Miracoli Metropolitani, la rassegna stampa

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9 lug. 2020 | Poker d’assi alle Muse, 4 appuntamenti, 32 recite

POKER D’ASSI ALLE MUSE
SPETTACOLI IN ABBONAMENTO
SETTEMBRE DICEMBRE 2020
CON
FILIPPO TIMI E LUCIA MASCINO DIRETTI DA GIUSEPPE PICCIONI IN PRIMA NAZIONALE
LA NUOVA CREAZIONE DI CARROZZERIA ORFEO
UNA PARTITURA DI VOCI E IMMAGINI PER MARCO BALIANI
DUE ATTI UNICI DI EDUARDO DE FILIPPO CON LA REGIA DI CARLO CECCHI

4 appuntamenti, 32 recite
al Teatro delle Muse

Marche Teatro presenta Poker d’Assi quattro spettacoli in abbonamento che saranno in scena al Teatro delle Muse da settembre a dicembre 2020. Gli spettacoli proposti sono tutte nuove produzioni di Marche Teatro con protagonisti della scena teatrale italiana diversi tra loro per appartenenza generazionale e stile.  

Il programma si apre con la coppia artistica: Filippo Timi_Lucia Mascino diretti da Giuseppe Piccioni in Passeggiata di salute spettacolo originale ed intenso, segue Carrozzeria Orfeo con il paradossale, feroce e quasi profetico Miracoli metropolitani scritto da Gabriele di Luca, diretto dallo stesso di Luca con Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi.

Poi ancora Marco Baliani con Una notte sbagliata, spettacolo scritto dallo stesso Baliani e diretto da Maria Maglietta, dove interpreta i numerosi personaggi di una storia attuale; chiude il programma Carlo Cecchi, riconosciuto Maestro del teatro italiano, con due atti unici di Eduardo tra cui l’inedito per la scena: Dolore sotto chiave insieme allo spassoso, Sik sik l’artefice magico.

Apre il programma dal 24 settembre al 1 ottobre la prima nazionale di Passeggiata di salute di Nicolas Bedos, traduzione di Monica Capuani. Una commedia unica e speciale con protagonisti Filippo Timi e Lucia Mascino di nuovo insieme in palcoscenico guidati da Giuseppe Piccioni alla sua prima regia teatrale. Gli artisti proveranno lo spettacolo ad Ancona nell’ultima settimana di agosto e per due settimane da metà settembre fino al debutto. La produzione è di Marche Teatro, scena e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro delle Muse dal 24 settembre al 1 ottobre. L’autore ci fa vivere con leggerezza e profondità una storia sentimentale attuale ed avvincente sulla follia e sull’amore; il testo di Bedos lo fa in un modo illuminato e lucido. Un uomo e una donna su una panchina si divertono, si piacciono, si desiderano. Il regista Giuseppe Piccioni scrive nella motivazione artistica “Ho scelto Passeggiata di salute di Nicolas Bedos per molti motivi. Il primo perché è un testo complesso, pieno di insidie e di possibili chiavi di lettura.

Abbastanza aperto per poterne proporre una rappresentazione personale e l’ideale per un regista come me che ama lavorare con gli attori, che vede nel lavoro degli attori e con gli attori il cuore della propria ricerca, così come ho cercato di evidenziare nella mia esperienza cinematografica. Almeno finora. Per questo ho scelto Lucia e Filippo con cui avevo già condiviso l’avventura di un film. Per il loro talento e per il sollievo che mi procura lavorare con attori così appassionati, privi di calcoli, sempre pronti a rischiare qualcosa per cercare, sulla scena, un momento di verità. Un altro motivo che mi ha portato a questa scelta è quello di evitare, di infilarmi in temi che avessero direttamente a che fare con l’attualità, e, nello stesso tempo, rilanciare un’idea di contagio ben diversa, quella appunto del contagio amoroso, di una malattia necessaria che da sempre, ostinatamente cerchiamo di rinnovare, nonostante le controindicazioni, le conseguenze, sempre incapaci di giungere ad una  immunità che ci ponga definitivamente al riparo da possibili sofferenze-. 

Dal 29 ottobre al 5 novembre in scena Carrozzeria Orfeo in Miracoli metropolitani. La Compagnia, ora in prova al Teatro delle Muse, debutterà in estiva al Napoli Teatro Festival Italia (30 e 31 luglio) per poi tornare ad Ancona.

La drammaturgia è di Gabriele Di Luca, in scena vedremo: Ambra Chiarello, Federico Gatti, Pier Luigi PasinoDaniela Piperno, Beatrice SchirosMassimiliano Setti, Federico Vanni, la regia è di Gabriele Di LucaMassimiliano SettiAlessandro Tedeschi. Scenografia e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini, musiche originali Massimiliano Setti. Lo spettacolo è prodotto da Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli-Teatro Bellini.

Carrozzeria Orfeo dopo Thanks for Vaselina e Animali da Bar, testi più esistenzialisti, e Cous Cous Klan, il più distopico, porta in scena il più politico Miracoli metropolitani, in cui il calco umano e drammatico risulta essere più profondo. L’alimentazione, il rapporto con il cibo, come alienazione di un Occidente decadente, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di Miracoli metropolitani. Uno spettacolo dove si riderà tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.

Miracoli metropolitani si svolge in una cucina di un ristorante alla deriva e prossimo alla chiusura che per non fallire ha deciso di riciclarsi in un servizio di consegna a domicilio – tramite un’applicazione online – specializzato in cibo per intolleranti alimentari. Fuori dalla cucina, imperversa l’allarme di una guerra civile. Il mondo è diventato un luogo inaffidabile e meschino dove anche la sanità e la scuola si stanno trasformando in istituzioni ogni giorno più decadenti e incuranti del futuro. (…)

Dal 12 al 19 novembre in prima regionale va in scena Una notte sbagliata di e con Marco Baliani, regia Maria Maglietta, scena, luci, video Lucio Diana, paesaggi sonori Mirto Baliani, costumi Stefania Cempini, la produzione è di Marche Teatro.

Marco Baliani porta in scena in questo spettacolo il corpo di un essere umano già fragile, corpo che in quella notte che, poi, solo dopo scopriremo sbagliata, diventa un capro espiatorio… Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, è la gimkana attorale di Baliani, fatta di continui cambi percettivi e linguistici, dentro una rete di rimandi sonori e visivi.

È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega, seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali. Le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”.

Chiude il quartetto di spettacoli dal 3 al 10 dicembre al Teatro delle Muse Dolore sotto chiave / Sik Sik l’artefice magico di Eduardo De Filippo con Carlo CecchiAngelica Ippolito, Vincenzo FerreraDario Iubatti, Remo StellaMarco Trotta regia Carlo Cecchi.

In Dolore sotto chiave le scene sono di Sergio Tramonti, i costumi di Nanà Cecchi; in Sik Sik l’artefice magico le scene e i costumi sono di Titina Maselli, la realizzazione delle scene e dei costumi di Barbara Bessi, le musica di Sandro Gorli. Le luci del dittico sono a cura di Camilla Piccioni. La produzione è MARCHE TEATRO, Teatro di Roma, Elledieffe.

Dolore sotto chiave nasce come radiodramma nel 1958, andato in onda l’anno successivo con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti, i fratelli Rocco e Lucia Capasso. Viene portato in scena due volte con la regia dell’autore, con Regina Bianchi e Franco Parenti nel 1964 (insieme a Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello) per la riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli e nel 1980 (insieme a Gennareniello e Sik-Sik) con Luca De Filippo e Angelica Ippolito. Dolore sotto chiave è una girandola di situazioni grottesche, un gioco beffardo sul senso della morte, sulla sua permanenza nelle nostre vite. De Filippo gioca con la morte, la ridicolizza, l’esorcizza così: ridendoci (e facendoci ridere) su.

Sik Sik l’artefice magico, atto unico scritto nel 1929, è uno dei capolavori del Novecento. “Come in un film di Chaplin” – dice Carlo Cecchi – “è un testo immediato, comprensibile da chiunque e nello stesso tempo raffinatissimo. L’uso che Eduardo fa del napoletano e il rapporto tra il napoletano e l’italiano trova qui l’equilibrio di una forma perfetta, quella, appunto, di un capolavoro.”Sik -Sik (in napoletano, “sicco” significa secco, magro e, come racconta lo stesso Eduardo, si riferisce al suo fisico) è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri di infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. In SIK-SIK ritroviamo lo sprezzante realismo di Eduardo De Filippo e il teatro come metafora della vita. Con più di 450 repliche solo a Napoli, lo spettacolo ebbe un successo enorme.

Date le regole di distanziamento sociale attualmente in vigore, sarà consentito l’ingresso in sala per un massimo di 200 spettatori a recita. Il Teatro delle Muse è pronto ad accogliere in totale sicurezza il pubblico. Le recite saranno 32, 8 per ogni titolo.

La campagna abbonamenti sarà dal 23 luglio al 28 agosto prelazione riservata agli abbonati alla scorsa stagione con i nuovi abbonamenti.

Per abbonarsi a Poker d’Assi, gli abbonati alla stagione 19 20 dovranno scegliere nuovi turni e posti “temporanei”, che resteranno validi unicamente nel periodo settembre/dicembre 2020. I turni e posti della scorsa stagione 19/20 resteranno conservati e saranno garantiti fino alla riapertura completa di tutti i posti del teatro. 

I nuovi abbonamenti partiranno dal 2 settembre.

La vendita dei singoli biglietti dal 14 settembre.

L’abbonamento a 4 titoli € 84,00 intero, € 76,00 ridotto (possessori MTCard oro/OperaCard)

€ 48,00 speciale giovani (fino a 30 anni / solo nelle file P e Q di platea)

Biglietti (in vendita dal 14 settembre) € 32,00 platea intero, € 28,00 platea ridotto (possessori MTCard oro/OperaCard)

Orario biglietteria del Teatro delle Muse da lunedì a venerdì dalle 9:30 alle 13:00

mercoledì, giovedì e venerdì anche dalle 17:30 alle 20:00

tel. 071.52525 – biglietteria@teatrodellemuse.org

L’attività di Marche Teatro è sostenuta da Comune di Ancona/Assessorato alla Cultura, Regione Marche/Assessorato alla Cultura, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con gli sponsor Estra Prometeo, Trevalli, SeePort Hotel e SeeBay Hotel, Assicurazioni Generali Agenzia di Ancona Corso Mazzini 7 (Buscarini-Pistarelli-Egidi-Massi). Si ringrazia Ubi Banca e GGF Group per il contributo erogato tramite Art Bonus. Si ringrazia TMC – Tombolini Motor Company.

POKER D’ASSI

PASSEGGIATA DI SALUTE

dal 24 settembre al 1 ottobre Teatro delle Muse prima nazionale

di Nicolas Bedos
traduzione a cura di Monica Capuani
con Filippo Timi, Lucia Mascino

regia Giuseppe Piccioni

scene e luci Lucio Diana
costumi Stefania Cempini

produzione MARCHE TEATRO

-Vedo che ti interessi alle notizie, a cosa accadrà nel mondo.
– No: ascolto solo canzoni. Perché dicono la verità. Più sono stupide e più sono vere. E poi non sono stupide… Che dicono? Dicono “Non devi lasciarmi”, “Senza di te in me non c’è vita”, “Senza di te io sono una casa vuota”, o “Lascia che io divenga l’ombra della tua ombra”, oppure “Senza amore non siamo niente”.

Bernard Coudray (Gérard Depardieu) e Mathilde Bauchard (Fanny Ardant) da La signora della porta accanto di Francois Truffaut

È da un po’ di tempo che penso a un mio debutto nel teatro di prosa. Da tempo, grazie all’aiuto di Monica Capuani, cerco un testo tra i nuovi drammaturghi in Europa per sottrarmi al richiamo rituale dei classici. Ho scelto passeggiata di salute di Nicolas Bedos per molti motivi. Il primo perché è un testo complesso, pieno di insidie e di possibili chiavi di lettura. Abbastanza aperto per poterne proporre una rappresentazione personale e l’ideale per un regista come me che ama lavorare con gli attori, che vede nel lavoro degli attori e con gli attori il cuore della propria ricerca, così come ho cercato di evidenziare nella mia esperienza cinematografica. Almeno finora. Per questo ho scelto Lucia e Filippo con cui avevo già condiviso l’avventura di un film. Per il loro talento e per il sollievo che mi procura lavorare con attori così appassionati, privi di calcoli, sempre pronti a rischiare qualcosa per cercare, sulla scena, un momento di verità. Un altro motivo che mi ha portato a questa scelta è quello di evitare, proprio nella cosìddetta seconda fase della pandemia, di infilarmi in temi che avessero direttamente a che fare con l’attualità, di fuggire cioè la tentazione di parlare della terribile esperienza che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi e, nello stesso tempo, rilanciare un’idea di contagio ben diversa, quella appunto del contagio amoroso, di una malattia necessaria che da sempre, ostinatamente cerchiamo di rinnovare, nonostante le controindicazioni, le conseguenze, sempre incapaci di giungere ad una  immunità che ci ponga definitivamente al riparo da possibili sofferenze. Che senso ha parlare d’amore nell’era post covid? Beh per me significa tornare a parlare di vita. Dopo la guerra in Jugoslavia si facevano solo spettacoli che parlavano di quella guerra appunto. Qualcuno disse che bisognava invece mettere in scena le commedie di Marivaux.  E poi ci sono Velia Papa e Marche Teatro, e l’occasione, cercata da tempo, di lavorare insieme.

Giuseppe Piccioni

MIRACOLI METROPOLITANI

dal 29 ottobre al 5 novembre Teatro delle Muse prima regionale

uno spettacolo di
CARROZZERIA ORFEO

drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Gabriele Di LucaMassimiliano SettiAlessandro Tedeschi

con (in ordine alfabetico) Ambra Chiarello, Federico Gatti, Pier Luigi PasinoDaniela Piperno, Beatrice SchirosMassimiliano Setti, Federico Vanni

musiche originali Massimiliano Setti
scenografia e luci Lucio Diana
costumi Stefania Cempini

illustrazione locandina Federico Bassi 
foto di scena Laila Pozzo

direttore tecnico allestimento Roberto Bivona
direttore di scena Giovanni Berti

per Carrozzeria Orfeo:
organizzazione Luisa SupinoNatascia Sollecito Mascetti
ufficio stampa Raffaella Ilari

per Marche Teatro:
direttore di produzione Marta Morico
organizzazione Alessandro Gaggiotti, Benedetta Morico, Emanuele Belfiore
assistente di produzione Claudia Meloncelli
responsabile comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo
grafica esecutiva Fabio Leone, Lara Virgulti

una coproduzione
Marche TeatroTeatro dell’ElfoTeatro Nazionale di GenovaFondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini
in collaborazione con Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale”
si ringrazia Barbara Ronchi per la voce della moglie

Miracoli metropolitani si svolge all’interno di una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari.

Fuori imperversa l’allarme di una guerra civile. Il mondo è diventato un luogo inaffidabile, intollerante e meschino dove anche la sanità e la scuola si stanno trasformando in istituzioni ogni giorno più decadenti e incuranti del futuro. Come se non bastasse, la popolazione è terrorizzata da un pericolo imminente: le fogne della città, ormai sature di inquinamento, spazzatura e rifiuti tossici, stanno per esplodere raccontandoci di un pianeta affaticato dalla nostra presenza irresponsabile ma, al tempo stesso, più metaforicamente, di una società che sta per essere sepolta dai suoi stessi escrementi, simbolo di pensieri e azioni malate, di un capitalismo culturale orribile, di un’umanità alla deriva dove la “merda” più che nelle fogne sembra annidarsi nei cervelli.

Miracoli metropolitani è il racconto di una solitudine sociale e personale dove ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, affronta quotidianamente quell’incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civiltà, alla dissoluzione delle relazioni e dell’amore inteso in tutte le sue accezioni, all’azzeramento del ragionamento e del vero “incontro” a favore di dinamiche sempre più malate tra le quali un’insensata autoreclusione nel mondo parallelo del Web, pericoloso sostituto del mondo reale. Il risultato è la più totale solitudine esistenziale, un’avversaria molto più temibile dell’Isis.

Dopo Thanks for Vaselina e Animali da Bar, i testi più esistenzialisti, e Cous Cous Klan, il più distopico, Miracoli metropolitani è invece quello più politico, in cui il calco umano e drammatico risulta essere più profondo. L’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di Miracoli metropolitani. Un mondo stupido…uno spettacolo dove si riderà tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.

UNA NOTTE SBAGLIATA

dal 12 al 19 novembre Teatro delle Muse

di e con Marco Baliani
regia Maria Maglietta
scene, luci, video Lucio Diana
paesaggi sonori Mirto Baliani
costumi Stefania Cempini
disegni Marco Baliani

direttore di produzione Marta Morico
organizzazione, distribuzione Alessandro Gaggiotti
distribuzione Ilenia Carrone
assistente di produzione Claudia Meloncelli
direzione tecnica allestimento Mauro Marasà, Roberto Bivona
direttore di scena Cosimo Maggini / Jacopo Pace
audio e video Federico Occhiodoro
comunicazione, ufficio stampa Beatrice Giongo
grafica esecutiva Fabio Leone
foto di scena Marco Parollo

produzione MARCHE TEATRO

Una notte qualunque che diventa Una notte sbagliata. È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane in un giardinetto abitato da ombre di foglie, tagli di luci di luna grigia, muri graffiati. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali, dove le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere la serie di circostanze che faranno precipitare gli eventi.

Più che un monologo, lo spettacolo è un assolo, una partitura polifonica di voci, ritmi e immagini che indagano le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, di ciò che non si può dire. Un magistrale Marco Baliani ricerca nuove possibilità narrative ed esplora quella zona oscura dove si scatena la violenza.

“Mi sembra di vivere in un tempo” – dice Baliani –  “in cui la sacralità del vivente, la sua inviolabilità biologica sia incrinata. Forse quando da cittadini siamo diventati consumatori, qualcosa di quella inviolabilità si è dissolta. I corpi sono diventati merce: devono rispondere agli stessi requisiti di efficienza e di splendore delle altre merci, altrimenti entrano nella categoria dei perdenti, degli scarti.”

DOLORE SOTTO CHIAVE / SIK SIK L’ARTEFICE MAGICO

da 3 al 10 dicembre Teatro delle Muse

di Eduardo De Filippo
con Carlo CecchiAngelica Ippolito, Vincenzo FerreraDario Iubatti,Remo StellaMarco Trotta

regia Carlo Cecchi

DOLORE SOTTO CHIAVE
scene Sergio Tramonti
costumi Nanà Cecchi
luci Camilla Piccioni

SIK SIK L’ARTEFICE MAGICO
scene e costumi Titina Maselli
realizzazione scene e costumi Barbara Bessi
luci Camilla Piccioni
musica Sandro Gorli

direttore tecnico allestimento/direttore di scena Roberto Bivona
macchinista Jacopo Pace
sarta Sabrina Fabrizi
amministratore di compagnia Francesca Leone

direttore di produzione Marta Morico
distribuzione, produzione Alessandro Gaggiotti
assistente di produzione Claudia Meloncelli
amministrazione di produzione Katya Badaloni
contabilità Laura Fabbietti
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo
grafica Fabio Leone, Lara Virgulti

produzione
MARCHE TEATRO / Teatro di Roma / Elledieffe

Dolore sotto chiave è una girandola di situazioni grottesche, un gioco beffardo sul senso della morte, sulla sua permanenza nelle nostre vite, sulla sua esistenza nella nostra quotidianità. C’è un po’ di morte in ogni vita, sembra dirci il drammaturgo, e lo fa con irresistibile comicità.
Dolore sotto chiave nasce come radiodramma nel 1958, andato in onda l’anno successivo con Eduardo e la sorella Titina nel ruolo dei protagonisti, i fratelli Rocco e Lucia Capasso. Viene portato in scena due volte con la regia dell’autore, con Regina Bianchi e Franco Parenti nel 1964 (insieme a Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello) per la riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli e nel 1980 (insieme a Gennareniello e Sik-Sik) con Luca De Filippo e Angelica Ippolito.

Sik Sik l’artefice magico, atto unico scritto nel 1929, è uno dei capolavori del Novecento. “Come in un film di Chaplin” – dice Carlo Cecchi – “è un testo immediato, comprensibile da chiunque e nello stesso tempo raffinatissimo. L’uso che Eduardo fa del napoletano e il rapporto tra il napoletano e l’italiano trova qui l’equilibrio di una forma perfetta, quella, appunto, di un capolavoro.” Si -Sik (in napoletano, “sicco” significa secco, magro e, come racconta lo stesso Eduardo, si riferisce al suo fisico) è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri di infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. Una sera il compare non si presenta per tempo e Sik Sik decide di sostituirlo con Rafele, uno sprovveduto capitato per caso a teatro. Con il ripresentarsi di Nicola poco prima dello spettacolo e con il litigio delle due “spalle” del mago, i numeri di prestigio finiranno in un disastro e l’esibizione si rivelerà tragica per il finto mago ma di esilarante comicità per il pubblico.