20 ottobre 2025 – Teatro delle Muse ore 19.30

ODINTEATRET
Gli spazi del Teatro

incontro con EUGENIO BARBA e JULIA VARLEY

Con dimostrazioni pratiche e riflessioni, Eugenio Barba e Julia Varley affronteranno i diversi aspetti del rapporto dell’attore con lo spazio.

Esiste uno spazio esterno, geografico, che abbraccia l’attore sul palco. Esiste uno spazio interiore fatto di immagini e motivazioni. Lo spazio danza e si trasforma attraverso il movimento dell’attore. La voce crea spazi intimi e panorami lontani. A teatro, spazio e tempo creano flussi e ritmi che influenzano la percezione dello spettatore.

Gli spettacoli di gruppo dell’Odin Teatret utilizzano uno spazio “fiume”, con gli spettatori disposti su due lati del palco. Ciò presuppone una tecnica attoriale capace di muoversi contemporaneamente in direzioni diverse, con una drammaturgia del corpo già implicita in ogni azione.

Biglietti € 6

I biglietti sono disponibili anche su vivaticket.com.


Eugenio Barba è uno dei maestri della storia del teatro del secondo Novecento. La sua attività, punto di riferimento a livello internazionale in oltre mezzo secolo, ha spaziato in più direzioni: dalla creazione artistica di spettacoli alla riflessione teorica, dalla trasmissione dell’esperienza alla conservazione della memoria storica, dallo studio scientifico sulla tecnica dell’attore al teatro “fuori dal teatro”, nei contesti sociali e transculturali del mondo per attivare rapporti fra culture ed etnie diverse.
Eugenio Barba nasce in Puglia (Italia), cresce a Gallipoli, frequenta il liceo classico alla Scuola Militare Nunziatella a Napoli.
Nel 1954, emigra in Norvegia. A Oslo lavora come lattoniere e saldatore poi, per due anni, come marinaio su un cargo norvegese. Intanto studia all’Università dove si laurea in letteratura francese e norvegese e storia delle religioni.
Nel 1961, grazie a una borsa di studio, segue il corso di regia presso la Scuola Teatrale di Varsavia. Lo interrompe dopo un anno per andare a lavorare con un piccolo teatro sperimentale di provincia a Opole, diretto dal giovane e a quel tempo sconosciuto regista Jerzy Grotowski e dal critico Ludwik Flaszen. Vi resta fino al maggio del 1964, alternando il lavoro di aiuto regista con i viaggi in Europa per promuovere l’attività di Grotowski che nel 1965 sarà al centro del suo primo libro Alla ricerca del teatro perduto. Di quegli anni anche un primo soggiorno di cinque mesi in India dove conosce e scrive un saggio sul kathakali, teatro danza tradizionale, allora pressoché sconosciuto in Occidente.
L’ottobre del 1964 è una data fondamentale: Barba fonda a Oslo l’Odin Teatret con alcuni giovani “respinti” dalla scuola di teatro di Stato. Due anni dopo, si trasferisce col suo gruppo in Danimarca, a Holstebro, e qui dà vita a un laboratorio teatrale con modalità di produzione pionieristiche.  Oltre agli spettacoli in spazi non tradizionali, diventa centrale l’apprendimento/training dell’attore e la sua trasmissione attraverso seminari e corsi didattici che l’Odin organizza in tutto il mondo. Queste esperienze di pedagogia alternativa, fuori dalle scuole istituzionali, costituiscono per il gruppo un’essenziale risorsa artistica ed economica.
L’insieme di queste attività dà vita al Nordisk Teaterlaboratorium che, con l’Odin Teatret e l’ensemble interculturale Theatrum Mundi, diventa un ambiente e un luogo unico nell’universo del teatro, senza confini e multilingue. Le collaborazioni e le iniziative di Barba e i suoi attori con teatri, università, gruppi di base e istituzioni prestigiose sfociano in numerose iniziative pedagogiche, artistiche e sociali, a Holstebro e in svariate parti del mondo, particolarmente in Sud America.
Eugenio Barba e l’Odin Teatret realizzano 81 spettacoli, nei teatri e in luoghi non convenzionali, portandoli nelle strade, nelle piazze, nei paesi, nelle comunità “senza teatro”. Il rapporto attore-spettatore diventa interferenza, interazione e reciprocità attraverso la pratica del “baratto”, uno scambio di espressioni culturali tra gli attori dell’Odin e le popolazioni dei diversi continenti.
Le centinaia di esperienze in giro per il mondo si radicano anche nella “casa” di Holstebro in Danimarca dove Barba e l’Odin Teatret ogni tre anni coinvolgono decine di associazioni, scuole, centri culturali, militari, polizia, commercianti, associazioni sportive e di volontariato in una Settimana di Festa – la Festuge – con il fine di celebrare durante nove giorni e notti la diversità e le risorse delle numerose culture della comunità.
Questa attività locale e internazionale trova, in quegli anni, corrispondenza in una proliferazione di gruppi di teatro che Barba definisce Terzo Teatro: una nuova cultura teatrale, né tradizionale né d’avanguardia.
Come “isole galleggianti”, questi gruppi di artisti, spesso autodidatti, coltivano un’etica professionale ma anche sociale e civile, modificando così la geografia culturale dei luoghi in cui operano. Nel 1976 Barba organizza un incontro tra gruppi europei e latino-americani basato su uno scambio della loro cultura di lavoro – il training – avviando una tradizione di incontri che continua ancora oggi. Per l’occasione scrive il testo Terzo Teatro che acquista valore di Manifesto. Nel 1979 pubblica Le isole galleggianti, tradotto immediatamente in numerose lingue. Il libro descrive le esperienze dell’Odin Teatret e diventa un “grido di battaglia” per molti gruppi teatrali.
Il 1979, è un altro anno cruciale: Eugenio Barba fonda l’ISTA, International School of Theatre Anthropology, un laboratorio internazionale itinerante di studi comparativi sui principi che stanno alla base della tecnica dell’attore/danzatore nelle diverse tradizioni e culture. Questo campo di studi vivo e denso, che Barba ha definito “antropologia teatrale”, è una delle più importanti intuizioni nel teatro del secondo Novecento, opportunità di ricerca, confronto scientifico e condivisione, grazie all’apporto di artisti, studiosi ed esperti di saperi diversi.
Nel 1990 Barba fonda l’Università del Teatro Eurasiano in collaborazione con l’Università di Bologna. Nel 2002 dà vita al Centre for Theatre Laboratory Studies in collaborazione con l’Università di Aarhus.
Barba ha pubblicato 25 libri, numerosi saggi e articoli tradotti in una trentina di lingue. È nel comitato editoriale di alcune riviste internazionali, tra cui “TDR – The Drama Review”, “Performance Research”, “New Theatre Quarterly” e “Teatro e Storia”. Ha fondato due case editrici, Odin Teatrets Forlag (1967) e Icarus Publishing Enterprise (2009) in collaborazione con il Grotowski Institute (Polonia) e TARF, Theatre Arts Researching the Foundation (Malta). È promotore e redattore di due riviste: “Teatrets Teori og Teknikk” (1967) e “Journal of Theatre Anthropology” (2021).
Barba ha ricevuto numerosi premi internazionali. La sua ricerca artistica nel campo dell’antropologia teatrale è stata riconosciuta con lauree e dottorati onorari dalle università di Aarhus, Ayacucho, Bologna, Havana, Varsavia, Plymouth, Hong Kong, Buenos Aires, Tallinn, Cluj-Napoca, Edinburgo, Shanghai e Peloponneso.
Gli sono stati concessi la “Reconnaissance de Mérite Scientifique” dell’Università di Montreal, il Premio Sonning dell’Università di Copenaghen, Il Premio Internazionale Luigi Pirandello, il Premio Thalia dell’International Association of Theatre Critics (IATC), l’onorificenza Gloria Artis della Polonia e la medaglia della città di Atene. È Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana e Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La Danimarca gli ha elargito i più alti riconoscimenti: il Premio dell’Accademia Danese nel 1976 e nel 2000 la Croce di Cavaliere della Regina di Danimarca. Nel 2013 l’associazione dei registi danesi gli ha assegnato il premio alla carriera e lo Stato danese un vitalizio per meriti artistici verso la nazione.
Nel 2020, insieme all’attrice Julia Varley, istituisce la Fondazione Barba Varley, con lo scopo di sostenere artisti e artiste che lavorano in situazioni di svantaggio a causa delle loro opinioni politiche o per motivi razziali, di genere e di appartenenza sociale.

Julia Varley è nata a Londra nel 1954. A tre anni si è trasferita con la sua famiglia a Milano, dove ha fatto gli studi, includendo filosofia all’Università Statale. Nel 1971, sempre a Milano, Julia Varley entra a far parte del Teatro del Drago, un gruppo teatrale amatoriale ispirato al Bread and Puppet Theater, partecipando a diversi spettacoli. Dal 1973 il Teatro del Drago diventa più impegnato politicamente facendo interventi nei quartieri periferici, scuole, fabbriche e feste popolari e partecipando a manifestazioni. Julia era responsabile delle attività teatrali del Circolo La Comune e della scuola di teatro nella casa occupata del centro sociale di Santa Marta.
Nel 1976 Julia Varley si è unita all’Odin Teatret in Danimarca lavorando come attrice in spettacoli di gruppo, solo, interni e di strada, tutti con la regia di Eugenio Barba (Anabasis, J.S. Bach, Il Milione, Ceneri di Brecht, Il Vangelo secondo Oxyrhincus, Talabot, Il Castello di Holstebro I e II, Le stanze del palazzo dell’imperatore, Kaosmos, Nello scheletro della balena, Le farfalle di Doña Musica, Mythos, Ode al progresso, Le grandi città sotto la luna, Il sogno di Andersen, Don Giovanni all’Inferno, Ur-Hamlet, Il matrimonio di Medea, Killing Time, La vita cronica, Ave Maria, L’albero, Un personaggio che non può morire. L’attività principale di Julia Varley è ancora oggi essere attrice dell’Odin Teatret.
Dal 1978, Julia Varley insegna in scuole e università, tiene seminari e segue gruppi teatrale e artisti in tutto il mondo. Ha sintetizzato la sua esperienza in cinque dimostrazioni di lavoro: L’eco del silenzio, Il fratello morto, I venti che sussurrano, Testo – Azione – Relazioni, Il tappeto volante.
Dal 1983; Julia Varley partecipa alla ideazione e organizzazione del Magdalena Project, una rete di donne nel teatro contemporaneo. È la direttrice artistica del Festival Internazionale Transit, Holstebro, dedicato a temi di interesse per donne che lavorano in teatro. Julia ha organizzato i primi incontri del Magdalena Project a Holstebro nel 1987 e il primo Festival Transit nel 1992. Da allora i Festival Transit sono stati organizzati ogni tre anni.
Dal 1990 Julia Varley è coinvolta nell’ideazione e organizzazione dell’ISTA (Scuola Internazionale di Antropologia Teatrale) e dal 1992 nell’ideazione e organizzazione dell’Università del Teatro Eurasiano, entrambe dirette da Eugenio Barba. Dal 2008, Julia Valrey e Eugenio Barba hanno ideato la residenza annuale per attori e registi L’arte segreta dell’attore a Brasilia, in collaborazione con Luciana Martuchelli e la sua compagnia YinsPiração.
Nel 2019 Julia Varley è diventata coordinatrice artistica del Nordisk Teaterlaboratorium-Odin Teatret (NTL), organizzando il suo festival annuale ogni gennaio. Nel dicembre 2022 si stacca dal Nordisk Teaterlaboratorium e continua la sua attività di attrice nell’Odin Teatret che si organizza come associazione autonoma.
Julia Varley ha curato la regia di 21 spettacoli con diverse compagnie: con Pumpenhaus Theater in Germania (Auf den Spuren des Yeti e Blau), con Ana Woolf dall’Argentina (Semi di Memoria, Dietro il sipario, Bianca è la notte), uno spettacolo di bambini con Hisako Miura dal Giappone (Matrimonio della Volpe), con Lorenzo Gleijeses e Manolo Muoio (Il Figlio di Gertrude, L’esausto o il profondo azzurro, Una giornata qualsiasi del danzatore Gregorio Samsa); con Gabriella Sacco (Il gusto delle arance) dall’Italia; con Carolina Pizarro dal Cile (Tierra de fuego e De Amagaki a shibugaki, geografía de un aprendizaje)¸con Marilyn Nunes dal Brasile (Estrelas, O oposto, O pesadelo de uma borboleta)¸con Amaranta Osorio e Teresa García dal Messico e dalla Spagna (Anónimas); con l’italiana Teresa Ruggeri (Rovine del tempo); con il gruppo internazionale The Jasonites (Banana Revival  e Tomorrow)¸con Cia Pessoal de Teatro dal Brasile (EntreNãoLugares); con YinsPiração dal Brasile (Mare Serenitatis).
Julia Varley ha pubblicato tre libri: Vento ad Ovest; Pietre d’Acqua e Un’attrice tra i suoi personaggi, tradotti in italiano, inglese, francese, greco, spagnolo, portoghese, arabo e cinese.  Ha scritto diversi articoli e saggi pubblicati in riviste come “Teatro e Storia”, “Lapis”, “Performance Research”, “New Theatre Quarterly”, “Conjunto”, “Teatro XXI”, “The Mime Journal”. Julia Varley è redattrice di “The Open Page”, una rivista di donne in teatro pubblicata ogni anno dal 1996 al 2008, ed è redattrice di The Open Page Publications che ha prodotto quattro libri sulla storia del Magdalena Project dal 1986 al 2019. Dal 2020 è redattrice del Journal of Theatre Anthropology fondato da Eugenio Barba.
Nel 2020, insieme a Eugenio Barba, fonda la Fondazione Barba Varley per sostenere artisti in situazioni di svantaggio dal punto di vista razziale, di genere, opinioni politiche e appartenenza sociale. Nel 2021 fonda l’associazione Transit Next Forum – Women and Theatre in Danimarca per continuare autonomamente le sue attività in connessione con The Magdalena Project.