LA GIOIA

fuori abbonamento

DOMENICA 17 NOVEMBRE ore 20.45_MUSE

Compagnia Pippo Delbono

uno spettacolo di Pippo Delbono
con Dolly AlbertinGianluca BallarèMargherita ClementePippo Delbono, Ilaria DistanteSimone GoggianoMario IntruglioNelson LaricciaGianni Parenti, Pepe RobledoZakria SafiGrazia Spinella e con la voce di Bobò

composizione floreale Thierry Boutemy
musiche Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari
luci Orlando Bolognesi – costumi Elena Giampaoli

elettricista Orlando Bolognesi/Alejandro Zamora – suonoPietro Tirella
capo macchinista e attrezzeria Gianluca Bolla/Enrico Zucchelli
responsabile di produzione Alessandra Vinanti –  organizzazione Silvia Cassanelli
direttore tecnico Fabio Sajiz

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Nazionale, Théâtre de Liège, Le Manège Maubeuge – Scène Nationale

foto Luca Del Pia

Si ringraziano: Enrico Bagnoli, Jean Michel Ribes, Alessia Guidoboni assistente di Thierry Boutemy e Théâtre de Liège per i costumi

Questa creazione di Pippo Delbono diventa un cammino verso la “gioia” che prosegue con il suo straordinario gruppo di attori/performer, ancor più dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa di Bobò, fedele compagno di scena a partire dal loro incontro avvenuto nel 1995 nel manicomio di Aversa. Protagonista di molti spettacoli, icona poetica e anima del teatro di Delbono, Bobò continuerà ad essere una presenza-assenza dentro e fuori la scena in questo nuovo viaggio verso “l’inno alla gioia”. Fare uno spettacolo sulla gioia vuol dire cercare quella circostanza unica, vuol dire attraversare i sentimenti più estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, per provare a scovare, infine, in un istante, l’esplodere di questa gioia. Ecco allora il circo, coi suoi clown e i suoi balli. Ecco pure il ricordo di uno sciamano che con la follia libera le anime. Ecco quindi malinconie di tango e grida soffocate in mezzo al pubblico. Ecco una pienezza di visioni, che si susseguono, si formano, si confondono e si perdono una via l’altra, decine di barchette di carta, sacchi di panni colorati a comporre, sembra, quel «mare nostro che non sei nel cielo» della laica preghiera di Erri De Luca, fino all’esplosione floreale, creata da Delbono assieme a Thierry Boutemy, il fleuriste normanno di stanza a Bruxelles e abituato a lavorare in lungo e in largo per il mondo. Gli attori di Delbono salgono così sul palcoscenico uno dopo l’altro e prendono, ognuno con il suo diverso sentire, il pubblico per mano e ne fanno un compagno di viaggio, parte di una comune ricerca inesauribile. Storie personali, maschere, danze, clownerie, memorie sono tutte sfuggenti immagini di persone alla ricerca della gioia. Così, se ogni replica è la tappa di un viaggio, ogni frammento che compone lo spettacolo è un singolo passo. Il viaggio non si arresta mai, così come la girandola caleidoscopica di sentimenti e immagini. Ogni replica regala una sorpresa, a chi decide di mettersi in cammino e seguire il ritmo della compagnia e di questa ricerca infinita della gioia.