MARCHE TEATRO
per

Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2019


Due riconoscimenti al Premio Le Maschere del Teatro Italiano per Carrozzeria Orfeo.

5 settembre 2019

Al Teatro Mercadante di Napoli si è svolta la cerimonia di premiazione dell’edizione 2019 del Premio Le Maschere del Teatro Italiano trasmessa in diretta differita su Rai Uno con la consueta conduzione di Tullio Solenghi.  Sono stati proclamati i titoli e i nomi dei vincitori delle 13 terne finaliste in concorso.

Gabriele Di Luca ha ricevuto il premio per “Migliore autore di novità italiana” e Beatrice Schiros per “Migliore attrice non protagonista” entrambi per lo spettacolo Cous Cous Klan, regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi, coprodotto da MARCHE TEATRO, Teatro dell’Elfo e Teatro Eliseo.

Premio Hystrio 2019 a Lucia Calamaro


Lucia Calamaro ha ricevuto il Premio Hystrio alla drammaturgia.

Nata a Roma, a tredici anni si trasferisce a Montevideo, seguendo il padre diplomatico. Laureata in Arte e Estetica alla Sorbona di Parigi, oltre all’insegnamento presso l’Universidad Católica de Montevideo, lavora come attrice e regista nella stessa città, a Parigi e soprattutto a Roma, dove è sostenuta dalla struttura indipendente Rialto Sant’ Ambrogio.

Fonda l’associazione Malebolge nel 2003, con cui dà corpo alla propria scrittura scenica, allestendo “Medea, tracce, di Euripide” e “Woyzeck” (2003), “Guerra” (2004), “Cattivi maestri” (2005), “Tumore, uno spettacolo desolato” (2006), “Magick, autobiografia della vergogna” (nell’ambito del progetto “giovani talenti del Teatro di Roma”). Nel 2011 realizza “L’Origine del mondo, ritratto di un interno” con cui vince tre premi UBU, tra cui miglior nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica. Nel 2012 vince il Premio Enriquez per regia e drammaturgia. Nello stesso anno esce il libro “Il ritorno della Madre” a cura di Renato Palazzi che raccoglie “Tumore”, “Magick” e “L’Origine del mondo”. Nel 2014 debutta a Roma “Diario del tempo, l’epopea quotidiana” rimasto incompiuto, prodotto dallo Stabile dell’Umbria e dal Teatro di Roma. Con “La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo”, attualmente in tournée, è finalista ai premi UBU 2017. Nel 2019 porta in scena “Si nota all’imbrunire: solitudine da paese spopolato”.

Lucia Calamaro insegna drammaturgia alla scuola Civica Paolo Grassi di Milano dal 2014. I suoi testi sono stati pubblicati dall’editoriale francese Actes Sud e da Einaudi.

Premio Mariangela Melato 2019 a Riccardo Buffonini


Il Comitato Culturale dell’Associazione Mariangela Melato
assegna il premio Mariangela Melato a
RICCARDO BUFFONINI con la seguente motivazione:

Definito dalla critica “uno degli interpreti più convincenti della nuova  generazione” Riccardo Buffonini stupisce per l’apparente facilità con cui attraversa i generi (non solo teatrali). Soltanto nelle scorse stagioni è stato uno straziante, sensibilissimo, Edmund in “Lunga giornata verso la notte” di O’Neal, dando prova di grande misura e di una sensibile asciutta profondità; ha vestito i panni dell’ambiguo fascinoso e tormentato Alfred Douglas, l’amante di Oscar Wilde in “Atti osceni”; è  stato un’irresistibile Barbie nella “Sirenetta” di Eco di Fondo; ha saltabeccato con  disinvoltura da un sesso all’altro in “Nerds” (in cui ci ha regalato anche uno strepitoso bis come moglie di Charles Darwin) e infine ha reinventato con virtuosistica leggerezza il ruolo di Algernon ne “L’importanza di essere Ernesto”. Di lui la Rivista di Studi Wildiani ha scritto “Si ha l’impressione che Oscar Wilde abbia viaggiato nel tempo, abbia conosciuto Riccardo e scritto la parte per lui”. In tutti i ruoli che affronta, tuttavia,  dietro la superficie brillante della performance, Riccardo Buffonini lascia intravedere una conoscenza profonda della complessità del reale e della fatica di vivere che riescono a spiazzare e a commuovere. Ed è questa sfumatura che rende la sua arte personale e inimitabile.

Riccardo Buffonini è nato a Vigevano e si è diplomato nel 2011 all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Ha lavorato con Bruno Fornasari e Tommaso Amadio, Arturo Cirillo, la compagnia Eco di Fondo, Corrado Accordino, Lorenzo Loris, Massimiliano Cividati, Benedetto Sicca e Pasquale Marrazzo. Si è distinto in diverse produzioni, tra le quali “Lunga giornata verso la notte” per la regia di Arturo Cirillo, “L’importanza di Chiamarsi Ernesto” su regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, “La Sirenetta” diretto da Giacomo Ferraù.

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA / BIENNALE DANZA 2019 ad Alessandro Sciarroni

Sono stati annunciati i Leoni per la Danza 2019: il Leone d’oro alla carriera è stato attribuito ad Alessandro Sciarroni, considerato fra i più rivoluzionari coreografi della scena europea; il Leone d’argento è assegnato in coppia agli artisti francesi Steven Michel e Théo Mercier. Lo ha deciso il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, accogliendo la proposta della Direttrice del Settore Danza, Marie Chouinard. La consegna dei Leoni avrà luogo il 21 giugno 2019 a Ca’ Giustinian (ore 12.00), sede della Biennale, in occasione dell’apertura del 13. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (Venezia, 21 > 30 giugno 2019).

Performer, coreografo, regista, con alle spalle una formazione nell’ambito delle arti visive e diversi anni di pratica teatrale, Alessandro Sciarroni “è un coreografo italiano – recita la motivazione – che crea in risonanza con l’arte della performance. E’ il direttore d’orchestra dei danzatori e di tutti coloro che, provenienti da diverse discipline, invita a partecipare ai suoi progetti. Costruisce dei concentrati di vita al limite dell’ossessione disponendoli attorno a eventi scelti delle nostre vite fragili e ordinarie. Mette in scena i nostri corpi quotidiani in uno spazio che amplifica l’insistenza a trovare la falla che ci addolcirà e solleverà”.

Artista richiesto da festival di danza e di teatro come da gallerie d’arte e musei, dall’Europa a Hong Kong, da Abu Dhabi a Rio de Janeiro, Alessandro Sciarroni è stato quasi una presenza fissa delle ultime Biennali Danza con le sue originali costruzioni coreografiche che attingono a diverse discipline: nel 2013 con Untitled. I will be there when you die; nel 2014 con You don’t know how lucky you are; nel 2015 con TURNING_Thank you for your love version; nel 2017 con Chroma, Aurora e Folk-s.

Steven Michel – con studi di mimo, danza, percussioni – e Théo Mercier – formato alle arti visive e alla regia – hanno individuato nell’intersezione tra arte e coreografia un comune terreno di ricerca, frutto di processi di costruzione simili ma con strumenti diversi, da una parte il corpo e dall’altra gli oggetti.

Secondo la motivazione “Steven Michel e Théo Mercier sono due giovani artisti impegnati il cui percorso andrà osservato con attenzione. Fanno parte di una generazione di creatori che amano collaborare con altri e spaziare di progetto in progetto. Entrambi creano messe in scena coreografiche nelle quali esplorano la materia delle nostre culture, del nostro spazio e del nostro tempo. I corpi diventano oggetti e gli oggetti vanno verso un pensiero incarnato, materiale e violento. Questi ‘coreografi-artisti plastici’ ci offrono strane feste, dove il vero del falso e il falso del vero catalizzano paesaggi riflessivi, privi di natura, un nuovo, crudo incanto”.

Steven Michel, Théo Mercier, Alessandro Sciarroni inaugureranno la sera del 21 giugno il 13. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia con i loro spettacoli. Affordable Solution for Better Living, un assolo che disseziona con sottigliezza e humour la standardizzazione dei nostri stili di vita, firmato a quattro mani da Michel e Mercier e interpretato dallo stesso Michel; Your Girl, spettacolo con cui Sciarroni irrompe nel mondo della danza contemporanea, e Augusto, il suo ultimo lavoro, nel quale la pratica fisica e vocale attraverso la quale viene concesso agli interpreti di esprimersi è esclusivamente quella della ristata ad oltranza.

In passato il Leone d’oro alla carriera per la Danza era stato attribuito a Merce Cunningham (1995), Carolyn Carlson (2006), Pina Bausch (2007), Jirí Kylián (2008), William Forsythe (2010), Sylvie Guillem (2012), Steve Paxton (2014), Anne Teresa De Keersmaeker (2015); Maguy Marin (2016); Lucinda Childs (2017); Meg Stuart (2018).

Il Leone d’argento, dedicato alle promesse della danza o a istituzioni che si sono distinte nel far crescere nuovi talenti, è stato attribuito in passato al Performing Arts Research and Training Studios di Anne Teresa De Keersmaker (2010), a Michele Di Stefano (2014), a Dana Michel (2017), Marlene Monteiro Freitas (2018).

da atpdiary.com

Premio Fondazione De Mari 2019 a Valentina Picello

PER LA SCUOLA DELLE MOGLI
DI MOLIÈRE
CON E REGIA DI ARTURO CIRILLO

VALENTINA PICELLO VINCE IL PREMIO FONDAZIONE DE MARI
COME ATTRICE EMERGENTE 
CHE SI È DISTINTA CON LA SUA INTERPRETAZIONE 
AL FESTIVAL DI BORGIO VEREZZI
DOVE LO SPETTACOLO HA DEBUTTATO LA SCORSA ESTATE

Arriva il primo premio per lo spettacolo La Scuola delle Mogli di Molière di e con Arturo Cirillo.

Si tratta del Premio Fondazione De Mari (edizione 2018) assegnato all’attrice Valentina Picello che interpreta il personaggio di Agnese nella pièce.

Il Premio Fondazione De Mari è destinato ogni anno “all’attore o all’attrice emergente che si sia particolarmente distinto al Festival di Borgio Verezzi”. Questa la motivazione: – Per aver magistralmente interpretato il personaggio di Agnese ne “La scuola delle mogli “ di Moliere. Diretta da Arturo Cirillo per MARCHE TEATRO, si è meritata gli applausi del pubblico e gli elogi della critica – .

Il premio a Valentina Picello per “La scuola delle mogli” è stato centro della conferenza stampa sulla 53.ma edizione del Festival di Borgio Verezzi che si è tenuta a Savona presso la Sede della De Mari alla presenza di Federico Delfino, presidente della Fondazione, di Renato Dacquino, sindaco di Borgio Verezzi, e di Stefano Delfino, direttore artistico del Festival.

Lo spettacolo ha chiuso con grande successo di pubblico critica le date del primo anno di tournée. La scuola delle mogliha provato la scorsa estate ad Ancona, ha poi debuttato al Festival di Borgio Verezzi ed è stato in scena a Roma ai Giardini di Palazzo Venezia per poi toccare durante l’inverno una quindicina di città italiane (Civitanova Marche, Casalmaggiore, La Spezia, Reggio Emilia, Crema, Milano, Urbino, Cesena, Napoli e ha chiuso la stagione ad Ancona al Teatro delle Muse).

Lo spettacolo da novembre prossimo ripartirà in tournée per un secondo anno di repliche.

LA SCUOLA DELLE MOGLI di Molière, traduzione Cesare Garboli, vanta in scena un’eccellente compagnia: Arturo Cirillo, Valentina PicelloRosario GiglioMarta PizzigalloGiacomo Vigentini, scene Dario Gessati, costumi Gianluca Falaschi, luci Camilla Piccioni, musiche Francesco De Melis, regia Arturo Cirillo; assistente alla regia Mario Scandale, assistente scenografo Eleonora Ticca, assistente costumista Nika Campisi. La produzione è di MARCHE TEATRO, Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile di Napoli.

Dalle note di Arturo Cirillo: “La scuola delle mogli” è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi. (…) Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini.

PREMIO UBU 2018 – Miglior performer under 35 a Marco D’Agostin

Marco D’Agostin ha vinto il premio Ubu come Miglior Performer Under 35 ex-aequo con Pier Giuseppe Di Tanno. Con il suo spettacolo Avalanche, di cui Marche Teatro è coproduttore, Marco D’Agostin ha debuttato in giugno a Inteatro Festival 40 (21 giugno – 1 luglio 2018).  Per l’ideazione e la realizzazione dello spettacolo è stato inoltre ospite in residenza creativa presso Villa Nappi, altra sede di Marche Teatro.

XIV Premio Europa Realtà Teatrali 2017 ad Alessandro Sciarroni

Nella settimana dal 12 al 17 dicembre 2017 si è tenuto a Roma il Premio Internazionale che dopo molti anni è tornato in Italia. Alessandro Sciarroni, artista visivo e performer, con la sua ricerca teatrale oltrepassa le tradizionali definizioni di genere, l’artista proporrà la sua creazione Untitled_I will be there when you die e una dimostrazioni di lavoro: Cowboys.

I  momenti dedicati all’artista:
13 dicembre 15:30
Palazzo Venezia – Sala Regia
XIV Premio Europa Realtà Teatrali
Incontro su Alessandro Sciarroni
a cura di Rodolfo Di Giammarco
Conversazione con Alessandro Sciarroni
Dimostrazioni di lavoro: Cowboys

14 dicembre 22:00
XIV Premio Europa Realtà Teatrali
Teatro Argentina
Untitled
Regia di Alessandro Sciarroni

17 dicembre 21:00
Teatro Argentina
Cerimonia di Consegna dei premi

XIV Premio Europa per il Teatro – Comunicato Stampa
XVI Premio Europa per il Teatro – Programma

Premio Nazionale “Franco Enriquez” 2017 a Marche Teatro e a Lino Musella, Paolo Mazzarelli e Monica Nappo


 30 agosto 2017
PREMIO ENRIQUEZ città di Sirolo
Ancona – Marche
XIII edizione
curato da Paolo Larici

La giuria del PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 2017

assegna a
MONICA NAPPO, LINO MUSELLA, PAOLO MAZZARELLI il PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 2017- XIII edizione – “ per una comunicazione e un arte di impegno sociale e civile” – nella categoria Teatro Contemporaneo sezione Migliori Interpreti con la seguente motivazione:

“Per la grande prova di recitazione che gli attori Monica Nappo, Lino Musella, Paolo Mazzarelli ci hanno regalato nello spettacolo “Orphans” di Dennis Kelly per la regia di Tommaso Pitta.  Lo spettacolo tocca un argomento attualissimo come quello dei migranti, della loro accettazione e integrazione mettendo in risalto il valore sociale e civile che ogni essere umano rappresenta.”

assegna a
MARCHE TEATRO il PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 2017- XIII edizione nella categoria Teatro Contemporaneo sezione Miglior Produzione con la seguente motivazione:

 “Per la rinnovata prova di coraggio che un teatro di rilevante interesse culturale e produzione come Marche Teatro ha avuto, decidendo di affrontare temi e drammaturgie scottanti come “Orphans ” di Dennis Kelly per la regia di Tommaso Pitta, con Monica Nappo, Lino Musella e Paolo Mazzarelli.  Lo spettacolo tocca un argomento attualissimo come quello dei migranti, della loro accettazione e integrazione mettendo in risalto il valore sociale e civile che ogni essere umano rappresenta.”

Premio Hystrio-Corpo a Corpo 2017 ad Alessandro Sciarroni

Giunto alla 27^ edizione, il Premio Hystrio si conferma uno dei più prestigiosi riconoscimenti teatrali per la scena italiana con tre giornate di festa in programma a Milano al Teatro Elfo Puccini il 10, 11 e 12 giugno 2017, la giuria, composta dai collaboratori, dai redattori e dal direttore della rivista Hystrio, Claudia Cannella, ha decretato i nomi dei professionisti dello spettacolo che per l’anno 2017 riceveranno il Premio, articolato come di consueto in differenti categorie. 

PREMIO HYSTRIO-CORPO A CORPO A ALESSANDRO SCIARRONI

Alessandro Sciarroni, con all’attivo una ricca esperienza nell’ambito della formazione nel campo delle arti visive e della ricerca teatrale, ama contaminare i linguaggi della danza contemporanea e delle performing arts, presentando i suoi lavori in teatri ma anche in musei e gallerie d’arte e spazi non convenzionali. I suoi progetti sanno fondere aspetti rigorosamente concettuali alla capacità di offrire un forte impatto visivo ed emozionale. “Will You Still Love Me Tomorrow?” del 2012, composto da Folk-s, Untitled e Aurora segna definitivamente l’apertura internazionale dell’artista che con Folk-s apre i “Rencontres chorégraphiques internationales di Seine-Saint-Denis” e fa poi tappa al festival “Impulstanz” di Vienna, al “Kunstenfestivaldesarts” di Bruxelles e al Festival d’Automne di Parigi mentre con “Untitled”, debutta alla Biennale della Danza di Lione. Ospite di numerosi circuiti internazionali tra cui Aerowaves e Modul Dance, Sciarroni è parte del progetto Migrant Bodies, nato con l’obiettivo di promuovere riflessioni e creazioni sul tema della migrazione e sul suo impatto culturale nella società.

Premio Hystrio 2017 a Marche Teatro e a Lino Musella, Paolo Mazzarelli, Monica Nappo

Premiati Marche Teatro e i 3 attori Monica Nappo, Lino Musella, Paolo Mazzarelli per lo spettacolo “Orphans”.  La cerimonia di consegna del premio si è svoltamercoledì 30 agosto al Teatro Cortesi di Sirolo.

ORPHANS

di Dennis Kelly

un progetto di Monica Nappo

traduzione di Gianmaria Cervo e Francesco Salerno

con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli, Lino Musella

luci Mauro Marasà

scene e costumi Barbara Bessi

regia Tommaso Pitta

tecnici Mauro Marasà, Jacopo Pace
produzione Marta Morico, Alessandro Gaggiotti
assistenti di produzione Benedetta Morico, Cosimo Lorenzo Palmisano
agibilità, contratti Claudia Meloncelli
amministrazione Katya Badaloni
grafica Massimo Scoponi
ufficio stampa Beatrice Giongo, Barbara Caldarini

realizzazione scena Esse A Sistemy srl
diritti ZACHAR INTERNATIONAL servizi editoriali (Milano)

MARCHE TEATRO / TEATRO dell’ELFO

UN THRILLER MOZZAFIATO DAI RITMI SERRATI, SENZA SOSTA FINO ALLA FINE

Danny Allora è così che s’è ridotto il mondo al giorno d’oggi? Chi conosciamo e chi non conosciamo?
Helen Sì.

Sì, proprio, Danny. Oggi. Al giorno d’oggi. Al giorno d’oggi il mondo è ridotto esattamente così. Chi conosciamo, e chi non conosciamo. Mi dispiace.
In una tranquilla serata, Helen e Danny, suo marito, stanno per iniziare una cena a lume di candela. Inaspettatamente, irrompe nella loro casa Liam, fratello di Helen, coperto di sangue e in stato di shock. Liam afferma di aver trovato sulla strada un ragazzo ferito e di averlo soccorso. Ma il resoconto di Liam sull’accaduto, sotto le insistenti domande di Helen e Danny, comincia a cambiare. In un crescendo di tensioni, si fa avanti il sospetto che le cose non siano effettivamente andate come Liam le ha descritte la prima volta.

Quando ho letto per la prima volta “Orphans” di Dennis Kelly, su suggerimento di Monica Nappo, Lino Musella e Paolo Mazzarelli, ho capito di trovarmi di fronte a un testo immenso, un esempio di drammaturgia superiore che sarebbe stato fantastico mettere in scena insieme a tre attori come loro. “Orphans” è eccezionale a più livelli. Potrebbe essere definito il dramma della simbiosi. La tragedia di tre personaggi che non possono fare a meno l’uno dell’altro al punto che, per salvare l’insalvabile, finiscono per distruggere ogni legame tra loro e quindi per autodistruggersi. Ciò è esattamente il contrario di ciò che vogliono e che cercano di fare durante tutto lo spettacolo. Quando si rendono conto di ciò che hanno fatto, però, è troppo tardi; mentre prima erano privi degli strumenti per fare altrimenti. Da questo punto di vista “Orphans” è un testo straziante: Liam, Helen e Danny non hanno scelta; sono la causa della propria rovina, colpevoli e incolpevoli allo stesso tempo. In secondo luogo “Orphans” è anche un grande noir, un testo dalle forti atmosfere, cupo, stratificato, sofisticatissimo, ricco di echi e rimandi interni, sostenuto da una trama perfetta e da una serie inarrestabile di colpi di scena agghiaccianti ed esilaranti al tempo stesso.
Infine – ed è questo l’aspetto che, come regista, più mi ha affascinato – “Orphans” è un testo profondamente teatrale, dove ogni scena è costruita su giochi e meccaniche drammaturgiche di un’inventiva sorprendente e di una precisione millimetrica, che consentono agli attori di dare grande spettacolo. Un testo beffardo, cinico, disincantato, capace di far ridere nei momenti più angoscianti e di commuovere in quelli più violenti.

Tommaso Pitta