TRITTICO naharin/sato/kratz

Domenica 10 NOVEMBRE ore 16.30_MUSE

Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

Naharin / Secus  riallestimento per Aterballetto
coreografia Ohad Naharin
musica Chari Chari, Kid 606 + Rayon (mix: Stefan Ferry), AGF, Chronomad (Wahed), Fennesz, Kaho Naa Pyar Hai, Seefeel, The Beach Boys
sound design & editing Ohad Fishof
costumi Rakefet Levy
luci Avi Yona Bueno (Bambi)
creazione per Batsheva Dance Company (all’interno di Three, 2005)

Secus è una creazione di Ohad Naharin che vanta un collage musicale che si estende dagli insoliti stili elettronici di AGF alle seducenti melodie indiane di Kaho Naa Pyar Hai alle armonie risonanti dei Beach Boys. Questo mix avventurosamente eclettico funge da sfondo adatto per la coreografia audacemente stravagante. Si compone sotto i nostri occhi increduli un alfabeto umano fatto di corse, assoli, gesti tersi e puliti, duetti interrotti, che, attraverso calci precisi e improvvisi, sinuose disarticolazioni delle anche, torsi che si piegano in tutte le direzioni come gomma da plasmare, esprime emozioni e sentimenti puri senza diventare sentimentale. Gioia, vulnerabilità, paura, innocenza, confusione e rabbia tessono una tela armonica e dinamica che oscilla fra delicatezza ed esagerazione

Sato / Traces nuova creazione
coreografia Rihoko Sato
musica da definire

Rihoko Sato è una danzatrice acclamata a livello internazionale come una delle interpreti principali nelle creazioni di Saburo Teshigawara. Ha ricevuto, tra i tanti, il Best Dancer Award per il suo duetto con Vaclav Kunes in Scream and Whisper ai Les Étoiles de Ballet2000 Awards nel 2005 a Cannes, in Francia, il premio Japan Dance Forum per il 2007, la quarantesima edizione del Premio Positano “Leonide Massine” Per la Danza 2012. Con Aterballetto comincia il suo percorso da coreografa, creando per la compagnia la sua prima coreografia.

Kratz / cloud|materia nuova creazione
coreografia Philippe Kratz
musica elettronica originale Borderline order
costumi Costanza Maramotti
luci Carlo Cerri

Dalle note di Philippe Kratz – Per questa nuova creazione ho pensato al movimento e alla scuola del Bauhaus. Faceva parte del movimento anche Anni Albers, una tessitrice, esponente dell’avanguardia, maestra della sua arte e mestiere, ma anche scrittrice molto eloquente. Ho cominciato a leggere i suoi saggi in cerca di idee che in qualche modo potessero essere in sintonia con la mia percezione di movimento e danza. Due idee in particolare mi colpirono. La prima riguarda il suo atteggiamento piuttosto pragmatico. Lei era solita dire che bisogna sperimentare la materia, ed anche con molta manualità.
L’altra cosa che ha suscitato grande risonanza in me era il fatto che per tutta la vita Anni and Josef Albers visitarono regolarmente il Sud America pre-colombiano, dove lei studiava civiltà antiche come gli Nazca e i Paracas nell’intento di avvicinarsi alle loro idee circa la tessitura e di portare innovazione ai mondi delle arti e del disegno. Quindi, in qualche modo, voglio fare la medesima cosa in questa nuova creazione. Voglio ricercare da dove proviene questa danza e da dove il movimento di gruppo abbia preso inizio -.

LEBENSRAUM

Sabato 18 GENNAIO ore 20.45_MUSE esclusiva regionale

Jakop Ahlbom Company

regia Jakop Ahlbom
drammaturgia Judith Wendel
con Jakop Ahlbom/Yannick Greweldinger, Silke Hundertmark, Reinier Schimmel, Leonard Lucieer, Ralph Mulder/Empee Holwerda
musica Alamo Race Track
scene Douwe Hibma, Jakop Ahlbom
luci Yuri Schreuders
tecnici Tom Vollebregt, Allard Vonk e Michel van der Weijden
arredi scenici speciali Rob Hillenbrink/Robs Propshop
trucco Anabel Urquijo Claveria
gestione e vendite Marc Pil
produzione e gestione tournée Sarah Faye van der Ploeg

Il mio lavoro è sulle relazioni. Su come le persone si attraggono o respingono le une con le altre. La vita è buona o cattiva? Non abbiamo bisogno di entrambe queste connotazioni per sopravvivere?
Da questo pensiero di Jakop Ahlbom parte il lavoro del regista olandese, già molto apprezzato ad Ancona con il primo Horror live presentato nel cartellone della scorsa stagione.
Lebensraum parla di due uomini che si sono creati la loro vita perfetta, all’interno del piccolo spazio in cui vivono, il loro habitat. Ma nel loro mondo perfetto manca qualcosa e costruiscono una bambola meccanica di dimensioni reali. Con Lebensraum voglio anche onorare e mostrare il mio rispetto per il lavoro di Buster Keaton, una delle grandi fonti di ispirazione per il mio lavoro.

IL PICCOLO PRINCIPE

sabato 29 FEBBRAIO ore 20.45_MUSE esclusiva regionale

Luca Silvestrini’s Protein

ideato e diretto da Luca Silvestrini

con Karl Fagerlund BrekkeAndrew Gardiner, Donna Lennard, Faith Prendergast, Jack Sergison

disegno di Yann Seabra
musiche composte da Frank Moon
disegno luci di Jackie Shemesh
animazione di Daniel Denton
collaboratore al disegno Hayley Egan
direttore associato Valentina Golfieri

direttore di produzione Rachel Shipp
tecnico del suono Thomas Evans
assistente alle scene Bethan Shaw

co-prodotto da The Place and DanceEast, con il supporto di The Point, Eastleigh, Warwick Arts Centre and Dance City

spettacolo in inglese con sottotitoli in italiano

Gli adulti non capiscono mai niente da soli, ed è una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le coseAntoine de Saint-Exupéry
“Mi affascina l’idea di raccontare e rivisitare storie conosciute che possano coinvolgere l’intera famiglia, dando vita ad un’esperienza teatrale che diverta adulti e bambini.”  Luca Silvestrini

Basato sulla famosissima storia scritta da Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe viene portato in scena dalla pluripremiata compagnia Protein in un mix di danza, humour e teatro. Attraverso le musiche di Frank Moon, il disegno di Yann Seabra e le luci di Jackie Shemesh, il nuovo allestimento di Protein ci invita a guardare il mondo con nuovi occhi e a riconnetterci con il nostro lato bambino.
Venite a scoprire come il Piccolo Principe si dimentica il suo minuscolo asteroide per innamorarsi di una rosa, viaggiando attraverso l’Universo fino a trovarsi faccia a faccia con lo sconcertante mondo degli adulti!
Avete mai sentito parlare di un re che non ha sudditi? O di un uomo d’affari ossessionato dal contare le stelle? Rivivrete a teatro l’incontro con il misterioso serpente e con la volpe saggia che gli insegneranno il potere e dell’amicizia e la complessità dell’amore.
Protein, fondata dall’artista Luca Silvestrini, nasce nel 1997 ed è una delle Compagnie più interessanti nel panorama del teatro-danza inglese, grazie ad un sapiente utilizzo di coreografie, humor e musiche originali con cui intrattiene e provoca il suo pubblico.

LES NUITS BARBARES

ou le premiers matins du monde

venerdì 20 MARZO ore 20.45_MUSE esclusiva regionale

Cie Hervè Koubi

coreografia Hervé Koubi
assistente alla coreografia Fayçal Hamlat
musiche Wolfgang Amadeus Mozart, Gabriel Fauré, Richard Wagner, musica tradizionale algerina
danzatori Adil BOUSBARA, Kobi ELHARAR, Mohammed ELHILALI, Abdelghani FERRADJI, Zakaria GHEZAL, Oualid GUENNOUN, Riad MENDJEL, Bendehiba MAAMAR, Giovanni MARTINAT, Nadjib MEHERHERA, Mourad MESSAOUD, Houssni MIJEM, Ismail OUBBAJADD, Issa SANOU, El Houssaini ZAHID
creazione musicale Maxime Bodson | arrangiamenti Guillaume Gabriel
luci Lionel Buzonie
costumi e accessori Guillaume Gabriel
con l’assistenza di Claudine G-Delattre | coltelli Esteban Cedres
maschere gioiello realizzate con il sostegno e con i migliori cristalli Swarvoski – Swarvoski Elements

Co-produzione Cannes – Festival de Danse / Centre Chorégraphique National de La Rochelle – Poitou Charente – CieAccrorap / Centre Chorégraphique National de Creteil et du Val de Marne – Compagnie Käfig / Ballet de l’Opéra National du Rhin – Centre Chorégraphique National de Mulhouse / Théâtre de Vitré / Sémaphore – Scène conventionnée de Cébazat / La Papeterie d’Uzerche – Centre de Développement Chorégraphique en préfiguration / Centre Culturel Yves Furet – La Souterraine / Le Forum de Fréjus.
con il supporto di: Channel – Scène Nationale de Calais / Conservatoire de Calais / Domaine Départemental de l’étang des Aulnes – Département des Bouches du Rhône / Conservatoire de Musique et de Danse de Brive-la-Gaillarde / École Supérieure de Danse de Cannes – Rosella Hightower / CDEC – Studios actuels de la danse de Vallauris / Ville de Vallauris / MAC de Sallaumines / Hivernales d’Avignon – Centre de Développement Chorégraphique / Théâtre de Fossur-Mer / Théâtre la Colonne de Miramas / Pianock’tail de Bouguenais / Safran – Scène conventionnée d’Amiens / La Fabrique Mimont – Cannes.

Spettacolo di potente bellezza: l’alba dell’umanità raccontata attraverso la danza. Dalla forza ancestrale di un mondo barbarico si configurano il vivere civile e sociale. Hervé Koubi, coreografo francese di origine algerina, ha vissuto per anni tra le due sponde del Mediterraneo, Africa ed Europa, alla ricerca delle proprie radici.
«Les nuits barbares, ou les premiers matins du monde» è un’opera dedicata al tema dell’origine della cultura mediterranea, un lavoro definito dalla stampa internazionale «spettacolare, sublime, e superlativo». Con questo spettacolo, il coreografo franco-algerino Hervé Koubi ha concepito un gioiello che unisce la potenza ipnotica della parata da guerra e la precisione di un balletto classico e affronta la paura ancestrale del barbaro, portando agli occhi del pubblico ciò che di più affascinante c’è nell’incontro fra culture e religioni.
Hervé Koubi riscrive una storia millenaria portando sul palco la paura ancestrale dello “straniero”, dell’altro da sé, per rivelare la raffinatezza delle culture «barbare».
I danzatori fanno vorticare le loro gonne come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica sacra di Mozart e Fauré, mescolata con ipnotiche melodie tradizionali algerine, dialogando con il patrimonio musicale e spirituale dell’occidente; la loro sensualità virile e la loro energia mozzafiato evocano un’umanità intera di barbari: Persiani, Celti, Greci, Vandali e Babilonesi, quasi delle apparizioni da tempi remoti e oscuri, che hanno influenzato quel grande crocevia di culture che è il Mediterraneo. Tutti questi elementi storici e culturali si mescolano, dal punto di vista stilistico, con il linguaggio della breakdance e dell’hip hop, reinventati in maniera spettacolare, in un mix di generi dalla sensualità quasi spirituale.
Non lavorando sulla narrazione, ma sugli ambienti, sulla presenza della carne e la potenza delle immagini, la compagnia si trasforma da esercito di guerrieri a corpo di ballo o coro d’opera. Hervé Koubi solleva le ombre dalle notti barbare per mostrare l’alba di una cultura condivisa, in un’esplorazione potente e carismatica della storia del Mediterraneo.