26 gen. 2016 | Neri Marcorè alle Muse di Ancona

Parabole del presente e nuove utopie,
si fondono in un anomalo, reinventato teatro canzone

Dal 28 al 31 gennaio al Teatro delle Muse di Ancona, la Stagione Teatrale 2015 16 curata da Marche Teatro prosegue con Neri Marcorè in Quello che non ho, liberamente ispirato all’opera di Pier Paolo Pasolini, canzoni di Fabrizio De André, drammaturgia e regia di Giorgio Gallione, voci e chitarre Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini, arrangiamenti musicali Paolo Silvestri, scene e costumi Guido Fiorato, luci Aldo Mantovani, collaborazione alla drammaturgia Giulio Costa produzione Teatro dell’Archivolto.

La rabbia di Pier Paolo Pasolini e le anime salve di Fabrizio De Andrè.

Da questa libera ispirazione nasce Quello che non ho, un affresco teatrale che cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in equilibrio instabile tra ansia del presente e speranza nel futuro. Si serve per questo di storie emblematiche, parabole del presente, che raccontano (anche in forma satirica) nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione.

A questo tessuto narrativo si innestano le canzoni di Fabrizio De Andrè, poesie in musica che passano dalle ribellioni e i sarcasmi giovanili alla visionarietà dolente dei “non allineati” contemporanei, costruendo idealmente un dialogo, etico e politico, tra le narrazioni dell’Italia e del mondo di due artisti spesso in assonanza.

Dalle note sullo spettacolo: Stiamo producendo orrori e miserie, ma anche un tempo fatto di opere meravigliose, quadri, musica, libri, parole. Eredità e testimonianza della civiltà umana sono le frasi di Leonardo: “seguiamo la fantasia esatta”, di Mozart “siamo allievi del mondo”, di Rameau “trovo sacro il disordine che è in me”, di Monet “voglio un colore che tutti li contenga” , di Fabrizio De Andrè “vado alla ricerca di una goccia di splendore”, fino alle utopiche provocazioni di Pasolini “è venuta ormai l’ora di trasformarsi in contestazione vivente”

Così viaggiando “in direzione ostinata e contraria” si favoleggia del “Sesto continente” un’enorme Atlantide di rifiuti di plastica (grande 2 volte e mezzo l’Italia) che galleggia al largo delle Hawaii; di evoluti roditori, nuovi padroni del mondo, che inaugurano il regno di Emmenthal (…dopo Neanderthal); di surreali, realissime interrogazioni parlamentari che lamentano la scomparsa di Clarabella(?!) dai gadgets dell’acqua minerale; di guerre civili causate dal coltan, minerale indispensabile per far funzionare telefonini e playstation, di economia in “decrescita felice” che propone la pizza da un euro (una normale margherita, grande però come un euro…), costruendo così un mosaico variegato di storie (anche in forma di canzone) che si muove tra satira, racconto e suggestione poetica.

Dopo avere esplorato Gaber e i Beatles, questa volta Neri Marcorè si confronta con un reinventato esempio di teatro canzone che, ispirandosi a due giganti del nostro recente passato prova a costruire una visione personale dell’oggi. Un tempo nuovo e in parte inesplorato in cerca di idee e ideali.

Le canzoni di Fabrizio De Andrè presenti nello spettacolo sono: Se ti tagliassero a pezzetti (De Andrè _ Bubola), Una storia sbagliata (De Andrè – Bubola), Ottocento (De Andrè – Pagani), Don Raffaè (De Andrè – Pagani- Bubola), Quello che non ho (De Andrè – Bubola), Khorakhanè (A forza di essere vento) (De Andrè – Fossati), Smisurata preghiera (De Andrè – Fossati), Dolcenera (De Andrè – Fossati), Volta la carta (De Andrè – Bubola), Canzone per l’estate (De Andrè – De Gregori).

Per il ciclo di incontri “L’aperitivo con gli artisti” Neri Marcorè inconterà il pubblico sabato 30 gennaio alle ore 18.30 al musecaffé (foyer di prima galleria del Teatro delle Muse), conduce l’incontro la giornalista Valentina Conti.

25 gen. 2016 | Teatrino del Piano, luogo di incontro tra culture e generazioni diverse

Dopo i laboratori
di teatro/disabilitá e per i piú piccoli
partono altri 5 corsi
e 13 sono gli appuntamenti di spettacolo di teatro ragazzi fino ad aprile

Progetti, laboratori e spettacoli. Al Teatrino del Piano c’è gran movimento. Marche Teatro attraverso il coordinamento di Lino Terra del Teatro del Canguro è partito con il progetto di “Teatro di Comunità”. La partecipazione attiva del “fare teatro” è una delle priorità del Comune di Ancona e di Marche Teatro rispetto a questo spazio.

Tre sono i laboratori già in corso: “C’è qualcosa di grande” corso dedicato ai giovanissimi tra i 7 e i 13 anni a cura di Andrea Bartola e la sezione “Teatro e disabilità” a cura di Simone Guerro e del Teatro del Canguro in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Ancona. Il laboratorio promosso dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Ancona, già attivo da molti anni, curato dal regista Simone Guerro, con la collaborazione di Alessandra Giombini,Claudia Bolognini e Marco Piccinini della Coop. sociale Codess, ha rappresentato e rappresenta un importantissimo momento di aggregazione  creativa, che ha portato il gruppo a vivere esperienze emozionanti ed appaganti. Il laboratorio “C’è qualcosa di grande” abbina il lavoro di concentrazione e attenzione ad un gioco teatrale sempre divertente e coinvolgente.  Il laboratorio teatrale con gli utenti del centro diurno della Coop. Papa Giovanni XXIII, curato dal Teatro del Canguro, rappresenta per i partecipanti un insostituibile appuntamento settimanale durante il quale si cerca di favorire espressività e comunicazione anche in chi ha più difficoltà nel linguaggio e nel movimento.

Altri 5 progetti di formazione sono in partenza con altrettanti laboratori a cura di tre associazioni e/o operatori che da anni lavorano sul territorio; le sezioni di lavoro riguardano l’incontro tra culture e il confronto e l’avvicinamento tra generazioni.

La sezione Intercultura prevede 3 laboratori: Teatropolis 2016, giunto alla sua dodicesima edizione, corso di teatro Interculturale: Canti e racconti dal mondo a cura di Gianluca Barbadori e Sandra Cattaneo; in partenza anche le iscrizioni a Teatropolis giovani Laboratorio teatrale interculturale per adolescenti e giovani dai 14 ai 19 anni a cura di Gianluca Barbadori e Lorenzo Palmisano con la collaborazione di Stefania Zepponi e ci si può iscrivere anche a Bio-ritmi Ritmi dal Mondo condotto da Simone Bellezze. I tre laboratori sono a cura dell’Associazione Ponte tra Culture. (per info e iscrizioni: 3465006102 gianlucapontetra@gmail.com)

La sezione Intergenerazioni prevede 2 laboratori: Genitori, figli: una relazione in movimento, incontri di danza per bambini mamme e papà a cura dell’Associazione Hexperimenta (per info e iscrizioni 3394507203 stefaniazepponi@hexperimenta.org) e il laboratorio Vanja nella città: progetto intergenerazionale a cura di Luca Levi. Vanja nella città è un laboratorio teatrale rivolto a tutti e a tutte le età.  E’ un progetto su un confronto generazionale che vorrebbe parlare di quello che siamo, di quello che siamo stati, di quello che saremo o di quello che avremmo potuto/voluto essere. È un parlare di  Cechov  per parlare di noi. (per info e iscrizioni 347 5337959 lucalevi@libero.it)

“Lo scopo dei laboratori – dichiara Lino Terra – non è quello di formare in senso professionale attori e danzatori, e neppure di concentrare il lavoro in previsione di una messa in scena finale che pure sotto varie forme è quasi sempre prevista. Ma piuttosto stimolare tutti i partecipanti ad utilizzare i vari linguaggi dello spettacolo dal vivo in senso creativo, offrendo possibilità di nuova espressione e  una nuova forma di socializzazione favorita dalla reciproca conoscenza, dall’integrazione fra generazioni e diverse culture, condividendo impegno e passione.”

Per sottolineare l’importanza del lavoro rispetto ad un teatro “sociale”, prosegue Lino Terra:  “Possono esserci anche rare e preziose eccezioni, come ad esempio quella dell’attore down Fabio Spadoni, uno dei partecipanti al laboratorio promosso dall’Assessorato ai servizi sociali del Comune di Ancona. Fabio, sotto l’esperta guida del regista Simone Guerro, già da alcuni anni si esibisce con una compagnia marchigiana professionale e quest’anno ha avuto l’occasione di lavorare in  uno spettacolo della “Societas Raffaello Sanzio”, una delle più importanti realtà del teatro contemporaneo italiano,  in una tournée  che lo ha portato ad esibirsi anche a Parigi”.

Il Teatrino sarà naturalmente anche luogo di spettacolo per i più piccoli, sono infatti programmati 13 appuntamenti all’interno della tradizionale rassegna per ragazzi “Aperditad’occhio”, con lo scopo di avvicinare i più piccoli oltre che al linguaggio del teatro, anche a questa nuova struttura che li potrebbe vedere in futuro come attivi frequentatori. (info e prenotazione spettacoli 071 82805 info@teatrodelcanguro.it).

Un altro importante aspetto che caratterizza il Teatrino del Piano è la possibilità di contaminazione che la struttura offre. Per la prima volta i partecipanti alle varie attività hanno l’occasione di incontrare gli altri gruppi, sentirsi in un luogo a loro dedicato, riconoscersi nella voglia di fare teatro in prima persona.

L’attività del Teatrino del Piano è sostenuta da Comune di Ancona Assessorato alla Cultura e Assessorato aI Servizi Sociali, MARCHE TEATRO teatro di rilevante interesse culturale. L’attività di Marche Teatro è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, Regione Marche, Comune di Ancona, Camera di Commercio di Ancona e dagli sponsor Angelini spa e Prometeo Estra.

STORIE: QUANDO MIMMO ERA PICCOLO

spettacolo di teatro d’attore per bambini a partire dai cinque  anni
13-14 febbraio / 12-13 marzo 2016 | Teatrino del Piano

con Lino Terra

Marche Teatro / Teatro del Canguro

“Quando ero piccolo non avevo molti giocattoli come hanno oggi tutti i bambini, o quasi…”
Comincia così, da questo vero ricordo autobiografico, forse comune a tutti quelli d’ una certa generazione, il racconto giocoso e a volte surreale di questa storia. Si parla dei rapporti che i bambini hanno con i loro coetanei, dei loro giochi, dei loro bisticci, della loro voglia di stare assieme nonostante tutto, e soprattutto della loro grande fantasia che trasfigura persone, personaggi, luoghi e situazioni.
Una macchinina rossa, con luce intermittente e sirena incorporata, come quella della polizia, diventa il mezzo veloce e potente con il quale inizierà il racconto del protagonista attraverso un viaggio virtuale che prevede tappe realistiche d’ un tempo che fu ( il suo passato di bambino popolato ad esempio dalla tv dei ragazzi, con cartoni e documentari in bianco e nero ) ed altre tappe assolutamente fantastiche ed assurde frutto della più sfrenata immaginazione. C’è negli episodi narrati la leggerezza, l’incoscienza e quella voglia di divertimento tipici dell’infanzia, ma c’è anche la necessità di misurarsi con il mondo intorno per affrontare quella che spesso appare come la più difficile prova della vita: diventare davvero grandi!
“Quando hai così pochi giocattoli: se un tuo amico, al quale avevi prestato il tuo camioncino giallo, te lo restituisce irrimediabilmente rovinato, non è facile evitare il litigio. A volte però, così come accadde quella volta, da un litigio può nascere una grande amicizia, la più grande di tutta un’ infanzia!”

sabato ore 18 – domenica ore 17

STORIE: LA STORIA DI MIMMO E PICCOLO

sabato 20 e 27 febbraio, sabato 5 marzo, ore 18
Teatrino del Piano

Piccolo è un burattino molto…piccolo. La sua piccola storia è racchiusa all’interno di uno spazio che lo vede nascere e vivere e scoprire tutto quanto c’è da scoprire. Come in un quaderno dove i bambini disegnano le loro storie ed i loro personaggi, il mondo di Piccolo è tutto da inventare e da riempire, da colorare e da completare. La sua vita è un foglio di carta bianca e pulita dove tutto può accadere; è sufficiente disegnarvi il mare perché su quel mare Piccolo possa navigare e poi naufragare ed infine salvarsi su di una piccola isola che lo accoglierà bagnato ed impaurito. Con  Piccolo gioca un “grande”: Mimmo. Mimmo è un grande un po’ buono e un po’ cattivo, un po’ simpatico e un po’ no; un grande non si aspettava un compagno così…piccolo e che qualche volta non sa resistere alla tentazione di dimostrarsi più forte e più importante dell’altro. Tra i due si sviluppa così un rapporto continuo, ora pacifico e sereno, ora costruito su piccole ripicche e dispetti, a volte anche di rabbia, ma che si concluderà alla fine con una inevitabile collaborazione fra i due unici protagonisti e antagonisti della storia. Scenicamente lo spettacolo è costituito da uno spazio-teatrino dove Piccolo vive la sua storia e dove Mimmo gli disegna o gli porge semplici ed usuali oggetti che ambientano o modificano le sue vicende.

dai 3 anni

con Lino Terra, Nicoletta Briganti, Lorella Rinaldi/Natascia Zanni
regia di Lino Terra

posto unico  € 4,00
posti limitati-si consiglia la prenotazione allo 071 82805

Prevendita presso la biglietteria del Teatro delle Muse – tel. 071 52525
Orario biglietteria dal martedì al sabato ore 9.30-13.30 – giovedì e il venerdì anche il pomeriggio ore 16.30-19.30

  

19 gen. 2016 | Al via sabato 23 gennaio la Stagione Teatrale di Jesi

SUCCESSO PER LA CAMPAGNA ABBONAMENTI
AL PERGOLESI AUMENTANO GLI ABBONATI DEL 24%

PROSEGUONO ANCHE GLI APPUNTAMENTI A MAIOLATI

Parte con i migliori auspici la Stagione Teatrale 2015-16 del Teatro G.B. Pergolesi che registra un aumento degli abbonati del 24%. Un segnale importante dell’attenzione del pubblico verso la qualità del cartellone.

La Stagione del Teatro Pergolesi di Jesi è promossa insieme alla Stagione 2015-16 del Teatro Gaspare Spontini di Maiolati dalla Fondazione Pergolesi Spontini con gli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Jesi e di Maiolati Spontini, in collaborazione con MARCHE TEATRO Teatro di Rilevante Interesse Culturale e AMAT, con il contributo di UBI Banca Popolare di Ancona e di Sogenus.

La Stagione Teatrale 2015-16 del Teatro G.B. Pergolesi si apre sabato 23 gennaio 2016 con lo spettacolo DUE PARTITE di Cristina Comencini, con Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti, Giulia Bevilacqua per la regia di Paola Rota, produzione Artisti Riuniti. Siamo negli Anni ‘60, quattro donne giocano a carte in una casa. Ogni giovedì, da molti anni, si riuniscono per fare una partita, chiacchierare, passare il pomeriggio. Con loro le loro figlie piccole. 45 anni dopo la storia si ripete. Due epoche allo specchio, due modi di essere donne.

Venerdì 5 febbraio 2016 è la volta de I SUOCERI ALBANESI di Gianni Clementi, con Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi e con Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi per la regia di Claudio Boccaccini prodotto da Officine del Teatro Italiano. Una famiglia borghese e un’esistenza improntata al politically correct che crolla improvvisamente come un castello di carte a causa della rottura di una tubazione del bagno di servizio. Una commedia divertente per risate intelligenti sull’integrazione.

Il cartellone prosegue domenica 28 febbraio 2016 con il testo e l’interpretazione di Marco Baliani in TRINCEA diretto da Maria Maglietta; la produzione, di MARCHE TEATRO, ha ricevuto il logo ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Uno spettacolo aspro, crudo, a tratti grottesco, un viaggio dentro l’indicibile della Prima guerra mondiale, la follia, la paura, la perdita di identità.

Domenica 6 marzo 2016, la Compagnia Umberto Orsini presenta IL PREZZO di Arthur Miller, con un cast importante che vede in scena: Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Alvia Reale, Elia Schilton, la regia è di Massimo Popolizio. Che prezzo si è disposti a pagare per raggiungere i propri obiettivi e per mantenere il proprio benessere?

Martedì 15 marzo 2016, Maria Amelia Monti e Paolo Calabrese sono i protagonisti di NUDI E CRUDI di Alan Bennett, in palco con loro anche Nicola Sorrenti; la pièce è diretta da Serena Sinigaglia. Lo spettacolo è prodotto da a.ArtistiAssociati. Sul filo di un’ironia mai scontata o volgare, Bennett affronta il tema della relazione uomo-donna e suggerisce con struggente e profonda delicatezza quanto sia difficile amare.

Martedì 29 marzo 2016, la Star Dust Show Productions presenta QUEI DUE di Charles Dyer con Massimo Dapporto e Tullio Solenghi per la regia di Roberto Valerio. Un’inedita coppia gay con tutte le dinamiche di due coniugi provati da una vita fatta ormai di litigi e battibecchi. Una gara di bravura tra due consolidati interpreti della scena italiana che per la prima volta giocano con due personaggi davvero insoliti.

Proseguono anche gli appuntamenti alla Stagione 2015-16 del Teatro Gaspare Spontini di MAIOLATI venerdì 12 febbraio con SOGNI E BISOGNI di e con Vincenzo Salemme prodotto da Chi è di Scena srl. Si parte da un presupposto surreale: il distacco di un… attributo dal corpo del proprio “padrone”. Aldilà degli accadimenti Sogni e bisogni è una commedia di fortissimo impatto comico e nello stesso tempo consente a Vincenzo Salemme di continuare il percorso che ha iniziato ormai già da qualche anno. Aprire cioè in qualche modo la confezione borghese della commedia classica per intrattenere il rapporto con il pubblico in sala.

Sabato 19 marzo sarà la volta di FISSO’ARMONIKOS di e con Giorgio Felicetti e con Valentina Bonafoni, prodotto da Esteuropaovest. La quasi vera storia della fisarmonica: una magica scatola sonora che fa ridere, commuovere e stupire. Una favola sentimentale, che fa ridere, commuovere, stupire, e invita lo spettatore a ballare i propri sogni ‘on the road’, che dall’Italia arriva alle strade d’Europa, e poi di là, fino alle Americhe. Alla ricerca di quella magica scatola musicale e degli incredibili suonatori che l’hanno amata.

La Stagione del Teatro Spontini si chiude martedì 5 aprile 2016 con lo spettacolo 7 MINUTI di Stefano Massini, con la grande Ottavia Piccolo per la regia di Alessandro Gassmann produzione ERT/Teatro Stabile dell’Umbria. Un’opera sul lavoro, i diritti, le garanzie. Un lavoro di attualità assoluta in cui ci si rispecchia e ci si ritrova senza alcuno sforzo. Il linguaggio di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso nel descrivere i rapporti ed i percorsi di vita di undici donne, madri, figlie, tutte appunto diverse tra loro, ma capaci di raccontarci una umanità̀ che tenta disperatamente di reagire all’incertezza del futuro.

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI
Biglietteria Teatro Pergolesi Tel. 0731 206888 – biglietteria@fpsjesi.com  www.fondazionepergolesispontini.com
Marche Teatro: TEATRO DELLE MUSE Tel. 071 52525 – biglietteria@teatrodellemuse.org
Amat: Tel. 071 2072439 – info@amat.marche.it Questo indirizzo e-mail è protetto dal bot spam. Devi avere Javascript attivato per vederlo.  www.amatmarche.net

ufficio stampa
FONDAZIONE PERGOLESI SPONTINI Simona Marini tel. 0731 202944, cell. 393.9570691, ufficiostampa@fpsjesi.com
MARCHE TEATRO Beatrice Giongo tel. 071 20784226, cell. 335 7550083, beatrice.giongo@marcheteatro.it
AMAT Barbara Mancia tel. 071 2075880, cell. 335 7756368, b.mancia@amat.marche.it

18 gen. 2016 | Arturo Cirillo è Rosalinda Sprint in “Scende giù per Toledo”

di Giuseppe Patroni Griffi
produzione Marche Teatro

Scena Contemporanea 15 16
Mercoledì 20 gennaio al Teatro Sperimentale di Ancona

Mercoledì 20 gennaio alle ore 20.45 al Teatro Sperimentale di Ancona, all’interno della programmazione di SCENA CONTEMPORANEA 2015 16 curata da MARCHE TEATRO arriva Arturo Cirillo con lo spettacolo Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi.

Lo spettacolo prodotto da MARCHE TEATRO in collaborazione con Tieffe Teatro di Milano, arriva in prima regionale ad Ancona dopo tante date e successo di pubblico e critica in tutta Italia.

Arturo Cirillo è protagonista e regista di questo testo cult della letteratura napoletana. Hanno lavorato: alle scene Dario Gessati, per i costumi Gianluca Falaschi, le musiche originali sono di Francesco De Melis, le luci di Mauro Marasà, regista assistente è Roberto Capasso.

Scende giù per Toledo è una travolgente invenzione letterarie, scritta da Giuseppe Patroni Griffi nel 1975, la storia di un travestito napoletano, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suoi mutanti abitanti. In una scrittura che Natalia Ginzburg ha definito dello stile della “natura dell’acqua, uno stile nuotato che consente di spendersi nei confronti di un personaggio, ora con ironia e ora con pietà, spostandosi a nuoto e leggermente tra l’uno e l’altro”. Tra straniamento ed immedesimazione si disegna la figura di Rosalinda Sprint, “una figura maldestramente ritagliata nella carta, le forbici si sono mangiate parte del bordo intorno, n’è scappata fuori una silhouette in scala ridotta” come dice l’autore. Una scrittura quella di Patroni Griffi tutta musicale, fisica, continuamente mobile tra la prima e la terza persona. Un flusso di parole che diventano carne, e spesso danza. Un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire. Sorella immaginaria, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato, la Sprint attraversa gli umori, i suoni della città di Napoli, qui più che mai diventata luogo metafisico, invenzione di un posto che non c’è.

Dalle note di regia di Arturo Cirillo – “Scende giù per Toledo” è un romanzo breve, lo lessi per la prima volta molti anni fa, come un piccolo cult della letteratura napoletana, e da allora è rimasto nella mia memoria. Rosalinda Sprint è in fondo una pura, Patroni Griffi usa per lei parole come tenerezza, gracilità, assenza di volgarità, senso di smarrimento, oltre che a farla continuamente avvicinare alla morte, fino all’onirico finale dove forse muore realmente. Ora dovrei dire cosa mi ha spinto a forzare la natura di un testo nato per essere letto, così da poterlo portare sulla scena. O meglio cosa mi ha spinto a farlo senza riscrivere nulla. Direi che la scrittura che usa Patroni Griffi in questo libro sia di tipo sperimentale, tutta musicale, in cui si usa pochissimo il napoletano come terminologia ma molto come sonorità. L’autore decide di rompere continuamente le regole, descrivendo in terza persona e poi spostandosi sulla prima, immettendo di colpo un parlato diretto, avvolte anche senza l’uso del virgolettato. Eliminando totalmente in alcuni passaggi la punteggiatura, come se fosse un unico flusso di parole.  È questo flusso che mi ha fatto pensare ad un lingua teatrale, oltre che a darmi la suggestione di un monologo interiore. Io la metto in una stanza fatta di isole, il letto non a caso tondo, il tappeto ovale, lo specchio tondo anch’esso, qualche paravento, dei vestiti sparsi. La stanza in cui alla fine l’autore ci fa ritrovare la sua fragile eroina, dandoci l’impressione che lì ci starà per sempre, perché è un’invenzione e come tale fuori dal tempo del nascere e del morire. Un’invenzione tra l’altro per cui ci sono voluti molti anni per scriverla, come ricorda nella dedica iniziale ai suoi molteplici cani avuti in gioventù. La forma del monologo nasce quindi dal non voler drammatizzare il testo, essendo costretti ad inventare delle vere scene teatrali con altri personaggi, ma al contrario facendo in modo che gli altri nascano da dentro, tra sé e sé, nel tempo sospeso del sogno e del rimembrare -.

Lo spettacolo è consigliato ad un pubblico adulto.

Biglietto intero €12 / biglietto ridotto €10 – ridotto ètà: under 30 over 65, MarcheTeatrocard, Operacard
la vendita on line su www.geticket.it
biglietteria Teatro delle Muse 071 52525 biglietteria@teatrodellemuse.org.
per i gruppi 071 20784222 info@marcheteatro.it