CHIMÈRA

20 febbraio 2016 ore 20.45
Teatro Sperimentale

prima nazionale

un progetto 7-8 chili
ideazione e regia Davide Calvaresi
con Davide Calvaresi, Giulia Capriotti
impianto scenico Valeria Colonnella

direttore di produzione Marta Morico
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo
amministrazione Katya Badaloni
assistente di produzione Claudia Meloncelli

si ringrazia Comune di Offida

produzione MARCHE TEATRO e 7-8 chili

Con Chimèra la compagnia 7-8 chili prosegue il percorso di ricerca dedicato alle possibilità di interazione tra corpo e video, tra cinema e teatro.
L’ illusione di possedere il controllo della realtà attraverso le immagini, lascia il passo a un ironico gioco di sovrapposizioni di differenti riproduzioni della stessa. Nello specifico Chimèra indaga l’interazione tra diversi punti di vista, il rapporto tra il vissuto e le sue proiezioni nel presente e nel futuro. Un mondo rappresentato non è la realtà del mondo e tantomeno l’esperienza che se ne può fare ma solo il suo fantasma, l’apparizione di un attimo che si rivela inafferrabile e inconsistente.

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3 nov. 2015 | “Calendar Girls” con Angela Finocchiaro apre la Stagione Teatrale in abbonamento

Successo per la campagna abbonamenti
Superati i numeri dello scorso anno

Ci si può ancora abbonare fino a domenica 8 novembre

Marche Teatro quest’anno propone nei teatri della città di Ancona da novembre 2015 ad aprile 2016 tra Stagione Teatrale, Danza, Scena contemporanea e Teatro Ragazzi, 37 titoli per 187 serate di spettacolo in totale. Superati già il numero degli abbonati dello scorso anno, i dati definitivi si avranno solo domenica 8 novembre quando chiude la campagna abbonamenti. È quindi possibile ancora abbonarsi a tutta la Stagione Teatrale così come acquistare i singoli biglietti degli spettacoli.

Giovedì 5 novembre al via il cartellone teatrale in abbonamento con i mattatori della scena, con una proposta di 10 titoli per 42 serate di spettacolo.

La Stagione Teatrale 15 16 di Ancona in abbonamento, si apre quindi dal 5 all’8 novembre al Teatro delle Muse con l’esilarante commedia Calendar Girls di Tim Firth, traduzione e adattamento Stefania Bertola, regia di Cristina Pezzoli. Le protagoniste in scena che ci faranno divertire sono: Angela Finocchiaro nella parte di Chris, Laura Curino che interpreta Annie, Ariella Reggio (Jessie), Carlina Torta (Ruth), Matilde Facheris (Cora), Corinna lo Castro (Celia), Elsa Bossi (Maire), Marco Brinzi (Lawerence e Liam), Noemi Parroni (Brenda, Lady Cravenshire, Louise, Elaine) e con Titino Carrara (Iohn, Rod), scene Rinaldo Rinaldi, costumi Nanà Cecchi, musiche originali Riccardo Tesi, disegno luci Massimo Consoli. La produzione dello spettacolo è di AGIDI e Enfi Teatro.

Calendar Girls è un testo teatrale scritto da Tim Firth, tratto dall’omonimo film con la regia di Nigel Cole (lo stesso di L’erba di Grace e We want sex), di cui lo stesso Firth è autore e sceneggiatore. Il film, di cui erano protagoniste – fra le altre – Helen Mirren, Julie Walters, Linda Bassett, è uscito in Italia nel 2004 ottenendo un discreto successo al botteghino, ma diventando un film di culto, molto amato dal pubblico femminile. Nell’adattamento teatrale viene mantenuta l’impostazione corale, con un ruolo da protagonista definito, quello di Chris, interpretata da Hellen Mirren nella versione cinematografica e da Angela Finocchiaro in questa teatrale. Lo spettacolo teatrale, al pari del film, ha avuto un enorme successo in Inghilterra, dove è programmato in diverse versioni dal 2008 ed è tuttora in scena. La storia, ispirata ad un fatto realmente accaduto, è quella di un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, membre del Women’s Institute (nata nel 1915, oggi è la più grande organizzazione di volontariato delle donne nel Regno Unito), che si impegna in una raccolta fondi destinati a salvare un ospedale. Chris, stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, ha l’idea di fare un calendario diverso da tutti gli altri, in cui convince le amiche del gruppo a posare nude. Con l’aiuto di un fotografo amatoriale realizzano così un calendario che le vede ritratte in normali attività domestiche, come preparare dolci e composizioni floreali, ma con un particolare non convenzionale: posano senza vestiti. L’iniziativa riscuote un successo tale da portarle alla ribalta non solo in Inghilterra ma anche in America, dove vengono ospitate in un famoso talk show. L’improvvisa e inaspettata fama, tuttavia, metterà a dura prova le protagoniste.

Gli abbonamenti (da 133 euro SPECIALE GIOVANI a 230 euro intero di platea), così come i biglietti (da € 20,00 a €36,00) prevedono riduzioni con MARCHETEATROcard, OPERAcard ed ètà (under 30, universitari, under 18 accompagnati dai genitori e over 65).

Biglietteria teatro delle muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org
Orari martedì sabato dalle 9.30 / 13.30 e giovedì e venerdì anche pomeriggio dalle 16.30 / 19.30 (domenica e lunedì chiuso) e nei giorni di spettacolo da un’ora prima dell’inizio della recita.
Per i gruppi telefonare a 071 20784222 info@marcheteatro.it
Biglietti on line www.geticket.it

DANZA 2015-16

GRAFICHE DEL SILENZIO

30 ottobre 2015 ore 20.45 / Sala Melpomene

MANFREDI PEREGO | TIR DANZA

coreografie/danza/luci: Manfredi Perego
musiche: Paolo Codognola
produzione MP.Ideograms con il sostegno di TIR Danza

con il sostegno di TIR-danza.
con il contributo del Fondo per la danza d’autore/Regione Emilia-Romagna 2015/2016

Selezionato alla Vetrina della Giovane danza d’autore 2014
Vincitore Premio Equilibrio 2014

Il progetto coreografico Grafiche del silenzio nasce dal desiderio di trasporre in forma scenica un percorso personale che si potrebbe sintetizzare in tre parole: nascita-lotta-consapevolezza. Per tradurre questi tre termini in linguaggio coreografico, si fa riferimento al segno grafico come se il corpo fosse un disegno in movimento. L’arte grafica di riferimento è il sho-dò giapponese nel quale non è possibile correggere il segno, ma solamente lasciarlo vivere sulla carta, risultato dell’unione di mente, azione, gesto. Lo studio coreografico parla tramite segni dinamici i quali, dall’interno del corpo, affiorano muovendo quest’ultimo. Il tema del silenzio viene affrontato come necessaria condizione per la realizzazione di un tratto deciso e unico. In questo senso il corpo, in Grafiche del silenzio, è inchiostro e pennello assieme, lo spazio viene utilizzato come foglio di carta che si crea e si ricrea attorno al corpo in una serie di quadri non necessariamente cronologici, astratti e dinamicamente differenti.  L’ambiente sonoro è a tratti tangente la grafia del corpo, in altri momenti indipendente e anch’esso dipinge l’ambiente. E’ presente una ricerca di equilibrio tra due anime grafiche contrastanti. Progetto vincitore  “Premio Equilibrio 2014.”

John Cage : “Non esistono cose come lo spazio vuoto o il tempo vuoto. C’è sempre qualche cosa da vedere, qualcosa da udire. Anzi per quanto ci possiamo sforzare di creare un silenzio non ci riusciremo mai.”

Manfredi Perego pratica diversi sport ed arti marziali sino all’incontro con la danza contemporanea avvenuto nella scuola della madre. Nel 2002 è borsista presso l’Accademia Isola Danza diretta da Carolyn Carlson. Consegue la  laurea in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna A.A. 2005/06 con una tesi sull’improvvisazione nella danza. Dal 2005 sino ad lavora come danzatore free-lance in compagnie di teatro-danza e danza contemporanea in Svizzera, Germania ed Italia. Negli ultimi 4 anni danza per Simona Bertozzi, inizia una collabrorazione con Damian Munoz (La Intrusa Danza, Spagna). Negli ultimi 2 anni riprende attivamente lo studio delle arti marziali, nello specifico: Capoeira e Tai-chi, ju jitsuj brasiliano; è interessato a cogliere e trasformare alcuni tratti degli sport praticati in elementi attivi della propria ricerca coreografica.  Pratica ed insegna  Contact Improvisation.  Negli ultimi due anni crea il suoi primi soli “Grafiche del silenzio”(vincitore premio Equilibrio 2014) ed “Appunti sul libro della terra”, “Dialogo a 3 con la molecola dell’aria”. Oltre all’attività di danzatore viene chiamato come insegnante di danza contemporanea presso diverse scuole private italiane ed anche estere. Ha esperienze di danceability, in quanto nella scuola della madre segue regolarmente i corsi di ragazzi diversamente abili. Nel 2013 intraprende il primo progetto personale di movement research che lo vede indagare sul recupero di un movimento istintivo, ricerca che lo porta alla realizzazione di un allenamento nel bosco per 3 settimane. Da questo nasce “dei giochi sensibili” progetto di sensibilizzazione per danzatori contemporanei. Nel 2014, fonda MP-ideograms.  Nel 2015 Crea“Dei crinali”,  debutto a Roma al Festival Equilibrio.

INCONTRO CON IL COREOGRAFO JIŘÍ KYLIÁN

8 novembre 2015 ore 20.45 / Ridotto del Teatro delle Muse

condotto da Rossella Battisti, giornalista e critico di Danza

proiezione dei film

BETWEEN ENTRANCE AND EXIT
(film, durata 30 min.) 2013
Coreografia e ideazione Jiří Kylián
Regia Boris Paval Conen
con Sabine Kupferberg, David Krügel

SCHWARZFAHRER
(film, durata 6 min.) 2014
Idea originale e coreografia Jiří Kylián
Regia Jirí Kylián
con Sabine Kupferberg, Patrick Marin

CAR-MEN
(film, durata 17 min.) 2006
Coreografia e ideazione Jiří Kylián
Regia Boris Paval Conen
interpreti
Carmen Sabine Kupferberg
Micaela Gioconda Barbuto
Don José Karel Hruska
Escamillo David Krügel

Considerato uno dei più grandi coreografi contemporanei, il ceco Jiří Kylián sarà ad Ancona in veste di film maker, per incontrare il pubblico e presentare tre suoi cortometraggi, realizzati con la partecipazione di alcuni dei migliori danzatori della sua compagnia.

Between Entrance and Exit, titolo che rimanda al tempo che ci è dato tra la nascita e la morte, narra l’incontro di un uomo e una donna, Sabine Kupferberg e David Krügel, in un labirintico appartamento abbandonato. Coreografia e ideazione sono di Kylián. La regia di Paval Conen
Schwarzfahrer, presentato in prima mondiale nell’ottobre 2014 al Reggio Film Festival, racconta il viaggio surreale di una donna di mezza età (Sabine Kupferberg) e di un ragazzo (Patrick Marin): un incontro simbolo della perdita del giovane amore da una parte e dall’altra; unica certezza quella dell’ultima fermata. Kylián firma idea, coreografia e regia.
Infine, Car-Men è un’originale rilettura della Carmen con la straordinaria interpretazione di 4 attori-danzatori over 40 del NDT3: Sabine Kupferberg (Carmen), Gioconda Barbuto (Micaela), Karel Hruska (Don José), David Krügel (Escamillo). Coreografia e ideazione sono di Kylián. La regia di Paval Conen.

Classe 1947, storico direttore artistico del Nederlands Dans Theater, nella sua carriera di coreografo e danzatore Jiří Kylián ha realizzato oltre cento coreografie rappresentate e poi entrate nel repertorio delle più grandi compagnie in tutto il mondo.

COSMOPOLITAN BEAUTY / HEY

19 dicembre 2015 ore 20.45 / Teatro Sperimentale

Davide Valrosso in
COSMOPOLITAN BEAUTY_ Raccolto di appunti di Viaggio
ideazione e interpretazione: Davide Valrosso
con la collaborazione di: Elena Giannotti
produzione: Cango/Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza
con il sostegno di: Teatro Pubblico Pugliese
musiche: Greg Haines – Komarovo

LA BELLEZZA COME FRUTTO DI CONQUISTA, UN’ESPERIENZA MOSTRATA NEL SUO DIVENIRE
Cosmopolitan Beauty nasce da una riflessione sul valore simbolico-espressivo del gesto, che sollecita nello spettatore uno sguardo partecipe, co-artefice istantaneo della performance. Evocazione di uno spazio onirico, Cosmopolitan Beauty è il regno delle cose perdute, dove il gesto non viene inventato ma solo ritrovato; una carrellata di azioni che, apparentemente casuali, sono in realtà il frutto di un percorso, di un viaggio, di un’esperienza: il regno delle cose che hanno lasciato una traccia nel corpo. Formatosi presso l’English National Ballet e altri prestigiosi centri europei, Davide Valrosso collabora come interprete in compagnie italiane e straniere per intraprendere un percorso come autore nel 2014, anno in cui viene selezionato dalla rete Anticorpi XL.

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Brindisi di Natale

ore 22.00

MK in
HEY
di mk e Sigourney Weaver
con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Daniela Cattivelli, Michele Di Stefano, Laura Scarpini
contiene Hey di Sigourney Weaver (Biagio Caravano e Daniela Cattivelli)
musica Springbreakers, Wire, Madcon, Kitty ft. Riff Raff
disegno luci Roberto Cafaggini
coreografia Michele Di Stefano
organizzazione Carlotta Garlanda
una produzione mk 2015 in collaborazione con MilanOltre
progetto FRONTERIZO con il sostegno di Live Arts Week
con il contributo MIBACT

IL NUOVO LAVORO DI MK, UN PAESAGGIO DI PURA SERENITÀ DISCORSIVA
Nato dalla collaborazione tra mk e il duo Sigourney Weaver (Biagio Caravano e Daniela Cattivelli), Hey propone una carrellata di corpi messi davanti a un microfono: corpi nell’attimo della presa di parola, nel momento dell’attacco del movimento. L’accesso all’incontro come discorso. E canto. Tutto ciò che è nello spazio è intersecato e sovrapposto, detto ed esposto. I luoghi sono creati dalla relazione e dall’abbondanza, da un senso di arrotondamento della conversazione che sembra riferirsi stranamente alla curvatura della terra. Abitiamo su un globo, ma non dentro di esso. È necessario spostarsi in continuazione e ovunque prendere parola.

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IL LAGO DEI CIGNI

Balletto in due atti e quattro scene

3 gennaio 2016 ore 16.30 / Teatro delle Muse

RUSSIAN STATE BALLET

musica: P. I. Tchaikovsky
coreografia: L. Ivanov, M. Petipa, A. Gorsky – adattamento V. Gordeev
libretto: V. P. Begitschew, W. Geltzer
scene: I. Nezhny – Costumi: T. Tulubewa
corpo di ballo e solisti del Russian State Ballet

I TALENTI DEL RUSSIAN STATE BALLET SULLE NOTE INDIMENTICABILI DI TCHAIKOVSKY PER UN SOGNO SENZA TEMPO
Un principe, sei principesse, bellissimi cigni, incantesimi, inganni e promesse d’amore sono le corde in cui si intreccia una delle fiabe più toccanti tra i testi musicati da Tchaikovsky, Il lago dei cigni. Una storia dal fascino eterno, divenuta uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, capace di incantare bambini e adulti con l’eleganza della musica e la perfezione delle impeccabili coreografie create da Ivanov, Petipa e Gorsky, qui interpretate dal Corpo di ballo e dai Solisti del Russian State Ballet, la prestigiosa compagnia di Vyacheslav Gordeev, ex primo ballerino del Bolshoi Ballet e Artista Onorato della Russia.

Costituito da un ensemble artistico di eccellenza e attivo da oltre tre decenni, il Russian State Ballet è considerato un’istituzione in tutto il mondo, costantemente ospite dei più prestigiosi palcoscenici internazionali. Negli anni, la compagnia ha rivelato i talenti di ballerini che hanno fatto la gloria del teatro russo, come M. Bogdanova, M. Ivanova, D. Protsenko, V. Akhundov, progressivamente sostituiti da una nuova generazione di promesse: N. Ashikhmina, E. Osokina, M. Fomin, V. Mineev. Il suo repertorio include sia i grandi capolavori del balletto classico sia le opere dei più noti coreografi contemporanei, a testimonianza dell’impegno costante nel conservare l’eredità coreografica russa ma, allo stesso tempo, nell’aprirsi con attenzione al contemporaneo.

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LE SACRE

Preludio / La Sagra della Primavera

24 gennaio 2016 ore 20.45 / Teatro delle Muse

COMPAGNIA VIRGILIO SIENI

Preludio
Regia e Coreografia Virgilio Sieni
Musica Daniele Roccato
Interpreti
Ramona Caia
Claudia Caldarano
Patscharaporn Distakul
Vittoria De Ferrari Sapetto
Giulia Mureddu
Sara Sguotti

——

La sagra della primavera
Regia e Coreografia Virgilio Sieni
Musica Igor Fedorovi Stravinskij
Interpreti
Jari Boldrini
Ramona Caia
Claudia Caldarano
Patscharaporn Distakul
Vittoria De Ferrari Sapetto
Maurizio Giunti
Giulia Mureddu
Giulio Petrucci
Rafal Pierzynski
Sara Sguotti
Davide Valrosso

Luci Virgilio Sieni
Costumi Giulia Bonaldi, Virgilio Sieni

Produzione
Teatro Comunale di Bologna, Emilia Romagna Teatro, Compagnia Virgilio Sieni
La Compagnia Virgilio Sieni è sostenuta da:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Comune di Firenze

UN RITO DI PURA DANZA AD ALTA INTENSITÀ

“Ho scelto di frequentare la musica di Igor Stravinskij e l’universo del rito con l’intento di iniziare un cammino nella frammentazione e la composizione del corpo coreografico, per intravedere il luogo che si presenta al rito nell’oggi del corpo. Mi piacerebbe che la coreografia guardasse al primitivo come forma leale di scavo verso la propria archeologia, un’archeologia di ossa, allineamenti sottili, corrispondenze neurali, muscolari, tendinee, molecolari, fatti che ci danno al mondo: in questo senso il tema della danza diventa urgente in quanto si pone come avamposto sul territorio delle abitudini; il gesto che nasce dall’ascolto dell’ambiente interno ed esterno accenna dunque a quell’ignoto che scorre ai bordi della nostra vita.” Virgilio Sieni
Coreografo, danzatore e direttore della Biennale Danza di Venezia, Virgilio Sieni è protagonista della scena contemporanea italiana a partire dai primi anni ’80. Nell’83 ha fondato la compagnia Parco Butterfly, poi trasformata nel 1992 nella Compagnia Virgilio Sieni, attualmente una delle principali realtà coreografiche italiane, legata con solidi rapporti produttivi ai più importanti teatri e festival europei. Recentemente la Compagnia Virgilio Sieni ha ricevuto diversi riconoscimenti: dopo tre premi Ubu (nel 2000, nel 2003 e nel 2011), lo spettacolo “Sonate Bach_di fronte al dolore degli altri” (prod. 2007) ha vinto il premio Danza&Danza come “migliore novità italiana dell’anno” e compare nel libro di Marinella Guatterini “L’ABC della danza”, dedicato alle 16 coreografie più significative degli ultimi 100 anni.

PRELUDIO

La coreografia riflette sulla nuda vita per riportarci veloci al senso dell’archeologia che vede la forma nella sua impossibilità di essere afferrata. I corpi appaiono allo stesso tempo come maceria e origine, ricomponendo un dizionario di movimenti primi, ricercando i prolegomeni del rito: tutti tentativi, verifiche, dettagli e accenni, pieghe del corpo sulla soglia dell’umanità; sestetto di donne, in esodo, naufraghe, che cade innocente nella mitologia quale fonte gioiosa del “noi” nel gesto.

E’ la nudità a scavare un guscio di spazio, argine sottile in convivenza con il fuori, l’aperto. La nuda vita della danza emerge da incrinature e cedimenti: campo dove disporre minuziosamente il sentimento anatomico del gesto.  Il paesaggio viene qui assorbito in una sorta di pneuma continuo; momenti  regolati da un fitto procedere di eventi sulla tattilità, la figura, il colore e la luce. Si cercano domande sulla natura del corpo.

Archeologia, fossili, scultura: il succedersi delle posture modulate e strutturate da correzioni continue, da ipotetici studi in successione che si stratificano l’uno sull’altro, lascia apparire una composizione sull’adiacenza del silenzio alla nudità: apertura del vuoto tra le pieghe del corpo, eco che risuona nelle mitologie della tragedia. Loro si donano come materia, luce e figura, alla ricerca della forma e del rumore del tempo sospeso che abbaglia verso noi contemporanei.

Virgilio Sieni

LA SAGRA DELLA PRIMAVERA

Ho scelto di frequentare la musica di Igor Stravinskij e l’universo del rito con l’intento di iniziare un cammino nella frammentazione e la composizione del corpo coreografico, per intravedere il luogo che si presenta al rito nell’oggi del corpo.

Mi piacerebbe che la coreografia guardasse al primitivo come forma leale di scavo verso la propria archeologia, un’archeologia di ossa, allineamenti sottili, corrispondenze neurali, muscolari, tendinee, molecolari, fatti che ci danno al mondo:  in questo senso Il tema della danza diventa  urgente in quanto si pone come avamposto sul territorio delle abitudini; il gesto che nasce dall’ascolto dell’ambiente interno e esterno accenna dunque a quell’ignoto che scorre ai bordi della nostra vita.

Danzare la Sagra rappresenta infine  un’opportunità  per rovesciare alcuni modelli colonialisti della coreografia occidentale, dove il rito appare esclusivamente come forma barbara. Nel processo sofisticato che porta l’uomo ad uno spostamento nella radura del margine e della soglia, verso il primo passo nel nuovo mondo, o comunque in un mondo che risorge nuovo alla messa in opera  del corpo, proprio in questo spostamento, viene chiesto ai dodici interpreti di originare i movimenti da un continuum di risonanze e di stratificazioni ritmiche. L’arcipelago che appare nell’estrema articolazione e scansione di più livelli ritmici che coesistono alla musica, apre ad una fessurazione continua affinché lo  sguardo di chi osserva si abbandoni alla foresta di gesti. In questo luogo costruito da centinaia di traiettorie, il sacrificio riunisce intorno a se una comunità di danzatori che cerca di superarsi nel cogliere, tra intuito e struttura, rito e gioco, l’elemento della durata. La proposta di una danza che ricerca le risonanze ritmiche dislocandole in infiniti punti del corpo e dello spazio sarà il vero luogo che ogni danzatore si troverà a frequentare, reinterpretando il sacrificio come forma epifanica e morale del bene comune, la consapevolezza di un corpo altro, di un corpo che si dà per margini e soglie, per gesti di liberazione. Già Vaclav Nizinskij anticipa la trasmigrazione per cellule di un movimento da un danzatore all’altro, lasciando emergere il senso profondo dell’individuo nella comunità. Proprio la comunità, qui è chiamata a creare il luogo del rito depositando le fitte trame  di danze soprammesse tra donne e uomini, affacciandosi nella sfera dei sensi e nella naturalezza di un corpo indicibile, di una coreografia che non vuole lasciarsi afferrare ma solo toccare con mano.

Virgilio Sieni

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LE MOUVEMENT DE L’AIR

12 marzo 2016 ore 20.45 / Teatro delle Muse

ADRIEN M. / CLAIRE B

ideazione, Direzione artistica, Ideazione scene e Scenografia Claire Bardainne & Adrien Mondot
computer design Adrien Mondot
coreografia Yan Raballand
danzatori Rémi Boissy, Farid-Ayelem Rahmouni, Maëlle Reymond
collaborazione alla coreografia Guillaume Bertrand
disegno luci David Debrinay
musiche Jérémy Chartier
costumi Marina Pujadas
costruzione scene, sistema di volo Silvain Ohl
organizzazione generale, sound engineering Pierre Xucla 
direzione di palco Arnaud Gonzales
illuminotecnica Yan Godat 
IT development Anomes, Hand Coded
regia Pierre Xucla
direzione tecnica Alexis Bergeron
produzione e booking Charlotte Auché, Marek Vuiton, Margaux Létang
foto © Romain Etienne

prodotto da Adrien M / Claire B
coprodotto da Théâtre de L’Archipel, scène nationale de Perpignan, Le Cirque-Théâtre d’Elbeuf, La Brèche, Pôle national des arts du cirque, Cherbourg-Octeville, Festival GREC, Barcelone (Spain), Adami, DICRéAM, Fondazione Romaeuropa – Arte e Cultura, Centre des Arts d’Enghien-les-Bains, scène conventionnée pour les écritures numériques, Maison des Arts, scène nationale de Créteil et du Val-de-Marne, Espace Jean Legendre, Théâtre de Compiègne, scène nationale de l’Oise en préfiguration, L’Odyssée, institut national des arts du mime et du geste de Périgueux, L’Hexagone, scène nationale Arts-Sciences de Meylan, Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne / Cie Käfig, dans le cadre de l’Accueil Studio
con il supporto di Le Toboggan, scène conventionnée de Décines, Les Subsistances, laboratoire international de création artistique (Lyon), Remerciements au CND Lyon / Rhône-Alpes
La Adrien M / Claire B Company è accreditata presso DRAC Rhône-Alpes, Rhône-Alpes Region ed è supportata dalla città di Lyon

Adrien M / Claire B propongono il loro nuovo spettacolo “Le mouvement de l’air”: un paesaggio onirico e poetico in movimento tra danza, acrobazie e tecnologia digitale. Fin dal 2004, Adrien Mondot -metà scienziato e metà giocoliere- e Claire Bardainne -grafica che si muove nella scenografia digitale- lavorano insieme in quella terra di confine carica di scambi che si estende tra l’arte digitale e lo spettacolo dal vivo. La poesia dei loro spettacoli è nella presenza del corpo umano in movimento, posto al centro di sofisticati ambienti digitali con cui interagire in tempo reale: sono scenografie ottenute attraverso tecnologie hardware e software spesso sviluppate da loro stessi, come eMotion. Le loro creazioni sono non figurative, astratte e contrassegnate da un design minimalista: si presentano come una fusione suggestiva tra realtà fisica e virtuale, appositamente indirizzata a quanto è specifico della tecnologia digitale e non può essere espresso con altri mezzi. Per questo, “Le mouvement de l’air” è basato su una coreografia per tre performer -una donna e due uomini- con una scrittura acrobatica e stilizzata, che restituisce l’idea di un linguaggio del corpo fatto per sperimentare nuove relazioni tra tempo, spazio e mondo. Questo gioco lirico e sottile della fantasia è la cifra più autentica di Adrien M / Claire B, volti alla ricerca di uno spazio tra la finzione e la realtà, dove tutte le immagini -le reali dei danzatori, le reali filtrate dal computer, le sintetiche- si compattano in un movimento avvolgente.

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