Cirillo, 3 premi con la produzione di Marche Teatro

Arturo Cirillo Le maschere del teatro italiano

Maschere del teatro italiano

Le Maschere del Teatro Italiano 2026, tutti i vincitori

Tripletta di premi per Arturo Cirillo e lo spettacolo “Le false confidenze”

LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2026
premiano i grandi protagonisti della scena:

Premio per la regia ad Arturo Cirillo per Le false confidenze
Spettacolo vincitore anche per i migliori costumi di Gianluca Falaschi
e le luci di Pasquale Mari

LO SPETTACOLO È PRODOTTO DA TEATRO DI ROMA TEATRO NAZIONALE MARCHE TEATRO – TEATRO STABILE DI CATANIA

In questa stagione lo spettacolo toccherà le città di Ancona,
Milano, Bari e Catania

Ancona, 21 settembre 2026

Con una serata all’insegna dell’eccellenza della scena italiana e internazionale, si è celebrata la consegna dei Premi Le Maschere del Teatro Italiano 2026, assegnati questa sera sul palcoscenico del Teatro Argentina di Roma per premiare le produzioni più prestigiose, i grandi protagonisti e i talenti d’eccezione della passata stagione teatrale.

La cerimonia è stata trasmessa in differita su Rai Uno.

A decretare i vincitori delle tredici categorie è stata una giuria popolare composta da circa mille professionisti e appassionati e abbonati dei maggiori teatri nazionali, che hanno espresso la loro preferenza attraverso un sistema di votazione elettronica anonima, dopo la scelta delle terne finaliste effettuata a giugno da una giuria di critici e direttori di teatro.

Tripletta di successi per Le false confidenze (produzione Teatro di Roma in sinergia con Marche Teatro e Teatro Stabile di Catania), che conquista il premio per la Migliore regia andato ad Arturo Cirillo – premiato dal Sottosegretario al Ministero della Cultura Giampiero Cannella – quello per il Miglior costumista a Gianluca Falaschi e per le Migliori luci a Pasquale Mari.

Le False confidenze è uno spettacolo prodotto da Teatro di Roma_Teatro Nazionale, MARCHE TEATRO, Teatro Stabile di Catania. Con Marche Teatro quest’anno lo spettacolo sarà in scena ad Ancona al Teatro delle Muse dal 27 al 31 gennaio all’interno della Stagione di Prosa, poi sarà in scena al Teatro Carcano di Milano dal 2 al 7 febbraio, toccherà poi Bari al Teatro Piccinni dal 10 al 14 febbraio e a Catania al Teatro Verga dal 19 al 28 febbraio.

La compagnia che vedremo in scena quest’anno per LE FALSE CONFIDENZE di Pierre de Marivaux, regia di Arturo Cirillo, vede protagonisti Elena Sofia Ricci, Arturo Cirillo e Giacomo Vigentini, Rosario Giglio, Lalla Esposito (al debutto c’era in scena Orietta Notari), Francesco Petruzzelli, Giulia Trippetta, Giacinto Palmarini, assistente alla regia Mario Scandale, scene Dario Gessati e assistente scenografo Stefano Pes, costumi Gianluca Falaschi e costumista collaboratrice Anna Missaglia, disegno luci Pasquale Mari, suono Federico Mezzana.

Le false confidenze è un testo che rasenta la perfezione, a volte capita che nella drammaturgia di un autore ci sia un’opera che abbia un raro e felice equilibrio. Un testo in cui tutti i personaggi hanno una loro identità e importanza, in cui il tema, oltre la trama, è particolarmente messo a fuoco ed esposto con grande coerenza, con la lucidità con cui si dimostra un teorema. Con Molière ho avuto questa impressione lavorando su La scuola delle mogli, con Marivaux con Le false confidenze. Molière è grottesco e viscerale, e sottende spesso un discorso su la malattia, Marivaux è invece abitato da sentimenti molto interiorizzati, che coinvolgono il cuore quanto la testa. Le false confidenze (dove già il titolo è un ossimoro) è un modernissimo trattato psicoanalitico sul tema dell’innamoramento, in cui non vi è malattia né esasperazione, ma un gioco sottile ed ambiguo tra il falso (le confidenze) e il vero (il cuore), in cui può accadere d’incominciare ad innamorarsi senza accorgersene. I personaggi sono legati tra loro da legami piuttosto ambigui, e la consegna di un ritratto è forse il vero snodo della vicenda. Che cos’è un ritratto? Non è la persona in sé ma la sua rappresentazione, lo sguardo del pittore sul modello, una creazione che aspira ad essere verosimile pur essendo inesorabilmente falsa. Siamo più sinceri quando sappiamo di stare mentendo, o quando invece non vogliamo, o non riusciamo, a riconoscere la verità dentro di noi? Questo sembra chiederci Marivaux, usando i mezzi del teatro. Un giovane inganna una vedova, per avere il suo cuore e le sue ricchezze, ma in fondo ne è sinceramente innamorato. Un servo mette sù un tranello mosso dal gusto un po’ sadico di far crollare una austera e molto razionale signora, montando un confronto amoroso del quale vorrebbe in fondo essere uno dei protagonisti e non solo il burattinaio. Poi vi è una signora in vedovanza che non vuole riconoscere quanto ancora la vita ha da offrirgli, e quanto dovrà compromettersi sotto l’influsso dell’amore.

Ma tutti i personaggi di questa meravigliosa, e davvero contemporanea, commedia, si muovono tra il loro sé e la propria rappresentazione: come in un ritratto, per l’appunto.

GLI ALTRI PREMI:

Le terne finaliste Premio Le Machere del Teatro Italiano 2026:

  • Miglior spettacolo di prosa: Antigone regia di Robert Carsen
  • Miglior regia: Arturo Cirillo per Le false confidenze
  • Miglior attore protagonista: Luca Lazzareschi, per Morte di un commesso viaggiatore
  • Migliore attrice protagonista: Pia Lanciotti, per Morte di un commesso viaggiatore
  • Miglior attore non protagonista: Paolo Serra, per Sabato, domenica e lunedì
  • Migliore attrice non protagonista: Giulia Lazzarini, per Miracolo a Milano
  • Miglior attore/attrice emergente: Leda Kreider, per Improvvisamente l’estate scorsa
  • Miglior interprete di monologo: Elio Germano, per La guerra com’è
  • Miglior scenografo: Anna Varaldo, per Morte di un commesso viaggiatore
  • Miglior costumista: Gianluca Falaschi, per Le false confidenze
  • Migliori musiche: Andrea Nicolini, per Lungo viaggio verso la notte
  • Migliore autore di novità italiana: Gabriele Di Luca, per Misurare il salto delle rane
  • Migliori luci: Pasquale Mari, per Le false confidenze

LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2026

Le Maschere del Teatro Italiano, tutti i vincitori

STORIE: MARTINO IL ROMPISCATOLE

ven 9 – sab 10 – dom 11 – ven 16 – sab 17 – dom 18 – ven 23 – sab 24 – dom 25 – ven 30 – sab 31 OTTOBRE 2026
TEATRINO DEL PIANO – ore 18

STORIE
MARTINO, IL ROMPISCATOLE
con Natascia Zanni e Anna Chiara Ingrosso
tecnico audio-luci Lorella Rinaldi
figure Nicoletta Briganti
regia Lino Terra

produzione MARCHE TEATRO
teatro di attore e oggetti – dai  3 anni

Martino aveva da sempre un’idea che mai lo abbandonava. Più che di un’idea si poteva quasi parlare di un’ossessione, d’un pensiero fisso che lo accompagnava in ogni ora del giorno e della notte. Fin da piccolo gli era sempre sembrato di vivere in un mondo che non gli piaceva; insomma pensava che quanto vedeva al di fuori della sua finestra e della porta di casa fosse spesso brutto e ingiusto. Dunque da sempre si era dato un compito, una specie di missione: “io dovrò lasciare questo mondo più bello di come l’ho trovato”. Quand’era piccolo questo suo imperativo si traduceva in piccoli gesti e in semplici comportamenti, ma crescendo tutto era diventato molto più complicato e faticoso. Martino veniva percepito come uno strano personaggio dalle idee strampalate ed anche come un fastidioso rompiscatole. Questa era l’idea che gli altri si erano sempre fatta di lui e che l’avrebbe accompagnato per tutta la sua vita.  Poi un bel giorno il destino lo aveva messo di fronte ad un episodio che lo aveva obbligato ad una coraggiosa scelta. E il rompiscatole Martino aveva dimostrato a tutti di essere anche molto coraggioso.

CHE PAURA! / STORIE S-COMPOSTE

ven13 -sab14 -ven20 – sab21 – dom22 – ven27 – sab28 – dom 29 NOVEMBRE 2026
ven4 – sab5 -dom6 -ven11 -sab12 – dom13 DICEMBRE 2026
TEATRINO DEL PIANO, ORE 18

con Natascia Zanni, Anna Chiara Ingrosso
tecnico audio-luci Lorella Rinaldi
regia Lino Terra

produzione MARCHE TEATRO

spettacolo di narrazione, pupazzi e oggetti – dai 4 anni

La paura è un’emozione primaria e fondamentale con la quale i bambini si confrontano fin da subito: imparano presto a riconoscerla e ne sono attratti nella misura in cui desiderano affrontarla, esorcizzarla.
Le storie che parlano di paura esercitano per questo un fascino particolare: siamo pronti ad attraversarle perché poi resteranno chiuse dentro i libri e noi ci sentiremo al sicuro, qua fuori.
Ma con la paura si viaggia anche a fianco del personaggio che decidiamo di accompagnare e che affronterà per noi mostri e draghi e ci farà sentire magari un po’ più grandi e un po’ meno soli.

Lo spettacolo è diviso in due parti: nella prima i bambini assisteranno “composti” alla storia che le due attrici racconteranno loro dal palco.
Nella seconda, lo spazio scenico si sposterà in platea, i bambini saranno invitati a stare “s-composti” e la storia si distenderà insieme a loro, in un sorriso, in un sussurro, in un incanto, in un dolce arrivederci…