La paranza dei bambini

di Mario Gelardi e Roberto Saviano

con gli attori della compagnia del Nuovo Teatro Sanità:
Nicolas Riccardo Ciccarelli
Dentino Carlo Geltrude
Drago Enrico pacini
Briatore Mariano Coletti
Drone Vincenzo Antonucci
Lollypop Simone Fiorillo
Dumbo Luigi Bignone
White Antimo Casertano
Cristian Giampiero De Concilio
Copacabana, Mojo, Don Vittorio, Padre Carlo Caracciolo

regia Mario Gelardi

scene Armando Alovisi
costumi 0770 di Irene di Caprio
musica Tommy Grieco
luci Paco Summonte
aiuto regia Irene Grasso
regista assistente Carlo Caracciolo

coproduzione Mismaonda e Marche Teatro
in collaborazione col Nuovo Teatro Sanità

note

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere.

Nel gergo camorristico “paranza” significa gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le piccole imbarcazioni per la pesca che, in coppia, tirano le reti nei fondali bassi, dove si pescano soprattutto pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione “paranza dei bambini” indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti: piscitielli, proprio come questi ragazzini. Raccontare la paranza dei bambini significa tratteggiare la nuova forma che la camorra napoletana ha assunto: barbe lunghe e corpi completamente tatuati, ma giovanissimi. Queste storie, tra doglie, sforzi, lacrime e muscolose spinte di rabbia, diventeranno il mio prossimo romanzo. Così come 10 anni fa fu con “Gomorra”, ho voluto portare in scena questo libro in collaborazione con Mario Gelardi. (Roberto Saviano)

“Guardati dentro. Guardati dentro profondamente, ma se non provi vergogna non lo stai facendo davvero. E poi chiediti se sei fottuto o fottitore”.

La paranza racconta l’evoluzione criminale di un gruppo di ragazzini che vedono nella carriera all’interno del clan l’unica fuga da una vita che non li accontenta in niente. Sono giovani allo stato brado, una tribù, animali in cattività, i loro segni sono vistosi tatuaggi sul corpo, barbe lunghe, rapporti freddi, chirurgici. Ne “La paranza dei bambini” nessuno può dirsi salvo, perché non esiste alcun rapporto umano che non sia l’appartenenza alla tribù. La tragedia in questa storia, resta rintanata negli angoli bui delle coscienze dei protagonisti, sempre pronta a venire alla luce, così come farà nel finale che sconvolgerà definitivamente questi bambini diventati uomini troppo in fretta. La gabbia in cui hanno rinchiuso le loro anime, si trasforma in una gabbia fisica, tangibile, che si chiuderà su sé stessa. Immagino questi ragazzini come quelli de “il signore delle mosche” che rimasti soli si costruiscono un loro ordinamento sociale, delle loro regole.

date

debutto 1-2 luglio 2017 Spoleto (PG)

anteprima 20/30 aprile 2017 Napoli Nuovo Teatro Sanità