L’OMBRA PERDUTA DI PETER SCHLEMIHL
sabato 6 febbraio 2027, ore 20.30
Teatro Sperimentale
L’OMBRA PERDUTA DI PETER SCHLEMIHL
di e con Marco Baliani
drammaturgia sonora e luminosa Mirto Baliani
regia Maria Maglietta
produzione Casa degli Alfieri – Accademia Perduta Romagna Teatri – TIB Teatro
Dicono che quando gli americani sganciarono l’ordigno nucleare sulla città di Hiroshima uccidendo centinaia di migliaia di persone, i corpi di quelle persone si dissolsero all’istante sotto l’impatto esplosivo, ma le loro ombre invece restarono, come entità a sé stanti, proiettate su frammenti di muro o pareti di edifici semicrollati come radiografie terribilmente stampate a futura memoria.
Ma se l’ombra sradicata dal corpo divenisse un’entità separata, conservando una memoria ombrosa di gesti e movimenti di quel corpo che non è più accanto a lei, anche quel corpo perderebbe consistenza, diventerebbe a sua volta un’entità fragile, debole, spettrale.
Questo è quello che accade al giovane Peter Schlemihl nella storia teatrale che stiamo mettendo in opera. La sua ombra viene barattata in cambio di una illimitata ricchezza.
La storia racconta cosa accade a Peter dal momento in cui la sua ombra viene recisa. Peter vacilla, diventa un essere instabile, quando scopre che camminare al sole, senza più quella fedele ombra attaccata ai suoi piedi lo condanna a vivere nella paura di essere scoperto e messo all’indice, per la sua terribile diversità.
Peter intraprende allora una lotta difficile per riappropriarsi della sua parte mancante, per poter tornare indietro nel tempo e rifiutare quel baratto così allettante, deve però lottare contro forze oscure, seducenti, forze che sono anche dentro di lui, difficili da riconoscere e fronteggiare, così attraenti che basta un niente per restarne intrappolato.
La storia di Peter Schlemihl racconta dell’ineludibile necessità di far convivere in noi, a tutti i costi, sia l’ombra che la luce, di non far prevalere la separazione, di illuminare l’ombra accettandone le oscurità, accettando il conflitto, lottando per non farsi sommergere dalla paura.
In questo nostro presente una grande ombra sembra avanzare e fagocitare tutta la luce, crisi economiche e crisi climatiche aumentano quotidianamente la dose di ansia già da tempo fomentata dall’accanimento al consumo, dalle diseguaglianze, dalle paure sul futuro prossimo.
La storia di Peter parla anche della giovinezza e del dissidio tra il desiderio e la speranza di futuro che si scontra con la grettezza spietata del presente. Di fronte alle tante porte sbattute in faccia che ha ricevuto, Peter accetta di saltare a piè pari la salita esistenziale che ha di fronte, per entrare di colpo nel gran mondo che crede gli spetti, una scorciatoia che gli si rivela nel tempo essere una trappola e che segnerà il resto della sua vita.

