3 dic. 2014 | In tournee spettacolare “Addio alle armi” a 100 anni conflitto – Ansa

di Paolo Petroni
ROMA, 3 DIC – Uno spettacolo complesso, con una sua intima e articolata struttura, fascinoso per il gioco multimediale sonoro e visivo, della compagnia inglese Imitating the Dog che, con adattamento e regia di Andrew Quick e Pete Brooks, propone una lettura abbastanza fedele di ‘Addio alle armi’ di Ernest Hemingway, il romanzo nato dalla sua esperienza nella prima guerra mondiale come autista di ambulanze sul fronte italiano alla vigilia della rotta di Caporetto e pubblicato nel
1929 (ma in Italia solo nel ’48, censurato per il suo antimilitarismo).
Il lavoro ha aperto la sua tournee internazionale proprio con due recite a Roma (ieri e oggi al Vascello), appuntamento centrale della manifestazione Roma e il secolo delle guerre, un progetto dell’Assessorato alla cultura della capitale Roma e dell’Associazione Cadmo per il centenario della Grande guerra, aperto da un concerto dell’Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna sui canti degli anni 1915-1918 e che si chiuderà domani con la proiezione, alla casa del Cinema, del classico film di Vidor ‘Addio alle armi’ con Rock Hudson e Jennifer Jones. Lo spettacolo teatrale sarà poi, dal 4 al 7 dicembre a Ancona, il 9 a Terni e l’11 a Bergamo, prima di
lasciare l’Italia.
Come per entrare in una storia particolare, quella del romanzo, da un buco in un muro un gruppo di militari entra in un ospedale abbandonato e comincia a  raccontare i luoghi, la situazione, mentre sulle pareti scorrono righe, lettre, parole sparse, come esplose per quei colpi di cannone e mortaio che si odono in lontananza in questo ultimo anno di guerra, nei mesi precedenti Caporetto.
Siamo a Gorizia, dove Frederic Henry (alter ego dell’autore, interpretato da Jude MonkMcGowan), autista di ambulanze, coabita col chirurgo italiano Rinaldi e conosce l’infermiera Catherine Barkley (Laura Atherton) con la quale c’è un’istintiva simpatia che Frederic cerca di sfruttare e forzare e cui lei, pian piano, cederà e i due vivranno un rapporto morboso e passionale tra una battaglia e l’altra, scoprendo le atrocità di quella guerra, le decimazioni di chi si rifiuta di andare al massacro, le violenze, i ricatti, la disperazione e le centinaia di miglia di morti. E da tanta violenza, dopo che Frederic resterà ferito fuggendo a Caporetto, e per questa ritirata non autorizzata ricercato per diserzione dalla polizia militare, dopo le prime cure a Milano fuggirà in Svizzera con Catherine che aspetta un figlio, ma lo darà alla luce morto, morendo anche lei, in un finale che non poteva che essere tragico.
Lo spettacolo di Imitating the Dog con fumi, luci, sonoro e immagini crea parecchi momenti suggestivi, specie quelli dei bombardamenti, e gioca, grazie all’uso di due telecamere, sui primi piani degli attori nei momenti più intimi o di racconto, in una sofisticata alternanza tra chi è protagonista e chi è testimone-voce narrante. Se ha un difetto il lavoro è quello appunto di essere troppo fedele al libro, di farne una lettura, illustrata, spettacolarizzata, più che una riduzione drammaturgica, col risultato che, ai movimenti e mutamenti esterni, superficiali, corrisponde invece una sorta di immobilità dialogica e dei personaggi, che è poi la parte che davvero riuscirebbe a coinvolgere lo spettatore. (ANSA).