HOSPICE

10 gennaio ore 20.45 / teatro sperimentale

di Glen Çaçi

con Glen Çaçi,  Silvia Mai

disegno luci e assistente alla drammaturgia Andrea Saggiomo – sound design Sec_

produzione Fondazione Musica per Roma, MARCHE TEATRO – Teatro Stabile Pubblico / INTEATRO, con il sostegno di Consorzio Marche Spettacolo nell’ambito del progetto REFRESH in collaborazione con Associazione Culturale dello Scompiglio, La Villette – Parigi un ringraziamento particolare al Comune di San Ginesio spettacolo vincitore Premio Equilibrio 2013 – Roma per la Danza contemporanea

prezzi biglietti € 10 intero, € 8 MarcheTeatro card

biglietti on line

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Spettacolo vincitore Premio Equilibrio 2013 – Roma per la danza contemporanea

Hospice evoca un luogo dove non esistono possibilità di scelta e i gesti, le azioni, gli stessi incontri sono gli ultimi possibili, assumendo una dimensione di assoluta compiutezza. Due persone definiscono le loro singole identità e la loro relazione costruendo uno spazio denso di intimità, ricordi, sofferenza e piacere. Hospice utilizza la fisicità di due giovani e straordinari interpreti, frammenti di testo tratti da spunti letterari e cinematografici e immagini visive originali per raccontare la perdita, l’irreversibilità, la paura. Un viaggio attraverso il diario di un uomo, la poetica di Derek Jarman e le paure di Glen Çaçi.

Hospice gioca sull’attesa, entra nello spettatore in tempo reale, senza montaggio. Ecco allora che i due splendidi performer – lo stesso Çaçi insieme a Silvia Mai – ci portano lentamente nella loro vita (passata) attraverso bagliori di luce e molte ombre. Potente nel suo vocabolario coreografico (lo spettacolo ha fatto parlare di sé in svariati contesti, meritando il Premio Equilibrio 2013) che permette a Çaçi e Mai di rendere con pienezza interpretativa l’incertezza della malattia, tutti gli ostacoli di un corpo che involve, 

(…) lo spettacolo finisce per disegnare un disagio universale e senza tempo, una solitudine che travalica la condizione della malattia. Impossibile non pensare al Beckett di Finale di partita: “Nascondimi sotto al lenzuolo (…) reclamavi la sera; ed eccola che scende” -. (Valentina Grazzini, giornalista e critica teatrale)