ESISTENZE Gran Galà di Danza

sabato 14 novembre 2026, ore 20.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

Fondazione Regionale Arte nella Danza

ESISTENZEGRAN GALÀ DI DANZA

direzione artistica Eugenia Morosanu

Un Galà di danza lascia sempre impronte indelebili negli occhi di chi guarda. La magia, la leggerezza, la perfezione di certi passi di danza compiuti dalle étoiles ospiti di Ancona e del Teatro delle Muse lasciano il segno. Per Eugenia Morosanu, direttrice della Fondazione Regionale Arte nella Danza che da un ventennio organizza la manifestazione, l’asticella è sempre più alta, in una sfida continua con la bellezza, l’armonia, la capacità di portare ad Ancona solo grandi nomi dai teatri più grandi del mondo. E l’edizione 2026 non sarà diversa! Anche se mancano ancora tanti mesi al 14 novembre, data nella quale si potrà godere dello spettacolo, le conferme già incassate sono un lasciapassare per l’incanto scenico e l’arte sublime che si potrà ammirare in teatro. Sono scelte che non hanno mai tradito il pubblico e che abitualmente lasciano gli spettatori con gli occhi e il cuore rapiti per quanto visto sul palcoscenico. E così, piano piano, il pubblico di Ancona si è abituato alla meraviglia, a passi di danza sempre più perfetti, ad esibizioni sempre più performanti. Negli anni il repertorio della danza classica ha permesso agli spettatori di capire, di apprezzare, di scegliere, di amare il Gran Galà. Un raffinare la propria cultura attraverso i grandi nomi del balletto, la possibilità di emozionarsi senza preoccuparsi dei propri occhi lucidi, l’esprimere apprezzamenti attraverso applausi lunghi una vita: tutto questo è stato il passato e tutto questo sarà ancora una volta il futuro, a cominciare dallo spettacolo del 14 novembre al Teatro delle Muse di Ancona.

ARRIVANO I DUNQUE

giovedì 10 dicembre 2026, ore 20.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

ARRIVANO I DUNQUE
Avannotti, Sole blu e la storia della giovane saracinesca

di Alessandro Bergonzoni
produzione Teatro Carcano

Dopo il lunghissimo tour di “Trascendi e Sali” Alessandro Bergonzoni torna in teatro con il suo nuovo spettacolo “Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)”.
Un’asta dei pensieri dove cerco il miglior (s)offerente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta”.
Un luogo scenico, multifunzionale, dove proseguire la sua ricerca artistica nei territori che in questi anni lo hanno visto partecipare attivamente in prima persona ad avvenimenti sia artistici che sociali applicando fattivamente la “…congiungivite dove varco il fraintendere, fino all’unità dismisura, tra arte e sorte, fiamminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah.”
E se in questo nuovo allestimento vogliamo trovare un’altra cifra bergonzoniana, insieme ovviamente alla scrittura comica, dovremo cercarla nella “Crealtà”, altra sua invenzione, che esplicita, in un pensiero che si fa neologismo, la vera tensione morale di questo artista unico: il tentativo di ricreare una realtà che non solo non ci basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati.
Quindi “Arrivano i Dunque” perché i tempi sono colmi e come si chiede Bergonzoni “Manca poco? Tanto é inutile? Non per niente tutto chiede!”

Un’asta dei pensieri. Cerco il miglior (s)oferente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta.
Parto dallo sproposito, per la rifusa, con la congiungivite, varco il fraintendere, fino all’unità dismisura, tra arte e sorte, famminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah.
C’realtà! Lunire all’esistente l’atranuova san(t)itá, nelle nostre avannotti larvate.
Grossomodo, seguendo i miei estinti, preganti di continuare a infinire.
Mi sono fatto prendere la mano (sposato o salvato dall’annegar?).
Il tempo stringe, non è sempre abbraccio, ma corda o lenzuolo.
Basta afacciarsi sul percipizio e sentir lindimostrabiliante sciamanumanesimo tradotto in esasperanto.
La scenografa “èscatologica”, il sole blu, la giovane saracinesca su (ermetica perché io mistero), altrista in un tealtro ove nulla accade senza tutti.
Manca poco? Tanto é inutile?
Non per niente tutto chiede!
Alessandro Bergonzoni

IL LAGO DEI CIGNI

domenica 27 dicembre 2026, ore 20.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

Balletto di Milano

IL LAGO DEI CIGNI

Balletto in due atti su musica di P. I. Tchaikovsky
Coreografia di Teet Kask
Scenografia di Marco Pesta

“La mia nuova creazione / versione originale de Il Lago dei Cigni di Tchaikovsky è influenzata dalla vita reale del compositore e da ciò che egli avrebbe potuto provare emozionalmente nel momento in cui compose la musica del celebre balletto. Uno dei personaggi principali del Lago dei Cigni è il principe Siegfried che si ispira a Ludwig II, visionario Re di Baviera, storicamente soprannominato il “Re Cigno”.

La mia nuova interpretazione del Lago dei Cigni, celebra chi, malgrado le critiche sociali e le ostilità, continua a seguire le proprie aspirazioni, bisogni e amori e (dunque) celebra la libertà di espressione. Il personaggio principale Siegfried, infatti, segue e realizza i suoi sogni con piena dedizione e amore. Credo che Tchaikovsky abbia messo il suo cuore e l’anima nel carattere di Siegfried. Anche il mio Siegfried ha un temperamento artistico e rifugge le responsabilità attribuitegli dalla famiglia e dalla società. Suo padre vuole costringerlo a sposare una donna non scelta dal suo cuore e dunque il messaggio sottinteso al pubblico è quello di seguire le nostre aspirazioni e la “voce interiore” per fare la scelta giusta.

A CHRISTMAS CAROL il musical

martedì 29 dicembre 2026, ore 20.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

A CHRISTMAS CAROL – musical

dal magico romanzo di Charles Dickens

Compagnia dell’Alba – TSA Teatro Stabile d’Abruzzo

Sinossi È la vigilia di Natale, nella Londra del 1843, e tutti si accingono a festeggiare la ricorrenza. Solo il vecchio usuraio Ebenezer Scrooge, mal sopporta questa festività. Dopo aver cacciato in malo modo tre uomini che gli chiedono un contributo per i bisognosi, Scrooge, chiuso il negozio, si reca solitario verso la sua dimora. Durante la cena prima di andare a letto, riceve la visita dello spirito di Jacob Marley, suo vecchio socio, morto sette anni prima proprio la notte della vigilia di Natale. Lo spirito di Marley è avvolto da pesanti catene alle cui estremità pendono dei forzieri: catene che sono conseguenza dell’avidità e dell’egoismo perpetrati mentre era in vita. Scrooge, spaventato, chiede al vecchio socio come poter evitare la stessa sorte e Marley gli rivela di essere ancora in tempo per mutare il suo destino. Prima di congedarsi, gli annuncia l’immediata visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. I tre spettri, tra flashback e premonizioni riusciranno a mutare l’indole meschina ed egoista di Scrooge, che si risveglierà la mattina di Natale con la consapevolezza che l’avidità del denaro e l’attaccamento alle sole cose materiali sono sbagliati: finalmente la carità e la fratellanza si faranno largo nel cuore del vecchio usuraio, che per la prima volta trascorrerà il Natale con il nipote Fred e la sua famiglia.

Note di Regia Il personaggio di Ebenezer Scrooge, al di là del semplice racconto e del significato intrinseco della novella dickensiana, potrebbe essere facilmente ricondotto ad una certa tendenza del mondo di oggi: quella dell’indifferenza, dell’intolleranza, dell’essere asociali, pur nell’epoca dei social. Tra un’umanità che va sempre più in fretta, oggi si tende spesso a rinchiudersi nel proprio guscio, nel proprio mondo, con il proprio cellulare e i propri auricolari, per isolarsi da tutto e da tutti. Ecco, dunque, che il monito del defunto amico Marley, che appare a Scrooge nelle vesti di uno spettro proprio per suggerirgli un cambiamento nella sua vita e nel suo carattere, dovrebbe essere un’esortazione per tutti noi, verso un atteggiamento che guardi maggiormente agli altri. Se tutto questo è poi accompagnato dalle meravigliose musiche di Alan Menken, per la prima volta presentate in Italia, allora un messaggio così forte non può che divenire vincente e positivo per farci riflettere, sia pure all’interno di una cornice divertente e di intrattenimento, su quanto una maggiore disponibilità verso il prossimo potrebbe cambiare e migliorare le nostre vite.

Musiche di Alan Menken
Liriche di Lynn Ahrens
Libretto di Mike Ockrent e Lynn Ahrens ispirato al racconto di Charles Dickens
Coreografie originali di Susan Stroman
Regia originale di Mike Ockrent
Presentato in prima assoluta da Radio City Entertainment presso il Teatro del Madison Square Garden

Versione Italiana Gianfranco Vergoni
Direzione Musicale Gabriele De Guglielmo
Regia e Coreografie Fabrizio Angelini 
Aiuto Regia Alessia De Guglielmo
Scene Gabriele Moreschi
Costumi Marcella Zappatore
Disegno Luci Valerio Tiberi
Disegno Fonico Alberto Soraci
Direzione Musicale Associata Monja Marrone
Costumista Associata Arturo Versaci

Roberto Ciufoli Ebenezer Scrooge
Fabrizio Angelini Mr Fezziwig
Gabriele de Guglielmo Spirito del Natale Presente
Carolina Ciampoli Spirito del Natale Passato
Jacopo Pelliccia Jacob Marley
Noemi Cappellini Mamma di Scrooge
Mattia Cavallari Scrooge a 18 anni
Cristian Cesinaro Mr Smythe
Filippo Di Menno Fred Anderson
Edilge di Stefano Emily
Ottavio Cannizzaro Bob Cratchit
Angela Pascucci Mrs Fezziwig
Mariachiara Iammarino Sally Anderson
Elisa Marangon Mrs Cratchit
Serena Mastrosimone Mrs Mops
Chiara Rollo Mrs Pickwick
Alessandra Somma Spirito del Natale Futuro
Michele Jacovelli Vecchio Joe/Mr Hawkins
Ilaria Carafa, Ludovica Civitarese, Irene De Arcangelis in alternanza nel ruolo di Fan
Valeria Paternesi, Francesco Pizzeghello Swing
e con i giovanissimi Alessandro Carulli, Yari Catena, Sofia Di Mascio, Alessandro Dragani, Aurora Iocco, Leonardo La Sorda, Edoardo Maggi, Beatrice Paolucci, Flora Sopranzetti in alternanza nei ruoli di Grace Smythe, Jonathon e del piccolo Tim

TOTALMENTE INCOMPATIBILI

venerdì 8 gennaio 2027, ore 20.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

Nuzzo / Di Biase

TOTALMENTE INCOMPATIBILI

Produzione AGIDI e Coop CMC/Nidodiragno

In contrasto tra di loro, in disaccordo con il mondo, felicemente inadattabili. Per Corrado Nuzzo e Maria Di Biase non valgono né il detto “chi si somiglia si piglia” e neppure “gli opposti si attraggono”, perché nulla li accomuna e tutto li allontana.

Eppure, nonostante questo, da svariati anni continuano a stare insieme nella vita e in scena: perché? Perché amano le diversità, perché si sentono dei pesci fuor d’acqua, perché sono degli outsider, ma soprattutto perché con il loro disagio fatturano.

Con un metodo empirico consolidato questi due fini studiosi dell’animo umano cercheranno insieme al pubblico di codificare il presente, riducendo al minimo il confronto con il passato e la paura per il futuro.

Vittime come tutti dell’inciviltà digitale che semplifica il contenuto, asseconda la pigrizia, indebolisce la memoria, cercheranno nonostante tutto di privilegiare l’analisi rispetto al giudizio concedendosi il lusso di fermarsi un attimo e raccontare i disastri che vedono intorno a loro.

Consapevoli che non si può ridere di tutto e di tutti, rimangono comunque convinti a provarci fino in fondo. In questo spettacolo troveranno un punto di accordo o resteranno totalmente incompatibili? Lo scoprirete solo a teatro.

Dopo il grande successo di DELIRIO A DUE di Eugène Ionesco per la regia di Giorgio Gallione – coprodotto sempre da AGIDI e Coop CMC/Nidodiragno, che in due anni di tournée e in oltre 100 repliche ha registrato tutti sold out, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase tornano al teatro con uno spettacolo, di cui sono anche autori, che prende spunto dalla loro vita, anche di coppia, e da un’osservazione curiosa e ironica di quella degli altri.

LA VIE EN ROSE… BOLERO

martedì 19 gennaio 2027, ore 20.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

Balletto di Milano

LA VIE EN ROSE… BOLERO

La vie en rose
Balletto su canzoni di Charles Aznavour, Edith Piaf, Jacques Brel,Yves Montand
Coreografia di Adriana Mortelliti

Boléro
Balletto su musica di Maurice Ravel
Coreografia di Adriana Mortelliti

Un titolo di punta che registra incredibili sold out, La vie en rose…Bolero è tra le coreografie simbolo del Balletto di Milano, che dal 2010 ad oggi è stata rappresentata con successi fuori dal comune in Italia, Svizzera, Russia, Francia, Marocco ed Estonia.

Il primo atto è composto da La vie en rose, un lavoro ironico e nostalgico, gioioso, emozionante, sulle più belle canzoni francesi che è valso ad Adriana Mortelliti il Premio Rieti Danza come miglior coreografa. I testi poetici sono magistralmente interpretati dai danzatori nelle suggestive pieces che raccontano storie di tutti i giorni.

Nel secondo atto il celeberrimo Boléro di Maurice Ravel nell’esclusiva versione del Balletto di Milano: non solo gioco di seduzione, ma l’eterna storia di una nascita, di un’attrazione inevitabile verso un essere simile, di un moltiplicarsi di incontri. Una coreografia dinamica che cresce con la musica e culmina nel finale sensazionale.

BANCÀL

sabato 27 febbraio ore 20.30
domenica 28 febbraio ore 16.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

da un’idea di Virginia Raffaele

BANCÀL

scritto da Virginia Raffaele, Francesco Freyrie, Daniele Prato e Giovanni Todescan

regia Federico Tiezzi

scenografia Pierpaolo Bisler
costumi sono di Giovanna Buzzi

disegno luci Marco Pollini
aiuto regia Giovanni Scandella
musiche e direzione musicale Paolo Silvestri

Produzione ITC2000

Una carovana che viaggia da secoli, senza confini, finalmente è arrivata in città: va in scena uno spettacolo di storie traballanti, sgangherate, imperfette.
Il Circo Bancàl è la normalità che va in tilt. È il difetto che diventa meraviglia.
Accompagnata da un’orchestra, Virginia Raffaele mette al centro della pista numeri straordinari di vite quotidiane: innamorati appesi a un filo, anziani sparati da un cannone, animali parlanti, pagliacci in giarrettiera…ci riconosciamo in un circo che non è una messinscena, è l’ironia con cui, tutti i giorni, ognuno di noi cerca di stare in equilibrio.

NOVELLA BELLA

venerdì 23 aprile 2027, ore 20.30
Teatro delle Muse fuori abbonamento

NOVELLA BELLA

di e con Nino Frassica
con la partecipazione di Pietro Pulcini
musiche e video Mauro Caruso

Produzione ARTShow

Novella Bella approda in Teatro, la rubrica comico-letteraria di Nino Frassica entrata in tutte le case tramite la trasmissione Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio.

Un momento ormai cult, in cui Frassica porta sullo schermo il suo inconfondibile umorismo surreale, mescolando parodia, poesia e puro non-sense.

Ispirata alle vecchie riviste di racconti sentimentali, Novella Bella è una serie di brevi novelle “improbabili”, lette da Frassica con tono solenne e impeccabile serietà, mentre le storie si fanno via via sempre più illogiche, comiche e disarmanti. Titoli improbabili, amori impossibili e finali completamente assurdi compongono un piccolo uni verso di comicità linguistica e fantasia pura.

“Novella Bella” è uno spettacolo che non racconta solo storie ma gioca con il modo stesso di raccontarle. Un appuntamento immancabile per chi ama il genio comico di Frassica e il suo inconfondibile mondo di assurda poesia.

Vi aspettiamo in Teatro.