JOHN GABRIEL BORKMAN

DAL 29 NOVEMBRE AL 2 DICEMBRE_MUSE esclusiva regionale

di Henrik Ibsen

con GABRIELE LAVIA

e con Federica Di Martino e altri 6 attori da definire

regia di Marco Sciaccaluga

Teatro Stabile di Genova

Questo dramma appartiene alla maturità di Henrik Ibsen, fu infatti scritto nel 1896 ed è il suo penultimo lavoro. Si tratta di un capolavoro assoluto, non meno dei più noti Casa di bambola o Anitra selvatica.
La trama, come nella migliore tradizione del drammaturgo norvegese, è un congegno perfetto dove ogni personaggio ha un ruolo esattamente confacente al proprio carattere e ogni situazione riesce a metterne a nudo le debolezze, i sogni, le aspettative, toccando al contempo temi forti e spesso scabrosi.
Il passato di Borkman ‒ ex direttore di banca finito in carcere per bancarotta fraudolenta ‒ grava pesantemente su tutti i protagonisti della storia. Borkman infatti per fare carriera ha sacrificato l’amore corrisposto di Ella, sposando la sorella gemella di questa, e con lo scandalo ha poi distrutto la vita della sua famiglia. I tre protagonisti della vicenda si costruiscono ciascuno una chimera per sopravvivere alla prova schiacciante a cui il destino li ha sottoposti. Borkman in particolare è convinto che, un giorno, quelli che l’hanno condannato verranno in ginocchio da lui non potendo fare a meno delle sue qualità eccezionali; e in questa fantasia assurda ha passato gli ultimi otto anni autorecludendosi in casa e frequentando come unico compagno un anziano e malridotto scrivano, Foldal, il quale a sua volta è invecchiato con la fissazione di essere un grande scrittore incompreso. La loro amicizia consiste precisamente in questo: ingannarsi a vicenda ciascuno dando credito alla chimera dell’altro. «Ma in fondo non è questa l’amicizia, John Gabriel?» aggiunge amaramente Foldal quando l’incantesimo si rompe. E in effetti è questa una delle degenerazioni più frequenti dell’amicizia: farsi i complimenti a vicenda cullandosi nell’idea che corrispondano alla realtà.