STAGIONE DI PROSA DI ANCONA 2025 2026
TEATRO DELLE MUSE
Marche Teatro propone un’occasione speciale per vivere le emozioni del teatro.
La proposta prevede l’acquisto di un carnet a 5 titoli valido per la serata del mercoledì,
introdotta per la prima volta da questa stagione e pensata per un pubblico
che voglia vivere l’emozione del Teatro da vicino.
IL BIRRAIO DI PRESTON di Andrea Camilleri
LA TEMPESTA di William Shakespeare
OTELLO da William Shakespeare drammaturgia Dacia Maraini
SABATO, DOMENICA E LUNEDI di Eduardo De Filippo
IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto
Sono disponibili posti di platea
Teatro delle Muse | inizio spettacoli ore 20.30
5 novembre 2025
IL BIRRAIO DI PRESTON
tratto dal romanzo di Andrea Camilleri
pubblicato da Sellerio editore
riduzione teatrale di Andrea Camilleri – Giuseppe Dipasquale
regia di Giuseppe Dipasquale
scene Antonio Fiorentino
costumi ripresi da Stefania Cempini e Fabrizio Buttiglieri da un’idea di Gemma Spina
con Edoardo Siravo, Federica De Benedittis, Mimmo Mignemi
e con, in o.a. Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Gurrieri, Paolo La Bruna, Giorgia Migliore, Valerio Santi, Vincenzo Volo
MARCHE TEATRO, Teatro Al Massimo di Palermo, Teatro di Roma
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Il primo rapporto con il teatro data, nella mia vita, all’incirca dal 1949. Da questo momento in poi, si può dire, non ci siamo mai lasciati. Il movente fu un sentimento tipico di certa gioventù inquieta, tra la noia e la curiosità.
Del teatro già da subito mi attraeva lo sperimentalismo linguistico, più che quello teatrale. Per primo, posso dire, ho sperimentato nei teatri cosiddetti minori autori come Beckett e Adamov. Le altre mie regie teatrali, circa un centinaio, hanno spaziato su repertori diversi per prospettiva e storia.
Non ho scritto di teatro, come sarebbe sembrato normale, ma nel ‘67, volendo aprire un capitolo nuovo della mia creatività, scrissi II corso delle cose, che venne puntualmente rifiutato da dieci editori.
Oggi posso assistere a come il pubblico reagisce di fronte ad un drammaturgo di se stesso che ha già conosciuto come scrittore.
Prima di accettare l’ipotesi di una riduzione per il teatro di questa mia opera letteraria ho resistito un bel po’. Non capivo come fosse possibile (e ragionavo, è ovvio, da autore) trovare un contenitore spaziale, una griglia che supportasse, senza tradirlo, il racconto. Il colloquio avuto con Giuseppe Dipasquale ci ha fatto trovare la soluzione: una struttura drammaturgica che salvaguardasse la scomposizione temporale del romanzo, ma condotta in modo da localizzare scenicamente il tutto in un luogo che fosse ad un tempo un teatro (quello, per esempio, dove poteva essere avvenuto l’incendio) e il luogo dell’azione del racconto.
Sono stato per lungo tempo un regista per non capire quante insidie si nascondono nella trasposizione scenica di un’opera letteraria. Ci sembra, questa volta, di avere fatto il possibile affinché l’opera, lo spirito, l’ironia del romanzo siano state conservate. Per il resto non posso che essere d’accordo con quell’altro mio illustre conterraneo, quando diceva che l’opera dello scrittore finisce quando comincia quella del regista.
Pirandello amava dire che il lavoro dell’autore terminava quando egli riusciva a mettere la parola “fine” alla scrittura teatrale. Bene, questo copione ha la parola fine, messa nell’ultima pagina. Tuttavia mi sento di chiosare il buon Luigi: è proprio nella messa in scena che inizia un nuovo viaggio del testo, sempre diverso e sempre nuovo, sempre imprevedibile, sempre disperatamente esaltante. Per questo il confine del teatro è come l’orizzonte dei viaggiatori nei mari d’Oceano: sempre presente, mai raggiungibile.
Andrea Camilleri
NOTE
“Il birraio di Preston” tratto dal romanzo di Andrea Camilleri è uno spettacolo messo in scena con la regia di Giuseppe Dipasquale, che firma insieme all’autore la riduzione teatrale. Lo spettacolo è andato in scena per la prima volta nella stagione 1998/1999 ed è stato ripreso nelle stagioni 2008/2009 e 2009/2010 con una tournée nazionale che ha toccato le maggiori città italiane, tra cui Milano, Roma, Torino, Genova, Padova, Bologna, Bolzano, Verona, Palermo.
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19 novembre 2025
LA TEMPESTA
di William Shakespeare
regia Alfredo Arias
scene Giovanni Licheri e Alida Cappellini
costumi Daniele Gelsi
luci Gaetano La Mela
con Graziano Piazza, Guia Jelo e in o.a. Federico Fiorenza, Fabrizio Indagati, Franco Mirabella, Marcello Montalto, Luigi Nicotra, Lorenzo Parrotto, Alessandro Romano, Rita Fuoco Salonia, Rosaria Salvatico
produzione Teatro Stabile di Catania, MARCHE TEATRO, Tieffe Teatro, TPE – Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese
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Il geniale regista Alfredo Arias, con il suo stile unico e inconfondibile, mette in scena La Tempesta di Shakespeare nella nuova coproduzione del Teatro Stabile di Catania, di Marche Teatro, di Tieffe Teatro e di TPE – Teatro Piemonte Europa.
Per Arias è un ritorno alla direzione di quest’opera, tra le più complesse e ricche di simbolismi scritta dal grande autore inglese, che ha rappresentato nei primi decenni della sua sfolgorante carriera, nell’ambito del Festival di Avignone del 1986.
Sull’isola-palcoscenico il regista argentino realizza un allestimento poetico e originale, capace di coinvolgere il pubblico, facendolo immergere nel suo mondo costruito con un linguaggio universalmente riconoscibile.
Il protagonista de La Tempesta è l’attore Graziano Piazza, che interpreta il ruolo di Prospero: il mago, il demiurgo, il sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta che egli stesso ha scatenato.
Piazza, che nella sua prestigiosa carriera ha lavorato in ruoli da protagonista con i più grandi registi della scena nazionale e internazionale (tra i quali Peter Stein, Benno Besson, Luca Ronconi, Mario Missiroli, Anatolij Vassil’ev, Cesare Lievi, Giancarlo Nanni, Massimo Castri), in questo spettacolo incarna perfettamente la “forza magica” di questo testo immortale, che viene reso unico dalla direzione di Arias.
NOTE DI REGIA DI ALFREDO ARIAS “ Le Theatre du Pardon”:
Prospero, legittimo duca di Milano, è stato destituito da suo fratello Antonio con l’aiuto di Alonso, re di Napoli, e abbandonato in mare con sua figlia Miranda. Dopo dodici lunghi anni di esilio su un’isola, con l’aiuto di Ariel – uno spirito che ha liberato dal dominio della strega Sicorace e che ora è al suo servizio – Prospero scatenerà una Tempesta.
Una nave su cui viaggiano i suoi antichi nemici naufragherà sulle coste dell’isola ed avrà così inizio una rappresentazione in cui Prospero, al pari di un abile regista, orchestrerà vari episodi che porteranno i suoi avversari a vivere intrighi e tradimenti. Sarà la saggezza e la magia di Prospero a svelare la vera natura dei traditori e alla luce delle sue stesse bassezze, il duca deposto concederà loro il suo perdono. L’isola diventa così il teatro incantato in cui Prospero ci mostra i meandri da percorrere per giungere al perdono.
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18 febbraio 2026
OTELLO
di William Shakespeare
drammaturgia Dacia Maraini
adattamento scenico Antonio Prisco
musiche Patrizio Maria D’Artista
scena Giovanni Cunsolo
immagini Thierry Lechanteur
costumi Sabrina Beretta
regia Giorgio Pasotti
con Giacomo Giorgio, Giorgio Pasotti, Claudia Tosoni, Davide Paganini, Gerardo Maffei, Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly
produzione Teatro Stabile d’Abruzzo, MARCHE TEATRO, Stefano Francioni Produzioni, Virginy L’isola trovata
in collaborazione con Teatro Maria Caniglia
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“E tu…come sei pallida! e stanca, e muta, e bella, pia creatura nata sotto maligna stella. Fredda come la casta tua vita… e in cielo assorta. Desdemona! Desdemona! …Ah …morta! morta! morta!…” e poi “Otello fu”.
Qui finisce la storia di Desdemona e Otello, lei lo aveva sposato per amore, contro i cliché dell’epoca, lui, lo straniero, il moro, lo aveva voluto reclamando libertà di scelta e autonomia, lottando con il padre perché lo accettasse. Lui, Otello, incapace di gestire le emozioni, capitano coraggioso e leale, ma marito insicuro e geloso, forse lei era troppo, troppo bella e troppo ingenua, troppo sicura del suo amore e dell’amore di lui. Lui la uccide e poi mette fine alla sua stessa vita, per gelosia e per possesso, come i lui di oggi e come i lui di domani se non si educano le nuove generazioni. Ed è qui l’urgenza dello spettacolo, Giorgio Pasotti si interroga sulla forza di un grande classico come il testo shakespeariano di parlare alle giovani coscienze, di insegnare attraverso la morale, di mostrare senza mediazioni tecnologiche il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate. “Dopo cinque secoli quest’opera ci mette ancora di fronte a una realtà malata e incattivita, dice Pasotti, l’Otello è tragicamente
attuale.” La drammaturgia di Dacia Maraini muove attraverso il filo conduttore di una violenza che cresce senza motivo alcuno, l’illusione del possesso, il delitto e il suicidio per stupidità. Protagonista nel ruolo di Otello Giacomo Giorgio, talentuoso attore che il grande pubblico ha amato in “Mare fuori”. Il cast è in via di definizione e sarà formato da giovani talenti e da attori noti al grande pubblico.
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11 marzo 2026
SABATO, DOMENICA E LUNEDÌ
commedia in tre atti di Eduardo De Filippo
regia Luca De Fusco
con Teresa Saponangelo, Claudio Di Palma
e con Alessandro Balletta, Francesco Biscione, Paolo Cresta, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Serra, Mersila Sokoli e cast da definire
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
aiuto regia Lucia Rocco
prodotto da Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Biondo di Palermo
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Sabato, domenica e lunedì, scritta nel 1959, è una delle commedie di Eduardo De Filippo che ancora oggi risulta molto attuale perché racconta di una crisi familiare, di un rapporto logorato dalla convivenza e per questo diventato precario.
Il racconto è incentrato su una tradizionale domenica napoletana, i cui preparativi in cucina cominciano il sabato per poi culminare nel pranzo domenicale in cui Peppino Priore e la moglie Rosa aprono le porte della propria casa a nonni, figli, nipoti, amici e vicini per ritrovarsi intorno a un tavolo, tutti insieme. Ma è proprio in questo clima di apparente convivialità che basta poco per far esplodere le incomprensioni. In questo caso la troppa attenzione del ragioniere Ianniello verso la padrona di casa fa esplodere la gelosia in Peppino. Il pranzo è rovinato e il litigio diventa corale, trascinando nella discussione tutti i presenti. La commedia si trasforma quasi in una tragicommedia dove ancora una volta, come quasi sempre accade nei testi di De Filippo, la famiglia è la vera protagonista. Eduardo, nonostante l’opera sia inclusa nella “Cantata dei giorni dispari” dove prevale una visione amara dell’esistenza, qui appare invece ancora ottimista riguardo la sopravvivenza del nucleo familiare. Nel finale, ambientato il lunedì, quando gli animi si sono placati, Rosa e Peppino, finalmente soli, si aprono, parlano, si raccontano e ritrovano la serenità, come ci si augura sempre che sia.
Il successo di pubblico che la commedia ha avuto e continua ad avere ancora oggi, probabilmente è dovuto al tema trattato sempre attuale e all’epilogo consolatorio del “lieto fine”.
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15 aprile 2026
IL MALE OSCURO
di Giuseppe Berto
riduzione per il teatro e regia Giuseppe Dipasquale
scene Antonio Fiorentino
costumi Dora Argento
musiche Germano Mazzocchetti
con Alessio Vassallo, Ninni Bruschetta,
e (in o.a.) Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo, Ginevra Pisani
produzione Teatro Biondo Palermo / Teatro Stabile di Catania / MARCHE TEATRO
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Il male oscuro di Giuseppe Berto è considerato un caposaldo della letteratura italiana, un successo editoriale che nel giro di una settimana si aggiudicò i premi letterari Viareggio e Campiello. Eppure il romanzo fu rifiutato da più di un editore prima che Rizzoli lo pubblicasse nel 1964. L’onda lunga del successo non si è mai spenta, tanto che gli editori continuano a ristamparlo in nuove edizioni, mentre nel 1990 Mario Monicelli ne ha tratto un film, pluripremiato, affidando il ruolo del protagonista a Giancarlo Giannini.
I teatri stabili di Palermo, di Catania e delle Marche ne propongono oggi un adattamento scenico curato e diretto dal regista Giuseppe Dipasquale e interpretato da Alessio Vassallo.
Il male oscuro, che narra la vicenda autobiografica di uno scrittore in crisi, segnato dai sensi di colpa per la morte del padre, colpisce per la sua attualità, per l’analisi accurata di un malessere profondo, nel quale oggi si riconoscono molti di noi.
Bepi, l’io narrante del romanzo, è uno scrittore che ha la sensazione di non riuscire a governare la propria vita. Sospinto dagli eventi, dall’incapacità di superare il trauma della morte del padre, di relazionarsi autenticamente con i familiari, la moglie, l’amante, sprofonda nel baratro della depressione. Decide quindi di affidarsi alla psicanalisi per comprendere le ragioni profonde del suo malessere.
L’inettitudine del protagonista, molto simile a quella dell’antieroe sveviano de La coscienza di Zeno, cui Berto ha dichiarato di essersi ispirato, produce paradossalmente situazioni tragicomiche, attimi di straniamento che tuttavia aiutano a comprendere la complessità di una condizione esistenziale tipicamente contemporanea, di un io diviso tra senso del dovere e desideri frustrati.
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Il costo del carnet a 5 titoli per la serata del mercoledì è di €150.
Per info e prenotazioni
BIGLIETTERIA TEATRO DELLE MUSE tel. 071.52525 biglietteria@teatrodellemuse.org Via della Loggia 1/d
ORARIO fino al 14 settembre 2025 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 14.30
UFFICIO GRUPPI (per gruppi, scuole, associazioni) info@marcheteatro.it






