LA GOVERNANTE
inizio spettacoli ore 20.30 – domenica ore 16.30
dal 18 al 21 febbraio 2027 (con anteprima mercoledì 17 febbraio fuori abbonamento)
Teatro delle Muse
Franco Branciaroli e Giovanna Di Rauso
LA GOVERNANTE
di Vitaliano Brancati
regia di Valerio Santoro
produzione Teatro Biondo Palermo, MARCHE TEATRO
Ci sono dei testi che resistono al tempo, come pietre d’inciampo piantate nel cuore della coscienza collettiva. La governante di Vitaliano Brancati è uno di questi. Scritto nel 1952, sepolto dalla censura per oltre un decennio, torna oggi con la forza tagliente di un’opera che ha ancora molto da dire. Brancati ci consegna un dramma che scava nei meccanismi sotterranei del perbenismo, nei silenzi della morale imposta, nella colpa come strumento di controllo sociale. Lo fa con una struttura teatrale apparentemente classica, nella quale i piccoli incidenti e i grandi malintesi – alla maniera di Čechov – si trasformano in detonatori emotivi. Ma dietro la forma sobria si nasconde una materia incandescente.
Caterina Leher, la governante francese, appare subito come una figura di rigore etico e spirituale. In realtà, è l’emblema della frattura tra ciò che siamo veramente e ciò che ci è permesso di essere. Vive la propria omosessualità come un peccato, un’ombra che deve restare nascosta, anche a costo di calunniare un’altra donna per salvarsi. Il suo gesto la condanna e allo stesso tempo la rivela: la tragedia è già consumata nel momento in cui mente per sopravvivere.
Ma La governante non è solo la storia di Caterina, è il ritratto di un intero mondo – la borghesia meridionale trapiantata a Roma – che si dibatte tra decoro e colpa, tra apparenza e rimozione. Leopoldo Platania, patriarca in rovina morale, ha sacrificato una figlia sull’altare della sua “morale”. Ogni personaggio è una maschera tragica, indossata per paura del giudizio.
La nostra messa in scena non vuole modernizzare La governante, vuole restituirla per quello che è: un dramma crudele e lucidissimo, che racconta come l’intolleranza si celi spesso dietro le forme più rassicuranti. Il regista Valerio Santoro non attualizza, non aggiorna: affronta il testo così com’è, lasciandolo agire nella sua lingua netta, ironica, spietata. La sua contemporaneità è già lì, nei non detti, negli sguardi, nella vergogna che diventa destino. Mettere in scena La governante oggi significa interrogarsi su quanto siamo disposti a tollerare la verità, soprattutto quando ci riguarda. Questo spettacolo vuole essere un omaggio a Brancati e al suo coraggio, ma anche un atto di responsabilità. Perché il teatro, oggi come allora, ha il dovere di togliere la polvere dal conformismo, di sfidare le certezze e, soprattutto, di porre domande scomode.

