7 mag. 2021 | Al via gli spettacoli del Canguro al Teatrino del Piano

NEI FINE SETTIMANA DEL MESE DI MAGGIO
RIAPRE IL TEATRINO DEL PIANO DI ANCONA
CON
GLI SPETTACOLI
DEL TEATRO DEL CANGURO
PER I PIÚ PICCOLI

Parte anche l’accordo con la Biblioteca Benincasa
con una proposta di letture consigliate ai bambini

Sabato 8 maggio alle ore 18 si riaprono le porte al Teatrino del Piano di Ancona per lo spettacolo Il coniglio Guglielmo, nuova produzione di Marche Teatro/Teatro del Canguro dedicata ai più piccoli.

I bambini potranno conoscere Guglielmo dal vivo, già protagonista della mini serie web Dieci piccoli conigli (ancora disponibile sulla pagina MT spazio on-line), in un’altra veste e in un’altra storia, quando ancora non era un investigatore.

Lo spettacolo sarà replicato domenica 9 maggio alle ore 17 e tutti i fine settimana del mese di maggio (il sabato alle ore 18 e la domenica alle ore 17).

La prenotazione è obbligatoria allo 071 82805.

Il Teatro del Canguro/Marche Teatro ha aderito recentemente al Patto per la Lettura del Comune di Ancona. Si tratta di una iniziativa coordinata dalla Biblioteca Comunale Benincasa. Uno dei primi risultati è stata la collaborazione tra Teatro del Canguro e la Biblioteca Ragazzi “A. Novelli”, il servizio della Benincasa rivolto ai bambini e ragazzi. Quest’ultima ha realizzato una serie di proposte bibliografiche per bambini in occasione degli spettacoli, che è possibile consultare sul catalogo online della Biblioteca “BiblioMarche Nord”,  sul sito del Teatro del Canguro e all’ingresso del Teatrino del Piano in occasione degli spettacoli.

INFO: 071 82805  info@teatrodelcanguro.it  –  www.teatrodelcanguro.it

4 mag. 2021 | Marco Baliani in scena al Teatro delle Muse

RIPARTONO GLI SPETTACOLI AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA

DAL 6 AL 13 MAGGIO
UNA PARTITURA DI VOCI E IMMAGINI PER MARCO BALIANI
CON UNA NOTTE SBAGLIATA
Lo spettacolo va in scena alle ore 20 e la domenica in doppia recita alle 16 e alle 20

A SEGUIRE
DAL 20 AL 27 MAGGIO
IN SCENA
MIRACOLI METROPOLITANI
LA NUOVA CREAZIONE DI CARROZZERIA ORFEO
Lo spettacolo va in scena alle ore 19 e la domenica in doppia recita alle ore 15 e alle ore 19

Marche Teatro riparte con gli spettacoli al Teatro delle Muse di Ancona.

In seguito al nuovo Decreto Legge del 22.04.2021 n.52, che prevede la riapertura dei Teatri, Marche Teatro presenta al Teatro delle Muse nel mese di maggio, due spettacoli della stagione in abbonamento Poker d’Assi cancellati lo scorso autunno a causa della pandemia: – UNA NOTTE SBAGLIATA di e con Marco Baliani (nuove date: dal 6 al 13 maggio) e – MIRACOLI METROPOLITANI di Carrozzeria Orfeo (nuove date: dal 20 al 27 maggio).

Dal 6 al 13 maggio arriva in scena al Teatro delle Muse, in prima regionale,  Una notte sbagliata di e con Marco Baliani, regia Maria Maglietta, scena, luci, video Lucio Diana, paesaggi sonori Mirto Baliani, costumi Stefania Cempini, la produzione è di Marche Teatro. Lo spettacolo sarà alle ore 20 e la domenica con doppia recita alle ore 16 e alle ore 20.

Marco Baliani porta in scena in questo spettacolo il corpo di un essere umano già fragile, corpo che in quella notte che, poi, solo dopo scopriremo sbagliata, diventa un capro espiatorio… Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, è la gimkana attorale di Baliani, fatta di continui cambi percettivi e linguistici, dentro una rete di rimandi sonori e visivi.

È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega, seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali. Le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”.

Dal 20 al 27 maggio vedremo in scena Carrozzeria Orfeo in Miracoli metropolitani. Lo spettacolo va in scena alle ore 19 e la domenica in doppia recita alle ore 15 e alle ore 19 La drammaturgia è di Gabriele Di Luca, in scena vedremo: Ambra Chiarello, Federico Gatti, Pier Luigi Pasino, Elsa Bossi, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, la regia è di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi. Scenografia e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini, musiche originali Massimiliano Setti. Lo spettacolo è prodotto da Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli-Teatro Bellini.

Il Teatro delle Muse è pronto ad accogliere in totale sicurezza il pubblico. Le recite saranno, 8 per ogni titolo.

Gli ingressi e le uscite saranno guidati dal personale del teatro per evitare assembramenti; è obbligatorio l’uso della mascherina (raccomandiamo le FFP2).

Ricordiamo inoltre che, in seguito alle regole nazionali sul coprifuoco delle ore 22:00, gli spettacoli subiranno necessariamente variazioni sull’orario di inizio. Una notte sbagliata (ore 20 e la domenica doppia recita alle ore 16 e alle ore 20). Miracoli metropolitani (alle ore 19 e la domenica doppia recita alle ore 15 e alle ore 19).

Sono in vendita i biglietti anche per il pubblico non abbonato.

Rispetto al pubblico abbonato o che ha già acquistato in precedenza il biglietto: per le nuove date, saranno mantenuti gli stessi posti, già adeguatamente distanziati,  indicati sugli abbonamenti e biglietti  precedentemente acquistati.

La biglietteria del Teatro delle Muse, risponde telefonicamente (071.52525) e via mail (biglietteria@teatrodellemuse.org) nei seguenti orari: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00  e sabato dalle 10:00 alle 13:00. La biglietteria aprirà al pubblico un’ ora prima dell’inizio degli spettacoli.

PER UNA NOTTE SBAGLIATA:

NOTE DI MARCO BALIANI

In questo spettacolo porto in scena il corpo di un essere umano già fragile, corpo che in quella notte che, poi, solo dopo chiameremo sbagliata, diventa un capro espiatorio su cui accanirsi. Entrare e uscire dalle teste e dai corpi dei protagonisti notturni della vicenda, compreso un cane, è stata la mia gimkana attorale, obbligandomi a continui cambi percettivi e linguistici, dentro una rete di rimandi sonori e visivi.

Già nel precedente spettacolo, Trincea, avevo sperimentato una condizione attorale simile. Qui la ricerca è proseguita, specie nella costruzione del linguaggio, fino a uscire dal contesto narrativo centrale e aprire il flusso delle parole ad altri scenari, in un “arazzo psichico” che sposta di continuo il focus della vicenda, costringendo lo spettatore non solo a viverla emotivamente ma a farsene carico anche ragionandoci sopra.

Non è la cronaca di uno dei tanti episodi di accanimento contro la diversità, di cui sempre più spesso siamo testimoni, non è dunque un teatro “civile”, piuttosto un mettere il dito dentro le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, delle indicibilità, fino a usare la mia stessa memoria   biografica come parte dell’evento di cui si parla. Mi sembra di vivere in un tempo in cui la sacralità del vivente, la sua inviolabilità biologica si è incrinata e compromessa. Forse quando da cittadini siamo diventati consumatori qualcosa di quella inviolabilità si è dissolta. I corpi sono diventati merce, e devono rispondere agli stessi requisiti di efficienza e di splendore delle altre merci, altrimenti entrano nella categoria dei perdenti, degli scarti.

Corpi “stranieri”, da cui guardarsi, che con la loro sola presenza incrinano la falsa luminosità del quotidiano, corpi da cacciare via, da odiare, di cui si può dunque abusare.

Questa deriva mi spaventa molto, mi inquieta, e il teatro è l’unico modo che conosco per condividere questa mia inquietudine con la comunità degli spettatori e sentirmi così meno solo e meno impaurito

Marco Baliani

NOTE DI REGIA DI MARIA MAGLIETTA

È da poco passata la mezzanotte e Tano, il protagonista della storia, esce a quell’ora insolita per portare fuori il suo cane. Questo l’incipit da cui la narrazione si dispiega, seguendo un andamento non lineare, sovvertendo obbligati nessi temporali. Le parole prendono strade divaricanti nel tentare di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”. L’accadimento che nel reale dura una manciata di minuti, si amplifica, si espande per risucchiare nell’assurdo di ciò che avviene, anche chi non è lì, su quel pratone d’erba polverosa.

Il mio lavoro di regia è stato, come spesso succede nelle nostre creazioni, un navigare a vista, tra i diversi linguaggi che determinano la scena, mantenendo salda la barra della meta finale.

Gli stimoli dati alle improvvisazioni attorali, le proposte sonore e visive che nel frattempo si consolidavano, la forza di un testo che si strutturava giorno dopo giorno, sono stati elementi essenziali a modificare via via l’impianto drammaturgico e le scelte di messa in scena, fino alle soluzioni finali.

Le luci e le scene di Lucio Diana evocano il luogo fisico dove la storia accade, ma le delicate animazioni che si muovono sul fondo trasformano quel muro sbreccato in una superficie sensibile che travalica la realtà.

Il tessuto sonoro di Mirto Baliani è un tutt’uno col flusso narrativo, una partitura di parole e suono in cui le azioni del racconto prendono corpo, diventano concrete.

Ora che lo spettacolo appare nella sua compiutezza, ripenso a quel mio stare in ascolto, necessario nel lavoro artistico, che è fatto di piccole attese, incertezze, sospensioni ed errori. E’ un lavoro paziente e gioioso al tempo stesso, stare dentro quel tempo necessario a far scaturire meraviglie.

Maria Maglietta

ALTRE NOTE

Per questo spettacolo sarebbe stato impossibile creare alcun suono prima dell’inizio vero e proprio delle prove, ovvero prima di vedere il corpo di Tano prendere vita sulla scena. Corpo che con il suo stare e il suo agire ha evocato giorno per giorno i suoni, i ritmi, le note e i rumori necessari al suo essere.

In “Una notte sbagliata” è la narrazione stessa con il suo ritmo diseguale a generare le pulsazioni sonore. I suoni riaffiorano dal passato sul filo di un ricordo, richiamati in causa dallo stato d’animo del protagonista, da una parola, da un nome. Tutto ciò che è udibile, come attraverso delle finestre sonore che vengono aperte e richiuse, può apparire, persistere, stratificarsi o morire senza una successione strettamente lineare. Le musiche presenti dialogano con il testo piuttosto che accompagnarlo. I rumori del quotidiano sono distorti e amplificati, emanano dal flusso stesso delle emozioni. Nasce così un paesaggio sonoro che pervade l’intera tessitura dello spettacolo, fin dentro le pieghe drammaturgiche del racconto.

Mirto Baliani

Cinque monoliti in cemento a dividere e proteggere dalla strada vicina, due pilastri di ferro e, a terra, tre travi abbandonate… ruggine… quel che resta di un arredo urbano degradato. È notte, una “Notte Sbagliata” in un giardinetto abitato da ombre di foglie, tagli di luci di luna grigia, muri graffiati, parole e mappe mentali disegnate da Tano. Foglie cadute, un cane fantasma passa strisciando, illuminato da un graffio scarabocchiato, lampeggianti, luci di auto e sgommate…

Lucio Diana

26 apr. 2021 | Il Teatro delle Muse riapre con la mostra dedicata a Romeo Castellucci

MARTEDì 27 APRILE
AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
APRE LA MOSTRA FOTOGRAFICA
ATTORE, IL NOME NON È ESATTO.
IL TEATRO DI ROMEO CASTELLUCCI-SOCÌETAS RAFFAELLO SANZIO
NELLE FOTO DI LUCA DEL PIA

INGRESSO GRATUITO
E
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
www.marcheteatro.it/prenotazione-mostra-attore/

In occasione dell’edizione di INTEATRO Festival che si terrà dal 4 al 13 giugno tra Ancona e Polverigi
L’omaggio al lavoro di Romeo Castellucci
vedrà anche: la pubblicazione di un libro fotografico,
la visione di un ciclo di film dedicati al suo lavoro
e la presenza del regista alla mostra il 12 giugno

Il Teatro delle Muse di Ancona riapre al pubblico da martedì 27 aprile con la mostra fotografica Attore, il nome non è esattoIl Teatro di Romeo Castellucci – Socìetas Raffaello Sanzio nelle foto di Luca Del Pia.
Un percorso per immagini che accompagnerà il pubblico all’interno del Teatro delle Muse.
Un’immersione nella poetica di un artista e di una compagnia tra i più rilevanti nella  storia del teatro contemporaneo.

La mostra è a ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria e sarà aperta dal martedì al sabato dalle 16 alle 19:30 (in caso di spettacolo serale, l’orario visita terminerà 30 minuti prima dell’orario di inizio recite). La durata della visita è di max 30 minuti.

La mostra sarà fruibile fino al 13 giugno, in coincidenza con la nuova edizione di Inteatro Festival che quest’anno si terrà dal 4 al 13 giugno  2021 a Polverigi e Ancona. 

Gli scatti proposti raccontano spettacoli memorabili molti dei quali presentati al Festival Inteatro che  nel 1993 dedicò un’intera edizione esclusivamente ai lavori della compagnia riconoscendone la straordinaria visionarietà.

L’allestimento della mostra è a cura di Lucio Diana, la musica di Scott Gibbons.

Il direttore di Marche Teatro Velia Papa ha dichiarato_ abbiamo pensato ad un omaggio a Romeo Castellucci, artista di teatro celebrato in tutto il mondo.
In occasione dell’edizione 2021 di Inteatro Festival, che ricordiamo quest’anno sarà dal 4 al 13 giugno tra Polverigi ed Ancona, l’omaggio vedrà anche la pubblicazione di un libro con anche foto inedite, una rassegna di film tratti dal suo lavoro e la presenza di Romeo Castellucci alla mostra il 12 giugno.
Le immagini in mostra sono tratte dagli spettacoli:  Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco 1992, Buchettino 1995, Orestea (Una commedia organica?) 1995, Pelle d’asino  1996, Giulio Cesare 1997, La prova di un altro mondo  1998, Genesi. From the museum of sleep 1999, BN.#05 BERGEN. V Episodio della Tragedia Endogonidia (2003).

Dalle note di presentazione della mostra:
La mostra è una veduta di alcuni lampi nel firmamento di Romeo Castellucci, artista della Sociètas Raffaello Sanzio, la Compagnia che ha attraversato la storia del teatro occidentale di questi ultimi decenni illuminandola come un tracciante. Le fotografie di Luca Del Pia cristallizzano i momenti di un flusso indimenticabile e perduto, nella vita  irripetibile degli organismi, nell’agitazione della scenografia, negli abiti indossati con la responsabilità nei confronti della nudità, nei colori perentori, nei ripensamenti della luce, nella vita monumentale degli attori, soprattutto. Attore, il nome non è esatto, perché non c’è alcuna capacità imitativa da esibire più interessante dello stare su un palco addobbato per questo da Romeo Castellucci, con calcolo. Le fotografie di Luca Del Pia di questo parlano, tradendo la semplice memoria di aver visto. Ma quei tradimenti servono, ora, per immaginare altro e altro ancora…

La prenotazione della mostra è obbligatoria.
Per prenotare collegarsi al link marcheteatro.it/prenotazione-mostra-attore
Per informazioni telefonare al numero della biglietteria 071 52525 negli orari: dal martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 13.

Romeo Castellucci
Regista, creatore di scene, luci e costumi, Romeo Castellucci è conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale dell’opera. Il suo teatro propone una drammaturgia che ribalta il primato della letteratura, facendo della scena una complessa forma d’arte, fatta di immagini straordinariamente ricche, espressa in un linguaggio comprensibile come la musica, la scultura, la pittura o l’architettura. Le messe in scena di Castellucci sono tuttora regolarmente invitate e prodotte dai più prestigiosi teatri internazionali, festival e teatri d’Opera, in oltre sessanta paesi che coprono tutti i continenti. È stato direttore della sezione Teatro alla Biennale di Venezia, “Artiste Associé” al Festival di Avignone ed è attualmente “Grand Invitée” alla Triennale di Milano e regista ospite alla Schaubhüne di Berlino. Il Festival d’Automne di Parigi ha presentato per due anni consecutivi una antologica del suo lavoro. Insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres della Repubblica Francese e della Laurea honoris causa dell’Ateneo di Bologna, è membro dell’Accadémie Royale de Belgique e ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti internazionali, il Leone d’oro alla Biennale di Venezia e due Golden Mask per la lirica. Per la produzione operistica è atteso nel 2021 il Don Giovanni di Mozart a Salisburgo, e, per il teatro, il debutto di Bros a Lugano.

Socìetas Raffaello Sanzio
La Socìetas Raffaello Sanzio è stata fondata nel 1981 da Claudia e Romeo Castellucci, Chiara e Paolo Guidi (che ne fa parte fino al 1996) nella condivisione di un’idea di teatro dalla scena prevalentemente visiva, plastica e sonora. La compagnia, sotto la regia di Romeo Castellucci, la cura del ritmo drammatico di Chiara Guidi e la cura teorica e drammatica di Claudia Castellucci, si è presto distinta in tutto il mondo, nei principali festival e teatri internazionali con lavori come Santa Sofia (1986), La Discesa di Inanna (1989), Gilgamesh (1990), Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco (1992), Masoch. I trionfi del teatro come potenza passiva, colpa, sconfitta (1993). Negli stessi anni la Societas Raffaello Sanzio dà vita a un percorso di Teatro infantile dal tratto unico e radicale, con Hänsel e Gretel, Buchettino (1994), Pelle d’Asino (1998), tra gli altri. Quindi nel 1995 Orestea (una commedia organica?), cui seguono Giulio Cesare (1997), Genesi (1999), Voyage au bout de la nuit (1999) tratto da Louis Ferdinand Céline e Il Combattimento, opera di teatro musicale di Claudio Monteverdi e Scott Gibbons. Fino alla Tragedia Endogonidia (2002-2004) ciclo formato da undici Episodi che prendono il nome da altrettante città, gigantesca ricapitolazione del tragico, vissuta e patita nell’attualità e sotto la pressione del futuro. Dopo tale impresa, la Socìetas Raffaello Sanzio separa il proprio lavoro per dare impulso all’individualità artistica dei singoli fondatori e, dal 2006, sintetizza il nome in Societas, producendo distintamente le opere di ciascuno. Dal 2018 tutte le iniziative sperimentali che Societas attua, vanno sotto il nome di Istituto di Ricerca di Arte Applicata Societas, e hanno come fulcro il Teatro Comandini di Cesena, sede della compagnia e degli Osservatòri di Teatro, Danza, Musica da essa curati. Societas vanta un prezioso Archivio, in corso di catalogazione e digitalizzazione, riconosciuto dalla Sovrintendenza “di valore storico particolarmente importante”.

Luca Del Pia
Fotografo e videomaker collabora da anni con artisti che operano all’interno della ricerca teatrale.
Nel 2008 esce Itinera (Actes sud) un libro fotografico sul ciclo di spettacoli Tragedia Endogonidia di Romeo Castellucci.
Nel 2011 il libro Overground (Boiler) propone una serie di ritratti dove gli artisti vengono ritratti in ambienti naturali, cercando di superare la dimensione rappresentativa per cercarne una più intima.
Nel 2019 riceve il premio Histrio-Anct: “Disequilibri, contrasti, riverberi, svelamenti, anatomie nascoste: il suo sguardo – materico, erotico, anti illustrativo – va ben oltre la semplice documentazione per farsi visione, dialogo intimo, presenza e non rappresentazione, domanda più che risposta, segreto al cospetto di un altro segreto. Come il teatro”.

22 apr. 2021 | Il Teatro delle Muse riapre con la mostra dedicata a Romeo Castellucci

MARTEDì 27 APRILE
AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
APRE LA MOSTRA FOTOGRAFICA
ATTORE, IL NOME NON È ESATTO.
IL TEATRO DI ROMEO CASTELLUCCI-SOCÌETAS RAFFAELLO SANZIO
NELLE FOTO DI LUCA DEL PIA

INGRESSO GRATUITO
E
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
www.marcheteatro.it/prenotazione-mostra-attore/

Il Teatro delle Muse di Ancona riapre al pubblico da martedì 27 aprile con la mostra fotografica Attore, il nome non è esattoIl Teatro di Romeo Castellucci – Socìetas Raffaello Sanzio nelle foto di Luca Del Pia.
Un percorso per immagini che accompagnerà il pubblico all’interno del Teatro delle Muse.
Un’immersione nella poetica di un artista e di una compagnia tra i più rilevanti nella  storia del teatro contemporaneo.

L’allestimento della mostra è stato curato da Lucio Diana, la musica è di Scott Gibbons.

La mostra è a ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria e sarà aperta dal martedì al sabato dalle 16 alle 19:30 (in caso di spettacolo serale, l’orario visita terminerà 30 minuti prima dell’orario di inizio recite). La durata della visita è di max 30 minuti.

La mostra sarà fruibile fino al 13 giugno, in coincidenza con la nuova edizione di Inteatro Festival che quest’anno si terrà dal 4 al 13 giugno  2021 a Polverigi e Ancona.

Gli scatti proposti raccontano spettacoli memorabili molti dei quali presentati proprio al Festival Inteatro che  nel 1993 dedicò un’intera edizione esclusivamente ai lavori della compagnia riconoscendone la straordinaria visionarietà.

Dalle note di presentazione della mostra:
La mostra è una veduta di alcuni lampi nel firmamento di Romeo Castellucci, artista della Socìetas Raffaello Sanzio, la Compagnia che ha attraversato la storia del teatro occidentale di questi ultimi decenni illuminandola come un tracciante. Le fotografie di Luca Del Pia cristallizzano i momenti di un flusso indimenticabile e perduto, nella vita  irripetibile degli organismi, nell’agitazione della scenografia, negli abiti indossati con la responsabilità nei confronti della nudità, nei colori perentori, nei ripensamenti della luce, nella vita monumentale degli attori, soprattutto. Attore, il nome non è esatto, perché non c’è alcuna capacità imitativa da esibire più interessante dello stare su un palco addobbato per questo da Romeo Castellucci, con calcolo. Le fotografie di Luca Del Pia di questo parlano, tradendo la semplice memoria di aver visto. Ma quei tradimenti servono, ora, per immaginare altro e altro ancora…

La prenotazione della mostra è obbligatoria.
Per prenotare collegarsi al link www.marcheteatro.it/prenotazione-mostra-attore/

Per informazioni telefonare al numero della biglietteria 071 52525,
negli orari: (dal 27 aprile) dal martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, e il sabato dalle 10 alle 13.

1 apr. 2021 | Il docu-film di Paragoghè vince il Lecce Film Festival-Premio Cineclub 2021

IL DOCUFILM
DI ANGELO LOY
DEDICATO ALLO SPETTACOLO
PARAGOGHÉ
SCRITTO DA MARCO BALIANI E ANDATO IN SCENA
ALL’INTERNO DEL TRIBUNALE DI ANCONA
VINCE
IL LECCE FILM FESTIVAL-PREMIO CINECLUB 2021

Il docufilm di Angelo Loy dedicato allo spettacolo scritto e diretto da Marco Baliani, prodotto da MARCHE TEATRO Paragoghè, andato in scena il 23,24,25 maggio 2019 all’interno del Tribunale di Ancona in occasione del 25° anniversario della strage di Capaci, ha vinto il Lecce Film Festival-Premio Cineclub 2021. Una giuria composta dal comitato scientifico e da diciotto studenti di un Liceo di Lecce hanno premiato il film (in allegato le motivazioni) per il valore sociale e culturale.

Apprezzato per come racconta il passato e il dietro le quinte di un lavoro teatrale e definito dagli studenti in giuria sconvolgente e toccante, il docufilm, già andato in onda su Rai5 nel maggio 2020, è inoltre stato selezionato: al ROMA DOC Festival 2021, già finalista a Eurovision Palermo Film Festival 2020, in concorso al Foggia Film Festival 2020 ed è stato in concorso ad ASTI Intn Film Festival 2021.

Per lo spettacolo teatrale nel maggio 2019 è stato costruito, per la prima volta in Italia, uno spazio scenico all’interno della corte di un Palazzo di Giustizia, con una platea di circa 300 posti. L’operazione, unica nel suo genere, è stata curata di Marche Teatro_Teatro di Rilevante Interesse Culturale che ha prodotto lo spettacolo e co-prodotto con rai5 il docufilm messo in onda lo scorso maggio ad un anno dall’evento teatrale.

Il documentario è disponibile su Raiplay, linkando all’interno della pagina MT SPAZIO on-line il documentario Paragoghè.

www.marcheteatro.it/mt-spazio-on-line/

Leggi qui la rassegna stampa

 

Il documentario:

PARAGOGHÈ – DEPISTAGGIO (ITA, 2020, 60′), regia e montaggio Angelo Loy

fotografia Alessandra Stabile, Fabrizio Barraco, Angelo Loy, musica Mirto Baliani, produzione Marche Teatro e El Shoubrawi, in collaborazione con RAI5.

Ha dichiarato Angelo Loy: “ Ho scelto di raccontare l’unicità di questo percorso_ _attraverso lo sguardo e la presa di coscienza di ragazzi anagraficamente lontani da quei fatti, soffermandomi sulle loro emozioni, cercando di offrire suggestioni piuttosto che informazioni. Sgomenti interrogativi in un racconto che affronta un lato oscuro e rimosso della nostra storia”.

Angelo Loy dirige documentari a tema sociale. Ha lavorato a lungometraggi documentari girati in Africa sub-sahariana (Pinocchio Nero, 2005, Sillabario Africano, 2006, Tropico del Caos, 2019), e sempre in Africa collaborando con Presa Diretta di RAI3 sui temi della salute e del terrorismo. In Italia nei suoi documentari si è occupato di scuola e immigrazione (Una Scuola Italiana, 2 010, Luoghi Comuni, 2015).

I crediti dello  spettacolo teatrale: testo e regia di Marco Baliani, drammaturgia di Maria Maglietta, musiche di Mirto Baliani, spazio e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini, come protagonisti sedici giovani attori marchigiani: Valentina Angelini, Silvia Bertini, Francesco Brunori, Caterina del Giudice, Gianni Giampechini, Eleonora Greco, Carmine Iannaccone, Giacomo Lilliù, Michele Maccaroni, Ludovica Mancini, Nicolò Matricardi, Edoardo Olivucci Vitangeli, Elisa Pesco, Chiara Santarelli, Elena Tonelli, Arianna Vercelli. La produzione è di Marche Teatro.

Dalle note di Marco Baliani: “(…) Paragoghè è uno spettacolo teatrale sul tema del Depistaggio di cui ora grazie al lavoro di “documentazione creativa” condotto da Angelo Loy e dal suo staff, se ne potrà intuire la forza e la complessità.

È uno spettacolo corale, agito per quadri, come un grande arazzo del nostro passato prossimo, composto di tante “voci” che lasciano depositare domande. Inquietanti. Dove accanto alla tragedia dei misfatti compiuti vigila sempre una ostinata civica speranza di riscatto, nonostante tutti i tentativi di spostare il paese verso una destra golpista, prima, massonica poi, sovranista ora, il paese ancora regge, la costituzione, sempre ferita, è ancora qui, sempre riesce a rialzarsi e a sventolare, magari zoppicante, il proprio vessillo.”

26 mar. 2021 | Le Muse muse(o) con il teatro di Romeo Castellucci nelle foto di Luca Del Pia

IN OCCASIONE
DELLA
GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO
IL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
È PRONTO
CON LA MOSTRA FOTOGRAFICA
ATTORE, IL NOME NON È ESATTO.
IL TEATRO DI ROMEO CASTELLUCCI-SOCIÈTAS RAFFAELLO SANZIO
NELLE FOTO DI LUCA DEL PIA

LA MOSTRA APRIRÁ APPENA POSSIBILE
in ottemperanza alle norme sanitarie vigenti

Dal 27 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro  il Teatro delle Muse di Ancona è pronto ad accogliere la mostra fotografica Attore, il nome non è esattoIl Teatro di Romeo Castellucci – Sociètas Raffaello Sanzio nelle foto di Luca Del Pia.

Un percorso per immagini che accompagnerà il pubblico all’interno del Teatro delle Muse.

Un’immersione nella poetica di un artista e di una compagnia tra i più rilevanti nella  storia del teatro contemporaneo.

La mostra aprirà al pubblico appena possibile, nel rispetto delle norme sanitarie vigenti e sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 15 alle ore 19 (conformemente alle regole dettate dall’emergenza sanitaria), su prenotazione obbligatoria,  fino al 13 giugno, in coincidenza con la nuova edizione di Inteatro Festival che quest’anno si terrà dal 4 al 13 giugno  2021 a Polverigi e Ancona.

Gli scatti proposti raccontano spettacoli memorabili molti dei quali presentati proprio al Festival Inteatro che  nel 1993 dedicò un’intera edizione esclusivamente ai lavori della compagnia riconoscendone la straordinaria visionarietà.

Dalle note di presentazione della mostra:

La mostra è una veduta di alcuni lampi nel firmamento di Romeo Castellucci, artista della Sociètas Raffaello Sanzio, la Compagnia che ha attraversato la storia del teatro occidentale di questi ultimi decenni illuminandola come un tracciante. Le fotografie di Luca Del Pia cristallizzano i momenti di un flusso indimenticabile e perduto, nella vita  irripetibile degli organismi, nell’agitazione della scenografia, negli abiti indossati con la responsabilità nei confronti della nudità, nei colori perentori, nei ripensamenti della luce, nella vita monumentale degli attori, soprattutto. Attore, il nome non è esatto, perché non c’è alcuna capacità imitativa da esibire più interessante dello stare su un palco addobbato per questo da Romeo Castellucci, con calcolo. Le fotografie di Luca Del Pia di questo parlano, tradendo la semplice memoria di aver visto. Ma quei tradimenti servono, ora, per immaginare altro e altro ancora…

La prenotazione è obbligatoria.

Info e prenotazioni telefoniche allo 071 52525 (gli operatori di biglietteria rispondono dal martedì al venerdì dalle 14.30 alle 19 e anche nelle mattine di martedì e giovedì dalle 10 alle 13) biglietteria@teatrodellemuse.org

9 mar. 2021 | White Rabbit Red Rabbit dal Teatro delle Muse

SABATO 13 MARZO ALLE ORE 20
EVENTO GLOBALE
DAL  TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
CON LO SPETTACOLO
“WHITE RABBIT RED RABBIT”
DEL PLURIPREMIATO DRAMMATRURGO IRANIANO
NASSIM SOLEIMANPOUR
IN SCENA
CONTEMPORANEAMENTE AD ALTRI  200 TEATRI IN 43 PAESI,
DALLA NUOVA ZELANDA AL GIAPPONE

Sul palco di Ancona
sarà l’attrice Petra Valentini
ad interpretare
il Coniglio bianco/Coniglio rosso
di Nassim Soleimanpour
Il pubblico potrà partecipare attivamente on line
Iscrivendosi gratuitamente
https://www.marcheteatro.it/white-rabbit-red-rabbit-form/

La data del 13 marzo ha un significato particolare per il mondo del teatro: è il giorno in cui, nel mondo, tutti i teatri hanno chiuso le porte al pubblico.

Ad un anno di distanza sabato 13 marzo 2021 200 teatri di 43 Paesi, tra cui, in Italia, il Teatro delle Muse di Ancona, presenteranno al pubblico lo spettacolo che ha reso celebre il drammaturgo iraniano Nassim Soleimanpour: “White rabbit, red rabbit”. Nel giorno che ricorda la più lunga chiusura dei teatri della storia moderna Nassim Soleimanpour e la sua casa di produzione Aurora Nova di Berlino hanno deciso di creare un evento globale concedendo gratuitamente i diritti di presentazione  dello spettacolo a teatri sparsi in tutto il pianeta.

L’iniziativa vuole infondere speranza in un  momento di grande incertezza ed isolamento attraverso uno spettacolo che è prova tangibile di come la creatività sia in grado di sconfiggere le avversità. Lo spettacolo sarà presentato dal vivo nei Paesi dove è finalmente consentito e online  laddove i teatri sono ancora chiusi.

La storia dello spettacolo, rappresentato in tutto il mondo, tradotto in più di 30 lingue ed interpretato da attori ed attrici famosi, è anch’essa singolare.

Dieci anni fa Nassim Soleimanpour era uno sconosciuto autore iraniano a cui era stato negato il passaporto perché aveva rifiutato di fare il militare. Non potendo viaggiare ed interpretare i propri spettacoli, Nassim ideò un testo che poteva essere rappresentato senza prove, senza un regista e senza scenografia. Aveva solo bisogno di un interprete coraggioso che accettasse di leggere il testo davanti ad un pubblico, senza nessuna preparazione e ignorandone del tutto il contenuto.

Grazie al travolgente  successo del Coniglio bianco e rosso Nassim oggi vive a Berlino e continua la sua attività, dimostrazione vivente di come il teatro possa condurre alla libertà. Nel 2018, in occasione del Festival Inteatro, Marche Teatro ha presentato al Teatro delle Muse un nuovo testo dell’Autore, ancora più dichiaratamente autobiografico del precedente, dal titolo “Nassim” che è stato interpretato da cinque attori diversi (Marco Baliani, Arturo Cirillo, Lella Costa, Neri Marcorè, , Lucia Mascino).

Di fronte ad un evento come quello della pandemia Nassim Soleimanpour si è reso conto di come il mondo degli artisti viva una situazione di isolamento e costrizione ancora peggiore di quella che lui stesso aveva sperimentato  in passato nel suo Paese di origine. Per questo ha voluto usare il suo lavoro come veicolo per connettere, dare visibilità e forza al settore mettendo a disposizione dei teatri il suo testo. Lo spettacolo sarà  rappresentato ovunque, in spazi grandi o piccoli, dal vivo o online a seconda delle restrizioni vigenti in ogni Paese.

In Italia lo spettacolo sarà rappresentato sul palcoscenico delle Muse, a causa delle disposizioni vigenti, senza il pubblico in sala che sarà invece connesso online sulla piattaforma zoom. L’interprete scelto per la serata è l’attrice Petra Valentini, che, imperativamente affronterà il testo ignorandone preventivamente  il contenuto.

Sarà un’esperienza unica ed irripetibile condivisa con altri 200 teatri in 43 Paesi ed avverrà nello stesso orario (le ore 20) in ogni parte del mondo, producendo dall’Europa all’Australia una moltitudine di spettacoli che si susseguiranno nel corso di 24 ore, davanti al pubblico in sala o su schermo creando un’unica immensa comunità teatrale.

Centinaia di interpreti accetteranno la sfida di leggere un testo che non conoscono di fronte ad un pubblico, nello stesso momento e alla stessa ora, per riempire di teatro il pianeta nell’arco di una sola giornata.

Lo spettacolo è gratuito e prevede interazione con il pubblico.
Durata da 50 a 70 minuti. L’accesso è gratuito.

Per partecipare è necessario prenotare qui e compilare il form
https://www.marcheteatro.it/white-rabbit-red-rabbit-form/

Alla ricezione del form verrà inviato automaticamente il link per la diretta.

Per ulteriori informazioni scrivere a info@marcheteatro.it.

1 feb. 2021 | Marche Teatro continua il lavoro a porte chiuse

IL LAVORO DI MARCHE TEATRO NON SI FERMA
QUESTA SETTIMANA TRE COMPAGNIE AL LAVORO A PORTE CHIUSE

Arturo Cirillo al Teatro Sperimentale con lo spettacolo Orgoglio e pregiudizio
Duo Kaos alle Muse prova la performance La memoria dell’acqua
Lucia Mauri in residenza creativa a Villa Nappi con il progetto Fuoricampo

inoltre
IL NEGOZIO DEL TEATRO MUSESHOP È UN SUCCESSO
ED È APERTO DAL MARTEDì AL SABATO DALLE 10 ALLE 19

Marche Teatro non si ferma. A porte chiuse il lavoro continua.
Ad Ancona, questa settimana il regista e attore Arturo Cirillo prova al Teatro Sperimentale il riallestimento di Orgoglio e Pregiudizio, al Teatro delle Muse la Compagnia marchigiana Duo Kaos sta lavorando alla performance di circo contemporaneo La memoria dell’acqua mentre a Villa Nappi a Polverigi (altra sede di Marche Teatro) è in residenza creativa l’artista marchigiana Lucia Mauri per lavorare al progetto Fuoricampo.

Arturo Cirillo in Orgoglio e Pregiudizio farà una settimana di prove in attesa di ripartire al più presto in tournée nei migliori teatri italiani. Il capolavoro di Jane Austen, con l’adattamento teatrale di Antonio Piccolo, la regia di Arturo Cirillo; in scena un’eccellente compagnia formata da: Arturo Cirillo, Valentina Picello, Francesco Petruzzelli, Sabrina Scuccimarra, Rosario Giglio, Sara Putignano, Giacomo Vigentini, Giulia Trippetta. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Camilla Piccioni, le musiche originali Francesco De Melis. La produzione dello spettacolo è di MARCHE TEATRO e Teatro di Napoli_Teatro Nazionale.

Arturo Cirillo prodotto da Marche Teatro, è già stato ad Ancona alcune settimane fa per il riallestimento dello spettacolo La Scuola delle mogli che è stato registrato, al Teatro delle Muse, da Rai5. La registrazione dello spettacolo prodotto da Marche Teatro sarà mandato in onda in prima serata il 27 febbraio

Duo Kaos, formato da Giulia Arcangeli Luis Paredes, sta lavorando alla performance La memoria dell’acqua dove il corpo occupa e crea lo spazio: l’azione, diretta e sensibile, prevale sulla narrazione. Il circo diviene linguaggio attraverso il quale si dà peso e significato alla costruzione gestuale di due personaggi protagonisti e alla loro relazione.  Duo Kaos è una compagnia marchigiana prodotta Marche Teatro. Un primo studio della performance è stato già presentata in live streaming  dalle Muse nel dicembre scorso nell’ambito del progetto “Marche Accende” è finanziato dal Consorzio Marche Spettacolo nell’ambito del progetto “Refresh! Lo spettacolo delle Marche per le nuove generazioni” e dalla Regione Marche.

Dall’1 al 15 febbraio la performer marchigiana Lucia Mauri è ospite a Villa Nappi a Polverigi per lavorare al progetto fuoricampo. La residenza creativa fa parte del progetto Residenze 2020 finanziato da MiBACT e dalla Regione Marche nell’ambito del Progetto Residenze Marche Spettacolo. In reazione alle ferite aperte e insanabili di questo periodo nasce fuoricampo. fuoricampo è tutto ciò che accade fuori dal campo visivo ma riverbera nell’immagine manifesta: è ciò che dà da pensare su ciò che è da vedere. In questi mesi ci chiediamo cosa e come sia ancora possibile mettere in scena. E a quale costo. Con quale responsabilità. La giovane danzatrice e coreografa marchigiana Lucia Mauri è tra le fondatrici della compagnia La Lucina, la cui ricerca artistica è volta al dialogo tra linguaggi diversi, indagando le variazioni linguistiche di ciascun codice per ottenere una restituzione che stimoli nuovi intrecci tra dimensioni dello sguardo, dispositivi della visione e immagini. Compagnia La Lucina, regia e drammaturgia Riccardo Novaria e Guido Mannucci, coreografia Riccardo Novaria, musiche composte da Guido Mannucci, performer Lucia Mauri.

Dal martedì al sabato è inoltre aperto da metà dicembre in via Gramsci 2° (lato destro del Teatro delle Muse), un originale showroom (museshop) dove, il pubblico  può, letteralmente,  portarsi a casa un pezzetto di teatro. Una vera e propria bottega delle meraviglie dove si può ammirare ed eventualmente acquistare manufatti teatrali originali realizzati dai laboratori di sartoria e scenotecnica del Teatro. Tutti pezzi unici: creazioni originali, materiali e oggetti di scena, bozzetti, foto, disegni firmati dagli  scenografi e dagli artisti che, negli anni, hanno collaborato con Marche Teatro; gadget divertenti, lampade realizzate con i fari teatrali, shopper tutte diverse create dalla sartoria, ma anche cerchietti, maschere e altre curiosità dal mondo dello spettacolo. Matite, taccuini, zainetti, teatrini di carta da montare, magliette, felpe, ombrelli, miniature dei più noti personaggi delle produzioni di teatro ragazzi e curiosi oggetti legati al mondo teatrale (le medaglie delle Muse, cannocchiali, libri d’arte peep show), mini-bambole-manichino ispirate alle più famose opere liriche, piccoli pensieri per San Valentino e carnevale. Al museshop si possono acquistare anche le riviste specializzate: Sipario, L’Opera, Hystrio e una selezione di libri dedicati al teatro delle case editrici Cuepress, Titivillus e Nottetempo. Una bottega delle meraviglie  per ritornare alla magia dell’azione scenica, in attesa di poter rivivere quelle emozioni che solo lo spettacolo dal vivo è in grado di regalare. Info museshop via Gramsci 2a_Ancona     museshop@marcheteatro.it

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31 dic. 2020 | Bilancio di fine anno per Marche Teatro

Il Consiglio di Amministrazione di Marche Teatro, ha preso atto con soddisfazione della relazione del Direttore Velia Papa sull’andamento dell’attività nel 2020, anno difficilissimo per la vita dei teatri italiani.

Bilancio in pareggio quello del 2020, un risultato del resto scontato nella vita di Marche Teatro che, nato nel 2014, ha chiuso in pareggio tutti i bilanci degli anni precedenti, grazie alla virtuosa gestione.

Il  positivo riconoscimento è stato soprattutto verso la tenuta dell’attività nonostante la chiusura dei teatri dallo scorso 26 febbraio, salvo la breve parentesi estiva, da giugno a settembre con apertura a capienza ridotta.

Parlano i numeri. Nell’annus horribilis Marche Teatro ha registrato: 368 giornate di apertura delle sale, 138 recite di produzione e coproduzione che hanno totalizzato 21.247 presenze paganti. Mentre le recite effettuate dalle compagnie ospitate nei propri teatri sono state 57 portando ad un totale di 195 recite realizzate.

Risultati positivi anche sul tema dell’occupazione che Marche Teatro ha cercato di salvaguardare il più possibile. La flessione lavorativa è stata infatti contenuta. Gli elementi impiegati sono stati 174 con una diminuzione solo del 7% rispetto al 2019, mentre le giornate lavorative effettuate sono state 14.585, in diminuzione del 23%.

Questi risultati più che apprezzabili sono stati conseguiti anche se Marche Teatro ha dovuto cancellare 109 spettacoli programmati nelle tournée nazionali e straniere e abbia registrato un meno 63% degli incassi da recite di produzione.

A fronte degli impedimenti normativi Marche Teatro ha puntato sulla creatività e sull’innovazione come nel caso dello spettacolo L’attore nella casa di cristallo scritto e diretto, da Marco Baliani con cui è stato riaperto il teatro, dopo i lunghi mesi di lockdown totale, il 15 giugno scorso, nella piazza antistante il Teatro delle Muse con attori rinchiusi in grandi cubi trasparenti.

Una nuova area di esplorazione artistica tra teatro e cinema è stata avviata con la produzione dello spettacolo Promenade de santé_Passeggiata di salute di Nicolas Bedos con Lucia Mascino e Filippo Timi, con la regia affidata al regista cinematografico Giuseppe Piccioni che ha contemporaneamente iniziato a girare un documentario sull’esperienza di produzione teatrale, sviluppata, tra Roma e Ancona, nel periodo giugno-settembre.

Dalla pluriennale collaborazione con la compagnia Carrozzeria Orfeo Marche Teatro ha prodotto in luglio il nuovo spettacolo  Miracoli Metropolitani scritto da Gabriele Di Luca che ha potuto debuttare al Napoli Teatro Festival Italia lo scorso luglio e il concorso di scrittura creativa Prove Generali di solitudine insieme ad altri prestigiosi partner.

Sono anche state esplorate forme diverse di contatto con il pubblico utilizzando un mezzo quasi arcaico come il telefono con il progetto Consulti Poetici che, nei mesi di marzo e aprile, ha permesso agli attori di entrare nelle case e dialogare  con il pubblico attraverso la parola poetica di grandi autori.

Il Teatro delle Marche è stato anche tra i primi a dotarsi di mezzi e risorse umane per utilizzare e sperimentare soluzioni digitali di produzione e trasmissione dello spettacolo su schermo dando vita anche ad originali esperienze di live streaming come quella del 22 novembre scorso in cui il danzatore e coreografo Nicola Galli si è esibito sul palcoscenico del Teatro delle Muse, in diretta e in simultanea, con la  danzatrice Hemabharati Palani, dal  palcoscenico del Centro Attakkalari di Bangalore (India), interpretando, ciascuno con il proprio stile, gli stessi brani musicali. Altre esperienze di live streaming negli ambiti anche della danza e del circo contemporaneo sono state sperimentate a teatro chiuso nel periodo della seconda ondata pandemica.

In questo ambito MT spazio online ha raccolto esperienze video e digitali che hanno permesso di vedere l’opera di artisti con cui Marche Teatro collabora (Geraldine Pilgrim, Pete Brooks della compagnia Imitating the Dog, Albert Vidal, Luca Silvestrini, Peeping Tom) e rivedere spettacoli memorabili come Sei personaggi in cerca d’autore ed Enrico IV entrambi diretti da Carlo Cecchi e prodotti negli anni precedenti dal teatro marchigiano, ma anche il documentario diretto da Angelo Loy sull’esperienza produttiva Paragoghé (depistaggi) diretta da Marco Baliani andata in scena all’interno del Tribunale di Ancona.

Marche Teatro non si è mai arreso dimostrando di saper reagire positivamente alle non poche difficoltà che hanno caratterizzato 2020.

Anche quando non restava che una mesta chiusura Marche Teatro ha dato prova di vitalità cercando  nuove soluzioni  impegnando le sue maestranze nell’ apertura, nel mese di dicembre,  di  uno showroom (Museshop) dove il pubblico ha potuto ritrovare nei manufatti esposti o in vendita frammenti di scene, materiali, stoffe, foto, bozzetti, libri che hanno caratterizzato, negli anni, la produzione del teatro di Ancona.

Marche Teatro ha infine chiuso il 2020 con il riallestimento al Teatro delle Muse di una delle sue produzioni migliori: La Scuola delle Mogli di Molière diretta da Arturo Cirillo, anche protagonista, in occasione della registrazione di Rai5, che verrà trasmessa in prima serata sabato 27 febbraio 2021.

29 dic. 2020 | La ripresa televisiva de “La scuola delle mogli”

AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
RAI5 RIPRENDE INTEGRALMENTE
LO SPETTACOLO
LA SCUOLA DELLE MOGLI
DI MOLIÈRE
CON E REGIA DI ARTURO CIRILLO

LA MESSA IN ONDA È PREVISTA
SU RAI5
SABATO 27 FEBBRAIO IN PRIMA SERATA

Al Teatro delle Muse di Ancona le troupe di RAI5 sono al lavoro per la ripresa integrale dello spettacolo La Scuola delle Mogli di Molière con e regia di Arturo Cirillo.

La Compagnia è già in prova e le riprese saranno effettuate in questi giorni.

Lo spettacolo andrà in onda su RAI5, sabato 27 febbraio in prima serata alle ore 21.15.

La scuola delle mogli di Molière con la traduzione Cesare Garboli, vede in scena: Arturo Cirillo, Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo, Giacomo Vigentini, scene Dario Gessati, costumi Gianluca Falaschi, luci Camilla Piccioni, musiche Francesco De Melis, regia Arturo Cirillo; assistente alla regia Mario Scandale, assistente scenografo Eleonora Ticca, assistente costumista Nika Campisi. La produzione è di Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro di Napoli_Teatro Nazionale.

La regia televisiva è a cura di Francesca Taddeini.

Lo spettacolo ha debuttato in teatro nel luglio 2018 in estiva al Festival di Borgio Verezzi ed è stato in scena a Roma per due volte, per poi affrontare con grande successo di pubblico e critica tre stagioni di tournée toccando i palcoscenici dei più bei teatri italiani.

Dalle note di Arturo Cirillo: “La scuola delle mogli” è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi.

M’immagino una scena che è una piazza, come in una città ideale, con la sua prospettiva, la sua geometria, dove al centro vi è una casa girevole, al cui interno possiamo vedere una scala che porta ad una camera che è anche una cella, una stanza delle torture. L’azione avviene nello spazio tra questa casa ed un’altra, che non vediamo, appartenenti entrambe al protagonista, il quale si fregia di un doppio nome e di una doppia identità, come doppia è la sua natura. Egli è uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un indefesso fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. Al centro una giovane donna cavia di un esperimento che solo una mente maschilista e misantropica poteva escogitare: è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava, del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei. (…)

Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini.

www.marcheteatro.it/produzioni/la-scuola-delle-mogli/

La stampa ha detto:

Molière c’est moi La Repubblica, RODOLFO DI GIAMMARCO

Che immensa trovata, l’impianto scenico d’oggi d’un testo di secoli fa: è la struttura d’una casa di bambola di due piani ruotante su se stessa con cui la regia di Arturo Cirillo affronta splendidamente La scuola delle mogli di Molière.
(…)E la pièce molièriana… s’avvale del performativo sforzo degli attori che in panni di macchinisti fanno girare la casetta disegnata da Dario Gessati. Poi c’è la paradossalità nevrotica dell’Arnolfo riconcepito ora da Cirillo in persona, stupendamente afflitto da moderne turbe tutorie, e la grazia quasi da androide d’una perfetta Valentina Picello alias Agnese, e del suo innamorato rapper Giacomo Vigentini. E sarcastici, i costumi damascati che imitano un arazzo.

Molière, conflitti mascherati da farsa Corriere della Sera, MAGDA POLI

Spira un’aria d’inquietante amarezza ne La scuola delle mogli di Molière portato in scena da Arturo Cirillo anche protagonista nel ruolo del ricco Arnolfo… La bella regia e l’ottima interpretazione di Cirillo sembrano accendere un nucleo nascosto, un groviglio ossessivo che si trasforma in dolore, in sconfitta, in penosa mestizia, il tutto tra vicende farsesche e personaggi grotteschi a tratti burattineschi. Una lettura interessante.  (…)Agnese, interpretata con bravura infantile e maliziosa, tutta gesti e insofferenze da Valentina Picello. …Bravi anche Giacomo Vigentini, Francesco De Melis, Marta Pizzigallo e Rosario Giglio. Ancora una volta Cirillo sembra aver ben capito come Molière sia sempre uomo di teatro di «grandi urti e grandi conflitti» mascherati da farsa.

Quel dittatore dei sentimenti seppellito dagli sberleffi Il Manifesto, GIANFRANCO CAPITTA

Uno spettacolo intelligente (e divertente) …

(… )LA TRADUZIONE , molto bella ed efficace, di Cesare Garboli ci restituisce intatta la forza di quella lezione e delle ridicole pretese che, storicamente come nelle vicende private, così sono destinate a concludersi. E Arturo Cirillo, da sempre conoscitore e maestro di comicità popolare, imprime allo spettacolo un ritmo trascinante che si fa anche moralità pubblica. Sono bravi gli attori che lo circondano nel ruolo di presuntuoso babbeo (fantastica la spudorata ingenuità di Valentina Picello, anche se son tutti scattanti e simpatici), ma Cirillo ha saputo trovare almeno altri due punti di forza. La scena di Dario Gessati è una macchina mirabile (…). L’ALTRA SORPRESA è la musica, composta da Francesco De Melis, che non «accompagna» la vicenda, ma con i virtuosismi di diversi strumenti crea una vera partitura, parallela e dialettica con la commedia.