COUS COUS KLAN

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30

dal 14 al 18 febbraio – Teatro Sperimentale

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

drammaturgia di Gabriele Di Luca

regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

con (in ordine alfabetico) Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

musiche originali Massimiliano Setti
scene Maria Spazzi, assistente alle scene Aurelio Colombo
costumi Erika Carretta
luci Giovanni Berti
illustrazione Federico Bassi
foto di scena Laila Pozzo

organizzazione Luisa Supino, ufficio stampa Raffaella Ilari
distribuito da CORVINO PRODUZIONI

coproduzione Carrozzeria Orfeo, Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo, MARCHE TEATRO
in collaborazione con La Corte Ospitale di Rubiera

In un parcheggio abbandonato e degradato dietro ad un cimitero periferico e autunnale, sulla rete metallica che separa il parcheggio dal resto del mondo, stralci di necrologi, di cartelloni pubblicitari e un’insegna metallica con sopra scritto “Divieto di abbandono rifiuti”. Nel parcheggio, all’interno di due roulotte situate a pochi metri l’una dall’altra, vivono due famiglie totalmente diverse: la prima è formata da un ex prete che, dopo un percorso di grande conflitto con la propria fede e dopo essere stato espulso dalla chiesa, vive insieme al fratello minore, un ragazzo sordomuto che campa di espedienti, elemosina, sussidi e piccoli imbrogli. Nella roulotte di fianco, la loro sorella maggiore, che si è convertita per amore all’Islam, vive insieme al marito, un arabo moderato che di mestiere vende fiori davanti al cimitero. Accanto alle due roulotte, in una tenda, abita un uomo apparentemente ricco che di giorno va al lavoro con il suo vestito elegante e la ventiquattrore, ma di notte torna a dormire nella tenda al freddo. L’uomo in pochi anni ha perso tutto: la fortunata azienda, la splendida casa e l’auto di lustra, che ora sta cercando di riconquistarsi, senza far accorgere il mondo borghese nel quale è sempre stato inserito, della sua attuale condizione.
Attraverso questi personaggi si racconta l’imminente decadenza economica e morale della nostra contemporaneità, la perdita e la continua ricerca della fede e naturalmente, grazie al realismo grottesco e all’ironia, le tensioni sociali e religiose tra occidente e oriente, tra Cattolicesimo e Islam, tra due forme di terrorismo e terrore che hanno più punti di contatto e vicinanza di quanto si pensi.

Note di regia
Ancora una volta Carrozzeria Orfeo sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta. La comune mancanza d’amore dei protagonisti delle nostre storie porta i dialoghi all’eccesso e all’isteria evidenziando gli aspetti tragicomici di esistenze che commuovono e fanno ridere nello stesso istante. I loro tormenti emotivi amplificano il loro aspetto umano, raccontando una realtà spinta all’assurdo che, però, attiene al nostro quotidiano. Uno stile “eccessivo” che, trasformandosi in provocatorio realismo, cerca un divertimento mai gratuito e fine a se stesso. Un punto di vista sul mondo e sul presente nel tentativo di non farsi mai imprigionare dalla retorica o da inutili moralismi.
Come compagnia, infatti, portiamo avanti da anni un lavoro di costante ricerca sulla mescolanza dei generi, con l’obiettivo di fondere l’ironia alla tragicità, il divertimento al dramma, in una continua escursione fra realtà e assurdo, fra sublime e banale. Ci interessa muoverci sul fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare.