LA BOTTEGA DEI GIOCATTOLI

DOMENICA 9 DICEMBRE 2018, ORE 17
TEATRO SPERIMENTALE

testo e regia Sandra Novellino e Delia De Marco
con Valentina Elia, Giuseppe Marzio, Delia De Marco
voce registrata Anna Ferruzzo
scene costumi e disegno luci Maria Pascale
musiche originali Mirko Lodedo
tecnico di scena Walter Mirabile

teatro d’attore e danza, dai 3 anni

Storie intorno a giocattoli che si animano di vita propria abitano da sempre le fantasie dei bambini, che naturalmente giocano dando un’anima agli oggetti.
La nostra storia accade in una bottega di giocattoli, e le botteghe di giocattoli non sono forse delle città nelle quali i giocattoli vivono come delle persone? O meglio, le città non sono forse delle botteghe di giocattoli nelle quali le persone vivono come dei giocattoli?  C’è sempre una bambola più bella e c’è la bambola invidiosa, un orsacchiotto che si innamora e un soldatino geloso, una mamma cattiva e una buona fata, giostre e macchinine che non si stancano di girare. Un mondo parallelo che aiuta i bambini a fare esperienza di emozioni, imparando a non perdere “la bussola”, passando dalla gioia alla delusione, dalla malinconia all’allegria, dall’amore al risentimento. Una città solitamente notturna, perché vive nel profondo dei sentimenti. Non solo infantili.
Destinato ai bambini più piccoli, il lavoro è frutto del pluriennale lavoro svolto dagli operatori del Crest, anche nelle scuole materne, intorno al linguaggio teatrale più efficace rispetto ad un’utenza così particolare e impegnativa, al fine di verificare linguaggi e tecniche di lavoro che, ovviamente, lasciano poco spazio alle parole a favore di immagini, musica e… gioco.
Lo spettacolo prende corpo anche dalle musiche originali di Mirko Lodedo, vero tappeto sonoro di azioni, danza e racconto che danno vita ai giocattoli. O sono i giocattoli a dar vita agli attori?
Lo scoprirete solo visitando la nostra bottega.

GLI STRANI PENSIERI DI UGO

SABATO 12-19-26 gennaio – 2-9-16-23 febbraio – 2 marzo, ore 18
DOMENICA 13 gennaio – 3-10 febbraio 2019, ore 17
TEATRINO DEL PIANO

con Nicoletta Briganti, Lino Terra e Natascia Zanni
regia di Lino Terra

a partire dai 3 anni

Davvero originale questo Ugo! Un buffo e paffutello ometto che non si sentiva molto apprezzato dagli altri … ed allora?  Beh, allora nella sua testa cominciarono ad affollarsi  numerosi e strani pensieri: “Inventerò tante importanti cose che rivoluzioneranno il mondo!” Così forse qualcuno lo avrebbe finalmente ammirato e non si sarebbe più sentito solo come da sempre si sentiva.

Peccato che questi strani pensieri dai quali nascevano altrettanto strane invenzioni erano spesso già stati pensati da altri e quando non lo erano, a causa della loro stranezza, risultavano inutili o impossibili da realizzare. Poi però un giorno accadde qualcosa che cambiò la vita di Ugo …

BECCO DI RAME

DOMENICA 20 GENNAIO 2019, ORE 17
TEATRO SPERIMENTALE

dal libro di Alberto Briganti
adattamento drammaturgico Ira Rubini 
ideazione e messa in scena
Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco 
musiche originali di Andrea Ferrario
in scena Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco
voci Francesco Orlando, Flavia Ripa, Valentina Scudieri, Nadia Milani, Serena Crocco
pupazzi Chiara De Rota, Linda Vallone
scenografie e oggetti Raffaella Montaldo, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco
luci Marco Zennaro
direttore di produzione Franco Spadavecchia

teatro d’animazione su nero, dai 3 anni

Becco di Rame è una storia vera. La storia di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma un veterinario, il dottor Briganti, ha un’intuizione geniale e crea una protesi di rame che le permette di continuare a vivere una vita normale nonostante la disabilità acquisita.

Lo spettacolo narra la sua storia, i bambini possono immedesimarsi nel nostro protagonista che, ancora pulcino, viene portato nella fattoria dove si svolge l’intera vicenda. E qui, incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, marito e moglie, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo, ideale di bellezza e libertà. Le relazioni che si instaurano tra i personaggi, hanno una loro evoluzione che procede di pari passo con la crescita del protagonista e con l’avvenimento più importante di tutta la storia, la perdita del becco.

La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza ma con profondità temi importanti come quelli della diversità, della disabilità e dell’importanza di essere accolti, accettati e desiderati nonostante una fisicità diversa o un’abilità diversa rispetto a quelle ritenute “normali”.

Il desiderio è quello di dedicare questo spettacolo a tutti i “brutti anatroccoli” e a tutti quei bambini che, nonostante un’avventura ingiusta che ha portato ad una disabilità acquisita, trovano la forza e il coraggio di ri-innamorarsi della vita.

IL CIELO DEGLI ORSI

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019, ORE 17
TEATRO SPERIMENTALE

dall’opera di Dolf Verroen e Wolf Erlbruch

con Deniz Azhar Azari, Andrea Coppone
regia e scene Fabrizio Montecchi
sagome Nicoletta Garioni e Federica Ferrari (tratte dai disegni di Wolf Erlbruch )
coreografie Valerio Longo – musiche Alessandro Nidi
costumi Tania Fedeli – luci Anna Adorno
realizzazione scene Sergio Bersani

teatro d’ombre, d’attore e danza, da 2 a 7 anni

Uno degli spettacoli più riusciti di Teatro Gioco Vita, con più di 300 repliche dal 2014 ad oggi nei teatri italiani ed europei, rappresentato anche in Canada (Montréal, Beloeil, Saguenay e Québec) e più recentemente negli Stati Uniti (The New Victory Theater di New York, a Broadway sulla 42° strada) sempre con grande successo di pubblico e di critica. Ritorna a Piacenza per i piccoli dai 2 ai 7 anni “Il cielo degli orsi”, in scena al Teatro Filodrammatici mercoledì 14 e giovedì 15 febbraio alle ore 10 per il cartellone della Stagione di teatro scuola 2017/2018 “Salt’in Banco” di Teatro Gioco Vita, curata da Simona Rossi e organizzata dal Centro di produzione teatrale diretto da Diego Maj con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza, la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Tratto dall’opera di Dolf Verroen e Wolf Erlbruch, regia e scene di Fabrizio Montecchi, lo spettacolo vede in scena Deniz Azhar Azari e Andrea Coppone. Le sagome sono di Nicoletta Garioni e Federica Ferrari (tratte dai disegni di Wolf Erlbruch), le coreografie Valerio Longo, le musiche di Alessandro Nidi, i costumi di Tania Fedeli e le luci di Anna Adorno.
“Il cielo degli orsi” si compone di due storie. La prima ci racconta di un orso che svegliatosi da un lungo letargo si mette a pensare a come sarebbe bello essere un papà. Così, con tutto il coraggio di cui è capace, si mette a cercare nel bosco il modo di avere un cucciolo, ma sembra che la soluzione stia in cielo… La seconda ci racconta invece di un orsetto, che è molto triste per la morte del nonno. Quando la sua mamma gli spiega che l’avo era molto stanco ed ora è felice nel cielo degli orsi, dice: “Ci voglio andare anch’io”. E parte per il mondo alla sua ricerca…
Per entrambi i nostri protagonisti l’infinità del cielo sembra la soluzione a tutti i loro quesiti, ma si accorgeranno ben presto che la risposta si trova vicino a loro. È così che il primo protagonista la trova in una bella orsa che gli compare al fianco e che indovina in un attimo i suoi pensieri, insieme si pensa sempre meglio che da soli. Piccolo Orso invece la risposta la trova nelle rassicuranti certezze rappresentate dai suoi genitori, che si prendono cura di lui affinché superi il suo dolore e si convinca che la vita è, davvero, il suo più bel cielo.
“Il cielo degli orsi” affronta temi delicati e profondi con leggerezza e il tatto di una grande storia. La presenza di animali come protagonisti permette di dosare l’impatto emotivo, che rimane comunque forte perché ci restituisce, con semplice e disarmante chiarezza, le difficoltà che tutti noi incontriamo, a maggior ragione i bambini, quando cerchiamo risposte alle grandi domande della vita. L’unico percorso possibile è sempre quello esperienziale e non razionale e l’unica risposta, anche se non è “la risposta”, è spesso la più vicina a noi, se non già dentro di noi.

NUVOLA

SABATO 9-16-23 marzo ORE 18
DOMENICA 10-17 marzo 2019 ORE 17
TEATRINO DEL PIANO

con Nicoletta Briganti, Lino Terra e Natascia Zanni
regia di Lino Terra
MARCHE TEATRO – Teatro del Canguro

teatro d’attore e di figura per bambini dai tre anni

Nuvola è una bambina, una piccola bambina, nata magicamente da una nuvola, una grande nuvola.

Come tutti quelli che nascono da una nuvola anche questa bambina è molto leggera, sembra anche lei fatta di vapore acqueo, e sembra che da un momento all’altro possa salire in cielo fino a raggiungere le altre nuvole. La storia di Nuvola è piena di fuggevoli incontri con altri personaggi, molto spesso altrettanto impalpabili per la loro forma o anche per il loro strampalato carattere. Ne nasce uno spensierato viaggio all’interno d’ un mondo multiforme e colorato, dove tutto sembra ad un tempo semplice e strano. La storia finirà soltanto quando la bambina, dopo la sua divertita scorribanda tra prati, boschi, paesi e città, potrà ricongiungersi alla sua “nuvola madre”. Lassù, insieme, attenderanno il ritorno del sole che spesso fa capolino proprio da dietro una nuvola, il sole che,che nel grigio delle giornate di pioggia, sembrava perduto per sempre.

IL GATTO CON GLI STIVALI

DOMENICA 24 marzo 2019, ore 17
TEATRO SPERIMENTALE

di Marcello Chiarenza
con
MAURIZIO CASALI
MARIOLINA COPPOLA
scene MAURIZIO CASALI e MARIOLINA COPPOLA
musiche originali CIALDO CAPELLI
regia CLAUDIO CASADIO

3 – 10 anni – teatro d’attore, teatro di figura

Com’è il profumo del pane appena sfornato? Buono! Il profumo e anche il pane!
Come si fa il pane ce lo spiega un mugnaio, perché è nel suo mulino che si produce la farina per fare il pane ed è in un mulino che prende il via la fiaba del Gatto con gli stivali.
La storia è nota: un mugnaio, ormai vecchio, decide di lasciare mulino e asino ai due figli maggiori, e al più piccolo, non avendo altro, lascia il gatto che si rivelerà subito un gatto molto speciale perché capisce, parla e ragiona. Eccome se ragiona! Chiede subito al suo padroncino un sacco di farina vuoto – beh, al mulino ce ne sono tanti! – e un paio di stivali. Per farne cosa? Il giovane mugnaio decide di fidarsi del gatto e si ritroverà proprietario di un castello e sposo di una principessa!
Su una pedana inclinata che all’inizio è un mulino con pale a vento, e successivamente castello, campi coltivati, giardini fioriti, si aprono piccole botole che svelano paesaggi inattesi: tane e altre trappole per la cattura di conigli e fagiani, specchi d’acqua in cui si getta una lenza per la pesca di carpe giganti, succulenta cacciagione che sarà dono per il Re da parte del Gatto con gli Stivali e del suo ignaro padroncino.
I due artisti in scena, alternando i ruoli di attori, narratori e animatori, rappresentano la storia in modo dolce e delicato, con semplicità, efficacia e situazioni comiche, punteggiate di piccole gag e momenti di stupore. Sono, infatti, moltissime le piccole e grandi magie che si alternano sulla scena: il gatto, la colomba bianca, la carpa e il delicato fenicottero rosa sembrano vivere di vita propria grazie alla particolare tecnica di realizzazione e animazione; la scena si trasforma continuamente rivelando il forno acceso in cui il pane cuoce lentamente, il fiume in cui il protagonista cade e fa il bagno, lo stagno nel giardino delle principessa che si fa specchio per gli sguardi dei due innamorati, delicate piogge di petali di fiore e, naturalmente, il terribile orco signore del castello, che si rivela in modo sorprendente ed emozionante.
Questa fiaba classica, nata nel 1500 napoletano del Basile e riproposta in diverse versioni anche di Perrault e dei Fratelli Grimm, è giunta fino a noi senza mai sbiadire il proprio forte ascendente sull’immaginario dei bambini di tutto il mondo. Si tratta infatti non solamente di un racconto picaresco in cui un giovane sfortunato la spunta sui ricchi e i potenti, ma di una vicenda che suggerisce come la parte animale e istintiva che alberga in ognuno di noi abbia il potere di stupire, di emergere nei momenti di difficoltà e infine di cambiare il corso della vita.
Nello spettacolo, particolarmente indovinato è, inoltre, il rapporto di amicizia fra il protagonista e il suo fidato amico animale: tale relazione di intimità e fiducia profonda è rappresentata in modo vivido, tenero e gentile, perché davvero chi abbia la fortuna di entrare in confidenza con un animale vive una condizione privilegiata che dona maggior sicurezza verso se stessi e un atteggiamento più positivo verso il mondo circostante.
In questo spettacolo pensato per tutti i bambini, anche per i più piccoli, i magnifici oggetti di scena di Marcello Chiarenza sono co-protagonisti di un lavoro in cui gli artisti – accompagnati da musiche completamente originali – narrano una storia e interpretano un testo in cui si rincorrono poesia e stupore.

A piccoli passi: SASSOLINI

SABATO 13-27 aprile – 4-11 maggio, ore 18
DOMENICA 14-28 aprile – 5-12 maggio 2019, ore 17
TEATRINO DEL PIANO

con Nicoletta Briganti, Lino Terra e Natascia Zanni
regia di Lino Terra
MARCHE TEATRO – Teatro del Canguro

per bambini dai 3 anni

La strada per diventare grandi può essere lunga e faticosa, bisogna avere pazienza, procedere a piccoli passi, senza fretta e senza paura. Ogni giorno è una nuova tappa, una nuova avventura: non è necessario correre, ma è importante andare sempre avanti e qualche volta, quando ne vale davvero la pena, ci si può riposare all’ ombra di un albero o sulla sponda di un fiume.

A PICCOLI PASSI: Voglio diventare grande

SABATO 5-12-19-26 maggio
DOMENICA 6-13-20-27 maggio
TEATRINO DEL PIANO, ore 18.30

con Nicoletta Briganti, Lino Terra e Natascia Zanni
regia di Lino Terra
MARCHE TEATRO – Teatro del Canguro

Teatro d’attore e di figura
per bambini dai 3 anni

Volere a tutti i costi diventare grandi o essere più grandi di quello che si è può capitare a tutti quelli che pensano di essere troppo piccoli. Il cammino per soddisfare questo desiderio non è però sempre facile, si possono incontrare ostacoli davvero diicili da superare. E poi qualche volta ci si può accorgere che in fondo non era necessario darsi tanto da fare, perché crescere è una cosa naturale, e tutto sommato essere piccoli non è poi così male!

A PICCOLI PASSI: Sassolini

MARTEDÌ 10-17-24 luglio
MERCOLEDÌ 11-18-25 luglio
GIOVEDÌ 12-19-26 luglio
VENERDÌ 13-20 luglio
TEATRO DELLE MUSE Sala Clio, ore 18.30

con Nicoletta Briganti, Lino Terra e Natascia Zanni
regia di Lino Terra
MARCHE TEATRO – Teatro del Canguro

per bambini dai 3 anni

La strada per diventare grandi può essere lunga e faticosa, bisogna avere pazienza, procedere a piccoli passi, senza fretta e senza paura. Ogni giorno è una nuova tappa, una nuova avventura: non è necessario correre, ma è importante andare sempre avanti e qualche volta, quando ne vale davvero la pena, ci si può riposare all’ ombra di un albero o sulla sponda di un fiume.

COSE DELL’ALTRO MONDO: Marco e lo strano paese

SABATO 15 E DOMENICA 16 SETTEMBRE, ORE 18.30
TEATRINO DEL PIANO

con Nicoletta Briganti, Lino Terra e Natascia Zanni
regia di Lino Terra
MARCHE TEATRO – Teatro del Canguro

Teatro d’attore e di figura
per bambini dai 4 anni

C’è uno strano paese che si trova in uno strano luogo, un paese dove vivono molti strani abitanti.
Chi si trovasse a visitarlo deve fare i conti con tutto quello di molto strano che lì succede nel bene e nel male.
La storia comincia un giorno qualunque quando in quel paese ci finisce per caso Marco, un ragazzino che aveva l’abitudine di lasciare la propria casa per avventurarsi in zone che forse sarebbe stato meglio non frequentare.
Era stato sufficiente per Marco prendere una strada diversa da quella che di solito faceva e ritrovarsi proprio dove comincia lo strano paese, lì dove accadono cose dell’altro mondo.
La prima stranezza che caratterizza quel paese è una voce molto forte che si sente dappertutto anche se non si capisce di chi sia.
La voce a volte sembra rassicurante e conciliante, altre volte invece sembra quella di qualcuno che vuole comandare ed imporre le sue regole e i suoi divieti. In ogni caso in quello strano luogo molte delle cose che accadono dipendono da quella voce e non è facile per nessuno, tantomeno per Marco non ascoltarla.