altezza del grande romanzo. Il nome della rosa, tradotto in 47 lingue, ha vinto il Premio Strega nel 1981, e la sua versione cinematografica è stata diretta da Jean-Jacques Annaud nel 1986.

Dall’1 al 4 febbraio al Teatro delle Muse torna Shakespeare con Sogno di una notte di mezza estate con tra gli altri in via di definizione: Stefano Fresi nella parte di Bottom, Paolo Ruffini è Puck, Violante Placido nel ruolo di Titania, per la regia di Massimiliano Bruno. La produzione è de L’isola Trovata. Mito, fiaba, e quotidianità s’intersecano continuamente all’interno di questa originale versione del noto testo shakespeariano. Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.

Dal 14 al 18 febbraio al Teatro Sperimentale va in scena una delle Compagnia più acclamate degli ultimi anni, Carrozzeria Orfeo, con la loro ultima creazione, co-prodotta anche da Marche Teatro Cous Cous Klan.

Ancora una volta Carrozzeria Orfeo sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta.

Dal 3 all’11 marzouniche date nelle Marche, al Teatro Sperimentale, per Toni Servillo in Elvira (Elvire Jouvet 40) di Brigitte Jacques © Gallimard, traduzione Giuseppe Montesanoregia dello stesso Toni Servillo e con Petra Valentini (originaria di Ancona), Francesco Marino, Davide Cirri. La produzione è del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Teatri Uniti. Il testo, caro alla storia del Piccolo Teatro, fu messo in scena da Giorgio Strehler con Giulia Lazzarini nella stagione 1986/87 con il titolo Elvira, o la passione teatrale. Con Toni Servillo, grande protagonista della scena nazionale e internazionale e del nostro cinema nel mondo, le riflessioni di Jouvet sul teatro e sul personaggio ritrovano nuovamente la stessa stringente attualità. Un apologo del teatro, del mestiere dell’attore e della sua missione civile.

Dal 22 al 25 marzo al Teatro delle Muse la Compagnia di Luca De Filippo diretta ora da Carolina Rosi porta in scena a 70 anni dalla sua prima assoluta, Questi fantasmi! di Eduardo de Filippo con la regia di Marco Tullio Giordana. Gli attori in scena: Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Massimo Di Matteo, Paola Fulciniti, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo, Carmen Annibale. La produzione è Elledieffe. Questi fantasmi!, è stata una delle prime commedie di Eduardo ad essere rappresentata all’estero (nel 1955 a Parigi, al Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt), ha raccolto unanimi consensi in tutte le sue diverse edizioni: un successo assoluto ascrivibile allo straordinario meccanismo di un testo che, nel perfetto equilibrio tra comico e tragico, propone  uno dei temi centrali della drammaturgia eduardiana: quello della vita messa fra parentesi, sostituita da un’immagine, da un travestimento, da una maschera imposta agli uomini dalle circostanze.

La Stagione si chiude dal 5 all’8 aprile al Teatro delle Muse  con una commedia di Carlo Goldoni, La vedova scaltra, tra i protagonisti Francesca Inaudi e Giuseppe Zeno, adattamento e regia sono di Gianluca Guidi. La vedova scaltra rappresenta non soltanto uno dei momenti altissimi e divertenti della commedia goldoniana, ma soprattutto il simbolo del cambiamento dell’autore, che dal teatro delle maschere tipico della Commedia dell’Arte passa a quello dei personaggi presi dal reale.

14 nov. 2017 | Debutta ad Ancona “Tempesta in Paradiso”

AL VIA IL CARTELLONE DI SCENA CONTEMPORANEA 2017 18
QUATTRO PRODUZIONI TRA NUOVE CREAZIONI E CAVALLI DI BATTAGLIA

DAL 15 NOVEMBRE AL 21 DICEMBRE
AL SALONE DELLE FESTE DEL TEATRO DELLE MUSE
IN PRIMA ASSOLUTA
IL SITE SPECIFIC
TEMPESTA IN PARADISO
UNO SPETTACOLO DI IMITATING THE DOG
CON BARBARA RONCHI E WOODY NERI
REGIA DI PETE BROOKS
TESTO DI CLAIRE MACDONALD

Dopo il successo di “The Train” torna ad Ancona con un nuovo sperttacolo
il teatro immersivo della compagnia inglese

Ancona – Si apre mercoledì 15 novembre il cartellone di Scena Contemporanea 2017 2018 tutto dedicato a spettacoli prodotti da Marche Teatro.

Si parte con la prima nazionale di TEMPESTA IN PARADISO_Storm from Paradise della compagnia inglese imitating the dog con un mese di repliche al salone delle feste delle Muse (dal 15 novembre al 21 dicembre). Nel 2018 arriva poi (9 e 10 febbraio sul palcoscenico del Teatro delle Muse) il pluripremiato Alessandro Sciarroni con la sua ultima creazione CHROMA_don’t be frightened of turning the page, segue  ad aprile il duo Musella Mazzarelli con un loro cavallo di battaglia FIGLIDIUNBRITTODIO (13 aprile Teatro Sperimentale) e il cartellone chiude poi con la satira tagliente di Mattia Torre e la lingua inventata di 456 (22 aprile Teatro Sperimentale).

Dopo il successo di The Train, rappresentato ad Ancona la scorsa stagione, la formazione inglese imitating the dog, tra le più innovative compagnie britanniche, ha lavorato per venti giorni al site specific Tempesta in Paradiso (Storm from Paradise), una nuova, coinvolgente esperienza di teatro immersivo che sarà in scena per 20 spettatori alla volta dal 15 novembre al 21 dicembre al Salone delle Feste del Teatro delle Muse.

Il testo, scritto da Claire MacDonald, vede in scena due attori come Barbara Ronchi e Woody Neri diretti dal regista Pete Brooks. Lo spettacolo vanta le proiezioni e lo straordinario video design di Simon Wainwright, le luci di Andrew Croft e Andrew Quick, i suoni di Rory Howson; i costumi sono di Stefania Cempini, assistente alla regia è Pablo Solari. La produzione è di Marche Teatro_initating the dog in collaborazione con Lancater Arts, Lancaster University, UAL Central Saint Martins, Arts Council England.

Il pubblico siede su una platea girevole posta all’interno dello spazio scenico in cui agiscono gli attori: un uomo e una donna che, in una stanza, immaginano due personaggi che vivono una casa e un giardino in un deserto stranamente abitato. Il testo è poetico, a tratti surreale. Le dinamiche di coppia emergono attraverso una dimensione onirica in cui l’ambiente naturale che circonda i personaggi rivela una forza distruttiva imprevedibile che sconvolge ogni progetto. Attraverso la capacità interpretativa degli attori e l’originale dispositivo scenico, gli spettatori parteciperanno delle fantasie e delle immagini evocate dai personaggi e si troveranno al centro di uno svolgimento al tempo stesso intimo e collettivo.

Le date di TEMPESTA IN PARADISO: novembre mercoledì 15_ore 20.45 prima nazionale, venerdì 17 e sabato 18_ore 19.00 / ore 20.45, domenica 19_ore 17.30 / ore 19.00, martedì 21_mercoledì 22_ore 20.45, giovedì 23_ore 19.00 / ore 20.45 venerdì 24 19.00 sabato 25_ore 19.00 / ore 20.45, lunedì 27_martedì 28_mercoledì 29_ore 20.45, giovedì 30_ore 19.00.

dicembre venerdì 1_sabato 2_ore 19:00, lunedì 4_martedì 5_mercoledì 6_ore 20.45, giovedì 7_ore 19.00 venerdì 8_sabato 9_domenica 10_ore 19.00 e ore 20.45, lunedi 11_ore 20.45 mercoledì 13_ore 20.45 giovedì 14_venerdì 15_sabato 16_domenica 17_ore 19.00, lunedì 18_ore 19.00, martedì 19_ore 19.00 e ore 20.45, mercoledì 20_giovedì 21_ore 19.00 / ore 20.45.

Lo spettacolo è per 20 spettatori alla volta. essendo i posti limitati è obbligatoria la prenotazione.

INFO E BIGLIETTI Scena Contemporanea:

Abbonamento a 4 spettacoli €40 – È possibile abbonarsi fino all’ultima data di Tempesta in paradiso. Per chi si abbona a Scena Contemporanea è possibile acquistare a prezzo ridotto il biglietto per lo spettacolo, sempre prodotto da Marche Teatro e inserito nel cartellone della Stagione Teatrale: COUS COUS KLAN (nella sola serata di mercoledì 14 febbraio 2018,  fino ad esaurimento posti).

Biglietti singoli spettacoli: intero €15 ridotto €12*

* possessori MARCHETEATROCard / OPERACard, fino a 30 anni e sopra a 65 anni

Info e biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org – biglietti on line www.geticket.it, per prenotazione gruppi 071 20784222. Orario biglietteria dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e nei pomeriggi di giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30 e un’ora prima di ogni spettacolo presso la biglietteria del teatro di riferimento.