LA SCENA

dal 16 al 19 ottobre 2014

di Cristina Comencini

con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti e Stefano Annoni

regia Cristina Comencini

scene Paola Comencini

costumi Cristiana Ricceri

Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Compagnia Enfi Teatro di Michele Gentile
biglietti on line

geticket

sabato 18 ottobre, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Lucilla Niccolini

IL GIOCO DEL TEATRO NEL TEATRO PER UNA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI TUTTA AL FEMMINILE

Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una delle due deve recitare l’indomani.
I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia, attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell’anima; per Maria, dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita.
Due femminilità opposte. Lucia ha rinunciato alla passione, all’idea di avere un uomo nella vita, si accontenta di amare i personaggi molto più interessanti che incontra sul palcoscenico. Maria invece senza un uomo non può stare, senza fare l’amore, senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Come l’ultimo, agganciato la sera prima a una festa in cui ha bevuto troppo, e di cui non ricorda esattamente il nome né l’età ma che – lei sostiene – potrebbe essere proprio l’atteso. Anche se risvegliandosi al mattino, non l’ha più trovato nel suo letto.
Eccolo, invece, apparire in mutande, un giovane ragazzo di meno di trent’anni. Si era messo a dormire nella stanza dei bambini (fuori col padre per il fine settimana) perché la donna, di cui ricorda solo l’esuberanza fisica, russava. Davanti agli occhi esterrefatti di Lucia, il ragazzo la scambia per Maria. Un po’ per liquidarlo, un po’ per divertimento, Lucia interpreta la parte dell’amica disinibita e Maria, rientrata con il caffè, è costretta a recitare il ruolo della sua amica severa e moralista. Finché il gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato del ragazzo, non regge più e le due si rivelano a lui nelle loro vere identità. E il ragazzo chi è? Un giovane uomo cresciuto da una madre imperiosa e assolutista: ” Come voi due.”, rivela lui ingenuamente. Le due donne lo interrogano, lo prendono in giro, gli fanno scuola di vita. Ma non prevedono la sua reazione, la rabbia che ha in corpo, la consapevolezza della sua fragilità e della sua forza senza sbocco.
Su sponde opposte, le due donne e il ragazzo scoprono di vivere nello stesso mondo tutto da rifare perché “… il passato sono solo muri sventrati, case terremotate da cui si deve fuggire…”, come dice la scena che Lucia deve interpretare il giorno dopo, e anche quella che i tre hanno appena recitato insieme sul palcoscenico, che forse resta il solo luogo veramente libero del mondo.
La comica immersione di un ragazzo nella vita e nei sentimenti femminili, la scoperta di due donne delle pulsioni, le rabbie e le fragilità di un giovane uomo, la comune ricerca d’amore e di libertà in un mondo mutante.

“Senza moralismi e sempre con la forza di riderci sopra (…) i ruoli si mescolano, i pregiudizi e le rigidità mentali si frantumano per lasciare spazio alla libertà di essere quel che si è, di amare come si è capaci”. (Claudia Cannella, Corriere della Sera)

DON GIOVANNI

dal 6 al 9 novembre 2014

da Molière
traduzione e adattamento Tommaso Mattei

con e regia di Alessandro Preziosi

con Nando Paone nel ruolo di Sganarello

scene Fabien Ilieu
costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Andrea Farri
luci Valerio Tiberi
supervisione artistica Alessandro Maggi

prodotto da Alessandro Preziosi, Tommaso Mattei, Aldo Allegrini

Khora.Teatro – TSA Teatro Stabile d’Abruzzo
biglietti on line

geticket

sabato 8 novembre, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Valentina Conti

UN DRAMMA GIOCOSO DOVE COMICO E DRAMMATICO SI INCROCIANO

Alessandro Preziosi raccoglie la sfida di mettere in scena il prototipo del seduttore senza scrupoli, che fa dell’inganno ai danni delle donne da lui disonorate un vero e proprio vanto.
Il “suo” Don Giovanni nasce con l’obiettivo di accendere nella fantasia degli spettatori il piacere dei sensi e la curiosità dell’intelletto, creando un ambiente spettacolare caleidoscopico e camaleontico, al confine tra teatro barocco e opera moderna. Tratto dai testi di Molière, Puškin e Da Ponte, Preziosi crea una scrittura con una grande varietà di toni, dando vita ad un personaggio autentico, funambolo del trasformismo.

ORCHIDEE

22 e 23 novembre 2014 | esclusiva regionale

uno spettacolo di  Pippo Delbono_Compagnia Pippo Delbono
con
Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella
Immagini e film Pippo Delbono
Luci Robert John Resteghini
Musiche di Enzo Avitabile e Deep Purple, Miles Davis, Philip Glass, Victor Démé, Joan Baez, Nino Rota, Angélique Ionatos, Wim Mertens, Pietro Mascagni

Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma
Nuova Scena- Arena del Sole- Teatro Stabile di Bologna
Théâtre du Rond Point- Parigi, Maison de la Culture d’Amiens- Centre de Création et de Production

prezzi biglietti € 25 intero; € 22 (under 30 over 65); € 12 gruppi (contattare 071 20784222); € 10 MarcheTeatro card

biglietti on line

geticket

22 NOVEMBRE / Focus Pippo Delbono al Ridotto del Teatro delle Muse

  • ore 17 proiezione di SANGUE un film di Pippo Delbono
  • ore 18.30 incontro con Pippo Delbono, conduce Luigi Socci

PIPPO DELBONO “IL TALENTO PIÙ FOLLE ED ESAGERATO” DEL TEATRO ITALIANO

In esclusiva regionale arriva ad Ancona Pippo Delbono, artista dal percorso poliedrico tra teatro e cinema. Caso unico in Italia, i suoi lavori sono stati presentati in più di cinquanta paesi al mondo ricevendo importanti premi sia in ambito teatrale (Ubu 1997 e 2011) che cinematografico (David di Donatello 2004, Boccalino d’Oro 2009 e Don Chisciotte 2013 al Festival di Locarno). Delbono crea opere emozionanti e dirompenti, risultato di una convergenza di stili musicali, letterari e iconografici apparentemente dissonanti tra loro; lavori che non risparmiano lo spettatore e lo invitano a intraprendere un proprio percorso interiore, nel tentativo di spogliare la verità di ogni patina di finzione. Orchidee è un continuo dentro e fuori tra teatro e vita, fotografia, televisione, cinema, invenzione scenica e pezzi di vita che si mescolano a brani di Cechov, Shakespeare, Kerouac, Büchner su musiche di Enzo Avitabile e Deep Purple, Miles Davis e molto altro.
“Non cercate un filo immediatamente visibile: lasciatevi trasportare dai flussi di immagini, suoni, parole; dai molti finali, come se non si volesse mai smettere”. (Massimo Marino, Doppiozero)

Recensioni

Il mattino – Fiore

La Repubblica – Bandettini

L’Unità – Gregori

estratti rassegna stampa

Multimedia

ADDIO ALLE ARMI

dal 4 al 7 dicembre 2014 | esclusiva regionale

di Ernest Hemingway
un adattamento di imitating the dog

imitating the dog e The Dukes, Lancaster in collaborazione con Live at LICA e CAST
 

StampaL’iniziativa ha ricevuto il logo ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionali.

 

 

sabato 6 dicembre, ore 18.30 musecaffé
INCONTRO CON LA COMPAGNIA
conduce Sergio Lo Gatto

Cast
Catherine Barkley Laura Atherton
The Priest / Chorus Joshua Johnson
Frederic Henry Jude Monk McGowan
Helen Ferguson / Chorus Morven Macbeth
Rinaldi / Chorus Matt Prendergast
The Major / Chorus Marco Rossi

imitating the dog
Autori e Regia Andrew Quick & Pete Brooks
Proiezioni e Video Simon Wainwright
Set e Costumi Laura Hopkins
Compositore Jeremy Peyton-Jones
Luci e Capo Reparto Tecnico Andrew Crofts
Suono e Reparto Tecnico Steven Jackson
Consulenza Casting Kay Magson
Tour Manager Den Body
Tecnico Ian Ryan
Animazione Will Simpson per Omnipicture
Guardaroba Laura Hopkins, Ann Preston
Direttori Artistici Pete Brooks, Andrew Quick, Simon Wainwright
Pubbliche Relazioni Duncan Clarke PR
Marketing Jane Morgan Associates
Addestramento Morven Macbeth
Fotografia Ed Waring
Scene Splinter Scenery
Trasporti ASP Fine Art Services
Produttore Henrietta Duckworth

Note di Produzione
Oldham Coliseum, Halton Army Training Camp, Michelle Roberts, Matt Fenton and Contact Theatre, Alan Cox, Velia Papa at Marche Teatro, Steve Franklin at Typecast Design
La prima mondiale di Addio alle Armi si è tenuta Venerdì 10 Ottobre 2014 al The Dukes, Lancaster.
In accordo speciale con il Patrick and Carol Hemingway Revocable Living Trust, L’Hemingway Family Trust, Hemingway Copyrights, LLC, e l’Hemingway Foreign Rights Trust, c/o Lazarus & Harris LLP, 561 Seventh Avenue, New York, NY 10018, www.lazhar.com.

biglietti on line

geticket

sabato 6 dicembre, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Sergio Lo Gatto

UN CLASSICO DELLA LETTERATURA DEL ‘900
UNA DELLE PIÙ GRANDI STORIE D’AMORE DI TUTTI I TEMPI

Basato sull’esperienza di vita vissuta dell’autore nel 1918, Addio alle Armi racconta la storia di Frederic Henry, un ufficiale del Corpo Ambulanze americano per l’Esercito Italiano e il suo rapporto con l’infermiera britannica Catherine Barkley. Sullo sfondo della guerra i due protagonisti scoprono il potere di redenzione dell’amore e sperimentano la perdita dell’innocenza nel tentativo di cementare il loro rapporto in un momento di conflitto devastante. In questo primo adattamento teatrale nel Regno Unito di uno dei classici romanzi del XX secolo, imitating the dog fonde la proiezione video, belle scenografie e musiche originali creando una versione straordinaria della potente riflessione di Hemingway sull’amore e la brutalità della guerra moderna.

La tournée in italia è promossa da Marche Teatro-Teatro Stabile Pubblico in collaborazione con il British Council.

Le date italiane
2 e 3 dicembre – ROMA – Teatro Vascello
dal 4 al 7 dicembre – ANCONA – Teatro delle Muse
9 dicembre – TERNI – Teatro Secci
11 dicembre – BERGAMO – Teatro Sociale

comunicato stampa

dalle recensioni / autunno 2014

“Imitating the dog non è solo una compagnia senza imitatori, attualmente è senza pari” – The Guardian

“Raramente l’inutilità di un conflitto è stata così potentemente presentata su un palco” – The Stage

“la loro produzione offre un vivido equivalente fisico della cruda prosa di Hemingway” – The Observer

“Questo è sicuramente uno spettacolo da vedere … per poi riflettere sul vero potere dell’amore e la brutalità assoluta e la banalità della guerra moderna, entrambe perfettamente descritte in Addio alle Armi” – The Public

mettere in scena il libro

Addio alle Armi presenta numerose sfide quando si tratta di tradurre l’unico e suggestivo stile di prosa di Hemingway in un testo drammatico per il palcoscenico. Innanzitutto c’è la lunghezza del romanzo, che Hemingway divide in cinque libri, e che, se riprodotto integralmente, comporterebbe una performance di oltre quattro ore. Poi ci sono il numero dei personaggi, molti dei quali italiani, e le scene che si svolgono negli ospedali, nelle trincee sui monti, in riva al lago, nello chalet di montagna, nelle sale da biliardo, negli ippodromi e in numerose stanze di hotel in Svizzera e in Italia. Infine c’è la voce narrante, che è di volta in volta scarna, descrittiva e molto romantica nel tratteggiare la relazione destinata al fallimento tra Catherine Barkley e Frederic Henry nell’ultimo anno della prima guerra mondiale. Come tutti i grandi romanzi l’energia della scrittura e la presa sul lettore funzionano con atti ripetitivi… Il romanzo si muove continuamente tra il mondo degli uomini e il mondo delle donne, in cui i diversi aspetti dell’amore e della morte sono trattati fino a quando entrambi si riuniscono nelle scene finali. Poi ci sono le scene altamente descrittive del paesaggio e del tempo che agiscono come un troppo strutturale in tutti i cinque libri, tirando il lettore nuovamente dentro l’esperienza di un mondo che non è mai stabile, nel quale cambiano continuamente i colori, i rumori, la temperatura e le precipitazioni. …La nostra storia si apre con un gruppo di ‘lettori’, che, come archeologi, entrano in un edificio in rovina che un tempo serviva come ospedale durante la prima guerra mondiale. Per noi questo spazio è il libro stesso, un ambiente che contiene non solo tutte le parole che compongono il romanzo, ma anche gli elementi di informazione che colorano la nostra ‘lettura’ del romanzo: i film e la letteratura del conflitto stesso, la nostra conoscenza di Hemingway e le nostre esperienze di vita come gruppo che elabora il suo testo. Una citazione utile trovata durante la ricerca fatta per questo progetto è stata quella del filosofo francese Michel de Certeau che ha scritto: “La lettura rende il testo abitabile, come un appartamento in affitto. Trasforma la proprietà di un’altra persona in uno spazio preso in prestito per un attimo da un ospite di passaggio.” Ciò sembrava decisamente appropriato, in quanto si trattava di pensare a come si potesse tradurre un romanzo in uno spettacolo e come gli attori, alla stregua di ospiti, prendessero in prestito le parole e lo spazio dello scrittore e farne una casa temporanea in parole loro. Nella parte finale del nostro percorso di prove il concetto piuttosto astratto di lettore ha trovato una materialità più drammatica come coro. Siamo diventati molto interessati a come la voce narrante facesse continuamente riferimento al destino e puntasse verso la conclusione inevitabile per i due protagonisti principali. …Come scrive Hemingway: “Non sapevi di cosa si trattasse. Non hai mai avuto il tempo di imparare. Ti buttano in campo, ti dicono le regole e, la prima volta che ti beccano fuori base, ti ammazzano.” I nostri lettori non sono osservatori benigni o passivi, ma, come un coro greco, agiscono per portare la storia alla sua violenta conclusione e impartire a Frederic Henry una terribile lezione. …Mettiamo in scena la storia con voi, come parte del pubblico. Una storia che vi porterà in un viaggio sul quale immaginiamo Hemingway fosse profondamente concentrato quando scrisse il romanzo: un viaggio che permette un certo spazio per la speculazione e l’immaginazione, dove il bianco e nero delle parole possono momentaneamente sbocciare in colori, sensazioni ed emozioni, dove la fragilità della finzione scenica può improvvisamente trasformarsi nella calda carne dell’esperienza e dello stupore.

Andrew Quick, Pete Brooks e Simon Wainwright
Direttori Artistici, imitating the dog

imitating the dog

imitating the dog crea e porta in tournée opere originali dal 1998. Pete Brooks, Andrew Quick e Simon Wainwright sono i direttori artistici e il loro lavoro ha creato una compagnia che gode di una reputazione unica nel Regno Unito e a livello internazionale.
imitating the dog crea opere eccezionali che sfidano e connettono il pubblico, mette alla prova le convenzioni teatrali e produce design di alto livello, ambizione tecnica e tematica per platee di piccole e medie dimensioni. Le produzioni recenti includono The Zero Hour, Six Degrees Below the Horizon, Kellerman e Hotel Methusaleh, portate in tournée attraverso la Gran Bretagna e l’Europa e, con il British Council, anche in Ucraina, Georgia, Brasile, allo Spring Festival di Beirut in Libano e a Taiwan. Il British Council ha presentato il lavoro della compagnia al Festival di Edimburgo nel 2011 e nel 2013 con The Hour Zero, che sarà prodotto a Batumi, in Georgia nel mese di novembre 2014. imitating the dog collabora come partner creativo per progetti speciali. Nel quadro dei lavori della compagnia per aumentare la fruibilità da parte del pubblico, per Addio alle Armi imitating the dog ha progettato sottotitoli completamente integrati, che saranno disponibili in tutta la tournée nel Regno Unito. I prossimi progetti includono l’ideazione e la realizzazione di proiezioni per The Mist in the Mirror di Susan Hill per l’Oldham Coliseum. imitating the dog è finanziato dall’Arts Council of England e sostenuto dal LICA (Lancaster Institute of Contemporary Arts) e dalla Central Saint Martin’s School of Arts and Design di Londra.

FALSTAFF

dal 18 al 21 dicembre

da Enrico IV / Enrico V
di William Shakespeare
traduzione Nadia Fusini
con

Giuseppe Battiston, Gennaro Di Colandrea, Giovanni Franzoni, Giovanni Ludeno, Martina Polla, Andrea Sorrentino, Annamaria Troisi, Elisabetta Valgoi, Marco Vergani

adattamento e regia Andrea De Rosa

scene e costumi Simone Mannino
luci Pasquale Mari
suono Hubert Westkemper
movimenti scenici Francesco Manetti

Fondazione del Teatro Stabile di Torino / E.R.T. Emilia Romagna Teatro Fondazione
biglietti on line

geticket

sabato 20 dicembre, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Gabriele Cesaretti

«Tutto nel mondo è burla»: così chiosa Falstaff. Millantatore, sbruffone, vorace, vitalista, furfante, è un personaggio così dirompente da essere ripreso in due drammi di Shakespeare e diventare protagonista della irriverente commedia lirica di Arrigo Boito musicata da Giuseppe Verdi. Falstaff ha affascinato i più grandi talenti della scena, come Orson Welles, che riservò per sé il ruolo di protagonista nella versione teatrale e in quella cinematografica. Per queste ragioni, e per il piacere di rivedere all’opera la coppia artistica Giuseppe Battiston e Andrea De Rosa, questo nuovo allestimento si preannuncia come una delle proposte più significative della stagione 2014/2015. La potente duttilità espressiva di Battiston darà vita alla partitura drammaturgica di Nadia Fusini, impreziosita dalla regia di De Rosa, attento a moltiplicare immagini, a toccare sponde semantiche lontane dalla tradizione e a coniugare con grande perizia la tradizione lirica con quella di prosa.
«Strano e singolare il destino di Sir John Falstaff! – scrive Andrea De Rosa -. Apparso la prima volta nel dramma storico Enrico IV, questo personaggio riscosse un tale successo che William Shakespeare dovette farlo rivivere e poi rivivere e poi rivivere ancora, in ben altri quattro testi. Pare addirittura che la stessa Regina Elisabetta ne avesse gradito così tanto la sagacia da intervenire, in prima persona, facendosi dare assicurazioni dal Bardo affinché questo impareggiabile ciccione non fosse accantonato dalla sua produzione.
C’è in Falstaff qualcosa che ci conquista subito: un amore sfrontato per la vita, che si manifesta soprattutto nella forma dell’amore per la lingua, per le parole, per il motto di spirito, per la creazione instancabile di metafore e giochi linguistici; un senso pieno delle cose che accadono qui e ora e che di fronte al suo sguardo sembrano le sole che abbiano un qualche senso; ci sono nelle sue parole una gioia che non si stanca mai, sempre pronta a rovesciare il male in bene, un senso dell’amicizia ingenuo e vorrei dire persino infantile, una ostinazione a fare di ogni dolore uno scherzo, di ogni situazione senza via d’uscita uno sprone a cercare di non lasciarsi imprigionare. Dopo il felice incontro con Macbeth, ho chiesto a Giuseppe Battiston di calarsi stavolta nei panni di questo buffone, convinto che ci sia anche qui qualcosa di inaspettato e imprevedibile da scoprire sotto la maschera solo apparentemente tranquilla che egli sembra mostrarci».

lo spettacolo presenta scene di nudo integrale femminile

L’ISPETTORE GENERALE

dal 23 al 25 gennaio 2015 | prima regionale

di Nikolaj Vasil’evic Gogol’

adattamento drammaturgico di Damiano Michieletto

con
Alessandro Albertin, Luca Altavilla, Alberto Fasoli, Emanuele Fortunati, Michele Maccagno, Fabrizio Matteini, Eleonora Panizzo, Silvia Paoli, Pietro Pilla, Giacomo Rossetto, Stefano Scandaletti

regia Damiano Michieletto

scene Paolo Fantin
costumi Carla Teti
disegno luci Alessandro Carletti

Teatro Stabile del Veneto – Teatro Stabile dell’Umbria
biglietti on line

geticket

sabato 24 gennaio, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Francesco Rapaccioni

AVVISO PER GLI ABBONATI
Il turno A ( GIOVEDI’ SERA) PER LO SPETTACOLO ISPETTORE GENERALE è spostato a DOMENICA 25 GENNAIO 2015 ALLE ORE 20.45 (come comunicato durante la campagna abbonamenti).

Pertanto i turni per lo spettacolo L’ISPETTORE GENERALE saranno
TURNO A domenica 25 gennaio 2015, ore 20.45
TURNO B venerdì 23 gennaio 2015, ore 20.45
TURNO C sabato 24 gennaio 2015, ore 20.45
TURNO D domenica 25 gennaio 2015, ore 16.30

UNA GRAFFIANTE DENUNCIA DELLA CORRUZIONE PUBBLICA,
NELLA PIROTECNICA VERSIONE DELL’ENFANT PRODIGE DEL TEATRO D’OPERA

“Guarda queste banconote, sono tutte sporche!” Questa battuta, pronunciata dal presunto ispettore generale dopo aver ricevuto i soldi con i quali tutti cercano di corromperlo, è la frase che ha scatenato l’immaginazione di Damiano Michieletto, uno tra i più acclamati giovani registi lirici osannato sui palcoscenici di tutto il mondo.
L’ispettore generale è una graffiante e attualissima denuncia della corruzione pubblica, ritratto caricaturale delle autorità locali e della burocrazia corrotta, con le sue piccole ruberie e i suoi grandi vizi. Nella grottesca e pirotecnica versione di Michieletto la violenza è dietro l’angolo, mascherata spesso da bonarietà. Un’umanità gretta e sporca, compressa nella paura per quattro atti e pronta a esplodere nel finale in una catartica liberazione.

Recensioni

Soldi sporchi, Gogol irride i corrotti – Avvenire

Gogol in salsa pop – Corriere della Sera

La realtà grottesca di Gogol nel gioco dei ruoli dell’Ispettore – Giornale Vicentino

L’umanità degradata e viziosa di Gogol – La Repubblica

Gogol è così contemporaneo che Michieletto ne fa una macchietta – La Stampa

PROVANDO… DOBBIAMO PARLARE

dal 29 gennaio all’ 1 febbraio 2015

scritto da Sergio Rubini – Carla Cavalluzzi – Diego De Silva

con Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese e Sergio Rubini

regia Sergio Rubini

scene Luca Gobbi
costumi Patrizia Chericoni
luci Luca Barbati
regista collaboratore Gisella Gobbi

Nuovo Teatro diretto da Marco Balsamo
in coproduzione con PALOMAR Television & Film Production, fondata da Carlo Degli Esposti
 

sabato 31 gennaio, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Gian Paolo Grattarola

biglietti on line

geticket

Certo, una coppia borghese può essere teatrino di tutti i vizi borghesi: ostentazione di ricchezze, rapporti utilitaristici,rivendicazioni dei diritti di figli avuti da matrimoni precedenti, patrimoni da spartire, lettere di avvocati, conti in banca, minacce, testamenti, risarcimenti, crisi di panico e via discorrendo. Per non parlare delle menzogne, i sotterfugi, i tradimenti e tutte le complicazioni che ne conseguono. Una coppia come questa che funzioni spesso è tesa a gestire il suo status sulla base del calcolo e della scorrettezza,dimentica ormai da  anni che il motore che li unì un tempo fu l’amore. Ebbene immaginiamo che i migliori amici di questa coppia, siano due che stanno insieme per tutt’altre ragioni. Non sono sposati, non hanno proprietà, terreni da dividere, case da accaparrarsi, non sono cointestatari di un conto in banca, e per quel che riguarda i beni materiali condividono solo un bell’attico in affitto al centro di Roma e quintalate di libri che non sanno più dove mettere. Lui è uno scrittore, un Premio Strega, due bestseller alle spalle, cinquant’anni ben portati e la trascuratezza da intellettuale consumato e progressista; lei  vent’anni più giovane e il fascino di chi pende ancora dalle labbra del maestro, il suo fidanzato in questo caso. Inoltre questi ultimi due a differenza dell’altra coppia anziché fare figli hanno scritto dei libri insieme, libri di lui a dire il vero, e un’insana necessità di dirsi sempre tutto, questi almeno nelle intenzioni. Adesso, l’anomalia di queste due coppie è senza dubbio che sono amici e che non ci sia weekend, una vacanza, un’uscita, una festa comandata, che i quattro non trascorrano insieme. Supponiamo adesso che la coppia borghese, proprio come ogni coppia borghese che si rispetti, stia attraversando la sua ennesima crisi coniugale, questione di corna nello specifico, e che si sia fiondata  a casa degli altri due una sera che non avevano messo in conto di vedersi. Ma infondo non è proprio nel momento del bisogno che servono gli amici? Ed ecco così che la serata si fa notte e il salotto con tanto di vista da tremila euro al mese diventa un vero e proprio scenario di guerra in cui non solo emergono tutte le differenze tra le due coppie, ma i diversi punti di vista, le loro distanze, ciò che ognuno di loro l’altro non sopporta, tutto quel groviglio del non detto che fino a quel momento soggiaceva sul fondo della coscienza di ognuno di loro. Col risultato che all’indomani della battaglia, alle prime luci del giorno, nonostante le nostre premesse, quella più divisa sarà la coppia tenuta insieme solo dall’amore.
Ma perché l’amore forse non basta?
Sergio Rubini

avviso per gli abbonati e il pubbllico

LA DODICESIMA NOTTE

dal 19 al 22 febbraio | prima regionale

di William Shakespeare
traduzione Patrizia Cavalli

regia Carlo Cecchi

musiche di scena Nicola Piovani
scena Sergio Tramonti
costumi Nanà Cecchi
disegno luci Paolo Manti

ORSINO, Duca d’Illiria Remo Stella
VALENTINO, Gentiluomo al servizio del Duca Giuliano Scarpinato
UFFICIALE al servizio del Duca Rino Marino

VIOLA, poi travestita da CESARIO  Eugenia Costantini
SEBASTIANO, suo fratello gemello Davide Giordano
CAPITANO della nave naufragata Rino Marino
ANTONIO, altro capitano di mare, amico di Sebastiano Federico Brugnone

OLIVIA, Contessa Barbara Ronchi
MARIA, sua cameriera personale Daniela Piperno
SIR TOBY, zio di Olivia Vincenzo Ferrera
SIR ANDREW, protetto di Sir Toby Loris Fabiani
MALVOLIO, maggiordomo di Olivia Carlo Cecchi
FABIAN, al servizio di Olivia Giuliano Scarpinato
FESTE, buffone di Olivia Dario Iubatti

musicisti
Luigi Lombardi d’Aquino / Sergio Colicchio tastiere e direzione musicale
Alessandro Pirchio / Alessio Mancini flauti e chitarra
Daniele D’Ubaldo strumenti a percussione

assistente alla regia Dario Iubatti
assistente alla scena Sandra Viktoria Müller

direttore tecnico dell’allestimento Roberto Bivona
tecnico luci Camilla Piccioni
macchinista Edoardo Romagnoli
fonico Giovanni Grasso
sarta Marianna Peruzzo
amministratore di compagnia Francesca Leone

direttore di produzione Marta Morico
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo

MARCHE TEATRO
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

biglietti on line

geticket

sabato 21 febbraio, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Pierfrancesco Giannangeli

EQUIVOCI E SCAMBI DI IDENTITÀ PER UN GIOCO ATTORIALE STRAORDINARIO

Carlo Cecchi torna a Shakespeare per misurarsi con La dodicesima notte, una commedia corale fondata sugli equivoci, sugli scambi di identità e di genere. Il testo shakespeariano, esaltato dalla traduzione della poetessa Patrizia Cavalli, dalle musiche di Nicola Piovani e dai sontuosi costumi di Nanà Cecchi, permetterà ancora una volta al regista, anche interprete nelle vesti di Malvolio, di orchestrare un gioco attoriale straordinario, lavorando sulla stilizzazione e sull’essenza dei personaggi attraverso quella maestria che ha fatto di lui il più moderno tra i grandi registi-interpreti del teatro italiano.
“Shakespeare è il Teatro assoluto. Un’attualità che va al di là dell’attualità. È talmente universale Shakespeare… che quasi miracolosamente, diventa sempre, immediatamente, Teatro”. (Carlo Cecchi)

 

SARTO PER SIGNORA

dal 5 all’8 marzo

di Georges Feydeau

traduzione, adattamento teatrale e regia Valerio Binasco

con Emilio Solfrizzi
e con Anita Bartolucci, Barbara Bedrina, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Simone Luglio, Fabrizia Sacchi, Giulia Weber

scena Carlo De Marino
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
musiche Arturo Annecchino

prodotto da Roberto Toni per ErreTiTeatro30
biglietti on line

geticket

sabato 7 marzo, ore 18.30 musecaffé INCONTRO CON LA COMPAGNIA conduce Valentina Conti

AMORI SEGRETI E DIVERTENTI GAG DAI TEMPI COMICI PERFETTI

Valerio Binasco riporta sulla scena la prima pièce di Georges Feydeau, divertente vaudeville fatto di colpi di scena ed equivoci dalla comicità travolgente, che narra le vicende e i tradimenti del libertino dottor Molineaux. In Sarto per signora c’è già tutto l’estro e lo stile di Feydeau: i personaggi tipici della commedia degli equivoci, la trama basata sul classico triangolo adulterino e, soprattutto, la concentrazione di tutti i personaggi in un solo luogo, dove si incontrano tutti quelli che non si sarebbero mai dovuti incontrare: mariti, mogli, amanti, amanti dei mariti e delle mogli.
Il gioco di agnizioni di Feydeau, però, non è mai fine a se stesso, ma mira a rivelare il crollo dei valori di una società borghese fondata solo sull’apparenza, rendendo ancora oggi attualissima l’opera del commediografo francese.

LA FAMIGLIA ADDAMS

dal 10 al 15 marzo 2015 | esclusiva regionale

testi di Marshall Brickman & Rick Elice

traduzione e adattamento Stefano Benni

regia Giorgio Gallione

con Elio (Gomez) e Geppi Cucciari (Morticia)

e con
Zio Fester Pierpaolo Lopatriello
Mercoledì Giulia Odetto
Pugsley Leonardo Garbetta, Emanuele Ghizzinardi, Giacomo Nasta
Nonna Addams Sergio Mancinelli
Lurch Filippo Musenga
Lucas Beineke Paolo Avanzini
Alice Beineke Clara Maselli
Mal Beineke Andrea Spina
Fantasmi degli antenati – corpo di ballo Chiara Barbagallo, Federica Basso, Gianluca Briganti, Luca Buttiglieri, Tiziana Fimiani, Luca Làconi, Camilla Lucchini, Giulia Patti, Daniele Romano, Nicola Trazzi

costumi Antonio Marras
sartoria Piccolo Teatro di Milano – Teatro D’Europa
scene Guido Fiorato
direzione musicale Cinzia Pennesi
coreografie Giovanni Di Cicco
luci Marco Filibeck

produzione Project Leader
 

biglietti on line

geticket

DIRETTAMENTE DA BROADWAY LA FAMIGLIA PIÙ PAZZA ARRIVA IN ITALIA

La nuova commedia musicale basata sui personaggi creati da Charles Addams negli anni trenta, si annuncia come l’evento teatrale dell’anno e avrà un cast d’eccezione: Elio e Geppi Cucciari nei ruoli del dissacrante Gomez e della conturbante Morticia. Approdato con successo a Broadway nel 2009, il musical dedicato all’eccentrica e gotica famiglia americana, protagonista di film, serie tv e strisce a fumetti, famosa in tutto il mondo per il brillante umorismo nero, i travolgenti paradossi e la pungente satira di costume, si avvale dei testi di Marshall Brickman & Rick Elice e delle musiche di Andrew Lippa. La versione italiana, con le musiche originali di Lippa, vanta la regia di Giorgio Gallione, traduzione e adattamento di Stefano Benni, scene di Guido Fiorato, direzione musicale di Cinzia Pennesi, coreografie di Giovanni Di Cicco, luci di Marco Filibeck.  Gli abiti di scena sono disegnati dallo stilista Antonio Marras, e realizzati dalla Sartoria del Piccolo Teatro di Milano – Teatro D’Europa, con cristalli Swarovski. Per l’immagine ufficiale del tour è utilizzato il disegno a fumetto originale disegnato da Charles Addams. Gli altri componenti del cast: Pierpaolo Lopatriello (Zio Fester), Giulia Odetto (Mercoledì, figlia di Gomez e Morticia), Leonardo Garbetta, Emanuele Ghizzinardi, Giacomo Nasta (Pugsley, figlio di Gomez e Morticia), Paolo Avanzini (Lucas Beineke, il fidanzato di Mercoledì), Clara Maselli (Alice Beineke, madre di Lucas), Andrea Spina (Mal Beineke, padre di Lucas), Sergio Mancinelli (Nonna Addams) e Filippo Musenga (Lurch, il maggiordomo di casa Addams). Fantasmi degli antenati – corpo di ballo: Chiara Barbagallo, Federica Basso, Gianluca Briganti, Luca Buttiglieri, Tiziana Fimiani, Luca Làconi, Camilla Lucchini, Giulia Patti, Daniele Romano, Nicola Trazzi. L’organizzazione dello spettacolo è a cura di Murciano Iniziative.

Il tour debutta il prossimo ottobre a Milano (Teatro della Luna), per fare tappa – tra gennaio e marzo 2015 – nelle città di Trieste (Teatro Politeama Rossetti), Bologna (Teatro Europauditorium), Genova (Teatro dell’Archivolto), Torino (Teatro Colosseo), Roma (Auditorium Conciliazione), Ancona (Teatro delle Muse), Firenze (Teatro Verdi).

prezzi biglietti

platea € 49.90
I° galleria e palchi dello stesso livello: € 39.80
II° galleria e palchi dello stesso livello: € 29.90
III° galleria e palchi dello stesso livello: € 24.96

prezzo speciale per abbonati alla Stagione Teatrale 2014/15 di Ancona: per biglietti di platea per le recite del:  10/11/12 marzo a €29,90 (sconto e prelazione fino al 19 ottobre 2014)

ridotto gruppi: minimo 20 persone, sconto valido solo nelle recite del: 10/11/12 marzo
platea: € 39.80
I° galleria: € 29.90

biglietti per i bambini dai 4 ai 12 anni
1° settore € 39,80 (platea)
2° settore € 29,90 (1 galleria)
3° settore € 23,00 (2 galleria)

La Famiglia Addams ospite a Zelig www.video.mediaset.it