25 feb. 2014 | Equilibrio saluta Roma, conclusa la X edizione del Festival – tribunaitalia.it

È giunta al termine la X edizione di “Equilibrio. Festival della nuova danza”, che, domenica 23 febbraio, ha regalato al pubblico capitolino un’ultima “boccata di danza”. In occasione della serata conclusiva, l’Auditorium Parco della Musica ha dato spazio, sul palco della Sala Petrassi, ai vincitori del Premio Equilibrio della scorsa edizione: ad esibirsi sono stati infatti Francesca Foscarini vincitrice del Premio Speciale Equilibrio Roma 2013 e Glen Çaçi vincitore assoluto nel 2013.

La Foscarini, distintasi per le sue doti da interprete, ha invitato per l’occasione la coreografa Yasmeen Godder commissionandole un solo, che ha visto la danzatrice unica interprete sul palcoscenico. Immerso all’interno di una scenografia del tutto assente, composta esclusivamente dal linoleum bianco, “Gut Gift” conduce alla ricerca di un processo personale, utilizzando un linguaggio che gioca a svestire un personaggio socialmente consapevole, per metterne a nudo gli impulsi animali. Queste due forze trainanti, interne all’opera, ci beffano, giocando con la nostra percezione di ciò che è autentico e vero. Un solo che strisciando a terra scivola nel profondo di chi lo guarda, rimandando ad interpretazioni anche diametralmente opposte, che evidenziano però sicuramente una ricerca attenta sul corpo e un uso viscerale del movimento.

Scena totalmente diversa quella invece che, nella stessa serata, ha visto protagonisti sul palco Glen Çaçi e Silvia Mai. “Hospice”, questo il titolo della creazione, nasce dalla necessità di concretizzare in un linguaggio scenico alcuni degli aspetti della condizione dell’uomo nella malattia terminale. Il titolo, infatti, evoca un luogo dove non esistono possibilità di scelta e i gesti: le azioni, gli stessi incontri sono gli ultimi possibili, assumendo una dimensione di assoluta compiutezza. Due persone, come fossero due solitudini che abitano lo stesso posto, definiscono le loro singole identità e la loro relazione costruendo uno spazio denso di intimità, ricordi, sofferenza e piacere. Diversi gli oggetti presenti sul palco: una poltrona, una vasca, un piccolo schermo che pende dal soffitto, alcuni ventilatori e persino un ciocco di legno, il tutto immerso in un habitat che risulta comunque familiare. “Hospice” utilizza la fisicità dei due giovani e straordinari interpreti, accompagnando il gesto coreografico a frammenti di testo tratti da spunti letterari e cinematografici, misti ad immagini visive che di continuo vengono proiettate sul piccolo schermo. Ciò che aleggia nell’aria è un’atmosfera rarefatta, che sembra non abbandonare del tutto la sala neppure al momento dei saluti. Complice nel veicolare questa sensazione è sicuramente un profondo senso di disagio, che scaturisce dal dolore della perdita dell’altro; un dolore che non è mai urlato e che rimane piuttosto soffocato in un contegno algido che governa quasi totalmente la scena.

Un bilancio, dunque, sicuramente positivo per questa X edizione del Festival Equilibrio, che, non solo ha portato a Roma alcuni tra i più conosciuti artisti dell’ambito del contemporaneo e del teatrodanza, ma che, soprattutto, ha saputo offrire al pubblico uno sguardo sulla danza ad ampio raggio, confermando, con un certo rammarico, che la danza internazionale, e in particolar modo quella proveniente dall’Oriente, è ancora capace di stupire, cavalcando l’onda di un’innovazione e una sperimentazione, che ancora oggi sembra rimanere un po’ in sordina nel Bel Paese.

Francesca Pantaleo

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