31 dic. 2020 | Bilancio di fine anno per Marche Teatro

Il Consiglio di Amministrazione di Marche Teatro, ha preso atto con soddisfazione della relazione del Direttore Velia Papa sull’andamento dell’attività nel 2020, anno difficilissimo per la vita dei teatri italiani.

Bilancio in pareggio quello del 2020, un risultato del resto scontato nella vita di Marche Teatro che, nato nel 2014, ha chiuso in pareggio tutti i bilanci degli anni precedenti, grazie alla virtuosa gestione.

Il  positivo riconoscimento è stato soprattutto verso la tenuta dell’attività nonostante la chiusura dei teatri dallo scorso 26 febbraio, salvo la breve parentesi estiva, da giugno a settembre con apertura a capienza ridotta.

Parlano i numeri. Nell’annus horribilis Marche Teatro ha registrato: 368 giornate di apertura delle sale, 138 recite di produzione e coproduzione che hanno totalizzato 21.247 presenze paganti. Mentre le recite effettuate dalle compagnie ospitate nei propri teatri sono state 57 portando ad un totale di 195 recite realizzate.

Risultati positivi anche sul tema dell’occupazione che Marche Teatro ha cercato di salvaguardare il più possibile. La flessione lavorativa è stata infatti contenuta. Gli elementi impiegati sono stati 174 con una diminuzione solo del 7% rispetto al 2019, mentre le giornate lavorative effettuate sono state 14.585, in diminuzione del 23%.

Questi risultati più che apprezzabili sono stati conseguiti anche se Marche Teatro ha dovuto cancellare 109 spettacoli programmati nelle tournée nazionali e straniere e abbia registrato un meno 63% degli incassi da recite di produzione.

A fronte degli impedimenti normativi Marche Teatro ha puntato sulla creatività e sull’innovazione come nel caso dello spettacolo L’attore nella casa di cristallo scritto e diretto, da Marco Baliani con cui è stato riaperto il teatro, dopo i lunghi mesi di lockdown totale, il 15 giugno scorso, nella piazza antistante il Teatro delle Muse con attori rinchiusi in grandi cubi trasparenti.

Una nuova area di esplorazione artistica tra teatro e cinema è stata avviata con la produzione dello spettacolo Promenade de santé_Passeggiata di salute di Nicolas Bedos con Lucia Mascino e Filippo Timi, con la regia affidata al regista cinematografico Giuseppe Piccioni che ha contemporaneamente iniziato a girare un documentario sull’esperienza di produzione teatrale, sviluppata, tra Roma e Ancona, nel periodo giugno-settembre.

Dalla pluriennale collaborazione con la compagnia Carrozzeria Orfeo Marche Teatro ha prodotto in luglio il nuovo spettacolo  Miracoli Metropolitani scritto da Gabriele Di Luca che ha potuto debuttare al Napoli Teatro Festival Italia lo scorso luglio e il concorso di scrittura creativa Prove Generali di solitudine insieme ad altri prestigiosi partner.

Sono anche state esplorate forme diverse di contatto con il pubblico utilizzando un mezzo quasi arcaico come il telefono con il progetto Consulti Poetici che, nei mesi di marzo e aprile, ha permesso agli attori di entrare nelle case e dialogare  con il pubblico attraverso la parola poetica di grandi autori.

Il Teatro delle Marche è stato anche tra i primi a dotarsi di mezzi e risorse umane per utilizzare e sperimentare soluzioni digitali di produzione e trasmissione dello spettacolo su schermo dando vita anche ad originali esperienze di live streaming come quella del 22 novembre scorso in cui il danzatore e coreografo Nicola Galli si è esibito sul palcoscenico del Teatro delle Muse, in diretta e in simultanea, con la  danzatrice Hemabharati Palani, dal  palcoscenico del Centro Attakkalari di Bangalore (India), interpretando, ciascuno con il proprio stile, gli stessi brani musicali. Altre esperienze di live streaming negli ambiti anche della danza e del circo contemporaneo sono state sperimentate a teatro chiuso nel periodo della seconda ondata pandemica.

In questo ambito MT spazio online ha raccolto esperienze video e digitali che hanno permesso di vedere l’opera di artisti con cui Marche Teatro collabora (Geraldine Pilgrim, Pete Brooks della compagnia Imitating the Dog, Albert Vidal, Luca Silvestrini, Peeping Tom) e rivedere spettacoli memorabili come Sei personaggi in cerca d’autore ed Enrico IV entrambi diretti da Carlo Cecchi e prodotti negli anni precedenti dal teatro marchigiano, ma anche il documentario diretto da Angelo Loy sull’esperienza produttiva Paragoghé (depistaggi) diretta da Marco Baliani andata in scena all’interno del Tribunale di Ancona.

Marche Teatro non si è mai arreso dimostrando di saper reagire positivamente alle non poche difficoltà che hanno caratterizzato 2020.

Anche quando non restava che una mesta chiusura Marche Teatro ha dato prova di vitalità cercando  nuove soluzioni  impegnando le sue maestranze nell’ apertura, nel mese di dicembre,  di  uno showroom (Museshop) dove il pubblico ha potuto ritrovare nei manufatti esposti o in vendita frammenti di scene, materiali, stoffe, foto, bozzetti, libri che hanno caratterizzato, negli anni, la produzione del teatro di Ancona.

Marche Teatro ha infine chiuso il 2020 con il riallestimento al Teatro delle Muse di una delle sue produzioni migliori: La Scuola delle Mogli di Molière diretta da Arturo Cirillo, anche protagonista, in occasione della registrazione di Rai5, che verrà trasmessa in prima serata sabato 27 febbraio 2021.

30 dic. 2020 | Cirillo per ‘La scuola delle mogli’ di Moliere trasforma le Muse in un set televisivo – corriereadriatico.it

Il 2020 di Marche Teatro

29 dic. 2020 | La ripresa televisiva de “La scuola delle mogli”

AL TEATRO DELLE MUSE DI ANCONA
RAI5 RIPRENDE INTEGRALMENTE
LO SPETTACOLO
LA SCUOLA DELLE MOGLI
DI MOLIÈRE
CON E REGIA DI ARTURO CIRILLO

LA MESSA IN ONDA È PREVISTA
SU RAI5
SABATO 27 FEBBRAIO IN PRIMA SERATA

Al Teatro delle Muse di Ancona le troupe di RAI5 sono al lavoro per la ripresa integrale dello spettacolo La Scuola delle Mogli di Molière con e regia di Arturo Cirillo.

La Compagnia è già in prova e le riprese saranno effettuate in questi giorni.

Lo spettacolo andrà in onda su RAI5, sabato 27 febbraio in prima serata alle ore 21.15.

La scuola delle mogli di Molière con la traduzione Cesare Garboli, vede in scena: Arturo Cirillo, Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo, Giacomo Vigentini, scene Dario Gessati, costumi Gianluca Falaschi, luci Camilla Piccioni, musiche Francesco De Melis, regia Arturo Cirillo; assistente alla regia Mario Scandale, assistente scenografo Eleonora Ticca, assistente costumista Nika Campisi. La produzione è di Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro di Napoli_Teatro Nazionale.

La regia televisiva è a cura di Francesca Taddeini.

Lo spettacolo ha debuttato in teatro nel luglio 2018 in estiva al Festival di Borgio Verezzi ed è stato in scena a Roma per due volte, per poi affrontare con grande successo di pubblico e critica tre stagioni di tournée toccando i palcoscenici dei più bei teatri italiani.

Dalle note di Arturo Cirillo: “La scuola delle mogli” è una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi.

M’immagino una scena che è una piazza, come in una città ideale, con la sua prospettiva, la sua geometria, dove al centro vi è una casa girevole, al cui interno possiamo vedere una scala che porta ad una camera che è anche una cella, una stanza delle torture. L’azione avviene nello spazio tra questa casa ed un’altra, che non vediamo, appartenenti entrambe al protagonista, il quale si fregia di un doppio nome e di una doppia identità, come doppia è la sua natura. Egli è uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un indefesso fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. Al centro una giovane donna cavia di un esperimento che solo una mente maschilista e misantropica poteva escogitare: è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava, del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei. (…)

Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore. Dove si dice che la natura da maggiore felicità che non le regole sociali, che gli uomini si sono dati. Dove il cuore senza saperlo insegna molto di più di qualsiasi scuola. Dove Molière riesce a guardarsi senza pietismo, senza assolversi, ma anzi rappresentandosi come il più colpevole di tutti, il più spregevole (ma forse anche il più innamorato), riuscendo ancora una volta a farci ridere di noi stessi, delle nostre debolezze ed incompiutezze, della miseria di essere uomini.

www.marcheteatro.it/produzioni/la-scuola-delle-mogli/

La stampa ha detto:

Molière c’est moi La Repubblica, RODOLFO DI GIAMMARCO

Che immensa trovata, l’impianto scenico d’oggi d’un testo di secoli fa: è la struttura d’una casa di bambola di due piani ruotante su se stessa con cui la regia di Arturo Cirillo affronta splendidamente La scuola delle mogli di Molière.
(…)E la pièce molièriana… s’avvale del performativo sforzo degli attori che in panni di macchinisti fanno girare la casetta disegnata da Dario Gessati. Poi c’è la paradossalità nevrotica dell’Arnolfo riconcepito ora da Cirillo in persona, stupendamente afflitto da moderne turbe tutorie, e la grazia quasi da androide d’una perfetta Valentina Picello alias Agnese, e del suo innamorato rapper Giacomo Vigentini. E sarcastici, i costumi damascati che imitano un arazzo.

Molière, conflitti mascherati da farsa Corriere della Sera, MAGDA POLI

Spira un’aria d’inquietante amarezza ne La scuola delle mogli di Molière portato in scena da Arturo Cirillo anche protagonista nel ruolo del ricco Arnolfo… La bella regia e l’ottima interpretazione di Cirillo sembrano accendere un nucleo nascosto, un groviglio ossessivo che si trasforma in dolore, in sconfitta, in penosa mestizia, il tutto tra vicende farsesche e personaggi grotteschi a tratti burattineschi. Una lettura interessante.  (…)Agnese, interpretata con bravura infantile e maliziosa, tutta gesti e insofferenze da Valentina Picello. …Bravi anche Giacomo Vigentini, Francesco De Melis, Marta Pizzigallo e Rosario Giglio. Ancora una volta Cirillo sembra aver ben capito come Molière sia sempre uomo di teatro di «grandi urti e grandi conflitti» mascherati da farsa.

Quel dittatore dei sentimenti seppellito dagli sberleffi Il Manifesto, GIANFRANCO CAPITTA

Uno spettacolo intelligente (e divertente) …

(… )LA TRADUZIONE , molto bella ed efficace, di Cesare Garboli ci restituisce intatta la forza di quella lezione e delle ridicole pretese che, storicamente come nelle vicende private, così sono destinate a concludersi. E Arturo Cirillo, da sempre conoscitore e maestro di comicità popolare, imprime allo spettacolo un ritmo trascinante che si fa anche moralità pubblica. Sono bravi gli attori che lo circondano nel ruolo di presuntuoso babbeo (fantastica la spudorata ingenuità di Valentina Picello, anche se son tutti scattanti e simpatici), ma Cirillo ha saputo trovare almeno altri due punti di forza. La scena di Dario Gessati è una macchina mirabile (…). L’ALTRA SORPRESA è la musica, composta da Francesco De Melis, che non «accompagna» la vicenda, ma con i virtuosismi di diversi strumenti crea una vera partitura, parallela e dialettica con la commedia.

auguri presidente

20 dic. 2020 | No allo streaming, il teatro dal vivo è lo squarcio di luce – Intervista a Marco Baliani – liminateatri.it