8 gen. 2015 | Al Teatro Sperimentale di Ancona Glen Çaçi porta in scena “Hospice”, produzione Marche Teatro

La programmazione di Ancona prosegue fino a maggio
tra teatro classico, contemporaneo, danza, musical e teatro ragazzi

Il cartellone di Scena Contemporanea curato da Marche Teatro vede in scena sabato 10 gennaio alle ore 20.45 al Teatro Sperimentale di Ancona, Hospice di Glen Çaçi,

Lo spettacolo, prodotto da Marche Teatro, che ha vinto il Premio Equilibrio 2013 – Roma per la danza contemporanea, ha debuttato la scorsa estate a Inteatro Festival e dopo alcune date italiane ed essere stato in scena con successo a Parigi nel 2014, torna nelle Marche.

Hospice evoca un luogo dove non esistono possibilità di scelta e i gesti, le azioni, gli stessi incontri sono gli ultimi possibili, assumendo una dimensione di assoluta compiutezza. Un viaggio attraverso il diario di un uomo, la poetica di Derek Jarman e le paure di Glen Çaçi
. La performance vede in scena Glen Çaçi e  Silvia Mai, con disegno luci e assistente alla drammaturgia Andrea Saggiomo, sound design Sec, traning e processo di ricerca teorica Paola Stella Minni, produzione MARCHE TEATRO-Inteatro, Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Consorzio Marche Spettacolo, nell’ambito del progetto REFRESH – Lo spettacolo delle Marche per le Nuove Generazioni, in collaborazione con Associazione Culturale dello Scompiglio, coproduzione Parc de la Villette nell’ambito di Résidences d’artistes, un ringraziamento particolare al Comune di San Ginesio.

Dalle note di regia di Glen Çaçi – Hospice è un lavoro sulla perdita, l’irreversibilità, la paura. Le sfide della vita diventano nulle di fronte alla morte. Il tempo perde la sua connotazione, lo spazio diviene quello interno. Guardo il mondo da una finestra e attendo il miracolo. Chi è pronto a lasciare?-.

Un viaggio attraverso il diario di un uomo, la poesia di Derek Jarman e i dubbi di Glen Caci. Il titolo evoca un luogo dove non esistono possibilità di scelta e i gesti, le azioni, gli stessi incontri sono gli ultimi possibili, assumendo una dimensione di assoluta compiutezza. Due persone definiscono le loro singole identità e la loro relazione costruendo uno spazio denso di intimità, ricordi, sofferenza e piacere.Hospice utilizza la fisicità di due giovani e straordinari interpreti, frammenti di testo tratti da spunti letterari e cinematografici e immagini visive originali.

Glen Çaçi, autore e performer albanese attivo in Italia, Belgio e Francia dal 2005. Si forma con Maestri come Masaki Iwana, Jonathan Burrows, Geraldine Pilgrim, Raffaella Giordano e, tra il 2009 e il 2010, segue un percorso formativo biennale presso il centro Inteatro di Polverigi. Da quell’esperienza intraprende la sua carriera come autore, creando il suo primo solo, dal titolo Cascare dal sonno, che debutta al Festival Internazionale Inteatro 2011 / Che storia è questa?. Nel 2013 vince il Premio Equilibrio con Hospice, il suo secondo lavoro come autore. Vince diversi premi con progetti teatrali e partecipa a numerosi Festival contemporanea italiana.

Silvia Mai, danzatrice, nel 2006 si diploma in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Studia con Raffaella Giordano, Gey Pin, Maria Munoz, Cinzia Delorenzi, Silvia Rampelli, Dominique Dupuy. E’ co-fondatrice insieme ad altri dieci artisti del gruppo di ricerca sul movimento“FamigliaFuchè”. Nel 2012 crea Raku, spettacolo vincitore premio GD’A Veneto 2012. Dal 2010 collabora con Il Teatro della Valdoca. Attualmente è impegnata in Hospice.

Andrea Saggiomo attualmente risiede a Napoli dove nel 2007 fonda il proprio gruppo teatrale, con il quale vince il premio Nuove Sensibilità 2008 con lo spettacolo I canti di Maldoror e, nel 2009, il concorso “Cantieri Teatrali per Fabbrica Europa” con lo spettacolo I fiori d’Arancio; entrambi i lavori sono stati rappresentati in festival nazionali e internazionali. Nel 2013 fonda con Gaelle Cavalieri il duo di improvvisazione ASTEPBACK il cui primo lavoro, AMORFIA, è ancora in corso d’opera. Dal 2010 il suo progetto solista 70FPS (cinema espanso, pellicola super8 e ‘everyday cracked electronics and lights’) affianca la pratica teatrale, facendo da tramite di relazione con artisti e musicisti esterni al mondo teatrale tra i quali: (Aspec(t), Andy Guhl, Seppo Renvall.

– La vita è un lungo fiume tranquillo, fuori. Ma sono solo frammenti inafferrabili e lontani per chi invece vive l’inferno in una stanza, dove lenta si consuma l’agonia della malattia, la disperazione dei vivi mai pronti alla morte, consapevoli dell’ineluttabilità del destino. Non cerca sconti Glen Çaçi, giovane coreografo e performer albanese naturalizzato italiano, che con il suo secondo lavoro da autore, Hospice, si inoltra ad indagare lungo l’impervia via della malattia terminale. Penombra, rumori fuori scena, una lampada al neon illumina la vecchia vasca rovesciata. Le fa da contrappunto una poltrona, isola felice, sul ciglio dell’abisso. E poi quel video (una finestra sul mondo) che dopo tanto fuori sintonia trova nitido il canale dei ricordi, della felicità perduta, della memoria che fa male. Inquietante fin dal suo incipit (il pubblico trova la scena aperta: non c’è sipario, non c’è finzione), Hospice gioca sull’attesa, entra nello spettatore in tempo reale, senza montaggio. Ecco allora che i due splendidi performer – lo stesso Çaçi insieme a Silvia Mai – ci portano lentamente nella loro vita (passata) attraverso bagliori di luce e molte ombre. Potente nel suo vocabolario coreografico (lo spettacolo ha fatto parlare di sé in svariati contesti, meritando il Premio Equilibrio 2013) che permette a Çaçi e Mai di rendere con pienezza interpretativa l’incertezza della malattia, tutti gli ostacoli di un corpo che involve, Hospice tradisce la storia del suo autore, da sempre vicino al mondo del teatro danza. Liriche pur se prevedibili le raffinate sequenze in cui i ventilatori sollevano coriandoli di ricordi, rossi frammenti dall’evocativo color del sangue. Ed è proprio nella drammaturgia che Hospice tocca il suo punto più alto. Denso di richiami – quella vasca illuminata non è forse una porta per l’aldilà, o magari un grembo materno in cui rifugiarsi per sfuggire alla vita? – lo spettacolo finisce per disegnare un disagio universale e senza tempo, una solitudine che travalica la condizione della malattia. Impossibile non pensare al Beckett di Finale di partita: “Nascondimi sotto al lenzuolo (…) reclamavi la sera; ed eccola che scende” – . (Valentina Grazzini, giornalista e critica teatrale)

Info e prenotazioni biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org

Prezzo biglietto Hospice: intero 10,00 euro, ridotto Marche Teatro Card 8,00 euro /

biglietti on-line www.geticket.it e un’ora prima dello spettacolo alla biglietteria del Teatro Sperimentale di Ancona.