20 DECIBEL

SABATO 24 MARZO 2018_ORE 21.00 – Maiolati Spontini, Teatro G. Spontini

di e con Giacomo Costantini, Fabiana Ruiz Diaz
regia Louis Spagna
adattamento luci Domenico de Vita

produzione Circo El Grito
co-prodotto da Espace Catastrophe, Mirabilia, Sosta Palmizi

Lo spettacolo ha debuttato nel 2010 alla Biennale Internazionale del Circo di Bruxelles che lo ha lanciato a livello internazionale. Ha ricevuto il sostegno da parte del Ministero della Cultura Belga ed è considerato un punto di riferimento per il circo contemporaneo in Italia. “20 Decibel” è un’ esplosione di fantasia e libertà, provocazione e bellezza. Un invito all’ascolto, ad affinare i sensi in un universo dove acrobazie aeree, colpi di pistola, danze e giocolerie lasciano spazio ad una relazione profondamente umana col pubblico. Uno spettacolo emozionante e travolgente che “grazie ad un linguaggio universale e trasversale fao di musica, danza, teatro e circo parla a tutti perché agisce sullo stupore prima di  tutto, per poi farsi pensiero e riflessione.”

ROSALIND FRANKLIN

IL SEGRETO DELLA VITA

VENERDÌ 30 MARZO 2018_ORE 21.00 – Jesi, Teatro G.B. Pergolesi

di Anna Ziegler
con Lucia Mascino, Filippo Dini
regia Filippo Dini
e con Giulio Della Monica_Dario Iubatti_Alessandro Tedeschi_Paolo Zuccari
scene Laura Benzi
costumi Andrea Viotti
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino
ideazione_realizzazione video Claudio Cianfoni
dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti

produzione Teatro Eliseo

La grande storia è la scoperta della struttura del DNA e il piccolo straordinario racconto degli ultimi anni di vita della scienziata Rosalind Franklin. Ci troviamo di fronte ad uno degli avvenimenti più sconvolgenti e controversi nella storia del pensiero e delle conoscenze scientifiche. Tutta l’umanità si inchina e si compiace in un unico trionfale applauso nei confronti dei grandi scienziati che sono riusciti a decifrare quello che comunemente era definito il segreto della vita.
La vicenda, tuttavia, fu tutt’altro che epica e nobile. I personaggi coinvolti in questa scoperta furono molti, tutti scienziati autorevoli che collaborarono in diverse fasi alla stessa ricerca, ma che furono vittime e carnefici, a seconda delle alterne fortune, delle reciproche invidie e desideri di riscatto personali. Tutti lottarono per avere un personale posto di rilievo nella Storia, ognuno con le proprie capacità e le proprie motivazioni, talvolta anche nobili, ma sempre e comunque a discapito del sesto personaggio di questa storia, dell’unica donna di questa favola; una donna meravigliosa e detestabile, una persona limpida e contradditoria, ambiziosa e vigliacca, una donna fuori dalle umane catalogazioni e impossibile da raccontare: Rosalind Franklin. Il suo merito fu quello di fotografare un campione di DNA con una tecnica delicatissima e complessa che sfruttava la diffrazione a raggi X. In particolare, la fotografia numero 51 riuscì ad immortalare in modo più nitido la X della doppia elica del DNA.
Un grande dono che Rosalind fece alla scienza, all’umanità e a se stessa. L’ambiziosissimo James Watson, con la complicità del suo collega Francis Crick, sfruttò la fotografia per costruire un modellino del DNA, passando alla storia come il vero responsabile della grande scoperta, vincendo anche il Nobel, nove anni dopo, quando ormai la povera Rosalind era già prematuramente scomparsa all’età di 37 anni. Nel corso della pièce, i personaggi saltano continuamente da un presente, che non è definito, ad un passato, che è quello del ricordo, quello delle scene, in cui la vicenda della scoperta del DNA si interseca con la storia di Rosalind. Le scene, quindi, si alternano con i commenti e le dissertazioni dei personaggi al presente, in un continuo susseguirsi di immagini che risultano distorte, non verosimili o non coerenti a giudizio della nostra logica educata, ma che inevitabilmente contribuiscono ad arricchire e a comporre quel film, o quel sogno, che lentamente si srotola sereno e perfettamente compiuto nella nostra mente.
(Filippo Dini)

L’INQUILINA DEL PIANO DI SOPRA

MERCOLEDÌ 11 APRILE 2018_ORE 21.00 – Jesi, Teatro G.B. Pergolesi

di Pierre Chesnot

con GAIA DE LAURENTISUGO DIGHERO
regia Stefano Artissunch
e con Laura Graziosi
scene Matteo Soltanto
costumi Marco Nateri
disegno luci Giorgio Morgese

produzione Danila Celani per Synergie Arte Teatro

“L’inquilina del piano di sopra” è un classico della comicità di Pierre Chesnot, uno di quei rari meccanismi drammaturgici ad orologeria. Commedia dai buoni sentimenti che ride dei rapporti di coppia e di eventi come il tentativo di suicidio più volte minacciato dalla protagonista.
Una favola sul dramma della solitudine con un lieto fine sospirato, una commedia che mette il buon umore e fa amare la vita, proprio perché ridicolizza il dramma che ognuno di noi ha in sé.
“Ormai sei nato… non c’è più niente da fare!!!”
Due personaggi in crisi esistenziale ed un terzo l’amica di lei, che al giro di boa degli anta, quaranta lei e cinquanta e più lui, fanno i conti con il loro passato e si interrogano sulle aspettative del futuro. Una prospettiva fatta di solitudine e incomunicabilità che accomuna i protagonisti loro malgrado in un torrido agosto in cui sembrano gli unici superstiti di una Parigi deserta. Dopo il tragicomico tentativo di suicidio che si trasforma in una grottesca richiesta d’aiuto, “L’inquilina del piano di sopra” Sophie accetta, come ultimo tentativo, la sfida dell’amica Suzanne: rendere felice un uomo, il primo che le capiti a tiro. Un modo per dare senso alla propria vita dopo ventennali tentativi di rapporti andati a male. L’incontro è inevitabile: lui Bertrand, unico scapolo scontroso del palazzo, personalità eccentrica, professore universitario che si diletta nella costruzione di marionette, pupazzi e meccanismi automatizzati, diventa il protagonista involontario della vicenda. Inizia così il gioco dell’innamoramento in un alternarsi di stati d’animo che trascinano i due dal pianto al riso mentre si scoprono simili più di quanto possa apparire: insieme trovano la capacità di sdrammatizzare le piccole tragedie quotidiane per affrontare con leggerezza e lucidità la paura della solitudine.

Quando ho letto il testo di Chesnot istintivamente ho pensato alle atmosfere dello spettacolo, non ho dato dei giudizi critici su eventuali effetti moraleggianti, mi sono lasciato trasportare dalla vicenda dei protagonisti per capire fin dove voleva condurmi. E’ stato inevitabile il collegamento alle suggestioni della cinematografia di Jeunet e di Marc Caro, da Delicatessen al Favoloso Mondo di Amelie immaginando i due personaggi Sophie e Bertrand nel mondo incantato dei loro piccoli appartamenti. Mettere in scena questa commedia è come dare nuova linfa ad un testo brioso e fantasioso, divertente ma allo stesso tempo vitale. Mi piace l’idea di confrontarmi con gli ostacoli che Chesnot ha posto ai due protagonisti ed identificarmi in ognuno di loro come in Bertrand che vive attraverso i suoi pupazzi ed i suoi fantasiosi congegni. Un’ elegante favola moderna che mi auguro arriverà allo spettatore stuzzicando interesse e divertimento intelligente.
(Stefano Artissunch)

STRATEGIE FATALI

GIOVEDÌ 19 APRILE 2018_ORE 21.00 – Jesi, Teatro G.B. Pergolesi

scritto e diretto da Lino Musella_Paolo Mazzarelli
assistente alla regia Dario Iubatti
con Marco Foschi, Annibale Pavone, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Laura Graziosi, Astrid Casali, Giulia Salvarani
costumi Stefania Cempini
sound design e musiche originali Luca Canciello

MARCHE TEATRO in collaborazione con Compagnia MusellaMazzarelli

È il Teatro, inteso sia come ambiente fisico che come ultimo possibile luogo di indagine metafisica, il grande tema di “Strategie Fatali”. Ecco quindi tre storie che si intrecciano fra loro, sette attori, sedici personaggi, riuniti in un’unica multiforme indagine che – nell’ambientazione comune di un Teatro – mette difronte alcuni dei grandi temi del contemporaneo (il terrore, il porno, i nuovi media) con alcuni temi eterni dell’essere umano (il maligno, l’illusione, il fantasma, ancora il Teatro).

La Compagnia MusellaMazzarelli, con questo nuovo spettacolo, arricchisce ulteriormente il suo gioco teatrale, apre le porte – usando Shakespeare e Baudrillard come chiavi – ad una scrittura che chiama in causa un numero crescente di compagni di scena, ma tiene fede a quella sua caratteristica cifra stilistica che si muove sul confine sottile fra comico e tragico. Un confine in cui la vita e il teatro si toccano fra loro e – insieme – prendono aria, fuoco, luce. La Compagnia MusellaMazzarelli, con questo nuovo spettacolo, arricchisce ulteriormente il suo gioco teatrale, apre le porte – usando Shakespeare e Baudrillard come chiavi – ad una scrittura che chiama in causa un numero crescente di compagni di scena, ma tiene fede a quella sua caratteristica cifra stilistica che si muove sul confine sottile fra comico e tragico. Un confine in cui la vita e il teatro si toccano fra loro e – insieme – prendono aria, fuoco, luce.

La Compagnia MusellaMazzarelli (premio Hystrio per la nuova drammaturgia 2016), nasce nel 2009 dall’incontro tra Lino Musella (premio Le Maschere del Teatro miglior attore emergente 2014 e premio Hystrio ANCT 2015) e Paolo Mazzarelli (premio speciale Scenario 2001, Premio Enriquez alla drammaturgia 2005). Tra il 2009 e il 2011 realizzano “Due cani”, “Figlidiunbruttodio” (vincitore del premio Inbox 2010) e “Crack machine” (testo pubblicato su Hystrio ottobre/dicembre 2016), tutti lavori basati su testi originali, ideati, scritti, diretti e interpretati a due. Negli ultimi anni Marche Teatro della Compagnia MusellaMazzarelli ha prodotto “La società” (2012), spettacolo vincitore del Premio della Critica 2014, “Strategie Fatali” (2015). MusellaMazzarelli hanno lavorato come attori nella produzione di Marche Teatro/Teatro dell’Elfo “Orphans” (2016).

1 dic. 2017 | CineMuse, gli appuntamenti di dicembre

CINEMUSE
IN DIRETTA DALL’OPÈRA DI PARIGILA BOHÈME CON GUSTAVO DUDAMEL (12 dicembre)
IL FILM PLURIPREMIATO L’UOMO FIAMMIFERO
APRE IL FILONE DELLE PELLICOLE DEDICATE AI RAGAZZI (30 dicembre)
DUE SERATE DI CORTO DORICO FILM FESTIVAL 2017
CON IL PREMIO AMNESTY (5 dicembre)
e
RIFLESSIONI SULL’IMMAGINARIO
INCONTRO CON DANIELE CIPRÌ E RUGGERO DEODATO (8 dicembre)

A dicembre prosegue la programmazione del Cinemuse con quattro nuovi appuntamenti.

Il 5 e l’8 dicembre Corto Dorico Film festival 2017 propone due serate al Cinemuse: la prima il Concorso Internazionale di Cortometraggi “A Corto di Diritti” con il Premio Amnesty e la seconda è  “Riflessioni sull’immaginario_Incontro con Daniele Ciprì e Ruggero Deodato”.

Martedì 5 dicembre alle ore 21 si tiene al Cinemuse “A Corto di Diritti” Premio Amnesty International.

Nel corso delle edizioni, Corto Dorico è divenuto emblema del cinema d’autore e dell’impegno civile nelle arti, forgiando un’unione con Amnesty International Italia. La sezione di corti internazionali, A Corto di Diritti, presenterà quest’anno ben dieci lavori provenienti da tutto il mondo e legati a tematiche inerenti i diritti civili ed umani. Dai migranti alla paura del terrorismo, dalla barbarie della guerra ai desaparecidos argentini, dall’identità alla violenza di genere.  Il premio Amnesty sarà assegnato al corto più vicino alle tematiche dei diritti umani legate alla prestigiosa organizzazione umanitaria da anni partner di Corto Dorico Film Festival.

Film in concorso: A State of Emergency di Tarek Roehlinger – 12′ – Germania (thriller), Chocolate Wind di Ilia Antonenko – 23′ – Russia (dramma), Dead Horses di Marc Riba – 6′ – Spagna (Animazione), Not Acceptable di Saman Haghighivand – 2′ Iran (sperimentale-video musicale), Amira di Luca Lepone – 9′ – Italia (fiction – musicale), Teddy Bear di Hermes Mangialardo – 2′ – Italia (animazione), Tailor di Calì dos Anjos – 10′ – Argentina (documentario animazione),A Letter from Leticia di Irene Blei – 3′ – Argentina (documentario animazione), The Curtain di Brenda Whitehall – 18′ – Canada (fiction), Omar di Davide Gentile – 7′ – Italia (dramma).

Venerdì 8 dicembre alle ore 18 è la volta di Riflessioni sull’immaginario-incontro con Daniele Ciprì e Ruggero Deodato. Seguirà la proiezione del corto Surreale Provvisiorio di Daniele Ciprì e la proiezione di Ombre (ovvero i riflessi del tornato fra noi) proiezione Sergio Marcelli più chitarra Stefano Coppari.

Il cinema autonomo di Ruggero Deodato e quello arcano e ingegnoso di Daniele Ciprì sono il propulsore dinamico di un incontro dedicato all’immaginario. Dal cinema al sogno. Dalla fusione dei generi – peplum, poliziottesco, commedia, horror – alla riscrittura dello sguardo, oltre la lente. Deodato usa il cinema come campo di battaglia dove si annida l’estremo e la macchina da presa diventa pura allucinazione del reale, Ciprì ne fa una sua ossessione personale, una camera dei trucchi, delle luci e delle meraviglie. Appuntamento in collaborazione con Marche Music College e Marche Teatro.

Gli appuntamenti di Corto Dorico Film Festival sono ad ingresso libero e a cura dell’Associazione Nie Wiem.

Martedì 12 dicembre l’appuntamento è con cineopera, le dirette delle opere dai grandi teatri del mondo, alle ore 19.15 il collegamento sarà con l’Opèra di Parigi per la diretta de La Bohème musica di Giacomo Puccini, con direttoreGustavo Dudamel, la regia di Claus Guth, nel cast internazionale: Sonya Yoncheva,  Aida Garifullina, Atalla Ayan, Artur Ruciński, Alessio Arduini, Roberto Tagliavini. L’allestimento vanta le scene di Étienne Pluss, le luci di Fabrice Kebour, la regia video è di Arian Andiel, coreografia a cura di Teresa Rotemberg, drammaturgia di Yvonne Gebauer. Coro e Orchestra sono dell’Opèra National de Paris.

Nessuno descrisse meglio dello scrittore Henri Murger, in Scènes de la Vie de Bohème, gli artisti della Parigi di metà Ottocento che lottano contro la miseria. Questi artisti bohémien sono pronti a bruciare un manoscritto per scaldarsi e, nell’era del trionfo del materialismo borghese, sognano un’altra esistenza. Mettendo in scena momenti di vita bohémienne, Puccini ci offre una struggente storia d’amore con musiche tra le più belle della storia dell’opera lirica, raccontandoci la storia del poeta Rodolfo e della fragile Mimì.  La regia di questa nuova produzione è stata affidata a Claus Guth, che ambienta questo dramma in un futuro senza speranza, dove amore e arte diventano i soli mezzi verso la trascendenza. Il direttore Gustavo Dudamel (attualmente direttore  artistico e musicale della Los Angeles Philharmonic) dirige un cast straordinario.

Sabato 30 dicembre alle ore 18 si chiude l’anno al cinemuse con il film pluripremiato L’uomo fiammifero con la regia Marco Chiarini, con protagonista: Francesco Pannofino, Marco Leonzi, Greta Castagna e Giuseppe Mattu. La distribuzione è di Cineforum Teramo. Il filone del Cinema per Ragazzi viene programmato in collaborazione con il Teatro del Canguro. Simone, un bambino di undici anni, è costretto restare un’intera estate in casa, nelle campagne teramane, sotto l’occhio un po’ feroce del padre (Francesco Pannofino). Fuori: il dolce vento dell’avventura. Dentro: la noia più tetra. Finchè dalla città arriva Lorenza, tredici anni, mistero di occhi verdi. Per Simone diventa una questione di vita o di morte: evadere da casa e scappare con lei nel suo regno fantastico. Lì, tra amici immaginari che parlano al contrario, giganti nani, gemelli a metà, i due andranno in cerca del Re di quel serraglio incantato: l’Uomo Fiammifero, che viene la notte ad accendere luci e a indicare la via!

Prezzi biglietti:
prenotabili presso la biglietteria del Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org
e da un’ora prima degli appuntamenti presso il Musebar.
– corto dorico film festival ingresso libero
– cineopera LA BOHÈME intero € 10 – ridotto** € 8 8riduzioni età, MarcheTeatroCard, OperaCard)
– cineragazzi L’UOMO FIAMMIFERO posto unico € 5

Tutte le attività di Cinemuse sono affiancate da Musebar, un nuovo spazio a cura di Marche Teatro e Tipicità per valorizzare il connubio tra creatività e gusto rigorosamente Made in Marche; dove eccellenze artistiche ed enogastronomiche si incontrano. Un ringraziamento va anche Gagliardini per la collaborazione.

Da un’ora prima degli appuntamenti il Musebar sarà aperto per l’Apericine.