Cous Cous Klan

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

drammaturgia di Gabriele Di Luca

regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

con (in ordine alfabetico) Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

musiche originali Massimiliano Setti
scene Maria Spazzi, assistente alle scene Aurelio Colombo
costumi Erika Carretta
luci Giovanni Berti
illustrazione Federico Bassi
foto di scena Laila Pozzo

organizzazione Luisa Supino, ufficio stampa Raffaella Ilari
distribuito da CORVINO PRODUZIONI

coproduzione Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo, MARCHE TEATRO
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana, La Corte Ospitale di Rubiera

note

In tutto il mondo l’acqua è stata privatizzata. Ormai da dieci anni, fiumi, laghi e sorgenti sono sorvegliati dalle guardie armate del governo, che non permettono a nessuno di avvicinarsi alle fonti idriche.
In un parcheggio abbandonato e degradato dietro ad un cimitero periferico, sorge una micro comunità di senzatetto all’interno della quale sono parcheggiate due roulotte fatiscenti. Nella prima ci vivono tre fratelli orfani: Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, ragazzo sordomuto e Olga, una donna obesa con un occhio solo. Nell’altra roulotte ci vive Mezzaluna, il compagno di lei, un turco musulmano, immigrato in Italia ormai da dieci anni, che per sopravvivere seppellisce rifiuti tossici per un’associazione criminale. Presto alla comunità, già logorata da continui conflitti razziali ed interpersonali per la sopravvivenza, si aggiunge Aldo, un medio borghese, elegante e maturo, che dopo un grave problema famigliare si è ritrovato a dormire per strada. A sconvolgere il già precario equilibrio di questa comunità arriverà Nina, una ragazza ribelle e indomabile che si rivelerà al tempo stesso, il più grande dei loro problemi e la chiave per il loro riscatto sociale.

Note di regia
Ancora una volta Carrozzeria Orfeo sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta. La comune mancanza d’amore dei protagonisti delle nostre storie porta i dialoghi all’eccesso e all’isteria evidenziando gli aspetti tragicomici di esistenze che commuovono e fanno ridere nello stesso istante. I loro tormenti emotivi amplificano il loro aspetto umano, raccontando una realtà spinta all’assurdo che, però, attiene al nostro quotidiano. Uno stile “eccessivo” che, trasformandosi in provocatorio realismo, cerca un divertimento mai gratuito e fine a se stesso. Un punto di vista sul mondo e sul presente nel tentativo di non farsi mai imprigionare dalla retorica o da inutili moralismi.
Come compagnia, infatti, portiamo avanti da anni un lavoro di costante ricerca sulla mescolanza dei generi, con l’obiettivo di fondere l’ironia alla tragicità, il divertimento al dramma, in una continua escursione fra realtà e assurdo, fra sublime e banale. Ci interessa muoverci sul fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare.

date

14/18 febbraio Ancona Teatro Sperimentale