1 apr. 2021 | Il docu-film di Paragoghè vince il Lecce Film Festival-Premio Cineclub 2021

IL DOCUFILM
DI ANGELO LOY
DEDICATO ALLO SPETTACOLO
PARAGOGHÉ
SCRITTO DA MARCO BALIANI E ANDATO IN SCENA
ALL’INTERNO DEL TRIBUNALE DI ANCONA
VINCE
IL LECCE FILM FESTIVAL-PREMIO CINECLUB 2021

Il docufilm di Angelo Loy dedicato allo spettacolo scritto e diretto da Marco Baliani, prodotto da MARCHE TEATRO Paragoghè, andato in scena il 23,24,25 maggio 2019 all’interno del Tribunale di Ancona in occasione del 25° anniversario della strage di Capaci, ha vinto il Lecce Film Festival-Premio Cineclub 2021. Una giuria composta dal comitato scientifico e da diciotto studenti di un Liceo di Lecce hanno premiato il film (in allegato le motivazioni) per il valore sociale e culturale.

Apprezzato per come racconta il passato e il dietro le quinte di un lavoro teatrale e definito dagli studenti in giuria sconvolgente e toccante, il docufilm, già andato in onda su Rai5 nel maggio 2020, è inoltre stato selezionato: al ROMA DOC Festival 2021, già finalista a Eurovision Palermo Film Festival 2020, in concorso al Foggia Film Festival 2020 ed è stato in concorso ad ASTI Intn Film Festival 2021.

Per lo spettacolo teatrale nel maggio 2019 è stato costruito, per la prima volta in Italia, uno spazio scenico all’interno della corte di un Palazzo di Giustizia, con una platea di circa 300 posti. L’operazione, unica nel suo genere, è stata curata di Marche Teatro_Teatro di Rilevante Interesse Culturale che ha prodotto lo spettacolo e co-prodotto con rai5 il docufilm messo in onda lo scorso maggio ad un anno dall’evento teatrale.

Il documentario è disponibile su Raiplay, linkando all’interno della pagina MT SPAZIO on-line il documentario Paragoghè.

www.marcheteatro.it/mt-spazio-on-line/

Leggi qui la rassegna stampa

 

Il documentario:

PARAGOGHÈ – DEPISTAGGIO (ITA, 2020, 60′), regia e montaggio Angelo Loy

fotografia Alessandra Stabile, Fabrizio Barraco, Angelo Loy, musica Mirto Baliani, produzione Marche Teatro e El Shoubrawi, in collaborazione con RAI5.

Ha dichiarato Angelo Loy: “ Ho scelto di raccontare l’unicità di questo percorso_ _attraverso lo sguardo e la presa di coscienza di ragazzi anagraficamente lontani da quei fatti, soffermandomi sulle loro emozioni, cercando di offrire suggestioni piuttosto che informazioni. Sgomenti interrogativi in un racconto che affronta un lato oscuro e rimosso della nostra storia”.

Angelo Loy dirige documentari a tema sociale. Ha lavorato a lungometraggi documentari girati in Africa sub-sahariana (Pinocchio Nero, 2005, Sillabario Africano, 2006, Tropico del Caos, 2019), e sempre in Africa collaborando con Presa Diretta di RAI3 sui temi della salute e del terrorismo. In Italia nei suoi documentari si è occupato di scuola e immigrazione (Una Scuola Italiana, 2 010, Luoghi Comuni, 2015).

I crediti dello  spettacolo teatrale: testo e regia di Marco Baliani, drammaturgia di Maria Maglietta, musiche di Mirto Baliani, spazio e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini, come protagonisti sedici giovani attori marchigiani: Valentina Angelini, Silvia Bertini, Francesco Brunori, Caterina del Giudice, Gianni Giampechini, Eleonora Greco, Carmine Iannaccone, Giacomo Lilliù, Michele Maccaroni, Ludovica Mancini, Nicolò Matricardi, Edoardo Olivucci Vitangeli, Elisa Pesco, Chiara Santarelli, Elena Tonelli, Arianna Vercelli. La produzione è di Marche Teatro.

Dalle note di Marco Baliani: “(…) Paragoghè è uno spettacolo teatrale sul tema del Depistaggio di cui ora grazie al lavoro di “documentazione creativa” condotto da Angelo Loy e dal suo staff, se ne potrà intuire la forza e la complessità.

È uno spettacolo corale, agito per quadri, come un grande arazzo del nostro passato prossimo, composto di tante “voci” che lasciano depositare domande. Inquietanti. Dove accanto alla tragedia dei misfatti compiuti vigila sempre una ostinata civica speranza di riscatto, nonostante tutti i tentativi di spostare il paese verso una destra golpista, prima, massonica poi, sovranista ora, il paese ancora regge, la costituzione, sempre ferita, è ancora qui, sempre riesce a rialzarsi e a sventolare, magari zoppicante, il proprio vessillo.”