Miracoli metropolitani

nuovo spettacolo di
CARROZZERIA ORFEO

cast in definizione

produzione
Marche Teatro, Teatro dell’ Elfo, Teatro Stabile di Genova, Teatro Bellini di Napoli

novità

relazione artistica

Giunti alla soglia della nostra nona produzione, ci siamo interrogati sulle prospettive future di Carrozzeria Orfeo ripercorrendo la nostra storia e concentrandoci, soprattutto, sull’analisi dei punti di forza e di debolezza della nostra proposta artistica.

Dopo il successo degli ultimi tre spettacoli, Thanks for Vaselina, Animali da Bar e Cous Cous Klan, abbiamo compreso ancora più chiaramente quanto le nostre scelte poetiche e drammaturgiche si siano rivelate vincenti nel permetterci di incontrare un consenso sempre maggiore di pubblico, critica e operatori del settore.

Se da una parte, però, la forza delle storie e lo stile interpretativo che le ha sostenute hanno contribuito alla costruzione di pièce efficaci e delle quali ci sentiamo soddisfatti, dall’altra, in questo momento del nostro percorso, avvertiamo la necessità di integrare a questi elementi consolidati nuovi stimoli creativi che ci consentano di confermare i risultati passati e, al tempo stesso, superare tutti quei limiti che abbiamo rintracciato all’interno del nostro lavoro con l’obbiettivo di migliorare la nostra proposta artistica.

Nelle ultime tre produzioni, infatti, ci siamo molto concentrati sulla forza della parola, sul ritmo dei dialoghi, sull’esplorazione dei personaggi e, più in generale, sull’orizzonte narrativo della storia “sacrificando” alla “velocità” del racconto alcuni momenti esclusivamente visivi e fisici ai quali nel passato avevamo attribuito più importanza. Durante la prossima produzione ci piacerebbe, quindi, prenderci il tempo per esplorare l’universo visivo ed emotivo che appartiene alla storia e dar vita a maggiori momenti di distensione e di immagine per concentrarci con maggiore efficacia e sensibilità su alcuni aspetti tecnico – formali che desideriamo approfondire. Per quanto, infatti, in Cous Cous Klan si percepisca chiaramente uno scarto scenotecnico e illuminotecnico positivo rispetto ai lavori precedenti, sentiamo l’urgenza di attribuire ancora più importanza alla cornice formale all’interno della quale vengono inscritte le nostre storie.

In Prove generali di solitudine ci concentreremo su una cucina – perfettamente funzionantedi un ristorante alla deriva e prossimo alla sua chiusura definitiva. E’ il racconto di come ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, è in grado di prepararsi ed affrontare qualcosa di imminente, di non rimandabile, di definitivo che arriva a travolgere la sua esistenza e lo lascerà disarmato. Verrà esplorata la precarietà del tempo e degli esseri umani, l’impermanenza delle cose e quindi il loro disfacimento, la dissoluzione, la separazione che

tramutata in ricordo, presto sfocia in quell’incolmabile solitudine che come dirà la lavapiatti del locale: “è un’avversaria molto più temibile dell’Isis…” Ma non solo: sarà uno spettacolo dove verranno indagati i temi dell’alimentazione, del rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come ricerca di raffinatezza e bellezza, ma anche come alienazione di un occidente decadente e sovralimentato, avido di confort e beni di consumo, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui. Un mondo, in fondo, stupido, caramellato, di zucchero filato.

Dal punto di vista dell’allestimento la sfida è grande: si tratta di riuscire a costruire un’“arena” tecnicamente complessa, una cucina dotata di fornelli, forno, stoviglie e cibo da cucinare, ma al tempo stesso leggera e trasportabile. Un impianto che prevede due cambi d’ambiente: il magazzino con la cella frigorifera – centrale per la storia – e l’esterno strada dove viene quotidianamente accatastata la spazzatura.

Per portare a termine tutti questi obbiettivi abbiamo previsto un incremento del numero di giornate di prova rispetto al passato. Abbiamo, inoltre, attribuito maggiore rilievo ai costi scenografici e, soprattutto, ai compensi e alla presenza di collaboratori tecnici.

Considerato il discreto tempo a disposizione che ci separa dall’allestimento, sarà nostra cura costruire una squadra tecnica sensibile, affine e adatta al progetto. Dal punto di vista artistico abbiamo intenzione di integrare agli attori interni e ormai parte della compagnia, nuovi interpreti che possano arricchire ulteriormente la nostra poetica e portare ancora più qualità all’interno del gruppo.

Carrozzeria Orfeo