CLÔTURE DE L’AMOUR

FINE DI UN AMORE

26 novembre ore 20.45 / teatro sperimentale   ESCLUSIVA REGIONALE

uno spettacolo di Pascal Rambert

traduzione Bruna Filippi

con Anna Della Rosa, Luca Lazzareschi

e con gli allievi dei corsi dei canto e di teatro dell’Associazione Culturale “La Guglia” di Agugliano (AN) diretti dall’insegnante Valentina Bonafoni

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

prezzi biglietti € 15 intero, € 10 MarcheTeatro card

biglietti on line

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“Clôture de l’amour” di Pascal Rambert la violenza di un amore che muore

Il pluripremiato regista francese Pascal Rambert dirige due attori italiani, Anna Della Rosa e Luca Lazzareschi. Lo spettacolo ha debuttato ad Avignone nel 2011 e, da allora, la versione francese, vincitrice del Premio della Critica 2012, del Palmarés du Théâtre nell’aprile del 2013 e del Grand Prix de la Litérature dramatique 2012, è in tournée in tutto il mondo (Corea, Italia, Svizzera, Belgio, Croazia, Cina). Il regista, direttore del parigino Théâtre de Gennevilliers, anche in questa versione italiana prosegue la sua personalissima indagine scenica che ha dato vita a una sorta di modulo teatrale infinitamente declinabile a ogni latitudine geografica.

Clôture de l’amour racconta della separazione di una coppia che cerca di mettere fine a qualcosa: alla propria storia comune, a una storia che vorrebbero chiudere per sempre. Sono mossi dalla rabbia e dalla necessità urgente di dividersi.

Ma Clôture de l’amour può anche essere un inizio, perché “clôture”, che in italiano non si può tradurre esaustivamente con chiusura, significa anche racchiudere. Lo spettacolo, infatti, racchiude lo spazio dedicato all’anima, lo spazio che definisce l’individuo come un territorio in carne ed ossa da difendere. È un linguaggio essenzialmente organico e persino coreografico, in cui Anna e Luca, i due personaggi che si affrontano sul confine del palcoscenico, costruiscono con le parole una barriera di filo spinato che li divide, ripetendo in continuazione, in modo ossessivo, espressioni che sembrano vorticare nei loro corpi.

“Se dovessi andare più a fondo in quello che sento, lo descriverei come un testo di danza” dice Pascal Rambert. Una danza mentale in un certo senso che porta alla luce il movimento invisibile dell’anima e dei nervi in palcoscenico”.

Due sguardi, due parole, due corpi e due silenzi per raccontare la violenza di un amore che muore, cercando di far emergere il più possibile l’universalità di questa circostanza.