4 nov. 2016 | Sabato 5 novembre la compagnia di “Orphans” incontra il pubblico

LA COMPAGNIA DI ORPHANS
INCONTRA IL PUBBLICO
SABATO 5 NOVEMBRE ALLE ORE 18.30
NEL FOYER DEL TEATRO SPERIMENTALE

CONDUCE L’INCONTRO LA GIORNALISTA LUCILLA NICCOLINI

PER L’OCCASIONE SARÀ OFFERTO UN APERITIVO

LO SPETTACOLO
CON PROTAGONISTI: MONICA NAPPO, PAOLO MAZZARELLI, LINO MUSELLA E LA REGIA DI TOMMASO PITTA
È IN SCENA FINO A DOMENICA 6 NOVEMBRE

Fino al 6 novembre al Teatro Sperimentale è in scena, come secondo appuntamento della Stagione Teatrale 16 17 in abbonamento,

la nuova produzione di Marche Teatro Orphans del pluripremiato Dennis Kelly, con protagonisti Monica Nappo, Paolo Mazzarelli, Lino Musella e la regia di Tommaso Pitta.

MARCHE TEATRO quest’anno ha voluto che L’aperitivo con gli artisti si estendesse anche agli spettacoli previsti nella Stagione Teatrale in abbonamento in scena al Teatro Sperimentale.

La Compagnia di Orphans incontrerà il pubblico sabato 5 novembre alle ore 18.30 nel foyer del Teatro Sperimentale, condurrà l’incontro Lucilla Niccolini.

Al pubblico presente all’incontro sarà offerto, a seguire, un aperitivo-degustazione offerta da Enopolis.

Orphans è una co-prododuzione MARCHE TEATRO con il Teatro dell’Elfo.

Lo spettacolo è un thriller psicologico dai ritmi serrati. “Kelly accende un fiammifero e lo butta dentro i valori della famiglia tradizionale per vedere l’effetto che fa”.

La produzione ha debuttato con successo tre settimane fa al Teatro dell’Elfo di Milano e ora è in scena ad Ancona, dove la Compagnia ha provato lo spettacolo.

In una tranquilla serata, Helen e Danny, suo marito, stanno per iniziare una cena a lume di candela. Inaspettatamente, irrompe nella loro casa Liam, fratello di Helen, coperto di sangue e in stato di shock.

Liam afferma di aver trovato sulla strada un ragazzo ferito e di averlo soccorso. Ma il resoconto di Liam sull’accaduto, sotto le insistenti domande di Helen e Danny, comincia a cambiare.

In un crescendo di tensioni, si fa avanti il sospetto che le cose non siano effettivamente andate come Liam le ha descritte la prima volta.

Dennis Kelly, autore britannico di cinema, teatro e televisione. Nel teatro esordisce  a trent’ anni con “Debris”, per poi proseguire con il controverso “Osama the hero”. Il suo “After the end” debutta a Edimburgo nel 2006 ed ha una lunga tournée internazionale; seguono “Love and money”, “DNA”, “Taking care of baby” e, nel 2009, “Orphans”. Per la Royal Shakespeare Company scrive “The God’s weep” e vince un Tony Award per il testo del musical “Matilda”. Ai testi teatrali affianca lavori per la televisione: “Pulling” per BBC3 e la serie cult “Utopia” (Channel 4), con cui vince un Emmy Award. Per il cinema scrive la sceneggiatura del thriller “Black sea” (2014), interpretato da Jude Law. E’ uno degli autori contemporanei più rappresentato.

Dalle note di regia di Tommaso Pitta – Quando ho letto per la prima volta “Orphans” di Dennis Kelly, su suggerimento di Monica Nappo, Lino Musella e Paolo Mazzarelli, ho capito di trovarmi di fronte a un testo immenso, un esempio di drammaturgia superiore che sarebbe stato fantastico mettere in scena insieme a tre attori come loro.

“Orphans” è eccezionale a più livelli. Potrebbe essere definito il dramma della simbiosi. La tragedia di tre personaggi che non possono fare a meno l’uno dell’altro al punto che, per salvare l’insalvabile, finiscono per distruggere ogni legame tra loro e quindi per autodistruggersi. Ciò è esattamente il contrario di ciò che vogliono e che cercano di fare durante tutto lo spettacolo. Quando si rendono conto di ciò che hanno fatto, però, è troppo tardi; mentre prima erano privi degli strumenti per fare altrimenti. Da questo punto di vista “Orphans” è un testo straziante: Liam, Helen e Danny non hanno scelta; sono la causa della propria rovina, colpevoli e incolpevoli allo stesso tempo.

In secondo luogo “Orphans” è anche un grande noir, un testo dalle forti atmosfere, cupo, stratificato, sofisticatissimo, ricco di echi e rimandi interni, sostenuto da una trama perfetta e da una serie inarrestabile di colpi di scena agghiaccianti ed esilaranti al tempo stesso.

Infine – ed è questo l’aspetto che, come regista, più mi ha affascinato – “Orphans” è un testo profondamente teatrale, dove ogni scena è costruita su giochi e meccaniche drammaturgiche di un’inventiva sorprendente e di una precisione millimetrica, che consentono agli attori di dare grande spettacolo. Un testo beffardo, cinico, disincantato, capace di far ridere nei momenti più angoscianti e di commuovere in quelli più violenti.