ADDIO ALLE ARMI

dal 4 al 7 dicembre 2014 | esclusiva regionale

di Ernest Hemingway
un adattamento di imitating the dog

imitating the dog e The Dukes, Lancaster in collaborazione con Live at LICA e CAST
 

StampaL’iniziativa ha ricevuto il logo ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionali.

 

 

sabato 6 dicembre, ore 18.30 musecaffé
INCONTRO CON LA COMPAGNIA
conduce Sergio Lo Gatto

Cast
Catherine Barkley Laura Atherton
The Priest / Chorus Joshua Johnson
Frederic Henry Jude Monk McGowan
Helen Ferguson / Chorus Morven Macbeth
Rinaldi / Chorus Matt Prendergast
The Major / Chorus Marco Rossi

imitating the dog
Autori e Regia Andrew Quick & Pete Brooks
Proiezioni e Video Simon Wainwright
Set e Costumi Laura Hopkins
Compositore Jeremy Peyton-Jones
Luci e Capo Reparto Tecnico Andrew Crofts
Suono e Reparto Tecnico Steven Jackson
Consulenza Casting Kay Magson
Tour Manager Den Body
Tecnico Ian Ryan
Animazione Will Simpson per Omnipicture
Guardaroba Laura Hopkins, Ann Preston
Direttori Artistici Pete Brooks, Andrew Quick, Simon Wainwright
Pubbliche Relazioni Duncan Clarke PR
Marketing Jane Morgan Associates
Addestramento Morven Macbeth
Fotografia Ed Waring
Scene Splinter Scenery
Trasporti ASP Fine Art Services
Produttore Henrietta Duckworth

Note di Produzione
Oldham Coliseum, Halton Army Training Camp, Michelle Roberts, Matt Fenton and Contact Theatre, Alan Cox, Velia Papa at Marche Teatro, Steve Franklin at Typecast Design
La prima mondiale di Addio alle Armi si è tenuta Venerdì 10 Ottobre 2014 al The Dukes, Lancaster.
In accordo speciale con il Patrick and Carol Hemingway Revocable Living Trust, L’Hemingway Family Trust, Hemingway Copyrights, LLC, e l’Hemingway Foreign Rights Trust, c/o Lazarus & Harris LLP, 561 Seventh Avenue, New York, NY 10018, www.lazhar.com.

biglietti on line

geticket

sabato 6 dicembre, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Sergio Lo Gatto

UN CLASSICO DELLA LETTERATURA DEL ‘900
UNA DELLE PIÙ GRANDI STORIE D’AMORE DI TUTTI I TEMPI

Basato sull’esperienza di vita vissuta dell’autore nel 1918, Addio alle Armi racconta la storia di Frederic Henry, un ufficiale del Corpo Ambulanze americano per l’Esercito Italiano e il suo rapporto con l’infermiera britannica Catherine Barkley. Sullo sfondo della guerra i due protagonisti scoprono il potere di redenzione dell’amore e sperimentano la perdita dell’innocenza nel tentativo di cementare il loro rapporto in un momento di conflitto devastante. In questo primo adattamento teatrale nel Regno Unito di uno dei classici romanzi del XX secolo, imitating the dog fonde la proiezione video, belle scenografie e musiche originali creando una versione straordinaria della potente riflessione di Hemingway sull’amore e la brutalità della guerra moderna.

La tournée in italia è promossa da Marche Teatro-Teatro Stabile Pubblico in collaborazione con il British Council.

Le date italiane
2 e 3 dicembre – ROMA – Teatro Vascello
dal 4 al 7 dicembre – ANCONA – Teatro delle Muse
9 dicembre – TERNI – Teatro Secci
11 dicembre – BERGAMO – Teatro Sociale

comunicato stampa

dalle recensioni / autunno 2014

“Imitating the dog non è solo una compagnia senza imitatori, attualmente è senza pari” – The Guardian

“Raramente l’inutilità di un conflitto è stata così potentemente presentata su un palco” – The Stage

“la loro produzione offre un vivido equivalente fisico della cruda prosa di Hemingway” – The Observer

“Questo è sicuramente uno spettacolo da vedere … per poi riflettere sul vero potere dell’amore e la brutalità assoluta e la banalità della guerra moderna, entrambe perfettamente descritte in Addio alle Armi” – The Public

mettere in scena il libro

Addio alle Armi presenta numerose sfide quando si tratta di tradurre l’unico e suggestivo stile di prosa di Hemingway in un testo drammatico per il palcoscenico. Innanzitutto c’è la lunghezza del romanzo, che Hemingway divide in cinque libri, e che, se riprodotto integralmente, comporterebbe una performance di oltre quattro ore. Poi ci sono il numero dei personaggi, molti dei quali italiani, e le scene che si svolgono negli ospedali, nelle trincee sui monti, in riva al lago, nello chalet di montagna, nelle sale da biliardo, negli ippodromi e in numerose stanze di hotel in Svizzera e in Italia. Infine c’è la voce narrante, che è di volta in volta scarna, descrittiva e molto romantica nel tratteggiare la relazione destinata al fallimento tra Catherine Barkley e Frederic Henry nell’ultimo anno della prima guerra mondiale. Come tutti i grandi romanzi l’energia della scrittura e la presa sul lettore funzionano con atti ripetitivi… Il romanzo si muove continuamente tra il mondo degli uomini e il mondo delle donne, in cui i diversi aspetti dell’amore e della morte sono trattati fino a quando entrambi si riuniscono nelle scene finali. Poi ci sono le scene altamente descrittive del paesaggio e del tempo che agiscono come un troppo strutturale in tutti i cinque libri, tirando il lettore nuovamente dentro l’esperienza di un mondo che non è mai stabile, nel quale cambiano continuamente i colori, i rumori, la temperatura e le precipitazioni. …La nostra storia si apre con un gruppo di ‘lettori’, che, come archeologi, entrano in un edificio in rovina che un tempo serviva come ospedale durante la prima guerra mondiale. Per noi questo spazio è il libro stesso, un ambiente che contiene non solo tutte le parole che compongono il romanzo, ma anche gli elementi di informazione che colorano la nostra ‘lettura’ del romanzo: i film e la letteratura del conflitto stesso, la nostra conoscenza di Hemingway e le nostre esperienze di vita come gruppo che elabora il suo testo. Una citazione utile trovata durante la ricerca fatta per questo progetto è stata quella del filosofo francese Michel de Certeau che ha scritto: “La lettura rende il testo abitabile, come un appartamento in affitto. Trasforma la proprietà di un’altra persona in uno spazio preso in prestito per un attimo da un ospite di passaggio.” Ciò sembrava decisamente appropriato, in quanto si trattava di pensare a come si potesse tradurre un romanzo in uno spettacolo e come gli attori, alla stregua di ospiti, prendessero in prestito le parole e lo spazio dello scrittore e farne una casa temporanea in parole loro. Nella parte finale del nostro percorso di prove il concetto piuttosto astratto di lettore ha trovato una materialità più drammatica come coro. Siamo diventati molto interessati a come la voce narrante facesse continuamente riferimento al destino e puntasse verso la conclusione inevitabile per i due protagonisti principali. …Come scrive Hemingway: “Non sapevi di cosa si trattasse. Non hai mai avuto il tempo di imparare. Ti buttano in campo, ti dicono le regole e, la prima volta che ti beccano fuori base, ti ammazzano.” I nostri lettori non sono osservatori benigni o passivi, ma, come un coro greco, agiscono per portare la storia alla sua violenta conclusione e impartire a Frederic Henry una terribile lezione. …Mettiamo in scena la storia con voi, come parte del pubblico. Una storia che vi porterà in un viaggio sul quale immaginiamo Hemingway fosse profondamente concentrato quando scrisse il romanzo: un viaggio che permette un certo spazio per la speculazione e l’immaginazione, dove il bianco e nero delle parole possono momentaneamente sbocciare in colori, sensazioni ed emozioni, dove la fragilità della finzione scenica può improvvisamente trasformarsi nella calda carne dell’esperienza e dello stupore.

Andrew Quick, Pete Brooks e Simon Wainwright
Direttori Artistici, imitating the dog

imitating the dog

imitating the dog crea e porta in tournée opere originali dal 1998. Pete Brooks, Andrew Quick e Simon Wainwright sono i direttori artistici e il loro lavoro ha creato una compagnia che gode di una reputazione unica nel Regno Unito e a livello internazionale.
imitating the dog crea opere eccezionali che sfidano e connettono il pubblico, mette alla prova le convenzioni teatrali e produce design di alto livello, ambizione tecnica e tematica per platee di piccole e medie dimensioni. Le produzioni recenti includono The Zero Hour, Six Degrees Below the Horizon, Kellerman e Hotel Methusaleh, portate in tournée attraverso la Gran Bretagna e l’Europa e, con il British Council, anche in Ucraina, Georgia, Brasile, allo Spring Festival di Beirut in Libano e a Taiwan. Il British Council ha presentato il lavoro della compagnia al Festival di Edimburgo nel 2011 e nel 2013 con The Hour Zero, che sarà prodotto a Batumi, in Georgia nel mese di novembre 2014. imitating the dog collabora come partner creativo per progetti speciali. Nel quadro dei lavori della compagnia per aumentare la fruibilità da parte del pubblico, per Addio alle Armi imitating the dog ha progettato sottotitoli completamente integrati, che saranno disponibili in tutta la tournée nel Regno Unito. I prossimi progetti includono l’ideazione e la realizzazione di proiezioni per The Mist in the Mirror di Susan Hill per l’Oldham Coliseum. imitating the dog è finanziato dall’Arts Council of England e sostenuto dal LICA (Lancaster Institute of Contemporary Arts) e dalla Central Saint Martin’s School of Arts and Design di Londra.