ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

inizio spettacoli ore 20.45 – domenica ore 16.30

ESCLUSIVA REGIONALE

DAL 13 AL 16 FEBBRAIO_MUSE

di Jane Austen
adattamento teatrale di Antonio Piccolo
regia Arturo Cirillo
interpreti e personaggi
principali
Arturo Cirillo BENNET
Valentina Picello ELIZABETH, seconda figlia dei Bennet
Riccardo Buffonini FITZWILLIAM DARCY, migliore amico di Bingley
Alessandra De Santis SIG.RA BENNET
Rosario Giglio COLLINS, cugino dei Bennet
Sara Putignano JANE, prima figlia dei Bennet
Giacomo Vigentini CHARLES BINGLEY, nuovo vicino dei Bennet
Giulia Trippetta CHARLOTTE, la migliore amica delle sorelle Bennet / CAROLINE BINGLEY sorella di Charles
Arturo Cirillo LADY CATHERINE DE BOURGH, zia di Darcy
secondari
Rosario Giglio SIG. CAMPBELL, domestico di Bingley
Giacomo Vigentini REYNOLDS, domestico di Lady Catherine
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Camilla Piccioni
musiche originali Francesco De Melis
assistente alla regia Mario Scandale
assistente scenografo Eleonora Ticca
assistente costumista Nika Campisi
prima versione teatrale italiana
MARCHE TEATRO / Teatro Stabile di Napoli_Teatro Nazionale

Dal 1813 il romanzo di Jane Austen non smette di appassionare generazioni di lettori per l’ironia e le pungenti descrizioni di un mondo lontano. Arturo Cirillo, a partire dall’adattamento di Antonio Piccolo, lo celebra attraverso una regia che mostra come l’autrice giochi a reinventare la realtà,senza mai privarla della sua verità, in questa prima versione teatrale italiana.

Perché portare a teatro Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen?
Perché penso che sia una scrittrice con un dono folgorante per i dialoghi. Perché sono affascinato dall’Ottocento, e dal rapporto fra i grandi romanzi di quell’epoca e la scena. [..] Perché il mondo della Austen dove apparentemente non accade mai nulla di eclatante, abitato per la maggior parte da creature che stanno abbandonando la fanciullezza per diventare ragazze da marito o giovani scapoli da sposare, mi affascina; con tutto il pudore, i turbamenti, le insicurezze, e anche l’orgoglio e i pregiudizi che la giovinezza porta con sé.
Perché questo mondo sociale dove ci si conosce danzando, ci si innamora conversando, ci si confida con la propria sorella perché i genitori sono, ognuno a suo modo, prigionieri del proprio
narcisismo, non mi sembra così lontano da noi. Soprattutto pensando a queste giovani eroine spinte a sposarsi anche per avere finalmente un sostegno economico, sottraendosi allo stesso
tempo all’indecorosa condizione di zitelle, e allontanandosi dalle proprie famiglie d’origine. Da dietro quella tenda, come nel buio di una quinta, celata agli sguardi altrui ma attenta a non farsi sfuggire nulla di ciò che accade, Jane Austen reinventa la realtà attraverso la sua rappresentazione, ma mai smettendo di essere vera. Come avviene in teatro.” – Arturo Cirillo