ELVIRA

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30

dal 3 all’ 11 marzo 2018 – Teatro Sperimentale ESCLUSIVA REGIONALE

(Elvire Jouvet 40) di Brigitte Jacques © Gallimard
traduzione Giuseppe Montesano

con e regia Toni Servillo

costumi Ortensia De Francesco
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia Costanza Boccardi
e con Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri
foto di scena Fabio Esposito

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Teatri Uniti

UN APOLOGO DEL TEATRO, DEL MESTIERE DELL’ATTORE E DELLA SUA MISSIONE CIVILE

Il testo, caro alla storia del Piccolo Teatro di Milano, che produce lo spettacolo insieme a Teatri Uniti, fu messo in scena da Giorgio Strehler con Giulia Lazzarini nella stagione 1986/87 con il titolo Elvira, o la passione teatrale. Con Toni Servillo le riflessioni di Jouvet sul teatro e sul personaggio ritrovano nuovamente la stessa stringente attualità.

Elvira porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio.
Un’altra occasione felice, offerta dalle prove quotidiane del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière, consiste nell’opportunità di assistere ad una relazione maieutica che si trasforma in scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi un territorio sconosciuto nel quale si avventurano spinti dalla necessità ossessiva della scoperta. Louis Jouvet formula a proposito dell’attore la famosa distinzione comédien/acteur e dice precisamente: “il comédien è per così dire il mandatario del personaggio, mentre l’acteur delega se stesso personalmente. Il comédien esiste grazie allo sforzo, alla disciplina interiore, a una regola di vita dei suoi pensieri, del suo corpo. Il suo lavoro si basa su una modestia particolare, un annullarsi di cui l’acteur non ha bisogno”. Trovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per significare soprattutto ai giovani la nobiltà del mestiere di recitare, che rischia di essere svilito in questi tempi confusi. (Toni Servillo)