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Ancona | CELEBRATING KYLIÁN!

29 ottobre @ 18:00

29 OTTOBRE_TEATRO DELLE MUSE
RIDOTTO _ORE 18.00

JIŘÍ KYLIÁN
proiezione di Jiří Kylián, Forgotten Memories e  Scalamare | PRIMA NAZIONALE
segue incontro con il regista
in collaborazione con il Festival CINEMATICA

SALA GRANDE_TEATRO DELLE MUSE_ORE 20.45­­

ATERBALLETTO
Rain Dogs­_14’ 20’_Wolf
JOHAN INGER_ JIŘÍ KYLIÁN _ HOFESH SHECHTER

PREZZI BIGLIETTI
JIŘÍ KYLIÁN, FORGOTTEN MEMORIES e SCALAMARE (proiezione) ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria*, fino ad esaurimento posti.
RAIN DOGS­_14’ 20’’_WOLF PLATEA INTERO € 20 PLATEA RIDOTTO** € 15 (biglietto unico per la serata)

*    diritto di prelazione ai possessori del biglietto unico per RAIN DOGS­_14’ 20’’_WOLF
** possessori MARCHETEATROCard / OPERACard, fino a 30 anni e sopra a 65 anni

CELEBRATING KYLIÁN! dal titolo del Festival organizzato da The Holland Dance Festival, Kylián Productions and Foundation, the Zuiderstrandtheater, Korzo theater and Productions and Nederlands Dans Theater per celebrare il 70° compleanno dell’artista, arriva ad Ancona e si trasforma in una giornata dedicata a Kylián. Il 29 ottobre verranno proiettati Scalamare, in prima nazionale, ultimo film di Kylián girato proprio ad Ancona nel 2016, e il lungometraggio Jiří Kylián, Forgotten Memories, opera biografica su Kylián diretta da Don Kent e Christian Dumais-Lvowski. In Sala Grande sarà presentato il lavoro di Kylián 14’20” insieme a Wolf di Hofesh Shechter e Rain Dogs di Johan Inger, in uno speciale appuntamento curato da Aterballetto.

Rain Dogs
Inizia a piovere; quel cane che, curioso e sicuro del suo olfatto si era mosso oltre i suoi soliti confini, alla scoperta di ciò che vive lontano, perde improvvisamente la strada del ritorno, la pioggia ha inesorabilmente cancellato tutte le tracce. È questa l’immagine da cui prende forma “Rain Dogs”, si materializza a rappresentare quelle complessità e quelle contraddizioni che caratterizzano il rapporto con il mondo e che segnano le relazioni con gli altri. Quando la ricerca di un senso perde ogni punto di riferimento, l’incertezza e il disorientamento sembrano rendere impossibile il ritorno a casa, a ciò che era e che non è più.
Questo è il momento in cui la solitudine e lo smarrimento si manifestano attraverso le più diverse sfumature; con ironia e drammaticità, con leggerezza o disperazione.
Il tentativo di ritrovare la via in una sorta di “scivolosa crisi d’identità” diviene condizione esistenziale.
Johan Inger si è formato presso la Royal Swedish Ballet School e la National Ballet School in Canada. Affascinato dalle creazioni di Kylián, Inger era convinto che il prossimo passo per la sua carriera di danzatore fosse unirsi al Nederlands Dans Theater. Nel 1990 vi entra a far parte e si distingue come ballerino e vi rimane fino al 2002. Dopo quattro piccole creazioni, nel 1995 gli fu concesso di creare la sua prima coreografia, Mellantid, rappresentata all’Holland Dance Festival che rappresentò il suo debutto ufficiale come coreografo facendogli ottenere un immediato successo. Nel 2003 Johan Inger ha lasciato il Nederlands Dans Theater per assumere la direzione del Cullberg Ballet. Dall’estate 2008 il coreografo svedese ha lasciato la direzione e si dedica esclusivamente alla creazione coreografica. Dal 2009 Johan Inger è coreografo associato del Nederlands Dans Theater, e crea regolarmente per le compagnie. Nel settembre 2011 Inger ha creato Rain Dogs, su musiche di Tom Waits, per Basel Ballett in Svizzera, riscuotendo un enorme successo. Nel febbraio 2012 Inger ha coreografato I New Then per il Nederlands Dans Theater 2, nel 2013 per il Nederlands Dans Theater 1 Sunset Logic e per il Basel Ballett Tempus Fugit.  Nell’ottobre 2013 Johan ha riallestito Rain Dogs per Aterballetto. Nel 2016 crea la sua coreografia per Aterballetto, BLISS. Nel giugno 2017 debutta il suo progetto a serata intera GOLDEN DAYS.

14’ 20’’
Il singolare titolo deriva dalla durata stessa del pezzo, un passo a due di quattordici minuti e venti secondi su musica di Dirk Haubrich, ispirato a due temi di Mahler, con essenziali scene di Jiří Kylián, luci basse di Kees Tjebbes e setosi costumi di Joke Visser. Kylián, maestro della danza contemporanea, affronta il tema universale della fugacità del tempo e dei limiti imposti dalla nascita e dalla morte. Un lasso di tempo in cui l’uomo si dibatte tra amore e dolore, giovinezza e vecchiaia, speranze e illusioni, senza comprenderne il senso. E mentre i filosofi – precisa Kylián – lo considerano una necessaria invenzione umana, i poeti – aggiungiamo noi – lo vivono all’insegna del carpe diem oraziano.
In questo duetto l’inspiegabilità e l’inesorabilità del tempo paradossalmente si colgono e si arrestano grazie alla danza e ai due interpreti: Damiano Artale e Serena Vinzio. Morbidi legati e plastiche figure aggrovigliano i corpi che sprigionano forza e delicatezza e Serena, sorretta da un partecipe Damiano, sostiene tanto il movimento da riuscire a fissarlo nella precaria fisicità della nostra condizione di essere viventi. Un passo a due di grande impatto in cui la danza, filosoficamente poetica, lascia il segno.
Jiří Kylián ha iniziato la sua carriera nella danza all’età di 9 anni, alla Scuola di Balletto internazionale di Praga. Nel 1962 è stato ammesso al conservatorio di Praga. Ha vinto una borsa di studio alla Royal Ballet School di Londra nel 1967 e subito ha debuttato come coreografo. Nel 1975 è diventato direttore artistico del Nederlands Dans Theater. Nel 1978 ha fondato con Carel Birnie il Nederlands Dans Theater II e nel 1991 la Nederlands Dans Theater III, la compagnia per ballerini sopra i 40 anni. Nel 2006, insieme a Boris Paval Conen, ha creato il film Car-men. Nel 2013, con NTR, ha creato il film Between Entrance & Exit, nominato per il Gouden Kalf del Dutch Film Festival. Per l’Aichi Triennalle di Nagoya (Giappone) ha creato l’opera di videodanza East Shadow.. Nel 2011 ha ricevuto il premio alla Carriera nel campo della danza e del teatro dal Ministro Ceco della Cultura a Praga. Per Aterballetto nel 2001 ha rimontato Heart’s Labyrinth e nel novembre 2015 il passo a due 14’20’’.

Wolf (anteprima regionale)
Quasi 7.106 lingue dividono la razza umana. Circa 3,8 miliardi di anni di evoluzione separano tutte le forme di vita sulla Terra. Questa sera, tutte queste barriere crolleranno. Questa sera, 3,8 miliardi di anni di evoluzione si dissolveranno al ritmo di un tamburo. Questa sera, 7.106 lingue moriranno. La nuova creazione di Hofesh Shechter, adattamento di una precedente opera, è stata creata appositamente per, e ispirata dai, ballerini di Aterballetto.
Hofesh Shechter è riconosciuto come uno degli artisti più emozionanti del panorama contemporaneo, rinomato per la composizione di atmosfere musicali che concorrono al compimento di un’unica fisicità con il suo movimento. I suoi lavori più recenti comprendono Uprising, In your rooms, The Art of Not Looking Back, Survivor (in collaborazione con Antony Gormley in scena al Barbican), Sun, Political Mother, I barbari e Grand Finale di cui Marche Teatro è tra gli enti sostenitori. Shechter ha anche lavorato a coreografie per le principali compagnie di danza internazionli incluse il Royal Ballet, il Bern Ballet, il Carte Blanche Dance Company, Candoco e Batsheva Ensable,così come per il teatro, la televisione e l’opera. Shechter è un artista associato della Sadler’s Wells.

Dettagli

Data:
29 ottobre
Ora:
18:00
Categoria Evento:

Luogo

Teatro delle Muse