IL GRIGIO

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30 – sabato pomeriggio 16.00

dal 2 al 5 DICEMBRE

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
con Elio
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
arrangiamenti musicali Paolo Silvestri
scene e costumi Guido Fiorato
luci Aldo Mantovani

Teatro Nazionale di Genova 

IL GRIGIO è la storia di un uomo che si ritira in campagna per stare tranquillo, afflitto più da problemi personali che sociali. La sua ambita solitudine è però disturbata da un fantomatico topo: è “il grigio”, elemento scatenante dei suoi incubi e di un inesorabile quanto ironico flusso di coscienza. L’estenuante caccia al topo lo porterà a compiere un percorso verso l’accettazione di quella parte nera che ciascuno di noi ha dentro.

Presentato per la prima volta nel 1988, IL GRIGIO è il più importante lavoro in prosa di Gaber e Luporini. Il regista Giorgio Gallione, che nell’ultimo decennio si è confrontato più volte con la loro opera (da Il dio bambino con Eugenio Allegri all’inedito Io quella volta lì avevo venticinque anni con Claudio Bisio, fino agli spettacoli con Neri Marcorè Un certo Signor G ed Eretici e Corsari), sempre sotto lo sguardo benevolo della Fondazione Gaber, ha dato vita a un nuovo spettacolo, incrociando il testo originale con una decina di canzoni gaberiane, come I mostri che abbiamo dentro, Io come persona, L’uomo che perde i pezzi o Il sosia, che ne amplificano le tematiche sottese. I brani sono stati riarrangiati per l’occasione da Paolo Silvestri, già complice delle precedenti incursioni del regista nell’universo di Gaber, utilizzando quattro parti pianistiche: un’ambientazione musicale estremamente contemporanea, ideale per il talento eccentrico ed irriverente di Elio.

“Sono convinto che i temi, i sentimenti, le situazioni presenti nel Grigio del 1988 siano stati rielaborati, e perché no, anche attualizzati da molte canzoni nate dopo quella esperienza. Ecco il senso di questo adattamento” commenta Giorgio Gallione. “In più c’è Elio, cantante personalissimo, che abita con libertà e rispetto questo copione, modellato su una nuova sensibilità, alla luce dell’intero universo creativo e stilistico di una maschera, il Signor G, che sa ancora parlare potentemente e spietatamente al nostro oggi”.

 

THE LITTLE PRINCE

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30

11 – 12 DICEMBRE PRIMA ITALIANA

(Spettacolo in inglese con sovratitoli in italiano)

Luca Silvestrini’s Protein

da Antoine de Saint-Exupéry
adattamento e regia di Luca Silvestrini
con Andrew Gardiner, Donna Lennard, Simon Palmer, Faith Prendergast
ruolo del pilota creato da Jack Sergison
ruolo del pilota sviluppato e interpretato da Karl Fagerlund, Kip Johnson
sostituto Luis Dunn
scene e costumi di Yann Seabra
musiche composte da Frank Moon
disegno luci di Jackie Shemesh
animazione video di Daniel Denton
collaboratore all’animazione video Hayley Egan
direttore associato Valentina Golfieri

direttore di produzione Rachel Shipp
tecnico del suono Thomas Evans
assistente alle scene Bethan Shaw

co-prodotto da The Place and DanceEast, con il supporto di The Point, Eastleigh, Warwick Arts Centre and Dance CityNominato come Miglior Coreografia Moderna al National Dance Awards 2001Vincitore del premio Miglior Evento per Famiglie al Fantastic for Families 2020

Uno spettacolo per tutta la famiglia tratto dalla famosissima favola di Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe viene portato in scena dalla acclamata compagnia inglese Protein di Luca Silvestrini in un mix di danza, humour e teatro. Attraverso le musiche originali di Frank Moon, le scene e i costumi di Yann Seabra e le luci di Jackie Shemesh, il nuovo allestimento di Protein ci invita a guardare il mondo attraverso il cuore e riconnetterci con il nostro lato bambino.
Rivivrete a teatro l’arrivo del Piccolo Principe sul pianeta Terra e l’incontro con un pilota sopravvissuto ad un atterraggio d’emergenza nel deserto. Insieme, e grazie alla complicità di un
misterioso serpente e di una stravagante e saggia volpe, i due scoprono il potere dell’amicizia e la complessità dell’amore.
Luca Silvestrini, direttore artistico della formazione Protein, acclamato coreografo di origine marchigiana expat a Londra da più di venticinque anni, ha già lavorato con MARCHE TEATRO in
occasione della produzione Food_può contenere tracce di… proposto al Salone delle Feste del Teatro delle Muse con grande successo nel settembre 2018 e anche al Museo Archeologico delle
Marche durante l’edizione 2019 di INTEATRO Festival.
MARCHE TEATRO ha commissionato con Woolwich Works di Londra il suo nuovo lavoro En Route.

 

PEACHUM – UN’OPERA DA TRE SOLDI

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30 – sabato pomeriggio 16.00

DAL 16 AL 19 DICEMBRE

ispirato a personaggi e situazioni di “L’opera da tre soldi” di Bertold Brecht
con Rocco Papaleo, Fausto Paravidino
e con Federico Brugnone, Romina Colbasso, Barbara Ronchi, Iris Fusetti, Daniele Natali
testo e regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
maschere Stefano Ciammitti
musiche Enrico Melozzi
luci Gerardo Buzzanca
video Opificio Ciclope

Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Fausto Paravidino è l’autore di un nuovo spettacolo dedicato all’antieroe Peachum, il re dei mendicanti dell’Opera da Tre Soldi di Bertolt Brecht. «Peachum è una figura del nostro tempo più ancora che del tempo di Brecht» sostiene Paravidino. «Dipende dal denaro senza neanche prendersi la briga di esserne appassionato. Non è avido. Non ambisce a governare il denaro, è governato dal denaro.»
«In questa nuova Opera da tre soldi detta Peachum» scrive Paravidino «succede quello che succede nell’Opera di John Gay nel Sogno di una notte di mezza estate e in Otello di Shakespeare e in moltissime fiabe. A un padre portano via la figlia. Il padre la rivuole. Brecht ci dice che la rivuole perché gli hanno toccato la proprietà. Non altro. Le avventure e disavventure che l’eroe dei miserabili incontrerà nello sforzo di riprendersi la figlia saranno un viaggio, un mondo fatto di miserie: la miseria dei poveri, la miseria di chi si vuole arricchire, la miseria di chi ha paura di diventare povero».

Rocco Papaleo e Fausto Paravidino, alla loro prima collaborazione teatrale, interpretano questa nuova epopea al rovescio.

 

Valter Malosti - ph Tommaso Le Pera

SE QUESTO È UN UOMO

inizio spettacolo ore 16.30 

9 gennaio 2022 FUORI ABBONAMENTO

dall’opera di Primo Levi (pubblicata da Giulio Einaudi editore)
condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti

uno spettacolo di Valter Malosti

scene Margherita Palli
luci Cesare Accetta
costumi Gianluca Sbicca
progetto sonoro Gup Alcaro
tre madrigali (dall’opera poetica di Primo Levi) Carlo Boccadoro
video Luca Brinchi, Daniele Spanò

in scena Valter Malosti
e Lucrezia Forni/Noemi Apuzzo, Giacomo Zandonà

cura del movimento Alessio Maria Romano
assistente alla regia e suggeritrice Noemi Grasso/Leda Kreider
assistente alle scene Eleonora Peronetti
assistente al suono Alessio Foglia

scelte musicali Valter Malosti
musiche di Oren Ambarchi, Johann Sebastian Bach, Ludwig Van Beethoven,
Cracow Kletzmer Band, Morton Feldman, Alexander Knaifel, Witold Lutoslawski,
Oy Division, Arvo Pärt, Franz Schubert, John Zorn
madrigali eseguiti e registrati dai solisti dell’Erato Choir: soprani Karin Selva
e Caterina Iora, contralto Giulia Beatini,
tenori Massimo Lombardi e Stefano Gambarino, bassi Cristian Chiggiato
e Renato Cadel, direzione musicale Massimo Lombardi e Dario Ribechi

direttore di scena Lorenzo Martinelli / capo macchinista Riccardo Betti
capo elettricista Umberto Camponeschi/Lorenzo Maugeri / fonico Fabio Cinicola/Luca Nasciuti
sarta Eleonora Terzi / costruzioni sceniche Santinelli Scenografie

foto di scena Tommaso Le Pera / illustrazione Pietro Scarnera

produzione ERT / Teatro Nazionale,
TPE – Teatro Piemonte Europa,
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale,
Teatro di Roma – Teatro NazionaleProgetto realizzato in collaborazione con Centro Internazionale di Studi Primo Levi,
Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi, Polo del ‘900
e Giulio Einaudi editore in occasione del 100° anniversario dalla nascita di Primo Levi (1919 – 1987)

PROMOZIONE SPECIALE ABBONATI

Prezzo speciale in tutti i settori per gli abbonati a 16 o 10 titoli

Nel centenario della nascita di Levi, Valter Malosti ha firmato la regia e l’interpretazione di Se questo è un uomo portando per la prima volta in scena direttamente il romanzo, senza alcuna altra mediazione, e la voce di questa irripetibile opera prima, che è il libro di avventure più atroce e più bello del ventesimo secolo. Una voce che nella sua nudità sa restituire la babele del campo – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte.
La voce è quella del testimone-protagonista, ma i suoi registri sono molti. La voce di Se questo è un uomo contiene in realtà una moltitudine di registri espressivi, narrativi, percettivi e di pensiero.
Questi registri, questi fotogrammi del pensiero nel suo divenire sono la vera azione del testo.
Riflessioni, guizzi, rilanci filosofici e psicologici, flash-back e flash-forward, “a parte” cognitivi.

«Volevo creare un’opera – dice Malosti – che fosse scabra e potente, come se quelle parole apparissero scolpite nella pietra. Spesso ho pensato al teatro antico mentre leggevo e rileggevo il testo. Da qui l’idea dei cori tratti dall’opera poetica di Levi detti o cantati. Da qui ha preso le mosse l’idea di utilizzo dello spazio. Una sorta di installazione d’arte visiva più che una classica messa in
scena teatrale».
Con Margherita Palli Malosti ha immaginato un cortocircuito visivo tra la memoria del lager e le «nostre tiepide case». Il progetto sonoro, curato da Gup Alcaro, è fondamentale in questa riscrittura scenica: Se questo è un uomo è infatti anzitutto un’opera acustica. A fare da contrappunto di pura e perfetta forma i tre madrigali originali creati da Carlo Boccadoro a partire dalle poesie che Levi scrive nel 1945-46, immediatamente dopo il ritorno dal campo di annientamento. Infine risultano fondamentali nel comporre la drammaturgia visiva il disegno luminoso di Cesare Accetta e i contributi video di Luca Brinchi e Daniele Spanò.

KIND

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30 

22 – 23 gennaio ESCLUSIVA REGIONALE

produzione Peeping Tom
ideazione e regia Gabriela Carrizo, Franck Chartier
creazione e performance Eurudike De Beul, Marie Gyselbrecht, Hun-Mok Jung, Brandon Lagaert, Yi-chun Liu con il supporto di Maria Carolina Vieira
assistenza artistica Lulu Tikovsky
composizione del suono Raphaëlle Latini, Hjorvar Rognvaldsson, Renaud Crols, Annalena Fröhlich, Fhun Gao, Peeping Tom
mixaggio del suono Yannick Willockx, Peeping Tom
disegno luci Amber Vandenhoeck, Sinan Poffyn, Peeping Tom
costumi Lulu Tikovsky, Yi-chun Liu, Nina Lopez Le Galliard, Peeping Tom
scenografia Justine Bougerol, Peeping Tom
responsabile costumi e oggetti di scena Annabel Heyse
costruzione della scenografia KVS-atelier, Flora Facto, Peeping Tom
oggetti di scena Nina Lopez Le Galliard, Silvio Palomo
direzione tecnica Filip Timmerman
luci Gilles Roosen
suono Hjorvar Rognvaldsson
tour manager Helena Casas
direttore di produzione Helena Casas
comunicazione e ufficio stampa Sébastien Parizel
direttore di compagnia Veerle Mans

partner di Produzione KVS – Koninklijke Vlaamse Schouwburg (Brussel), Teatre Nacional de Catalunya / Grec Festival de Barcelona, Theater im Pfalzbau (Ludwigshafen)
co-produzione Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, deSingel (Antwerpen), Théâtre de la Ville Paris / Maison des Arts de Créteil (Paris), Maison de la Culture de Bourges, La Rose des Vents (Villeneuve d’Ascq), Festival Aperto/Fondazione I Teatri (Reggio Emilia), Julidans Amsterdam, Théâtre de Caen, Gessnerallee Zürich, La Bâtie Festival de Genève, Le Manège Maubeuge
con il supporto di the Flemish authorities
distribuzione Frans Brood Productions
KIND è stato creato con il supporto del Tax Shelter del governo federale belga,
Peeping Tom desidera ringraziare Heloise da Costa, Theater FroeFroe, Insitut del Teatre, Jan Daems, Leen Mertens, Uma Victoria Chartier, Ina Peeters
e tutti gli extra: Farners, Eva, Elmo, Vera, Roger, Raisa, Mercè, Xefo, Amadeo, Rita, Gloria, Ariadne, Jonah, Sille, Leandro, Flo, Grace, Luke, Lucie, Cyril, Jill, Jan, An, Octavia, Germaine, Bianca, Patrizia, Giampiero.

Kind indaga le emozioni nascoste nelle costellazioni familiari, è una coreografia surreale, al contempo divertente e inquietante. Lo spettacolo sviscera il potenziale espressivo di bambini e adolescenti, la loro fantasia, i giochi di ruolo, le imitazioni, i cambiamenti fisici e mentali nel corso della crescita e il modo in cui questi si traducono in gesti e linguaggio del corpo, specialmente in situazioni traumatiche. In Kind ci troviamo in una foresta oscura ai piedi di scogliere minacciose, in un mondo che trascende il bene e il male e dove non sono stati ancora posti limiti. Un posto dove la terra parla, dove i bambini crescono sugli alberi e dove strani eventi suscitano curiosità piuttosto che allarmare.
Lo spettacolo indaga i temi della violenza, del paradosso tra reale e fasullo, dell’altro, del trauma e della questione dell’identità. L’ambiente in cui cresciamo e le persone che ci circondano determinano la persona che diventeremo, lo stesso accade in Kind, la bambina protagonista rispecchia il suo ambiente, e contemporaneamente gli si oppone per poter far valere la propria
identità.
Peeping Tom, ospite per la prima volta ad Ancona, è una straordinaria compagnia belga fondata dai coreografi Gabriela Carrizo e Franck Chartier, che riunisce un gruppo eterogeneo di danzatori,
coreografi, tecnici e designer provenienti da oltre 16 nazioni. Dalla fondazione nel 2000 a oggi, ha portato in scena le sue creazioni in tutto il mondo e ottenuto prestigiosi riconoscimenti, fra cui un Olivier Award per 32 rue Vandenbranden nel 2015 e un Patrons Circle Award per Le Salon all’International Arts Festival di Melbourne nel 2007.

annullato GRAN GALÀ DEL BALLETTO

ANNULLATA LA SERATA DI BALLETTO AL TEATRO DELLE MUSE
PREVISTA PER IL 29 GENNAIO

I BIGLIETTI SARANNO RIMBORSATI

Annullata la serata di balletto classico al Teatro delle Muse di Ancona prevista per il 29 gennaio alle ore 20.45.

Lo spettacolo del Balletto di Milano è stato annullato a causa delle restrizioni covid.

I possessori dei biglietti del Gran Galà del Balletto potranno essere rimborsati, presentando il tagliando acquistato, a partire da mercoledì 26 gennaio 2022 e fino a sabato 12 febbraio.

Per informazioni: 071.52525 negli orari di biglietteria.

ORARI BIGLIETTERIA TEATRO DELLE MUSE

da martedì a sabato 9:30-13:00 
da mercoledì a venerdì 15:00-18:00

LA CONCESSIONE DEL TELEFONO

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30 – sabato pomeriggio 16.00

dal 3 al 6 FEBBRAIO ESCLUSIVA REGIONALE

di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
dal romanzo di Andrea Camilleri edito da Sellerio
regia Giuseppe Dipasquale
con Alessio Vassallo
e Mimmo Mignemi

e con (in ordine alfabetico) Cesare Biondolillo, Franz Cantalupo, Cocò Gulotta, Paolo La Bruna, Alessandro Pennacchio, Ginevra Pisani, Alfonso Postiglione, Carlotta Proietti, Alessandro Romano

scene Antonio Fiorentino
costumi Dora Argento
musiche Germano Mazzocchetti
direttore di scena Sergio Beghi
aiuto regia Angelo Grasso
assistente volontaria alla regia Giorgia Conigliaro

Teatro Biondo Palermo

Il regista Dipasquale firma una nuova edizione del fortunato adattamento teatrale dell’opera di Camilleri. Una commedia degli equivoci dai risvolti surreali, ambientata sul finire dell’Ottocento a Vigàta, il paese immaginario in cui lo scrittore agrigentino ha ambientato tutti i suoi romanzi, fino alle avventure del commissario Montalbano. La semplice richiesta di attivazione di una linea telefonica, avanzata dal signor Genuardi, innesca una catena di equivoci e imbrogli che diventa metafora di una condizione esistenziale.
La concessione del telefono è, tra i romanzi di Camilleri, uno dei più divertenti, una sorta di commedia degli equivoci ambientata in una terra, la Sicilia, che è metafora di un modo di essere e di ragionare, arcaica e moderna nello stesso tempo, comica e tragica, logica e paradossale.
Cosa indica la ridicola e allo stesso tempo legittima pretesa di un personaggio come Pippo Genuardi, che vuole ottenere una linea telefonica per potersi meglio organizzare con la sua amante? È la metafora di un crudele gioco dell’inutilità umana e sociale o la pessimistica ipotesi di un atavico immobilismo del processo storico di evoluzione dell’individuo e della società?
Camilleri sembra non voler dare risposte, ma allo stesso tempo, con gli strumenti ingegnosi della lingua e del gioco letterario e teatrale, ci pone dinanzi a situazioni paradossali che smascherano le ipocrisie, i pregiudizi e la cattiva coscienza di una comunità molto simile a quella in cui viviamo.

 

LA MIA VITA RACCONTATA MALE

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30 – sabato pomeriggio 16.00

dal 17 al 20 FEBBRAIO ESCLUSIVA REGIONALE

da Francesco Piccolo
con Claudio Bisio
e i musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino
musiche Paolo Silvestri
scene e costumi Guido Fiorato
regia Giorgio Gallione

Teatro Nazionale di Genova

Un po’ romanzo di formazione, un po’ biografia divertita e pensosa, un po’ catalogo degli inciampi e dell’allegria del vivere, La mia vita raccontata male ci segnala che se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all’indietro la strada è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali. Attingendo dall’enorme e variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo, lo spettacolo si dipana in una eccentrica sequenza di racconti e situazioni che inesorabilmente e bizzarramente costruiscono una vita che si specchia in quella di tutti. Dalla prima fidanzata alle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio all’impegno politico, dall’educazione sentimentale alla famiglia o alla paternità, dall’Italia spensierata di ieri a quella sbalestrata di oggi, fino alle scelte professionali e artistiche che inciampano  in Bertolt  Brecht o si intrecciano con Mara Venier, lo spettacolo, montato in un continuo perfido e divertentissimo ping-pong tra vita pubblica e privata, reale e romanzata, racconta “male”, in musica e parole, tutto ciò che per scelta o per caso concorre a fare di noi quello che siamo.

Perché la vita, sembra dirci questo viaggio agrodolce nella vita del protagonista, forse non è esattamente quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda. E che spesso non si vive la vita come vuoi tu, ma come vuole lei. Lo spettacolo è perciò anche una indiretta riflessione sull’arte del narrare, su come il tempo modifica e trasfigura gli accadimenti, giocando spesso a idealizzare il passato, cancellando i brutti ricordi e magnificando quelli belli, reinventando così il reale nell’ordine magico del racconto. Ma, ha scritto Gabriel Garcia Marquez, le bugie dei bambini non sono altro che i segni di un grande talento di narratore. In questa tessitura variegata e sorprendente si muove Claudio Bisio accompagnato da due musicisti d’eccezione, per costruire una partitura emozionante, spesso profonda ma pure giocosamente superficiale, personale, ideale, civile ed etica.

Ci sono due tipi di storie che si possono raccontare: quelle che fanno sentire migliori e quelle che fanno sentire peggiori, ma quello che ho capito è che alla fine ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle o brutte; e ho imparato che, come i bastoncini dello shangai – se tirassi via la cosa che meno mi piace della vita, se ne verrebbe via per sempre anche quella che mi piace di più. Francesco Piccolo

LES NUITS BARBARES

OU LES PREMIERS MATINS DU MONDE

inizio spettacoli ore 20.45 

22 – 23 FEBBRAIO ESCLUSIVA REGIONALE

coreografia Hervé Koubi
assistente alla coreografia Fayçal Hamlat
musiche Wolfgang Amadeus Mozart, Gabriel Fauré, Richard Wagner e musiche tradizionali algerine
con i danzatori della Compagnie Hervé Koubi: Houssni Mijem, El Houssaini Zahid, Oualid Guennon, Mohammed Elhilali, Bendehiba Maamar, Tomi Cinej, Giacomo Buffoni, Badr Benr Guibi, Ismail Oubbajaddi, Blerim Jashari, Nadjib Meherhera, Vladimir Gruev

creazione musicale Maxime Bodson | arrangiamenti Guillaume Gabriel
luci Lionel Buzonie
costumi e accessori Guillaume Gabriel
con l’assistenza di Claudine G-Delattre | coltelli Esteban Cedres
maschere gioiello realizzate con il sostegno e con i migliori cristalli Swarovski – Swarovski Elements

co-produzione Cannes – Festival de Danse / Centre Chorégraphique National de La Rochelle – Poitou Charente – CieAccrorap / Centre Chorégraphique National de Creteil et du Val de Marne – Compagnie Käfig / Ballet de l’Opéra National du Rhin – Centre Chorégraphique National de Mulhouse / Théâtre de Vitré / Sémaphore – Scène conventionnée de Cébazat / La Papeterie d’Uzerche – Centre de Développement Chorégraphique en préfiguration / Centre Culturel Yves Furet – La Souterraine / Le Forum de Fréjus.
con il supporto di: Channel – Scène Nationale de Calais / Conservatoire de Calais / Domaine Départemental de l’étang des Aulnes – Département des Bouches du Rhône / Conservatoire de Musique et de Danse de Brive-la-Gaillarde / École Supérieure de Danse de Cannes – Rosella Hightower / CDEC – Studios actuels de la danse de Vallauris / Ville de Vallauris / MAC de Sallaumines / Hivernales d’Avignon – Centre de Développement Chorégraphique / Théâtre de Fossur-Mer / Théâtre la Colonne de Miramas / Pianock’tail de Bouguenais / Safran – Scène conventionnée d’Amiens / La Fabrique Mimont – Cannes

Les nuits barbares, ou les premiers matins du monde è un’opera dedicata al tema dell’origine della cultura mediterranea, un lavoro definito dalla stampa internazionale «spettacolare, sublime e superlativo»”.

Con questo spettacolo, il coreografo franco-algerino Hervé Koubi ha concepito un gioiello che unisce la potenza ipnotica della parata da guerra e la precisione di un balletto classico e affronta la paura ancestrale del barbaro, portando agli occhi del pubblico ciò che di più affascinante c’è nell’incontro fra culture e religioni.
I danzatori fanno vorticare le loro gonne come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica sacra di Mozart e Fauré, mescolata con ipnotiche melodie tradizionali algerine, dialogando con il patrimonio musicale e spirituale dell’occidente. La loro sensualità virile e l’energia mozzafiato evocano un’umanità intera di Persiani, Celti, Greci, Vandali e Babilonesi, quasi delle apparizioni da tempi remoti e oscuri che hanno influenzato quel grande crocevia di culture che è il Mediterraneo. Tutti questi elementi storici e culturali si mescolano, dal punto di vista stilistico, con il linguaggio della breakdance e dell’hip-hop, reinventati in maniera spettacolare, in un mix di generi dalla sensualità quasi spirituale.Non lavorando sulla narrazione, ma sugli ambienti, sulla presenza della carne e la potenza delle immagini, la compagnia si trasforma da esercito di guerrieri a corpo di ballo o coro d’opera.

 

UNO SPETTACOLO DI FANTASCIENZA

QUANTE NE SANNO I TRICHECHI

inizio spettacoli: sabato ore 20.45 – domenica ore 16.30

26 – 27 FEBBRAIO_SPERIMENTALE
FUORI ABBONAMENTO PRIMA NAZIONALE

testo e regia Liv Ferracchiati

con (in ordine alfabetico) Andrea Cosentino, Liv Ferracchiati e Petra Valentini

aiuto regia Anna Zanetti
dramaturg di scena Giulio Sonno
scene e costumi Lucia Menegazzo
luci Lucio Diana
suono Giacomo Agnifili
lettore collaboratore Emilia Soldati

MARCHE TEATRO – CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia – Teatro Metastasio di Prato

Come si racconta la fine del mondo? 

E poi: quale mondo sta finendo?
In Uno spettacolo di fantascienza una rompighiaccio è diretta al Polo Sud, i trichechi rotolano giù dalle rocce e l’asse del mondo si sposta, la Terra si crepa nel mezzo eppure il fuoco è su altro, a crollare sono i tasselli delle nostre identità.
Per comunicare noi stessi siamo costretti a scegliere, più o meno consapevolmente, i segni che vanno a comporre le nostre caratteristiche.
Può sembrare filosofico, in realtà è molto concreto perché, queste distratte adesioni influenzano anche il taglio dei nostri capelli, il modo in cui ci vestiamo o persino la nostra gestualità.
Cosa accadrebbe, dunque, se provassimo a spostare il punto di vista comune rispetto alle faccende che riteniamo più ovvie?
Perché dividiamo il tempo in 24 ore e non in 48 mezzore? Perché pitturarsi le labbra col rossetto è un’attività da considerarsi femminile e pitturare una parete è da considerarsi maschile? Perché essere alti è positivo mentre essere bassi è negativo? È sempre così o varia in base al genere?
Chi ha scelto per noi cosa ci dovesse piacere e cosa, invece, no?
Quello che abbiamo costruito della nostra identità, dunque, ci appartiene davvero o sono rappresentazioni influenzate dalla cultura in cui siamo immersi?
Se togliessimo, strato dopo strato, tutti i segni che ci raccontano, cosa rimarrebbe? Forse si potrebbe avvertire un vago senso di minaccia, perché il rischio è che possa rimanere davvero poco di quel che siamo.

Così Uno spettacolo di fantascienza, che della fantascienza ha la surrealtà e la prossimità col reale, è una drammaturgia in cui cambia bruscamente il linguaggio, perché anche la scrittura segue regole e convezioni. Come si muoverà, allora, la percezione? Dove ci posizioneremo? Come cercheremo di decifrare quello che abbiamo davanti se regole e convenzioni conosciute saltano di continuo?
Lo spettatore, dunque, potrebbe sentirsi spiazzato, come capita quando cerchiamo di definire gli oggetti che abbiamo intorno, le altre persone, la vita.
È impossibile conservare una forma definitiva, forse possiamo solo prendere consapevolezza e restare in ascolto di noi stessi.


L’idea del testo di Uno spettacolo di fantascienza, pur avendo avuto diverse riscritture, nasce dal progetto École des Maîtres, nell’edizione speciale 2020 e 2021 dedicata ai drammaturghi europei, condotto da Davide Carnevali, in cui Liv Ferracchiati è stato selezionato a partecipare come autore.
Lo spettacolo dopo le date di Ancona sarà in scena a Udine al Teatro San Giorgio il 4 e 5 marzo.
La tournée ripartirà poi nel gennaio 2023.