HOSPITALITY SUITE

inizio spettacolo: sabato ore 20.30, domenica ore 16.30

28 e 29 marzo 2026 – Teatro Sperimentale
HOSPITALITY SUITE

di Roger Rueff
traduzione italiana di Paola Ponti e Paola Ermenegildo
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Roger Rueff

regia Francesco Scianna

con Francesco SciannaSergio Romano, Lorenzo Crovo, Fabrizio Romano

scene e luci Angelo Linzalata
costumi Stefania Cempini
musiche Paolo Spaccamonti
regista assistente Luca Bargagna

produzione MARCHE TEATRO, GOLDENART PRODUCTION, Teatro Biondo Palermo, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello

“Hospitality Suite” è un’opera teatrale scritta da Roger Rueff, un testo che affronta con acume e profondità i temi dell’identità, della moralità e delle scelte di vita. Ambientata in una suite d’albergo durante una convention aziendale, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda.

Il dialogo serrato tra i personaggi svela poco a poco le loro vulnerabilità, ambizioni e illusioni, offrendo al pubblico uno spaccato umano che va ben oltre la superficie professionale. Una riflessione attuale e potente sul lavoro, le relazioni interpersonali e le domande esistenziali che ognuno si pone nel corso della propria vita.

“Hospitality Suite” è uno spettacolo che tocca l’anima e il cuore dello spettatore. Un’occasione unica per vedere in scena un testo di rara profondità e attualità, interpretato da uno degli attori più talentuosi del panorama teatrale italiano.

MINCHIA SIGNOR TENENTE

inizio spettacolo ore 20.30

24 aprile 2026 – Teatro Sperimentale
MINCHIA SIGNOR TENENTE

scritto e diretto da Antonio Grosso

con in o.a. Adriano Aiello, Gaspare Di Stefano, Francesco Nannarelli, Delia Oddo, Antonello Pascale, Giuseppe Renzo, Franco Scascitelli, Mariano Viggiano, Martina Zuccarello

e con Natale Russo

scenografie Alessandro Chiti
costumi Francesca Garofalo

light designer Gianluca Cappelletti
foto di scena Tommaso Le Pera

esecuzione musicale M° Andrea Bianchi
aiuto regia Salvatore Riggi
foto locandina Matteo Casilli

organizzazione Giorgia Radice
distribuzione 3ATRO Produzione e Distribuzione
service audio&luci Coltivarte sals

capo macchinista Daniele Gratissi
capo elettricista Daniele Santangeli
scenotecnica LT Costruzioni

un ringraziamento a Diego Caccavallo

produzione 3atro e Compagnia Mauri Sturno

Sicilia, 1992.
Su un cucuzzolo di montagna, in un paesino dove il tempo sembra essersi fermato, sorge una piccola caserma dei carabinieri. Cinque militari, ognuno proveniente da una regione diversa, condividono turni, scherzi, sfottò, e un’unica certezza: il massimo dell’emergenza, lì, sono i ladri di galline. Tra assurde denunce da parte di Parerella, il matto del paese, amori proibiti (uno dei carabinieri è fidanzato con una ragazza del posto, in barba al regolamento), paradossi quotidiani e una sorprendente armonia, il gruppo si sente ormai più simile a una famiglia che a una squadra militare. Tuttavia, l’arrivo di un nuovo tenente – rigido, severo, deciso a rimettere tutti in riga – rischia di stravolgere quell’equilibrio fragile e prezioso.
“MINCHIA SIGNOR TENENTE” è la commedia cult degli ultimi 20 anni. Si parla di mafia, ma in maniera totalmente ironica e originale, facendo sì che la risata porti alla riflessione ma soprattutto al modo di porsi verso le ingiustizie. E questo per far si che ognuno di noi possa avere uno sguardo dritto senza mai voltarsi, affrontando con coraggio e leggerezza tutto ciò che la vita ci offre.

NOTE DI REGIA – Antonio Grosso
“La libertà è l’essenza di ogni individuo, l’espressione più autentica di ogni persona. È ciò che ci rende veramente vivi. ‘Minchia Signor Tenente’ esplora il concetto di libertà attraverso l’amore, l’amicizia e l’onestà, raccontando una storia universale che ognuno di noi può vivere e soffrire nella propria esistenza. Questa storia attraversa un’Italia che ha conosciuto momenti bui, ma anche una profonda resilienza.
La drammaturgia si fonde con un disegno di luci poetico ed essenziale, una scenografia che evoca il passato senza perdere la modernità, e una recitazione semplice e profonda, molto naturale. Dopo vent’anni, ritorno alla regia di questo cult teatrale italiano, cercando di fondere comicità, poesia, dramma e verità. Ho cercato di mettere insieme vent’anni di storia di questo spettacolo straordinario, sperando di esserne stato all’altezza.”

UN SABATO, CON GLI AMICI

inizio spettacolo ore 20.30

30 aprile 2026 – Teatro Sperimentale
UN SABATO, CON GLI AMICI

libero adattamento di Marco Grossi
dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri
con Pierluigi Corallo, Alessandra Mortelliti, Fabrizio Lombardo, Silvia Degrandi, Luca Avagliano, Marcella Favilla, Alberto Melone
scene Filippo Sarcinelli
luci Claudio De Robertis
costumi Monica De Giuseppe
musiche Oliviero Forni
assistente alla regia Monica De Giuseppe
organizzazione Marianna de Pinto
regia Marco Grossi

produzione Malalingua in collaborazione con Alt Academy e Associazione Fondo Andrea Camilleri

L’evento si inserisce tra le iniziative per il Centenario della nascita di Andrea Camilleri, promosso dal Fondo Andrea Camilleri con il Comitato Nazionale Camilleri 100

“Un sabato, con gli amici” di Andrea Camilleri è un romanzo del 2009 ambientato in un quartiere altoborghese di una grande città italiana. Lontano dalle consuete atmosfere siciliane dell’autore, il racconto si apre con una serata tra tre coppie di amici, un rito abituale che richiama i toni della commedia borghese alla Neil Simon. Tuttavia, l’arrivo di un vecchio amico, ora candidato politico in cerca di sostegno, rompe l’equilibrio del gruppo.

Dietro la facciata di normalità, emergono traumi, segreti e conflitti: relazioni clandestine, violenze subite o compiute, ricordi dolorosi. Camilleri affronta temi complessi con linguaggio diretto e incisivo, scandagliando la psiche umana e le sue zone d’ombra, spesso legate all’infanzia.

Nell’adattamento teatrale, fedele alla trama ma con taglio ironico, la narrazione assume i toni di una black comedy noir. La commedia si intreccia al dramma in modo destabilizzante, in un crescendo grottesco che culmina in un finale necessario per ristabilire un nuovo equilibrio. Sul palco prende forma la lotta di una generazione in cerca di identità, segnata da fallimenti e ombre profonde.