Marco Polo e le città invisibili al debutto
LUCA ZINGARETTI IN MARCO POLO E LE CITTÀ INVISIBILI
DIRETTO DA GIUSEPPE DIPASQUALE
IL CAPOLAVORO DI ITALO CALVINO ARRIVA A TEATRO
DAL 4 ALL’8 NOVEMBRE
AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
IN PRIMA NAZIONALE
POI LA TOURNÉE ITALIANA
IN SCENA CON ZINGARETTI
GIANLUIGI FOGACCI, MASSIMO REALE, ARIANNA PRIMAVERA, CAMILLA DIANA
Ancona, 29 ottobre 2026
A cinquant’anni dalla pubblicazione di “Le città invisibili” di Italo Calvino, una delle opere più suggestive della letteratura del Novecento arriva per la prima volta sui palcoscenici italiani in una riduzione di prosa organica. Protagonista è Luca Zingaretti, nei panni di Marco Polo, in Marco Polo e le città invisibili, con lui in scena: Gianluigi Fogacci, Massimo Reale, Arianna Primavera, Camilla Diana.
L’adattamento e la drammaturgia sono di Edoardo Erba, la regia, scene e luci di Giuseppe Dipasquale, i costumi di Stefania Cempini, le musiche di Germano Mazzocchetti. Lo spettacolo è una nuova produzione di Marche Teatro in coproduzione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini.
Marco Polo e le città invisibili, in prova in questi giorni ad Ancona, debutta al Teatro delle Muse di Ancona dal 4 all’8 novembre 2026, per poi proseguire in tournée.
Lo spettacolo apre la Stagione di Prosa 2026 2027 di Marche Teatro.
Dopo il debutto al Teatro delle Muse di Ancona, lo spettacolo sarà in scena il 10, 11 e 12 novembre al Teatro Comunale di Thiene; dal 13 al 15 novembre al Teatro Comunale di Ferrara; il 17 e 18 novembre al Teatro Rossini di Civitanova Marche e dal 19 al 22 novembre al Teatro Rossini di Pesaro. La tournée proseguirà dal 23 al 26 novembre al Teatro Guglielmi di Massa, dal 27 al 29 novembre al Teatro dei Rinnovati di Siena e il 1° dicembre al Teatro Verdi di Brindisi. Dal 2 al 6 dicembre sarà la volta del Teatro Piccinni di Bari, seguito da una rappresentazione l’8 dicembre al Teatro Carani di Sassuolo, il 9 e 10 dicembre al Teatro Civico di La Spezia e dall’11 al 13 dicembre al Teatro Valli di Reggio Emilia. A metà dicembre lo spettacolo raggiungerà il Trentino-Alto Adige: il 15 dicembre sarà al Teatro Puccini di Merano e dal 16 al 20 dicembre al Teatro Comunale di Bolzano. Nel nuovo anno, la tournée riprenderà dall’8 al 17 gennaio 2027 al Teatro Bellini di Napoli. Dal 19 al 24 gennaio lo spettacolo sarà al Teatro Ebe Stignani di Imola, il 26 e 27 gennaio al Teatro Sociale di Rovigo, il 28 gennaio al Teatro Sociale di Cittadella e dal 29 al 31 gennaio al Teatro Giovanni da Udine di Udine.
Portare in scena Calvino significa confrontarsi con un universo letterario in cui le città sono molto più di luoghi da descrivere: sono immagini, visioni, possibilità, specchi attraverso i quali osservare la condizione umana e il mondo che abitiamo. La sfida di questa produzione è trasformare l’atlante poetico dello scrittore in un’esperienza teatrale capace di parlare al presente, senza rinunciare alla ricchezza e all’ambiguità del testo originale.
La regia e le scene di Giuseppe Dipasquale realizzano tale progetto attraverso una dimensione simbolica, lontana da ogni ricostruzione esotica e didascalica. La scena diventa uno spazio mentale nel quale luce, vuoto e presenza degli interpreti contribuiscono a costruire un universo sospeso tra realtà e immaginazione. Al centro, il rapporto tra Marco Polo e il Gran Khan, due figure che incarnano visioni contrapposte, ma inseparabili, della conoscenza e del potere. Il pavimento è una vasta scacchiera bianca e nera, emblema del pensiero astratto di Kublai, al cui centro è impresso un grande mandala alchemico. È il luogo della contesa razionale, della catalogazione geometrica del reale. Ma al di sopra di questo ordine poggia un mondo che crolla: una massiccia parete semicircolare di lamiere arrugginite e corrose, segnata da arcate prigioniere e sovrastata da una cupola metallica sospesa.
Il regista Giuseppe Dipasquale ha dichiarato “Rileggere oggi Le città invisibili significa misurarsi con un’opera profetica, un atlante vertiginoso che scava nelle contraddizioni del nostro tempo prima ancora che accadessero. Il lavoro con Edoardo Erba e Luca Zingaretti è nato dalla necessità di incarnare quella straordinaria architettura poetica in un corpo a corpo vivo, dove la purezza visionaria di Calvino diventa azione scenica implacabile, capace di interrogare le nostre macerie interiori e consegnarci un’abbagliante bussola etica per il futuro”.
La drammaturgia di Edoardo Erba costruisce una reinvenzione teatrale che intreccia dimensione psicologica e politica, trasformando l’incontro tra Marco Polo e il Gran Khan in un confronto serrato tra due modi di guardare il mondo. Da una parte il potere, che ambisce a conoscere, ordinare e possedere; dall’altra l’intelligenza del racconto, capace di immaginare ciò che ancora non si vede e di dare forma a nuove possibilità.
In un Oriente che è soprattutto un luogo della mente, un uomo si presenta alla corte di Kublai Khan dichiarando di essere Marco Polo. La sua identità è certa? È davvero il viaggiatore veneziano o un impostore? Il sovrano, inquieto di fronte a un impero immenso che sembra ormai sfuggirgli, lo sottopone a una prova: saranno i suoi racconti a decidere del suo destino. Prende così forma un duello in cui le parole diventano strumenti di conoscenza, seduzione e potere.
Le città evocate da Marco Polo sembrano provenire da un altrove immaginario, eppure restituiscono immagini riconoscibili del nostro tempo. Le metropoli soffocate dai rifiuti, le reti invisibili delle connessioni digitali, i paesaggi dell’omologazione e le contraddizioni della modernità trasformano le visioni calviniane in altrettante domande sul nostro presente. Il viaggio non conduce soltanto attraverso città immaginarie, ma dentro le inquietudini di una civiltà alle prese con le proprie trasformazioni.
Luca Zingaretti ha sottolineato “La cosa che mi colpisce di più di Calvino è la sua modernità: le sue parole sembrano scritte una settimana fa, o addirittura arrivare dal futuro. Portare in scena Le città invisibili è una sfida affascinante, per trasformare la ricchezza e la complessità del suo pensiero in un gioco teatrale capace di coinvolgere il pubblico di oggi e lasciare in ciascuno spunti di riflessione”.
Accanto a Luca Zingaretti, nel ruolo di Marco Polo, Gianluigi Fogacci interpreta il Gran Khan, mentre Arianna Primavera è l’Imperatrice, Massimo Reale interpreta Toi-Du e Camilla Diana è Matta, il buffone del Khan. Un gruppo di cinque interpreti dà corpo a un universo in cui i personaggi e le loro relazioni contribuiscono a sviluppare il confronto tra autorità, immaginazione e ricerca di senso.
Marco Polo e le città invisibili invita così il pubblico a guardare le città contemporanee e, attraverso di esse, a interrogarsi sul proprio modo di abitare il mondo. Le visioni di Calvino rivelano una sorprendente capacità di anticipare questioni che oggi attraversano la nostra quotidianità, dalla trasformazione degli spazi urbani alla pervasività delle connessioni tecnologiche, fino alla difficoltà di distinguere ciò che ci opprime da ciò che può ancora aprire nuovi orizzonti.
Rimane, al fondo del viaggio, una domanda essenziale: come riconoscere, in mezzo alle contraddizioni del presente, ciò che merita di essere salvato? È l’interrogativo che attraversa le pagine di Calvino e che la scena restituisce agli spettatori, invitandoli a cercare, anche dentro le città più difficili da abitare, possibilità di bellezza, relazione e speranza.
Marche Teatro è riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i 20 Teatri delle Città di Rilevante Interesse Culturale ed è sostenuto da Comune di Ancona, Regione Marche, Ministero della Cultura / Banco Marchigiano, FMG Frittelli Maritime Group, Pastificio Luciana Mosconi, CO.PE.MO., Estra, Viva Energia e con il Patrocinio di Rai Marche.
Info biglietti per le date di Ancona on line www.vivaticket.com e in biglietteria 07152525 biglietteria@teatrodellemuse.org – orario di apertura: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 19.


