4 mag. 2021 | Marco Baliani in scena al Teatro delle Muse

RIPARTONO GLI SPETTACOLI AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA

DAL 6 AL 13 MAGGIO
UNA PARTITURA DI VOCI E IMMAGINI PER MARCO BALIANI
CON UNA NOTTE SBAGLIATA
Lo spettacolo va in scena alle ore 20 e la domenica in doppia recita alle 16 e alle 20

A SEGUIRE
DAL 20 AL 27 MAGGIO
IN SCENA
MIRACOLI METROPOLITANI
LA NUOVA CREAZIONE DI CARROZZERIA ORFEO
Lo spettacolo va in scena alle ore 19 e la domenica in doppia recita alle ore 15 e alle ore 19

Marche Teatro riparte con gli spettacoli al Teatro delle Muse di Ancona.

In seguito al nuovo Decreto Legge del 22.04.2021 n.52, che prevede la riapertura dei Teatri, Marche Teatro presenta al Teatro delle Muse nel mese di maggio, due spettacoli della stagione in abbonamento Poker d’Assi cancellati lo scorso autunno a causa della pandemia: – UNA NOTTE SBAGLIATA di e con Marco Baliani (nuove date: dal 6 al 13 maggio) e – MIRACOLI METROPOLITANI di Carrozzeria Orfeo (nuove date: dal 20 al 27 maggio).

Dal 6 al 13 maggio arriva in scena al Teatro delle Muse, in prima regionale,  Una notte sbagliata di e con Marco Baliani, regia Maria Maglietta, scena, luci, video Lucio Diana, paesaggi sonori Mirto Baliani, costumi Stefania Cempini, la produzione è di Marche Teatro. Lo spettacolo sarà alle ore 20 e la domenica con doppia recita alle ore 16 e alle ore 20.

Marco Baliani porta in scena in questo spettacolo il corpo di un essere umano già fragile, corpo che in quella notte che, poi, solo dopo scopriremo sbagliata, diventa un capro espiatorio… Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, è la gimkana attorale di Baliani, fatta di continui cambi percettivi e linguistici, dentro una rete di rimandi sonori e visivi.

È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega, seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali. Le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”.

Dal 20 al 27 maggio vedremo in scena Carrozzeria Orfeo in Miracoli metropolitani. Lo spettacolo va in scena alle ore 19 e la domenica in doppia recita alle ore 15 e alle ore 19 La drammaturgia è di Gabriele Di Luca, in scena vedremo: Ambra Chiarello, Federico Gatti, Pier Luigi Pasino, Elsa Bossi, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, la regia è di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi. Scenografia e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini, musiche originali Massimiliano Setti. Lo spettacolo è prodotto da Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli-Teatro Bellini.

Il Teatro delle Muse è pronto ad accogliere in totale sicurezza il pubblico. Le recite saranno, 8 per ogni titolo.

Gli ingressi e le uscite saranno guidati dal personale del teatro per evitare assembramenti; è obbligatorio l’uso della mascherina (raccomandiamo le FFP2).

Ricordiamo inoltre che, in seguito alle regole nazionali sul coprifuoco delle ore 22:00, gli spettacoli subiranno necessariamente variazioni sull’orario di inizio. Una notte sbagliata (ore 20 e la domenica doppia recita alle ore 16 e alle ore 20). Miracoli metropolitani (alle ore 19 e la domenica doppia recita alle ore 15 e alle ore 19).

Sono in vendita i biglietti anche per il pubblico non abbonato.

Rispetto al pubblico abbonato o che ha già acquistato in precedenza il biglietto: per le nuove date, saranno mantenuti gli stessi posti, già adeguatamente distanziati,  indicati sugli abbonamenti e biglietti  precedentemente acquistati.

La biglietteria del Teatro delle Muse, risponde telefonicamente (071.52525) e via mail (biglietteria@teatrodellemuse.org) nei seguenti orari: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00  e sabato dalle 10:00 alle 13:00. La biglietteria aprirà al pubblico un’ ora prima dell’inizio degli spettacoli.

PER UNA NOTTE SBAGLIATA:

NOTE DI MARCO BALIANI

In questo spettacolo porto in scena il corpo di un essere umano già fragile, corpo che in quella notte che, poi, solo dopo chiameremo sbagliata, diventa un capro espiatorio su cui accanirsi. Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, è stata la mia gimkana attorale, obbligandomi a continui cambi percettivi e linguistici, dentro una rete di rimandi sonori e visivi.

Già nel precedente spettacolo, Trincea, avevo sperimentato una condizione attorale simile. Qui la ricerca è proseguita, specie nella costruzione del linguaggio, fino a uscire dal contesto narrativo centrale e aprire il flusso delle parole ad altri scenari, in un “arazzo psichico” che sposta di continuo il focus della vicenda, costringendo lo spettatore non solo a viverla emotivamente ma a farsene carico anche ragionandoci sopra.

Non è la cronaca di uno dei tanti episodi di accanimento contro la diversità, di cui sempre più spesso siamo testimoni, non è dunque un teatro “civile”, piuttosto un mettere il dito dentro le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, delle indicibilità, fino a usare la mia stessa memoria   biografica come parte dell’evento di cui si parla. Mi sembra di vivere in un tempo in cui la sacralità del vivente, la sua inviolabilità biologica si è incrinata e compromessa. Forse quando da cittadini siamo diventati consumatori qualcosa di quella inviolabilità si è dissolta. I corpi sono diventati merce, e devono rispondere agli stessi requisiti di efficienza e di splendore delle altre merci, altrimenti entrano nella categoria dei perdenti, degli scarti.

Corpi “stranieri”, da cui guardarsi, che con la loro sola presenza incrinano la falsa luminosità del quotidiano, corpi da cacciare via, da odiare, di cui si può dunque abusare.

Questa deriva mi spaventa molto, mi inquieta, e il teatro è l’unico modo che conosco per condividere questa mia inquietudine con la comunità degli spettatori e sentirmi così meno solo e meno impaurito

Marco Baliani

NOTE DI REGIA DI MARIA MAGLIETTA

È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega, seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali. Le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”. L’accadimento che nel reale dura una manciata di minuti, si amplifica, si espande per risucchiare nell’assurdo di ciò che avviene, anche chi non è lì, su quel pratone d’erba polverosa.

Il mio lavoro di regia è stato, come spesso succede nelle nostre creazioni, un navigare a vista, tra i diversi linguaggi che determinano la scena, mantenendo salda la barra della meta finale.

Gli stimoli dati alle improvvisazioni attorali, le proposte sonore e visive che nel frattempo si consolidavano, la forza di un testo che si strutturava giorno dopo giorno, sono stati elementi essenziali a modificare via via l’impianto drammaturgico e le scelte di messa in scena, fino alle soluzioni finali.

Le luci e le scene di Lucio Diana evocano il luogo fisico dove la storia accade, ma le delicate animazioni che si muovono sul fondo trasformano quel muro sbreccato in una superficie sensibile che travalica la realtà.

Il tessuto sonoro di Mirto Baliani è un tutt’uno col flusso narrativo, una partitura di parole e suono in cui le azioni del racconto prendono corpo, diventano concrete.

Ora che lo spettacolo appare nella sua compiutezza, ripenso a quel mio stare in ascolto, necessario nel lavoro artistico, che è fatto di piccole attese, incertezze, sospensioni ed errori. E’ un lavoro paziente e gioioso al tempo stesso, stare dentro quel tempo necessario a far scaturire meraviglie.

Maria Maglietta

ALTRE NOTE

Per questo spettacolo sarebbe stato impossibile creare alcun suono prima dell’inizio vero e proprio delle prove, ovvero prima di vedere il corpo di Tano prendere vita sulla scena. Corpo che con il suo stare e il suo agire ha evocato giorno per giorno i suoni, i ritmi, le note e i rumori necessari al suo essere.

In “Una notte sbagliata” è la narrazione stessa con il suo ritmo diseguale a generare le pulsazioni sonore. I suoni riaffiorano dal passato sul filo di un ricordo, richiamati in causa dallo stato d’animo del protagonista, da una parola, da un nome. Tutto ciò che è udibile, come attraverso delle finestre sonore che vengono aperte e richiuse, può apparire, persistere, stratificarsi o morire senza una successione strettamente lineare. Le musiche presenti dialogano con il testo piuttosto che accompagnarlo. I rumori del quotidiano sono distorti e amplificati, emanano dal flusso stesso delle emozioni. Nasce così un paesaggio sonoro che pervade l’intera tessitura dello spettacolo, fin dentro le pieghe drammaturgiche del racconto.

Mirto Baliani

Cinque monoliti in cemento a dividere e proteggere dalla strada vicina, due pilastri di ferro e, a terra, tre travi abbandonate… ruggine… quel che resta di un arredo urbano degradato. È notte, una “Notte Sbagliata” in un giardinetto abitato da ombre di foglie, tagli di luci di luna grigia, muri graffiati, parole e mappe mentali disegnate da Tano. Foglie cadute, un cane fantasma passa strisciando, illuminato da un graffio scarabocchiato, lampeggianti, luci di auto e sgommate…

Lucio Diana