27 gen. 2015 | Dal 29 gennaio all’1 febbraio al Teatro delle Muse “Provando… dobbiamo parlare” commedia per la regia di Sergio Rubini

Lo spettacolo sostituisce RIII RICCARDOTERZO

Da giovedì 29 gennaio a domenica 1 febbraio è in scena al Teatro delle Muse per la Stagione Teatrale 2014/15 in abbonamento, curata da Marche Teatro, PROVANDO…DOBBIAMO PARLARE uno spettacolo scritto da Sergio Rubini – Carla Cavalluzzi – Diego De Silva, con (in ordine alfabetico): Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese, Sergio Rubini, regia Sergio Rubini, scene Luca Gobbi, costumi Patrizia Chericoni, luci Luca Barbati, regista collaboratore Gisella Gobbi, produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, in coproduzione con Palomar Television & Film Production, fondata da Carlo Degli Esposti. Lo spettacolo sostituisce in cartellone RIII RICCARDOTERZO.

Dalle note di regia di Sergio Rubini – Certo, una coppia borghese può essere teatrino di tutti i vizi borghesi: ostentazione di ricchezze, rapporti utilitaristici,rivendicazioni dei diritti di figli avuti da matrimoni precedenti, patrimoni da spartire, lettere di avvocati, conti in banca, minacce, testamenti, risarcimenti, crisi di panico e via discorrendo. Per non parlare delle menzogne, i sotterfugi, i tradimenti e tutte le complicazioni che ne conseguono. Una coppia come questa che funzioni spesso è tesa a gestire il suo status sulla base del calcolo e della scorrettezza,dimentica ormai da  anni che il motore che li unì un tempo fu l’amore. Ebbene immaginiamo che i migliori amici di questa coppia, siano due che stanno insieme per tutt’altre ragioni. Non sono sposati, non hanno proprietà, terreni da dividere, case da accaparrarsi, non sono cointestatari di un conto in banca, e per quel che riguarda i beni materiali condividono solo un bell’attico in affitto al centro di Roma e quintalate di libri che non sanno più dove mettere. Lui è uno scrittore, un Premio Strega, due bestseller alle spalle, cinquant’anni ben portati e la trascuratezza da intellettuale consumato e progressista; lei  vent’anni più giovane e il fascino di chi pende ancora dalle labbra del maestro, il suo fidanzato in questo caso. Inoltre questi ultimi due a differenza dell’altra coppia anziché fare figli hanno scritto dei libri insieme, libri di lui a dire il vero, e un’insana necessità di dirsi sempre tutto, questi almeno nelle intenzioni. Adesso, l’anomalia di queste due coppie è senza dubbio che sono amici e che non ci sia weekend, una vacanza, un’uscita, una festa comandata, che i quattro non trascorrano insieme. Supponiamo adesso che la coppia borghese, proprio come ogni coppia borghese che si rispetti, stia attraversando la sua ennesima crisi coniugale, questione di corna nello specifico, e che si sia fiondata  a casa degli altri due una sera che non avevano messo in conto di vedersi. Ma in fondo non è proprio nel momento del bisogno che servono gli amici? Ed ecco così che la serata si fa notte e il salotto con tanto di vista da tremila euro al mese diventa un vero e proprio scenario di guerra in cui non solo emergono tutte le differenze tra le due coppie, ma i diversi punti di vista, le loro distanze, ciò che ognuno di loro l’altro non sopporta, tutto quel groviglio del non detto che fino a quel momento soggiaceva sul fondo della coscienza di ognuno di loro. Col risultato che all’indomani della battaglia, alle prime luci del giorno, nonostante le nostre premesse, quella più divisa sarà la coppia tenuta insieme solo dall’amore. Ma perché l’amore forse non basta? -.

Info e biglietti 071 52525 biglietteria@teatrodellmuse.org – biglietti on-line www.geticket.it