ORCHIDEE

22 novembre ore 20.45 e 23 novembre ore 16.30 / teatro delle muse ESCLUSIVA REGIONALE

uno spettacolo di Pippo Delbono

con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Bobò, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella

immagini e film Pippo Delbono
luci Robert John Resteghini
musiche di Enzo Avitabile e Deep Purple, Miles Davis,Philip Glass, Victor Démé, Joan Baez, Nino Rota, Angélique Ionatos, Wim Mertens, Pietro Mascagni
direzione tecnica Fabio Sajiz, suono Corrado Mazzone, luci e video Orlando Bolognesi

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Nuova Scena – Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna, Théâtre du Rond Point-Parigi, Maison de la Culture d’Amiens – Centre de Création et de Production / si ringrazia Cinémathèque suisse

prezzi biglietti € 25 intero; € 22 (under 30 over 65); € 12 gruppi (contattare 071 20784222); € 10 MarcheTeatro card

biglietti on line

geticket

22 NOVEMBRE / Focus Pippo Delbono al Ridotto del Teatro delle Muse

  • ore 17 proiezione di SANGUE un film di Pippo Delbono
  • ore 18.30 incontro con Pippo Delbono, conduce Luigi Socci

Pippo Delbono, artista dal percorso poliedrico è creatore di spettacoli forti e dirompenti, in cui si affonda a piene mani nell’emozione, lavori che utilizzano una dissonanza di stili musicali, letterari e iconografici, che guardano dentro allo spettatore senza risparmiargli nessuna emozione, ma indirizzandolo a compiere un proprio percorso interiore che passa per il dolore, la paura, il grido, la consolazione, la forza dell’arte.

Orchidee è il tentativo di spogliare la verità di ogni patina di finzione: è un continuo dentro e fuori tra teatro e vita, fotografia, televisione, cinema, invenzione scenica e pezzi di vita che si mescolano a Cechov, Shakespeare, Kerouac, Büchner su musiche di Enzo Avitabile e Deep Purple, Miles Davis, Nino Rota, Wim Mertens, Pietro Mascagni.

Dalle note di Pippo Delbono “« (…) In Orchidee c’è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia compagnia, le persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo.

Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti…

Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale.

(…) Ma Orchidee nasce anche da tanti vuoti, da tanti abbandoni.

Il vuoto che viviamo nella cultura, nell’essere artisti perduti. (…) Ma Orchidee parla anche del bisogno vitale di riempire quel vuoto.

Parla del bisogno di ricercare ancora, altre madri, altri padri, altra vita, altre storie.

E poi stranamente le parole “importanti” del teatro che volevo abbandonare mi sono ritornate addosso e hanno ritrovato un loro senso nuovo, incastrate con la mia vita.

E anche la mia vita forse è diventata con quelle parole, la vita di tanti altri.

Credo che Orchidee rappresenta per me quel bisogno vitale, incontenibile, di continuare ancora nonostante tutto a scrivere, a parlare dell’amore“».

Delbono firma con Orchidee uno dei suoi lavori più maturi ed emozionanti. E’ uno spettacolo bello Orchidee e straordinariamente tenero, che racchiude più di altri Pippo Delbono, il talento più folle, inelegante, esagerato del teatro italiano. (…) Orchidee è un lavoro importante per la ricchezza di rimandi che apre, degna degli Shakespeare e dei Cechov che cita, per l’onestà e la limpidezza con cui si interroga sul senso della rappresentazione della vita, per la compagnia di attori tutti in una bella prova. (Anna Bandettini, la Repubblica)

IL TENTATIVO DI FERMARE IL TEMPO, DI DISTRICARSI TRA CIÒ CHE È FINTO E CIÒ CHE È AUTENTICO: NEGLI AFFETTI, NELLA CULTURA, NELLA SOCIETÀ.

Recensioni

Il mattino – Fiore

La Repubblica – Bandettini

L’Unità – Gregori

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