Alle Muse Maria Paiato è Riccardo III

STAGIONE DI PROSA

DAL 22 AL 25 GENNAIO
AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
MARIA PAIATO
È
RICCARDO III

Ancona, 20 gennaio 2026

Dal 22 al 25 gennaio la Stagione di Prosa di Marche Teatro al Teatro delle Muse presenta Riccardo III di William Shakespeare.

L’attrice Maria Paiato porta in scena Riccardo III del Bardo, interpretando il crudele usurpatore in un progetto voluto insieme al regista Andrea Chiodi. Lo spettacolo è prodotto da produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale.

La tragedia racconta l’ascesa e la caduta del machiavellico duca di Gloucester, emblema del potere spietato. L’opera, scritta nel 1592, chiude la tetralogia minore drammatizzando il passaggio dai Plantageneti ai Tudor.

La riduzione e adattamento sono di Angela Demattè e con l’attrice Maria Paiato in palcoscenico vedremo: Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo.

Le scene sono di Guido Buganza, i costumi di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D’Angelo, luci Cesare Agoni, trucco e parrucco Bruna Calvaresi.

Tutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano il Riccardo III di Shakespeare. Un progetto desiderato dall’attrice veneta che prende ora vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi: una corrispondenza nello sguardo sul testo che vuole Paiato nei panni di Re Riccardo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano. La sua sarà un’interpretazione del ruolo maschile che punta a restituire uno Shakespeare fedele all’originale.

“Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”: è così che si apre la tragedia del Bardo, tra le opere più celebri, divisa in cinque atti, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester.

È l’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. Il Bardo la scrisse intorno al 1592, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando, al termine della Guerra delle due rose, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena.

Al centro dell’opera sta la figura di Riccardo: in un fisico deforme, racchiude un’indomabile forza negativa, e la sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile fascino.

Distribuzione dei ruoli: RICCARDO – Maria Paiato, BUCKINGHAM – Giovanni Franzoni, REGINA ELISABETTA – Francesca Ciocchetti, DUCHESSA DI YORK – Giovanna Di Rauso, REGINA MARGHERITA – Carlotta Viscovo, CLARENCE – Emiliano Masala, RE EDOARDO IV – Igor Horvat, RIVERS – Tommaso Cardarelli, LORD HASTINGS – Riccardo Bocci, LADY ANNA – Ludovica D’Auria, PRIMO ASSASSINO / CATESBY / RAGAZZO – Cristiano Moioli, SECONDO ASSASSINO / RATCLIFFE / PRINCIPE – Lorenzo Vio

Note di regia di Andrea Chiodi

Affascinante, ironico, seducente, ma spaventosamente lucido, Riccardo è la manifestazione di un’anomalia dell’anima. Quando Maria Paiato mi ha chiesto di lavorare insieme su Riccardo III ho detto subito di sì, ma con il desiderio di non soffermarci sulla deformità ma sulla testa e sul cuore del personaggio che la sapiente scrittura di Shakespeare ci restituisce, non è la sua disabilità che mi interessa ma la sua ironia nella sua capacità di seduzione. Il male seduce da sempre e infatti ne siamo circondati. Forse che sia interessante capire come scovarlo, come scoprire dove si rintana questo male per combatterlo? È forse originato fin dalla nostra infanzia? Riccardo giocava da bambino? Era amato? Ecco, sono partito da queste domande per interrogarmi sul male e sulla sete di potere, così logoranti e inutili, anzi portatori solo di morte e divisione. Inoltrandoci nelle parole di Shakespeare, si è cercato di esplorare come sempre l’animo umano e il suo stare davanti a quel mistero che è l’uomo e la sua terribile sete di potere, quando null’altro lo compie o completa.

Note di drammaturgia di Angela Dematté

Si sa che tutte le opere storiche dell’epoca elisabettiana avevano il compito di glorificare la dinastia Tudor – quella da cui poi sgorgò la vergine forte e pallida Elisabetta I – una famiglia di origine Gallese con il modesto titolo di conti di Richmond, vagamente imparentata con il ramo Lancaster dei Plantageneti. La tetralogia shakespeariana (le tre parti di Enrico VI e Riccardo III) non fa eccezione. E infatti alla fine del Riccardo III Richmond – antenato dei Tudor – arriva, splendido come il sole, a ripulire il bilioso medioevo della Guerra delle due Rose. Eppure, sappiamo bene che Shakespeare, mentre costruisce la trama che il popolo vuole, lavora assiduamente con l’ordito. I drammi storici non parlano che di affari di guerra e di famiglia. Sono affari tribali, in fondo. La prima sorprendente abilità di Shakespeare in questo testo eccezionale – che segna la fine di un mondo e ne inizia un altro – è di usare il linguaggio gentile dei suoi versi per traghettarci in un’altra dimensione, in un sistema di valori arcaico, viscerale. Ho provato un tale senso di reverenza nel ritradurlo e adattarlo da non riuscire a tagliarlo e lavorarlo se non con l’aiuto della regia. Tra i versi si muove innanzitutto la necessità di sopravvivere, il diritto a sopravvivere. “L’Amore mi ha rinnegato nell’utero di mia madre”, dice Riccardo nell’Enrico VI. Qui, nella pièce che porta il suo nome, Riccardo ritorna nell’utero e si fa madre (matrigna diremmo) di se stesso reclamando il diritto di “essere”: “Mi sono deciso a provarmi nella parte dell’infame”. Reclamando questo diritto l’infame non può che tendere trame e prologhi insidiosi per sopravvivere, unici strumenti che possiede. Tutto è lecito ad un bambino non amato, quale è stato Riccardo: si tratta di convincere chi di dovere, le due donne innanzitutto, lady Anna e poi Elisabetta e, fino ad un certo segno, Buckingham e la corte, a passare con lui il limite del lecito. Ma siamo sicuri che l’infame Gloucester non sia che il pretesto, la scusa per far emergere ciò che in ogni gerarchia di potere e di famiglia è presente? Cosa cerchiamo quando cerchiamo il potere? E cosa cerca l’autore costruendo la sua trama? Quando il linguaggio ha esplorato tutto il suo potere manipolatorio, quando il potere si ottiene cosa rimane dell’uomo? Un bambino ferito può mai amare e sentirsi amato?

Riccardo/Shakespeare sa che esiste una madre reale, che ancora vive. La Duchessa di York precipita il protagonista nel ventre, lo rinomina aborto. E così Margherita, unico personaggio che, conoscendo il mondo arcaico, può davvero evocarlo, guardarlo, sfuggirgli, rifugiarsi in un mondo ancora più antico (o futuro). Sono salvatrici e carnefici, come tutte le Grandi Madri. Conoscono altre leggi, ben più sapienti e crudeli di quelle che Riccardo crede di governare. Lì la parola non funziona più, il pensiero si disarticola, il bene vince il male vince il bene vince il male. E così, finalmente, precipitato nel caos, il deforme Riccardo soccombe, come deve essere. Splende il Sole e le ombre si diradano, la parola non ha più ambiguità: il brutto è brutto e il bello è bello. L’ordine ritorna, come il popolo desidera.

Marche Teatro_ è sostenuto da Comune di Ancona/Assessorato alla Cultura, Regione Marche/Assessorato alla Cultura, Ministero della Cultura, Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con: Banco Marchigiano, FMG Frittelli Maritime Group, Pastificio Luciana Mosconi, CO.PE.MO.

INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA TEATRO DELLE MUSE
tel. 071.52525 – biglietteria@teatrodellemuse.org   – Via della Loggia 1/d Ancona.
Biglietti on line www.vivaticket.com.

Si spostano al Teatro delle Muse le prossime produzioni di Teatro Ragazzi

STAGIONE DI TEATRO PER RAGAZZI DI ANCONA

Le prossime tre produzioni di Teatro Ragazzi
di MARCHE TEATRO/Teatro del Canguro
si spostano dal Teatrino del Piano alla Sala Melpomene del Teatro delle Muse

il primo dei tre è
LA CAMERETTA DI LAURA
Il debutto è previsto per il 23 e 24 gennaio

Ancona, 16 gennaio 2026

Alcuni spettacoli previsti, tra gennaio e marzo, al Teatrino del Piano si spostano alla Sala Melpomene del Teatro delle Muse:

La cameretta di Laura di Natascia Zanni con Anna Chiara Ingrosso, Lorella Rinaldi, Natascia Zanni, (dai 4 anni) debutta alla Sala Melpomene al Teatro delle Muse venerdì 23 e sabato 24 gennaio, con repliche poi il 30 e 31 gennaio e (annullata la replica prevista l’1 febbraio) le recite riprendono il 6 e il 7 e poi il 13 e 14 febbraio). Laura è una bambina come ce ne sono tante e ha una cameretta né grande né piccola, con un letto così e cosà, una libreria con i suoi giochi, i soprammobili e una finestra dalla quale si vede il cielo…proprio come ce ne sono tante. Laura è molto orgogliosa della sua cameretta. Eppure la sera, quando si spegne la luce per andare a dormire, le sembra di trovarsi in un luogo diverso da tutti gli altri, in uno spazio che pare non somigliare affatto a quella cameretta che lei conosce così bene. La stanza diventa così un mondo tutto da esplorare. Lo spettacolo è sempre alle ore 18:00.

Segue tra febbraio e marzo sempre alla Sala Melpomene delle Muse di Ancona (20/22, 27 e 28 febbraio e 1 – 6/8 marzo) Hansel&Gretel Una favola da tavola testo di Adriana Zamboni e Lucio Diana con Natascia Zanni oggetti di scena di Nicoletta Briganti regia di Adriana Zamboni (dai 4 anni). La fiaba di Hänsel e Gretel è una storia antica che hanno trascritto i Fratelli Grimm in un periodo in cui in Europa c’era tanta fame…Qui, oggi, le cose sono un po’ cambiate, ma quando ci viene quel languorino, cosa mangiamo? Con questo spettacolo proviamo a giocare con il cibo usando la Fantasia. Lo spettacolo è per max 25 spettatori a replica. Lo spettacolo ha repliche alle 18:00 mentre la domenica sarà alle ore 15:00.

Il coniglio Guglielmo è il titolo di produzione che va in scena tra marzo e aprile (13/15, 20/22, 27/29 marzo) sempre alla sala Melpomene delle Muse di Ancona con la regia di Lino Terra e con Anna Chiara Ingrosso, Lorella Rinaldi, Natascia Zanni (dai 3 anni). Guglielmo, un grande coniglio bianco abita in una graziosa casetta al limitare del bosco. Un giorno gli accade qualcosa di molto strano, non si sentiva più allegro e spensierato come una volta, quando da solo si spingeva fino alla vetta di un’alta montagna o quando s’immergeva nel traffico caotico della città. Così cercherà di capire il perché. Lo spettacolo è alle ore 18:00 e la domenica à alle ore 15:00.

Al Teatro Sperimentale gli appuntamenti di Teatro Ragazzi di Marche Teatro/Teatro del Canguro proseguono come da calendario originale:

Il 25 gennaio Drogheria Rebelot – Fondazione TRG presentano Caro Lupo uno spettacolo di Drogheria Rebelot e Nadia Milani con Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes e Giacomo Occhi/ Federico Meneghel (dai 3 anni). “Caro Lupo” è l’inizio di una lettera che ha il sapore di una fiaba. In una buffa casa in mezzo al bosco si sono appena trasferiti la mamma, il papà e Jolie. Jolie ama le costellazioni, il suo inseparabile orso di pezza Boh e le cose che fanno un po’ paura. E quando Boh scompare, Jolie decide di partire alla sua ricerca verso l’ignoto.

L’8 febbraio è la volta di Lettere da molto lontano per la regia di Elena Dragonetti con Simona Gambaro, Andrea Panigatti, Raffaella Tagliabue produzione Teatro Nazionale di Genova (dai 5 anni). Lo spettacolo si ispira all’opera di Toon Tellegen, acclamato autore olandese per l’infanzia. Tante storie, tanti personaggi buffi, timidi o sfrontati, in una giostra che alterna ironia, gioco, poesia.

Il 15 febbraio chiude la rassegna al Teatro Sperimentale Silvano Antonelli presenta Piccoli Principi e Principesse (dai 3 anni). Lo spettacolo gioca di specchi e di fili invisibili col capolavoro di Saint-Exupéry. Anche qui c’è un personaggio, che potrebbe ricordare un aviatore ma forse non lo è, che porta a spasso per la scena il suo piccolo aeroplano di carta. Viaggia con esso attraverso le esperienze della vita.

Marche Teatro_ è sostenuto da Comune di Ancona/Assessorato alla Cultura, Regione Marche/Assessorato alla Cultura, Ministero della Cultura, Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con: Banco Marchigiano, FMG Frittelli Maritime Group, Pastificio Luciana Mosconi, CO.PE.MO.

Biglietti on-line www.vivaticket.com.

La vendita diretta di tutti i biglietti sarà possibile:

  • alla biglietteria del Teatro delle Muse in via della Loggia
  • e anche al Teatro Sperimentale da un’ora prima di ogni rappresentazione che si tiene allo Sperimentale.

Per info e prenotazioni:
Biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 (via della Loggia 1d Ancona)
teatroragazzi@marcheteatro.it.

https://www.rainews.it/tgr/marche/notiziari/video/2026/01/TGR-Marche-del-17012026-ore-1930-bb1e62ab-d4da-4ac2-b26f-3f49d03d2385.html

Tg3 Marche ospite Lorenzo Grilli per CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA
lancio a 00:44 e servizio al minuto 11:54

Una Martina Stella che fa ridere

Il Musical più amato da 70 anni

MARCHE TEATRO PARTECIPA AL TOUR DELLA LEGALITÀ

Cantando sotto la pioggia al Teatro delle Muse

17 E 18 GENNAIO
AL TEATRO DELLE MUSE
ARRIVA
IN ESCLUSIVA REGIONALE
LA NUOVA EDIZIONE ITALIANA
DEL MUSICAL
“CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA”
CON LORENZO GRILLI, FLORA CANTO, MARTINA STELLA
ADATTAMENTO REGIA COREOGRAFIA
DI LUCIANO CANNITO

La magia del grande classico rivive con una produzione scintillante
firmata Fabrizio di Fiore Entertainment & FdF GAT

Ancona, 14 gennaio 2026

Arriva ad Ancona al Teatro delle Muse sabato 17 alle ore 20.30 e domenica 18 gennaio alle ore 16.30, in esclusiva regionale, come fuori abbonamento nella Stagione di Marche Teatro la nuova, attesissima edizione di “Cantando sotto la pioggia”, uno dei musical più amati di sempre.

Prodotto da Fabrizio di Fiore Entertainment e FdF GAT, lo spettacolo porta in scena tutta la magia, l’ironia e la leggerezza del celebre film del 1952, in un adattamento firmato da Luciano Cannito, che cura anche la regia e le coreografie.

Questa versione italiana si distingue per un tono ancora più comico e gioioso, capace di conquistare il pubblico di tutte le età grazie a una regia brillante e a un ritmo travolgente.

Protagonisti di questa scintillante produzione sono Lorenzo Grilli, Flora Canto e Martina Stella, indimenticata interprete de L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, affiancati dai talentuosi Vittorio Schiavone, Maurizio Semeraro e Sergio Mancinelli. Un cast d’eccezione, selezionato attraverso audizioni nazionali, che garantisce uno standard altissimo di talento tra canto, danza e recitazione. In scena vedremo assieme ai protagonisti: Michael Pagliaro, Felice Lungo, Filippo Tagliaferri, Valentina Danieli, Claudia Fois, Sara Buccarella, Emma Marcotulli, Chiara Di Nicola, Beatrice Sartori, Giulia Rubino, Salvatore Xhilone, Alberto Casalegno, Adriano Voltini, Lodovico Gaffuri, Devid Esposito.

Il progetto si avvale di un team creativo di primo livello: le scene sono firmate dal maestro Italo Grassi, mentre i raffinati costumi portano la firma di Silvia Califano, figlia del leggendario cantautore Franco Califano. La direzione musicale è affidata a Ivan Lazzara, mentre il visionario Valerio Tiberi firma il suggestivo disegno luci: entrambi professionisti di spicco nel panorama dei grandi allestimenti teatrali internazionali. Il disegno audio di Franco Patimo restituisce con precisione e profondità tutta la ricchezza sonora dello spettacolo, integrando musica, voci e ambienti in modo armonico e coinvolgente. Un lavoro accurato e invisibile che contribuisce in modo essenziale alla resa emotiva e spettacolare del musical, rendendo ogni scena viva, presente e vibrante.

Il musical, tratto dall’omonimo film del 1952 diretto da Gene Kelly e Stanley Donen, è ambientato nella scintillante Hollywood degli anni ’20, nel pieno della transizione dal cinema muto a quello sonoro. Al centro della storia, Don Lockwood, star del cinema muto, e il suo inseparabile amico Cosmo Brown, impegnati a trasformare un film in un successo del “nuovo” cinema parlato.

L’impresa, tuttavia, si complica a causa della voce stridula della co-protagonista Lina Lamont: sarà la giovane e talentuosa Kathy Selden a salvare il progetto, prestando segretamente la sua voce a Lina. Una trama fatta di fraintendimenti, colpi di scena ed esilaranti momenti comici.

E naturalmente, non può mancare l’iconica scena sotto la pioggia, realizzata con sorprendenti effetti speciali che lasceranno il pubblico a bocca aperta.

Una produzione brillante, coinvolgente e piena di energia, che farà cantare, ridere e sognare… proprio sotto la pioggia.

Marche Teatro_ è sostenuto da Comune di Ancona/Assessorato alla Cultura, Regione Marche/Assessorato alla Cultura, Ministero della Cultura, Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con: Banco Marchigiano, FMG Frittelli Maritime Group, Pastificio Luciana Mosconi, CO.PE.MO.

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Il tango disperato di Rosalinda sprint